Adorazione

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Simone Peterzano, Adorazione dei Magi (1578 - 1582), affresco; Milano, Certosa di Garegnano, Chiesa di Santa Maria Assunta

L'Adorazione è la manifestazione, fatta attraverso preghiere, riti, gesti, della dipendenza e della sottomissione a Dio, quale creatore onnipotente.

Etimologia

Il termine deriva dal latino adoratio, composto della particella ad e della parola ore ("bocca", da os): si riferisce al gesto di mettere la mano alla bocca come segno di annullamento della propria parola e manifestazione, a vantaggio dell'essere supremo.

Nella Bibbia

L'adorazione implica la fede nel Dio vivo e personale che entra in rapporto cosciente con ogni uomo.

L'adorazione si addice solo a Dio (Dt 6,13-15; Mt 4,10 ; Lc 4,8; cfr. il culto al vitello d'oro, Es 32,1-6; 1Re 12,26-32).

Nel Vangelo secondo Matteo si ricorda l'adorazione dei Magi al Bambino Gesù (2,11).

Nel dialogo con la donna samaritana, Gesù insegna che occorre adorare Dio in spirito e Verità (Gv 4,23-24).

Nella Storia della Chiesa

Sino dagli inizi della Chiesa i cristiani hanno rifiutato di adorare gli idoli. Essi adorano nella Trinità il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe (cfr. At 7,8), rivelato in Gesù Cristo, Figlio di Dio (cfr. Gv 1,18; Eb 1,2), incarnato per opera dello Spirito Santo (Lc 1,35).

Il Secondo Concilio di Nicea (787), nel rispondere ai problemi sollevati dall'iconoclastia, distinse tra l'adorazione dovuta a Dio e la venerazione accordata alla Madre di Dio secondo la carne, ai santi, alle icone. Il culto rivolto a idoli, ossia divinità create, è idolatria

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