Baculo pastorale

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Baculo pastorale (XII secolo), avorio; San Pietroburgo, Museo Ermitage

Il baculo pastorale o semplicemente pastorale (detto anche bastone pastorale o vincastro) è un'insegna propria dei vescovi, abatie abadesse, costituita da un'asta culminante in una curvata a spirale (detta riccio).

Oltre che nella Chiesa cattolica, è in uso presso varie chiese cristiane ad ordinamento episcopale, tra cui la ortodossa, l'anglicana e la luterana.

Origine e significato

Moneta di Milano o Ambrosino (recto e verso), 1250 - 1310; a destra, Il vescovo sant'Ambrogio con baculo pastorale

Il baculo pastorale, ad imitazione di quello utilizzato dai pastori, simboleggia chiaramente e visibilmente la funzione di cura della fede e della morale che l'ufficio episcopale ha sopra il popolo cristiano a lui affidata, e rimanda direttamente al Vangelo di Giovanni nel quale Cristo si autodefinisce "Buon Pastore".

Secondo sant'Ambrogio, il baculo pastorale deve essere:

  • al fondo, appuntito per spronare i pigri;
  • nel mezzo, diritto per condurre i deboli;
  • in alto, ricurvo per radunare gli smarriti.

Storia

Il baculo pastorale è documentato nelle fonti storiche a partire dal V secolo, ma è probabile che esisteva già in precedenza.

La forma dei primi bastoni pastorali era varia; la tipologia a voluta si stabilizzò solo dopo il Mille; infatti, il bastone pastorale con l'estremità superiore ricurva (pedum) esisteva già da alcuni secoli, come testimoniato da:

  • Baculo pastorale di san Germano (seconda metà del VII secolo), conservato nella Chiesa di St. Marcel (Delemont - Berna)

Nel corso del X - XI secolo, la curvatura andò accentuandosi assumendo la forma a spirale (riccio) ed articolandosi con l'inserimento di figure simboliche.

Riccio di pastorale con Agnello di Dio affronta il drago (fine XIV secolo), avorio intagliato ed inciso; Museo e Pinacoteca Diocesana di Rieti,

Dalla fine dell'XI secolo, la forma di quest'insegna divenne più articolata con l'inclusione del nodo tra l'innesto ed il riccio il quale, si arricchiva, di gruppi scultori inseriti nella voluta, quali:

In età gotica, accanto ai motivi decorativi già ricordati, si diffondono elementi fitomorfi che compongono il riccio e si avvolgono lungo il fusto fino al nodo.

Il nodo del pastorale, in origine sferico o poligonale, dal XIV secolo assume forme architettoniche, anche complesse, quali il tempietto ad arcate con piccole statue di santi.

La decorazione del baculo pastorale si enfatizza nel corso del XV - XVI secolo, culminando nelle elaborate forme del XVII - XVIII secolo.

Descrizione

Oggetto e materia

Il pastorale è formato da un'asta lignea o metallica con uno o più nodi, in cui è infilato il riccio; l'asta può essere smontabile in tre o quattro segmenti, uniti per avvitamento, terminante con un puntale.

I primi baculi erano in legno con la curvatura rivestita di metallo e gemme; ma già intorno al Mille sono testimoniati i primi pastorali in argento fuso. Dal XII al XIV secolo si fa grande uso dell'avorio o del rame decorata e smaltato: celebri esempi sono quelli d'arte limosina.

Dal Rinascimento in poi, il pastorale fu solitamente realizzato in argento, rame o argento dorato. Sono, in ogni caso documentati, anche se più rari, pastorali di ferro, piombo e oro, oppure con il riccio in corno o cristallo.

Funzione

Baculo pastorale del beato Mainardo con Annunciazione (XIII - XIV secolo), avorio e legno; Museo Diocesano "Albani" di Urbino

Data questa simbologia che richiama il legame forte tra il pastore e il suo popolo, il Vescovo può usare il pastorale solo all'interno dei confini della propria Diocesi, mentre non potrebbe usarlo qualora presiedesse delle liturgie in un altro territorio. Infatti, il pastorale è legato alla missione del Vescovo nei confronti dei suoi fedeli, e non all'episcopato in genere (come nel caso delle altre insegne episcopali, che si portano sempre):

Oltre ai vescovi, il privilegio del pastorale è riservato agli abati in quanto responsabili della cura delle anime di quella realtà extraterritoriale al mondo che è il tradizionale monastero benedettino.

Durante la Messa, il vescovo sorregge il baculo pastorale in alcuni momenti liturgici:

Ferula e croce papale

La ferula è il particolare baculo pastorale del Papa, che invece d'essere ricurvo, all'estremità superiore è dotato di una croce. È detto anche "pastorale di Paolo VI", proprio perché reintegrato da questo papa dopo la Riforma liturgica del Concilio Vaticano II. Nelle liturgie precedenti alla riforma, il Papa era, infatti, portato in sedia gestatoria e non usava pertanto alcun bastone.

Al pontefice spetterebbe in realtà come pastorale la Croce papale tripla, ossia un bastone con all'estremo, una croce con tre traverse di diversa lunghezza, digradante verso l'alto; infatti, le tre traverse rappresentano il triplice ruolo del papa:

La Croce papale tripla venne usata l'ultima volta da Giovanni Paolo II nel Giubileo del 2000.

Esemplari significativi

Tra i baculi pastorali conservatisi si ricorda per il rilievo storico-artistico:

Galleria fotografica

Bibliografia
  • Benedetta Montevecchi, Le insegne ecclesiastiche, in Suppellettile ecclesiastica I, Centro Di Editore, Firenze 1988, pp. 362 - 366 ISBN 88703816412
Voci correlate
Collegamenti esterni
  • ICCD - Thesaurus del corredo ecclesiastico di culto cattolico
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Il contenuto di questa voce è stato firmato il giorno 21 gennaio 2013 da Teresa Morettoni, esperta in museologia, archeologia e storia dell'arte.

Il firmatario ne garantisce la correttezza, la scientificità, l'equilibrio delle sue parti.

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