Acqua

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Acqua
Gesu e la Samaritana al pozzo Giacomo Franceschini.jpg
Giacomo Franceschini, Gesù Cristo e la samaritana al pozzo (prima metà del XVIII secolo), olio su tela; collezione privata
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Tipologia Elemento naturale
Etimologia
Origini
Caratteristiche
Significato salvezza
Personaggi biblici Gesù Cristo, san Giovanni Battista
Persone cristiane
Persone storiche
Personaggi letterari
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Fonti storiche e letterarie
Episodi biblici e cristiani
Episodi storici e letterari
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14Chiunque beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna.
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L'acqua è un elemento naturale che assume nel cristianesimo significato di salvezza, soprattutto perché la materia del Sacramento del Battesimo.

Nell'Antico Testamento

L'acqua, di volta in volta vivificatrice o terribile, sempre purificatrice, è intimamente mescolata alla vita umana ed alla storia del popolo dell'alleanza.

L'Antico Testamento vede nell'acqua anzitutto una sorgente e potenza di vita: dove essa manca la terra è un deserto arido, e si soffre la fame e la sete: le creature vive sono destinate alla morte.

L'acqua può essere però anche portatrice di morte, come quando avvengono le inondazioni che devastano la terra e inghiottono i viventi.

Nel culto, poi, attraverso i vari riti di abluzione, l'acqua purifica le persone e le cose dalle impurità contratte nel corso degli incontri quotidiani.

Opera di Dio nella creazione

Le acque superiori e inferiori

Gli Israeliti, seguendo la rappresentazione soggiacente all'antica cosmogonia babilonese, dividono le acque in due masse distinte:

YHWH signore delle acque

YHWH ha istituito quest'ordine, è il padrone delle acque, che trattiene o rilascia a sua volontà, sia quelle superiori sia quelle inferiori, provocando in tal modo la siccità o l'inondazione (Gb 12,15). "Egli spande la pioggia sulla terra" (Gb 5,10; Sal 104[103],10-16), quella pioggia che viene da Dio e non dagli uomini (Mi 5,6; cfr. Gb 38,22-28); Egli le ha "imposto delle leggi" (Gb 28,26), e veglia affinché essa cada regolarmente, "a suo tempo" (Lev 26,4; Dt 28,12): se essa venisse troppo tardi (in gennaio), le sementi sarebbero compromesse; così pure i raccolti, se essa cessasse troppo presto, "a tre mesi dalla messe" (Am 4,7). In positivo, quando Dio si degna di accordarle agli uomini, le piogge d'autunno e quelle di primavera (Dt 11,14; Ger 5,24) assicurano la prosperità del paese (Is 30,23-25).

Anche dell'abisso YHWH dispone secondo il suo volere (Sal 135[134],6; Pr 3,19-20). Se Egli lo prosciuga, inaridiscono le fonti ed i fiumi (Am 7,4; Is 44,27; Ez 31,15), lasciando la desolazione. Se invece YHWH apre le "cateratte" dell'abisso, i fiumi scorrono e fanno prosperare la vegetazione sulle loro sponde (Nm 24,6; Sal 1,3; Ez 19,10), soprattutto quando le piogge sono state rare (Ez 17,8). Nelle regioni desertiche, le fonti ed i pozzi sono i soli punti in cui si trova acqua, necessaria per abbeverare animali e persone (Gen 16,14; Es 15,23.27); per questo tali realtà rappresentano un capitale di vita che viene aspramente disputato (Gen 21,25; 26,20-21; Gs 15,19).

Il Sal 104[103] riassume a meraviglia il dominio di YHWH sulle acque: egli ha creato le acque superiori (v. 3) come quelle dell'abisso (v. 6); regola il flusso del loro corso (v. 7-8), le ritiene affinché non sommergano il paese (v. 9), fa sgorgare le sorgenti (v. 10) e discendere la pioggia (v. 13), grazie alle quali la prosperità si diffonde sulla terra ed apporta la gioia al cuore dell'uomo (v. 11-18).

Nella storia della salvezza

YHWH, creatore dell'acqua, ne fa uno strumento del suo piano di salvezza.

Strumento di retribuzione temporale

YHWH accorda o rifiuta il dono dell'acqua secondo la sua volontà; in questo non agisce in modo arbitrario, ma in risposta al comportamento del suo popolo:

Segno di morte

L'acqua, le acque del mare in particolare, evocano con la loro agitazione perpetua l'inquietudine dei demoni, e con la loro amarezza la desolazione dello sheol.

La piena improvvisa dei torrenti, che al momento dell'uragano porta via la terra e i viventi (Gb 12,15; 40,23), simboleggia di volta in volta la sventura che sta per piombare all'improvviso sull'uomo (cfr. Sal 124[123]) o gli intrighi che contro il giusto tramano i suoi nemici (Sal 18[17],5-6.17; 42[41],8; 71[70],20; 144[143],7). Con le loro macchinazioni essi si sforzano di trascinarlo fino al fondo stesso dell'abisso (Sal 35[34],25; 69[68],2-3). Orbene, Dio sa proteggere il giusto da questi flutti devastatori (Sal 32[31],6; cfr. Ct 8,6-7), e può parimenti lasciarli imperversare sugli empi, giusto castigo di una condotta contraria all'amore del prossimo (Gb 22,11).

Nei profeti lo straripamento devastatore dei grandi fiumi simboleggia la potenza degli imperi che sommergeranno e distruggeranno i piccoli popoli; potenza dell'Assiria, paragonata all'Eufrate (Is 8,7), o dell'Egitto, paragonata al suo Nilo (Gen 46,7-8). YHWH manderà questi fiumi per castigare sia il suo popolo, colpevole di mancar di fiducia in lui (Is 8,6-8), sia i nemici tradizionali di Israele (Gen 47,1-2).

Tuttavia nelle mani del creatore questo flagello brutale non è cieco: il diluvio inghiotte un mondo empio (cfr. 2Pt 2,5), ma lascia sussistere il giusto (Sap 10,4). Anche i flutti del Mar Rosso fanno una cernita tra il popolo di Dio e quello degli idoli (Sap 10,18-19). Le acque di terrore anticipano quindi il giudizio definitivo, che sarà mediante il fuoco (cfr. Sal 29[28],10; Lc 3,16-17; 2Pt 3,5-7), e lasciano dopo il loro passaggio una terra nuova (Gen 8,11).

Segno di purificazione

Ancora nel filone legato al mondo del male, l'acqua è anche ciò che lava, che fa sparire le immondezze (cfr. Ez 16,49; 23,40). Uno dei riti elementari dell'ospitalità biblica era quello di lavare i piedi all'ospite per toglierne la polvere della strada (Gen 18,4; 19,2; cfr. Lc 7,44; 1Tim 5,10), tanto che Gesù, alla vigilia della sua morte, volle compiere egli stesso questa funzione di servo in segno esemplare di umiltà e di carità (Gv 13,2-15).

Mezzo di pulizia fisica, l'acqua è sovente simbolo di purezza morale. Ci si lava le mani per significare di essere innocenti e non aver perpetrato il male (Sal 26[25],6; cfr. Mt 27,24). Il peccatore che abbandona i suoi peccati e si converte è come un uomo immondo che si lava (Is 1,16); così pure YHWH "lava" il peccatore a cui perdona le sue colpe (Sal 51[50],4). Con il diluvio YHWH ha purificato la terra sterminando gli empi (cfr. 1Pt 3,20-21).

Il rituale giudaico prevedeva numerose purificazioni con l'acqua: il sommo sacerdote doveva lavarsi per prepararsi a ricevere investitura (Es 29,4; 40,12), così come in preparazione al grande giorno della espiazione (Lev 16,4.24); bisognava effettuare abluzioni con l'acqua dopo aver toccato un cadavere (Lev 11,40; 17,15-16), per purificarsi dalla lebbra (Lev 14,8-9) o da ogni impurità sessuale (Lev 15).

Le diverse purificazioni del corpo dovevano significare la purificazione interna del cuore, necessaria a chi voleva accostarsi a YHWH, il Dio tre volte santo, ma non avevano il potere di realizzare efficacemente la purezza dell'anima. Per questo, nella nuova alleanza, Cristo dovrà istituire un nuovo modo di purificazione: lo annuncerà in modo simbolico alle nozze di Cana, cambiando l'acqua destinata alle purificazioni rituali (Gv 2,6) in vino, che simboleggia sia lo Spirito, sia la parola purificatrice (Gv 15,3; cfr. 13,10).

Il significato escatologico

Nel ritorno dall'Esilio di Babilonia

Il tema dell'acqua occupa infine un posto importante nelle prospettive di restaurazione del popolo di Dio. Dopo il raduno di rutti i dispersi, Dio diffonderà con abbondanza le acque purificatrici, che laveranno il cuore dell'uomo per permettergli di osservare fedelmente tutta la legge di YHWH (Ez 36,24-27). Quindi non ci sarà più maledizionesiccità: YHWH "darà la pioggia a suo tempo" (34,26), pegno di prosperità (36,29-30). Le sementi germoglieranno, assicurando il pane in abbondanza; i pascoli saranno fertili (Is 30,23-24). Il popolo di Dio sarà condotto verso le sorgenti gorgoglianti, fame e sete spariranno per sempre (Gen 31,9; Is 49,10).

Al termine dell'esilio di Babilonia, il ricordo dell'esodo si mescola sovente a queste prospettive di restaurazione. Il ritorno sarà effettivamente un nuovo esodo, con prodigi ancora più splendidi. Un tempo YHWH, per mano di Mosè, aveva fatto sgorgare l'acqua dalla roccia per spegnere la sete del suo popolo (Es 17,1-7; Nm 20,1-13; Sal 78[77],16.20; 114[113],8; Is 48,21). Ormai Dio rinnoverà questo prodigio (Is 43,20), e con una tale magnificenza che il deserto sarà mutato in frutteto fertile (Is 41,17-20), il paese della sete in sorgenti (Is 35,6-7).

Gerusalemme, meta di questo pellegrinaggio, possiederà una fonte perenne. Un fiume uscirà dal tempio per scorrere verso il Mar Morto; diffonderà vita e salute lungo tutto il suo corso, e gli alberi cresceranno sulle rive, dotati d'una fecondità meravigliosa: sarà il ritorno della felicità paradisiaca (Ez 47,1-12; cfr. Gen 2,10-14). Il popolo di Dio troverà in queste acque la purezza (Zc 13,1), la vita (Gl 4,18; Zc 14,8), la santità (Sal 46[45],5).

Il valore simbolico dell'acqua

In queste prospettive escatologiche l'acqua riveste d'ordinario un valore simbolico. Di fatto Israele non ferma il suo sguardo alle realtà materiali, e la felicità che intravede non è soltanto prosperità carnale. L'acqua che Ezechiele vede uscire dal tempio simboleggia la potenza vivificatrice di YHWH, che si diffonderà nei tempi messianici e permetterà agli uomini di portare frutto in pienezza (Ez 47,12; Ger 17,8; Sal 1,3; Ez 19,10-11). In Is 44,3-5 l'acqua è il simbolo dello spirito di Dio, capace di trasformare un deserto in fiorente frutteto, ed il popolo infedele nel vero Israele.

Altrove la parola di Dio è paragonata alla pioggia che viene a fecondare la terra (Is 55,10-11; cfr. Am 8,11-12), e la dottrina che la sapienza dispensa è un'acqua vivificatrice (Is 55,1; Sir 15,3; 24,25-31). In breve, YHWH è la fonte di vita per l'uomo, e gli dà la forza di fiorire nell'amore e nella fedeltà (Ger 2,13; 17,8). Lontano da Dio, l'uomo non è che una terra arida e senz'acqua, votata alla morte (Sal 143[142],6); egli quindi sospira verso YHWH come la cerva anela all'acqua viva (Sal 42[41],2-3). Ma se YHWH è con lui, egli diventa come un giardino che possiede in sé la fonte stessa che lo fa vivere (Is 58,11).

Nel Nuovo Testamento

Sorgente di vita

Gesù è venuto a portare agli uomini le acque vivificatrici promesse dai profeti. Egli è la roccia che, percossa (cfr. Gv 19,34), lascia scorrere dal suo fianco le acque capaci di dissetare il popolo in cammino verso la vera terra promessa (1Cor 10,4; 7,38; cfr. Es 17,1-7).

Cristo è anche il tempio (cfr. Gv 2,19-21) da cui esce il fiume che bagna ed a vivifica la nuova Gerusalemme (Gv 7,37-38; Ap 22,1.17; cfr. Ez 47,1-12), segno del Regno donato agli uomini.

Le acque di vita altro non sono che lo Spirito Santo, potenza vivificatrice del Dio creatore (Gv 7,39). In Gv 4,10-14 tuttavia l'acqua sembra piuttosto simboleggiare la dottrina vivificatrice portata da Cristo-sapienza (cfr. Gv 4,26). In ogni caso, al momento della consumazione di tutte le cose, l'acqua viva sarà il simbolo della felicità senza fine degli eletti, condotti dall'agnello verso i fertili pascoli (Ap 7,17; 21,6; cfr. Is 25,8; 49,10).

L'acqua nel Battesimo

Purificazione

Il simbolismo dell'acqua trova il suo pieno significato nel battesimo cristiano. L'uso dell'acqua nel battesimo si deve al suo simbolismo e alla sua virtù purificatrice:

Tuttavia la purificazione realizzata dal battesimo non è del corpo ma dell'anima, della "coscienza" (1Pt 3,21). Il battesimo è un bagno che ci lava dai nostri peccati (1Cor 6,11; Ef 5,26; Eb 10,22; At 22,16), applicandoci la virtù redentrice del sangue di Cristo (Eb 9,13-14; Ap 7,14; 22,14).

Sepoltura

Al fondamentale simbolismo purificiatore dell'acqua battesimale Paolo aggiunge un altro simbolismo: l'immersione ed emersione del neofita simboleggia la sua sepoltura con Cristo e la sua risurrezione nello Spirito (Rm 6,3-11). Forse Paolo vede qui, nell'acqua battesimale, una rappresentazione del mare, abitacolo delle potenze malefiche e simbolo di morte, vinto da Cristo, come un tempo il Mar Rosso da YHWH (1Cor 10,1-3; cfr. Is 51,10).

Acqua di vita nuova

Infine, comunicandoci lo Spirito Santo, il battesimo è anche principio di nuova vita. Si ritiene che Cristo abbia fatto allusione a tale aspetto effettuando parecchie guarigioni per mezzo dell'acqua (Gv 9,6-7; cfr. 5,1-8). Il battesimo è un "bagno di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo" (Tt 3,5; cfr. Gv 3,5).

Prospettive attuali

L'insegnamento della Chiesa insiste oggi sul diritto all'acqua come parte del diritto ad un ambiente sicuro: San Giovanni Paolo II, nel 2003, rifletteva sull'affermarsi di una crescente e preoccupante forbice tra una serie di nuovi diritti promossi nelle società tecnologicamente avanzate e consumistiche e i diritti umani elementari non ancora soddisfatti soprattutto in situazioni di sottosviluppo, come il diritto all'acqua potabile.[1].

Nel Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa (2004), si specifica che "il diritto all'acqua come tutti i diritti dell'uomo, si basa sulla dignità umana, e non su valutazioni di tipo meramente quantitativo", e si precisa "che è un diritto universale e inalienabile".[2]

Nel 2009 Benedetto XVI, evidenziandone la connessione con gli altri diritti, sottolineò che esso riveste un ruolo importante per il loro conseguimento, a cominciare dal diritto primario alla vita.[3]

Note
  1. Messaggio per la celebrazione della XXXVI Giornata Mondiale della Pace del 1° gennaio 2003, online.
  2. n. 485.
  3. Caritas in veritate, n. 27.
Bibliografia
Voci correlate
Collegamenti esterni

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