Ave Maris Stella

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Il testo latino e la traduzione italiana

(LA) (IT)
« Ave maris stella,
Dei Mater alma
Atque semper virgo
Felix caeli porta.

Sumens illud ave
Gabrielis ore
Funda nos in pace
Mutans Evae nomen.

Solve vincla reis
Profer lumen caecis
Mala nostra pelle
Bona cuncta posce.

Monstra te esse matrem
Sumat per te preces
Qui pro nobis natus
Tulit esse tuus.

Virgo singularis
Inter omnes mitis
Nos culpis solutos
Mites fac et castos.

Vitam praesta puram
Iter para tutum
Ut videntes Jesum
Semper collaetemur.

Sit laus Deo Patri
Summo Christo decus
Spiritui sancto
Tribus honor unus.

Amen. »

« Ave, stella del mare,
madre gloriosa di Dio,
vergine sempre, Maria,
porta felice del cielo.

L'"Ave" del messo celeste
reca l'annunzio di Dio,
muta la sorte di Eva,
dona al mondo la pace.

Spezza i legami agli oppressi,
rendi la luce ai ciechi,
scaccia da noi ogni male,
chiedi per noi ogni bene.

Mostrati Madre per tutti,
offri la nostra preghiera,
Cristo l'accolga benigno,
lui che si è fatto tuo Figlio.

Vergine santa fra tutte,
dolce regina del cielo,
rendi innocenti i tuoi figli,
umili e puri di cuore.

Donaci giorni di pace,
veglia sul nostro cammino,
fa' che vediamo il tuo Figlio,
pieni di gioia nel cielo.

Lode all'altissimo Padre,
gloria al Cristo Signore,
salga allo Spirito Santo,
l'inno di fede e di amore.

Amen»

Ave Maris Stella ("Ave, stella del mare") è il titolo e l'incipit di una preghiera latina alla Beata Vergine Maria.

Origini

L'origine della preghiera è incerta. Alcuni l'attribuiscono a Venanzio Fortunato (530-609) o a Paolo Diacono. Risale almeno al IX secolo, poiché la si ritrova in un codice custodito nell' Abbazia di San Gallo di quel periodo. Spesso questa preghiera viene erroneamente attribuita a Roberto II il Pio o a San Bernardo, che vissero nel XI e XII secolo.

Quest'inno religioso viene sempre recitato nell'Ufficio Divino e durante l'Ufficio della Beata Vergine Maria, così come durante i Vespri ed è presente nel breviario romano che ne prevede la recita in occasione delle feste mariane.

Questo poema si compone di sette quartine accentate, non rimate. Il cantico chiede a Maria di mostrarsi nostra madre, di dare la luce ai ciechi, di scacciare i nostri mali, di donarci la pace, di donarci un'esistenza innocente, di renderci miti e casti e di accogliere le nostre preghiere. Comincia con un saluto e termina con una lode a Dio e alla Trinità. La Chiesa consiglia di dire la prima strofa in ginocchio.

L'origine del titolo «Stella del Mare», dato alla Beata Vergine Maria, sarebbe nei versetti del Primo libro dei Re 18,41-45. Su questa base San Girolamo, Sant'Isidoro di Siviglia, Alcuino, Pascasio Radberto e Rabano Mauro avrebbero incoraggiato l'uso di questo titolo.

Il titolo Stella del mare viene solitamente interpretato come sinonimo di stella Polare guida tradizionale dei naviganti.

Composizioni musicali e poetiche

Per molti secoli il testo dell'Ave Maris Stella è stato cantato su melodie gregoriane.

Molti compositori hanno musicato questo inno cristiano: Claudio Monteverdi, Antonio Vivaldi, Johann Sebastian Bach, Jehan Titelouze, Marcel Dupré, Tomás Luis de Victoria, Antonín Dvořák, Franz Liszt Joaquin Desprez, Josef Gabriel Rheinberger, Peter Maxwell Davies, Antonio de Cabezón, John F. Larchet e Juris Karlsons

Esiste une versione modificata di questa preghiera che è l'inno nazionale dell'Acadia.

Germain Nouveau ha composto un poema con lo stesso nome, ispirandosi a questa preghiera.

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