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Abbazia di Montecassino
Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.
Coordinate:
| Abbazia territoriale di Montecassino Abbatia Territorialis Montis Cassini Chiesa latina | |
|---|---|
| | |
| abate territoriale | Pietro Vittorelli |
| Regione ecclesiastica Lazio | |
| Parrocchie | 53 |
| Sacerdoti | 39 secolari e 24 regolari 1.268 battezzati per sacerdote |
| 58 religiosi 64 religiose 1 diaconi | |
| 79.900 abitanti in 567 km² 79.900 battezzati (100,0% del totale) | |
| Eretta | VI secolo |
| Rito | romano |
| Piazza Corte, 03043 Montecassino [Frosinone], Italia tel. +39077632691; 0776.31.15.29 fax. 0776.24.508 W @ | |
| Dati dall'annuario pontificio 2011 riferiti al 2010 * * | |
| Chiesa cattolica in Italia tutte le diocesi della Chiesa cattolica | |
L'Abbazia territoriale di Montecassino (latino: Abbatia Territorialis Montis Casini) è una sede della Chiesa cattolica immediatamente soggetta alla Santa Sede, appartenente alla regione ecclesiastica Lazio. È stata costituita nel VI secolo e nel 2010 contava 79.900 battezzati su 79.900 abitanti. È attualmente retta dall'abate Pietro Vittorelli.
Indice |
Territorio
La diocesi si trova tra la parte sud orientale del Lazio e l'estremo nord della Campania, tra la provincia di Frosinone e la provincia di Caserta e comprende i comuni di Cassino, Castelnuovo Parano, San Giorgio a Liri, Pignataro Interamna, Rocca d'Evandro, San Pietro Infine, San Vittore del Lazio, Sant'Andrea del Garigliano, Sant'Ambrogio sul Garigliano, Sant'Apollinare, Vallemaio, Viticuso, Acquafondata, Vallerotonda, Sant'Elia Fiumerapido, Atina, Belmonte Castello, Villa Latina. Il territorio si estende su 567 km² ed è suddiviso in 53 parrocchie.
Storia
Le origini
Quando san Benedetto verso l'anno 529 fondò l'abbazia di Montecassino nell'acropoli che si ergeva sul monte dell'antico castrum Casinum, sul confine meridionale del Latium novum, sembra che egli ottenesse quell'edificio pubblico grazie all'appoggio delle famiglie locali più in vista e con il beneplacito delle autorità ecclesiastiche più vicine, probabilmente – trovandosi da tempo vacante la sede episcopale di Cassino –, quel Costanzo, vescovo di Aquino, la cui stima verso Benedetto è ricordata nel II libro dei "Dialoghi" di s. Gregorio Magno. La città di Casinum, già piazzaforte sannitica, poi fedele a Roma, era stata anch'essa travolta nel V secolo dalle incursioni di Visigoti e Vandali. Dei vescovi che ne occuparono la sede un solo nome gode di un certo credito storico, quel Severus Cassinas, di cui è attestata la partecipazione al sinodo romano del 487, e alla cui memoria restarono fedeli gli stessi monaci cassinesi, che lo ricordavano già nei più antichi calendari di Montecassino risalenti alla fine del secolo VIII, mentre privi di fondamento sono i nomi di altri due presunti vescovi di Cassino, Caprarius Cassitanus (?) intervenuto al concilio romano del 465 e Fortunato. In questo spazio privo delle cure di un effettivo pastore san Benedetto cominciò ben presto ad esercitare un'opera di evangelizzazione con l'autorevolezza di un carisma che non sfuggì allo stesso re dei Goti, Totila, il quale si recò in visita da lui poco prima di assediare Roma nel dicembre del 546, ricevendone tra l'altro la predizione della sua morte imminente. I primi quattro successori del santo nel governo di Montecassino furono Costantino, Simplicio, Vitale e Bonito, l'ultimo dei quali vide il monastero distrutto dai Longobardi nel 577, con il conseguente esilio della comunità monastica a Roma e la sua probabile estinzione. Si apre infatti a questo punto un vuoto di documentazione che termina solo intorno al 718, allorché il nobile pellegrino Petronace, proveniente da Brescia e inviato a Montecassino da papa Gregorio II, getta le basi per la rinascita dell’antico monastero, grazie anche alla politica di collaborazione tra ducato beneventano e Sede Apostolica. E proprio il duca di Benevento Gisulfo II compie nel 744 un atto epocale per il futuro dell'abbazia cassinese, facendole dono di "tutte le montagne e le pianure all'intorno": era questo infatti il primitivo nucleo della Terra di San Benedetto, corrispondente al territorio compreso tra le contee di Aquino, Teano, Comino, Venafro e il ducato di Gaeta. Qualche anno dopo, nel 748, papa Zaccaria emetteva in favore dell'abbazia un primo privilegio di esenzione, a noi pervenuto in una redazione spuria, elaborata nondimeno sulla base di un documento genuino dello stesso papa, andato perduto. Era un primo abbozzo alla forma della giurisdizione spirituale di Montecassino, poi confermata nel privilegio di incerta datazione, emesso da papa Niccolò I (858-867), nel quale è riconosciuta la totale esenzione dell'abbazia da qualunque giurisdizione episcopale. La Sede Apostolica garantiva così in modo espresso l'opera di governo degli abati cassinesi a partire specialmente da Gisulfo († 817), che in pianura aveva fondato il nuovo monastero del Salvatore costituendo in esso il centro sia dell'organizzazione curtense nella Terra Sancti Benedicti sia della futura città fondata dall'abate Bertario con il nome grecizzante di "Eulogimenopoli" (città di Benedetto), in seguito sostituito da quello di San Germano (l'attuale Cassino). Tali prerogative che si manifestarono anche nella fondazione di nuovi centri abitati, furono confermate nel privilegio di papa Giovanni VIII del 22 maggio 882, proprio alla vigilia della seconda distruzione del monastero ad opera dei Saraceni, che il 22 ottobre 883 provocarono la morte dello stesso abate Bertario e il lungo esilio capuano della comunità monastica.
Dal secolo X alle soglie dell'età moderna
Il definitivo ristabilimento dei monaci a Montecassino dopo l'esilio coincide con il governo dell'abate Aligerno (948[-950]-985). Questi il 7 giugno 967 otteneva con il beneplacito dell'imperatore Ottone I la concessione di un ampio privilegio da parte di Pandolfo I Capodiferro, principe di Capua e Benevento, il quale gli riconosceva la facoltà di costruire torri e castelli in tutti i possedimenti monastici, senza interferenza alcuna da parte di privati o agenti pubblici. Favorita in parallelo dall'esenzione pontificia e dalla protezione imperiale, la Terra di San Benedetto si consolida e si allarga sempre più, mentre tra XI e XII secolo il monastero cassinese raggiunge il massimo splendore, di cui è simbolo l'abate Desiderio (1058-1087), il futuro papa Vittore III. Montecassino appare, come scrive il Baronio, un vero e proprio "vivaio di santi pastori", al punto che diversi monaci ricoprono in quegli anni le cattedre episcopali di Gaeta, Fondi, Sora, Isernia, come pure Benevento, Salerno, Napoli. La consacrazione della basilica cassinese da parte di papa Alessandro II il 1º ottobre 1071, con la partecipazione di numerosi arcivescovi, vescovi e signori locali, è come un sigillo impresso su quest'aurea età in cui Montecassino come Cluny contribuì alla riforma della Chiesa propugnata dalla Sede Apostolica. Negli anni successivi tuttavia la fine del regno normanno, i contrasti legati alla successione degli Svevi e la stessa dominazione sveva fino alla morte di Federico II (13 dicembre 1250) avrebbero avuto gravi ripercussioni nella Terra di San Benedetto, non senza qualche raggio di luce, come la precoce presenza dei Francescani a San Germano per concessione dell'abate Landolfo Sinibaldo (1227-1236). Solo con il nuovo re Carlo I d’Angiò nell'abbazia e nel territorio di sua pertinenza si iniziava un nuovo periodo di stabilità promosso dall'abate Bernardo Aiglerio (1263-1282), già monaco dell'abbazia benedettina di Saint-Martin di Savigny, amico di san Tommaso d'Aquino, il quale oltre ad inchieste formali per il recupero di diritti, redditi e servizi dovuti all'abbazia dai singoli e dai centri abitati che le gravitavano intorno, celebrò anche nel 1275 il primo sinodo diocesano di cui si abbia notizia. Tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo si registrano brevi ed instabili abbaziati, finché papa Giovanni XXII, nel quadro del programma di ristabilimento dell’egemonia guelfo-angioina in Italia, il 2 maggio 1322 con la bolla Supernus opifex elevò l'abbazia al rango di sede episcopale. Sarà poi papa Urbano V che dopo aver riservato a sé la carica abbaziale, con la bolla Romanus Pontifex il 31 marzo 1367 soppresse l'episcopato e ripristinò lo status abbaziale. E proprio verso la fine del Trecento ha inizio la costruzione del principale santuario mariano diocesano di Santa Maria de Piternis a Colleragni nei pressi di Cervaro, sul luogo dei presunti miracoli operati dalla Vergine. Nondimeno i tremendi effetti del terremoto del 1349, le complicazioni causate dallo scisma d'Occidente (1378), le contese per la successione nel regno di Napoli fino all'avvento di Alfonso d'Aragona (1442), gravarono pesantemente sulle sorti di Montecassino, che tra l’altro a partire dal 1454 fino alla fine del XV secolo fu affidato a quattro abati commendatari, uno dei quali fu papa Paolo II.
Dal XVI al XVII secolo
Annessa nel 1504 alla Congregazione di Santa Giustina detta de Unitate, che da quel momento prende il nome di "Cassinese", l'abbazia, parte integrante del regno napoletano ormai attratto nell'orbita spagnola, rinacque ancora una volta sotto la guida dell'abate Eusebio Fontana, che diede inizio alla serie delle visite pastorali e dettò pure statuti per il clero della città di San Germano. In questo periodo furono inoltre celebrati sinodi, tra i quali di particolare risonanza quello indetto dall'abate Crisostomo d'Alessandro (1527-1531). Ancora in attuazione delle norme dettate dal Concilio di Trento, nel 1590 fu istituito il seminario diocesano. Nel corso del Seicento non mancarono episodi di contrasto tra l'abbazia e la città di San Germano, che aspirava ad ottenere il titolo di citta regia liberandosi così dai pesi feudali, seguita in ciò dal capitolo dei canonici della collegiata di San Germano, che cercavano di avere un proprio vescovo svincolandosi così dalla giurisdizione spirituale degli abati. Un'istanza del 1674 in tal senso presso la Congregazione dei Vescovi e Regolari fu respinta dalla Sacra Rota il 30 aprile 1677; quindi il 22 marzo 1686 papa Innocenzo XI con la bolla Alias in causa poneva sulla questione un "perpetuo silenzio". Ancora il 4 agosto 1725 Benedetto XIII con la bolla Quod inscrutabilis ratificava la volontà espressa nel Concilio romano di quello stesso anno, favorevole alla giurisdizione diocesana degli abati di Montecassino.
Dalle soppressioni ottocentesche al Vaticano II
Promulgata il 13 febbraio 1807 la legge napoleonica di soppressione degli Ordini monastici nel regno, il 21 febbraio 1810 seguì una lettera ministeriale con la quale l'abate Aurelio Visconti era privato della giurisdizione pastorale, e i paesi della diocesi divisi tra i vescovi confinanti, i quali tuttavia continuarono a collaborare con l'abate, che la Sede Apostolica riconosceva infatti come unico legittimo pastore del territorio cassinese. Solo nel 1815, con il ritorno di Ferdinando IV di Borbone sul trono del regno di Napoli e grazie all'appoggio congiunto del sovrano e di papa Pio VII, veniva ripristinato l'esercizio della giurisdizione spirituale, ormai libera dai condizionamenti del potere feudale e della connessa giurisdizione civile, come fu poi confermato dal concordato del 16 febbraio 1818. Il 19 novembre 1834 papa Gregorio XVI con la bolla Romanus Pontifex, abolendo la giurisdizione prepositurale di cui aveva goduto nei secoli Atina, pose quest'ultima sotto l'autorità dell'abbazia di Montecassino. Ripristinata la carica di preposito da papa Leone XIII nel 1878, essa fu attribuita agli abati cassinesi, mentre la chiesa atinate di Santa Maria veniva dichiarata concattedrale. Infine con il decreto della Congregazione per i Vescovi del 21 marzo 1977 (Montis Casini et aliarum. De mutatione finium. Ad Casinum montem) l'intero territorio della prepositura di Atina è stato conglobato con quello dell'abbazia territoriale di Montecassino, mentre nel contempo si dichiarava soppressa la denominazione di "prepositura". Tramontato il regime borbonico e proclamato finalmente il nuovo regno d'Italia il 17 marzo 1861, una nuova legge di soppressione delle corporazioni religiose colpiva il 7 luglio 1866 anche Montecassino, che veniva dichiarato monumento nazionale, mentre l'abate conservava la sua funzione di Ordinario della diocesi cassinese, la chiesa abbaziale costituiva la cattedrale, e il monastero stesso ospitava la residenza del capitolo formato dalla comunità dei monaci, oltre che gli uffici della curia e il seminario diocesano. L'8 dicembre 1889 anche il nuovo seminario diocesano di san Giuseppe sorgeva all'interno del monastero, in aggiunta all'altro già fondato in San Germano alla fine del XVI secolo. In seguito l'abate Bonifacio Krug, in applicazione della riforma dei seminari voluta da papa Pio X, avrebbe unificato i due istituti. Proprio al Krug († 1909) succedeva l'abate Gregorio Diamare (1865-1945), durante il cui governo si registrano ben quattro congressi eucaristici diocesani, e nel 1910 la fondazione di un "ricreatorio" per i giovani di Cassino, onde favorirne la formazione morale, spirituale e religiosa. Il 12 marzo 1928 la consacrazione episcopale ne coronava l'impegno pastorale.
Sarà lui a vivere in prima persona durante la Seconda guerra mondiale il dramma del Battaglia del bombardamento di Montecassino avvenuto il 15 febbraio 1944, prodigandosi anche per salvare la vita dei suoi fedeli. Scomparso l'anno seguente, gli succedeva nell’opera di ricostruzione materiale e morale l'abate Ildefonso Rea (1945-1971), che non solo provvide a riedificare il monumentale monastero ma anche le tante chiese e parrocchie della diocesi tra il Cassinate e la Valle di Comino, ricche di monumenti dell'arte medievale. Divenuto anch'egli vescovo nel 1962, partecipò con impegno ai lavori del Concilio Vaticano II, e proprio nel corso dell'assise ecumenica papa Paolo VI, accompagnato da una folta schiera di padri conciliari, il 24 ottobre 1964 consacrava la nuova basilica di Montecassino, proclamando san Benedetto patrono principale di tutta l'Europa. Era come il più alto riconoscimento anche della plurisecolare missione evangelizzatrice dell'abbazia cassinese, che papa Giovanni Paolo II avrebbe ulteriormente confermato il 20 settembre 1980 nel suo pellegrinaggio a Montecassino in occasione del XV centenario della nascita di san Benedetto.
Cronotassi dei vescovi
Gli abati dell'Abbazia hanno iniziato ad essere considerati vescovi nel corso del XVIII secolo.
Per un elenco completo degli abati si veda: Elenco degli abati di Montecassino
...
- Gregorio Diamare, O.S.B. † (20 luglio 1909 - 6 settembre 1945 deceduto)
- Ildefonso Rea, O.S.B. † (21 novembre 1945 confermato - 23 settembre 1971 deceduto)
- Martino Matronola, O.S.B. † (21 marzo 1977 - 8 gennaio 1983 ritirato)
- Fabio Bernardo D'Onorio, O.S.B. (25 aprile 1983 - 20 settembre 2007 nominato arcivescovo di Gaeta)
- Pietro Vittorelli, O.S.B., dal 17 novembre 2007
Statistiche
La diocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 79.000 persone contava 79.000 battezzati, corrispondenti al 100,0% del totale.
| anno | popolazione | sacerdoti | diaconi | religiosi | parrocchie | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| battezzati | totale | % | numero | secolari | regolari | battezzati per sacerdote | uomini | donne | |||
| 1970 | 110.000 | 110.000 | 100,0 | 92 | 53 | 39 | 1.195 | 51 | 200 | 71 | |
| 1980 | 100.200 | 101.300 | 98,9 | 69 | 41 | 28 | 1.452 | 34 | 77 | 47 | |
| 1990 | 112.800 | 113.800 | 99,1 | 62 | 35 | 27 | 1.819 | 1 | 33 | 80 | 53 |
| 1999 | 76.000 | 78.000 | 97,4 | 72 | 35 | 37 | 1.055 | 42 | 76 | 53 | |
| 2000 | 76.000 | 78.000 | 97,4 | 68 | 38 | 30 | 1.117 | 35 | 74 | 53 | |
| 2001 | 76.000 | 78.000 | 97,4 | 74 | 42 | 32 | 1.027 | 36 | 77 | 53 | |
| 2002 | 78.500 | 78.500 | 100,0 | 76 | 39 | 37 | 1.032 | 41 | 72 | 53 | |
| 2003 | 79.000 | 79.000 | 100,0 | 70 | 39 | 31 | 1.128 | 35 | 72 | 53 | |
| 2004 | 79.000 | 79.000 | 100,0 | 68 | 40 | 28 | 1.161 | 54 | 72 | 53 | |
| 2010 | 79.900 | 79.900 | 100,0 | 63 | 39 | 24 | 1.268 | 1 | 58 | 64 | 53 |
Fonti e Bibliografia
- Annuario pontificio del 2005 e precedenti, riportati su www.catholic-hierarchy.org alla pagina [1]
- F. Ughelli, Italia Sacra sive de episcopis Italiae, I, Venetiis 1717, pp. 571-578; X, Venetiis 1722, pp. 40-54.
- J.A. Lucenti, Italia Sacra, I, Romae 1704, 455-1100.
- E. Gattola, Historia abbatiae Cassinensis per saeculorum seriem distributa, Venetiis 1733
- E. Gattola, Ad historiam abbatiae Cassinensis accessiones, Venetiis 1734.
- Giovanni Domenico Mansi, Sacrorum Conciliorum Nova Amplissima Collectio, 31 volumi, Firenze e Venezia, 1758-98, VII, Firenze 1762, col. 965-966, 1171
- Hierarchia Catholica Medii Aevi ... ab anno 1198 usque ad annum 1431, I, ed. C. Eubel, Monasterii 1913, p. 169.
- F. Lanzoni, Le diocesi d’Italia dalle origini al principio del secolo VII (an. 604) , I, Faenza 1927 (Studi e Testi 35), pp. 120-122, 164-165.
- Italia Pontificia, VIII, ed. P.F. Kehr, Berolini 1935, pp. 109-196.
- "Rationes decimarum Italiae" nei secoli XIII e XIV. Campania, a cura di M. Inguanez, Leone Mattei-Cerasoli, P. Sella, Città del Vaticano 1942 (Studi e Testi 97), pp. 41-64.
- Taxae pro communibus servitiis ex libris obligationum ab anno 1295 usque ad annum 1455 confectis, ed. H. Hoberg, Città del Vaticano 1949 (Studi e Testi, 144), pp. 176-177.
- Sinodi diocesani italiani. Catalogo bibliografico degli atti a stampa, 1534-1878, a cura di S. da Nadro, Città del Vaticano 1960 (Studi e Testi, 207), passim (vedi alla voce "Monte Cassino" in "Indice delle diocesi", p. 489).
- Gli studi di T. Leccisotti e A. Pantoni sulla diocesi cassinese, i suoi pastori, i centri abitati e le chiese, in «Bollettino Diocesano-Diocesi di Montecassino», specialmente dal 1961 al 1987.
- L. Fabiani, La Terra di S. Benedetto. Studio storico-giuridico sull’Abbazia di Montecassino dall’VIII al XIII secolo, I-II, Montecassino 1968 (Miscellanea Cassinese 33-34).
- T. Leccisotti, Note sulla giurisdizione di Montecassino, I-II, Montecassino 1971-1972.
- T. Leccisotti, Le visite pastorali del Cinquecento pretridentino nell’Abbazia di Montecassino, in Problemi di vita religiosa in Italia nel Cinquecento, Padova 1960 (Italia Sacra 2), pp. 215-224.
- T. Leccisotti, Di un Fortunato presunto vescovo di "Casinum", in «Benedictina» 24 (1977), pp. 205-207.
- T. Leccisotti, La venuta di S. Benedetto a Montecassino, in San Benedetto e il suo tempo. Atti del 7° Congresso internazionale di studi sull’Alto Medioevo (Norcia-Subiaco-Cassino-Montecassino, 29 settembre-5 ottobre 1980), Spoleto 1982, pp. 685-696.
- "Ecclesia Casinensis". La diocesi di Montecassino 1975, Montecassino 1975.
- F. Avagliano, Sulle relazioni per le Visite "ad limina" degli abati cassinesi nella seconda metà del secolo XVIII, in «Benedictina» 21 (1974), pp. 225-257.
- I sinodi nella storia della diocesi di Montecassino, in «Bollettino Diocesano-Diocesi di Montecassino» 39 (1984), pp. 218-225.
- La "Terra S. Benedicti" nei disegni ad acquerello di Marcello Guglielmelli (1715-1717), Montecassino 1994 (Studi e documenti sul Lazio meridionale 4).
- M. Dell’Omo, Montecassino. Un’abbazia nella storia, Montecassino-Cinisello Balsamo 1999, pp. 292-315 (serie cronologica degli abati di Montecassino).
- Affreschi in Val Comino e nel Cassinate, a cura di G. Orofino, Cassino 2000.
- Atlante delle diocesi d’Italia, Novara 2000, pp. 99, 298.
- O. Tamburini, Istruzione e carità a Cassino tra Otto e Novecento. L’impegno delle Suore Stimmatine e delle Suore della Carità, Montecassino 2004.
- Gregorio Diamare abate di Montecassino (1909-1945). Contributo alla conoscenza della Chiesa e della società del Cassinate nella prima metà del Novecento, a cura di F. Avagliano, Montecassino 2005.
- M. Dell'Omo. Montecassino, in Le Diocesi d'Italia, dir. da L. Mezzadri-M. Tagliaferri-E. Guerriero, vol. III, Cinisello Balsamo (Milano), 2008, pp. 763-767.
- Voce Abbazia territoriale di Montecassino di it.wiki: il materiale ivi presente è stato rielaborato in senso cattolico e integrato
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