Abside

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pianta di una chiesa tipo
Abside emisferico decorato a mosaico della chiesa paleocristiana di Sant’Apollinare in Classe a Ravenna
Il Abside e Baldacchino di San Pietro di G.L. Bernini
L’abside della Cattedrale di Monreale.

L'abside (s. f., dal latino apsis, derivato dal greco ἁψίς hapsis, "arco" o "volta") è l’elemento architettonico che chiude il coro di una chiesa. E’ nato a forma di volta tronca. La parte superiore dell'abside è detta conca o catino absidale, ed ha generalmente la forma di una semicupola, solitamente è rivolto a est.

Architettura antica

L'uso delle absidi nacque nell'architettura romana, dove si trova dalla tarda età repubblicana, anche nelle celle dei templi (es. tempio di Venere Genitrice). Si trova anche nelle basiliche civili d'epoca sempre romana, al centro di uno (o due contrapposti) dei lati interni, dove generalmente sedevano i magistrati (tribunale) o l'imperatore stesso. In seguito, in epoca tardo-imperiale, si diffuse la posizione preminente sul lato minore, dove di solito veniva collocata la statua o il trono dell'imperatore, che così acquisiva una valenza ultraterrena e sacrale, tipica appunto delle effigie di culto nei templi. Una grande abside si trova nella basilica di Massenzio, ma anche nell'Auditorium imperiale della Domus Flavia sul Palatino o nella Basilica di Costantino a Treviri.

Architettura cristiana

In epoca costantiniana si diffuse anche nell'architettura cristiana, riprendendo in particolare il modello della basilica imperiale come quella di Treviri, con una grande abside che dominava la navata e che era incorniciata da un grande arco, detto arco trionfale. Vi prendeva posto il clero e i presbiteri, oltre alla cattedra vescovile.

Nell'Antica Basilica di San Pietro in Vaticano l'abside evidenziava la tomba di San Pietro, mentre in San Giovanni in Laterano coronava l'altare e la cattedra vescovile. Il modello si diffuse a tutta l'architettura paleocristiana e a quella successiva, arrivando a diventare un elemento tra i più tipici dell'architettura cristiana. Spesso le absidi, ed in particolare i catini absidali e gli archi trionfali erano decorati da splendidi cicli musivi, come restano precoci testimonianze a Roma e a Ravenna.

L'architettura delle absidi restò essenzialmente semplice fino all'epoca romanica, quando divenne frequente la costruzioni di deambulatori e cappelle radiali, elemento quest'ultimo tipico dell'architettura d'oltralpe. Questi elementi, peraltro già presenti in alcune architetture più antiche, si diffusero nelle basiliche di pellegrinaggio (o santuari), per permettere ai pellegrini di girare attorno all'altare maggiore dove si trovavano le reliquie del santo, e di pregare nelle cappelle laterali, arricchendo l'esperienza spirituale. Durante il medioevo non mancarono neppure absidi a terminazione tronca, cioè rettangolari, soprattutto nel gotico inglese.

In ogni caso si trovano in alcune chiese antiche più absidi delle medesime dimensioni: se sono in numero di due (es. in area tedesca) si parla di doppia abside; se, come sovente accade, le absidi sono tre, si usa la definizione abside triconca (o triconco). In caso di absidi più piccole le si chiamerà absidiole.

In epoca gotica le absidi, come un po' tutte le pareti delle chiese, vennero traforate per lasciare spazio alle vetrate.

Nel Rinascimento si diffuse un'alternativa all'abside nelle cappelle: la scarsella, di base quadrata o rettangolare.

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