Battesimo

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Il rito del Battesimo di un bambino piccolo
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Il santo Battesimo è il fondamento di tutta la vita cristiana, il vestibolo d'ingresso alla vita nello Spirito ("vitae spiritualis ianua"), e la porta che apre l'accesso agli altri sacramenti. Mediante il Battesimo siamo liberati dal peccato e rigenerati come figli di Dio, diventiamo membra di Cristo; siamo incorporati alla Chiesa e resi partecipi della sua missione[1]: "Baptismus est sacramentum regenerationis per aquam in verbo – Il Battesimo può definirsi il sacramento della rigenerazione cristiana mediante l'acqua e la parola"[2].
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Il Battesimo (dal greco βάπτισμα, báptisma, "immersione", forma del verbo baptein/baptìzein, "immergere", "lavare") è il primo dei Sacramenti. Chi lo riceve nella fede riceve il perdono totale e incondizionato dei peccati, diventa figlio adottivo di Dio e Tempio dello Spirito Santo.

Il Battesimo è l'atto di nascita del cristiano[3], incorpora a Cristo; o meglio: tramite esso, lo stesso Cristo vincola a sé il battezzato, e lo rende membro della Chiesa.

Nella Rivelazione biblica

Etimologicamente, il battesimo è una immersione o un'abluzione. Il simbolismo dell'acqua come segno di purificazione e di vita è frequentissimo nella storia delle religioni, ma le rassomiglianze con il Sacramento cristiano sono puramente esteriori e non toccano le realtà profonde; le analogie si devono cercare anzitutto nell'Antico Testamento, nelle credenze giudaiche e nel battesimo di Giovanni[4].

La preparazione dell'Antico Testamento

La funzione purificatrice dell'acqua è molto accentuata nell'Antico Testamento. Essa appare in vari avvenimenti della storia sacra che il Nuovo Testamento leggerà come prefigurazioni del Battesimo:

In numerosi casi di impurità, poi, la legge mosaica imponeva abluzioni rituali che purificavano ed abilitavano al culto (Nm 19,2-10; Dt 23,10-11).

I profeti annunciarono una effusione di acqua purificatrice del peccato (Zc 13,1). Ezechiele associò questa purificazione escatologica al dono dello Spirito di Dio (36,24-28; cfr. Sal 51[50],9.12-13).

Nel giudaismo

Il giudaismo postesilico moltiplicò le abluzioni rituali, che diventarono estremamente minuziose e non sfuggirono al formalismo presso i farisei contemporanei di Gesù (Mc 7,1-5; Mt 15,1-2). Queste pratiche simboleggiavano la purificazione del cuore, e potevano contribuire ad ottenerla quando le si praticava con interiore pentimento.

Verso l'epoca del Nuovo Testamento i rabbini battezzavano i proseliti[5], cioè quei pagani che si aggregavano al popolo giudaico (cfr. Mt 23,15). Sembra persino che alcuni rabbini considerassero questo battesimo necessario come la circoncisione[5].

Giuseppe Flavio attesta che i bagni rituali erano frequenti presso gli Esseni, ed essi venivano usati anche nelle comunità di Damasco e di Qumran. Tuttavia qui il bagno non è un rito di iniziazione: non vi si era ammessi se non dopo una lunga prova, destinata a manifestare la sincerità della conversione. Inoltre il bagno veniva effettuato quotidianamente, ed esprimeva lo sforzo verso una vita pura e l'aspirazione alla grazia purificatrice. Ognuno si immergeva da solo nell'acqua. In contrasto con tale pratica, i penitenti che si presentavano a Giovanni ricevevano il battesimo dalle sue mani e una sola volta.

Il battesimo di Giovanni

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Battesimo di Giovanni.

Il battesimo di Giovanni può essere paragonato al battesimo dei proseliti. Se quest'ultimo introduceva nel popolo d'Israele, il battesimo di Giovanni realizzava una specie di aggregazione alla vera posterità di Abramo (Mt 3,9; Lc 3,8), al resto di Israele, ormai sottratto all'ira di Dio (Mt 3,7.10; Lc 3,7.9) ed in attesa del messia che doveva venire. È un battesimo ricevuto una sola vota, dato nel deserto, in vista del pentimento e del perdono (Mc 1,4). Implicava la confessione dei peccati (Mt 3,6-8) ed uno sforzo di conversione definitiva.

Giovanni insiste sulla purità morale; non esige né dai pubblicani né dai soldati che abbandonino le loro funzioni (Lc 3,10-14).

Il battesimo di Giovanni ha un carattere provvisorio: è un battesimo di acqua, preparatorio al battesimo messianico nello Spirito Santo e nel fuoco (Mt 3,11; Mc 1,7; Lc 3,15-16; At 1,5; 11,16; 19,3-4); esso inaugura il mondo nuovo, e la sua prospettiva pare confondersi con quella del giudizio. Di fatto il dono dello Spirito, inviato dal messia glorificato, si distinguerà dal giudizio (Mt 3,11-12; Lc 3,16-17).

Il battesimo di Gesù

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Battesimo di Gesù.

Giovanni Battista annunziava il battesimo nello Spirito e nel fuoco (Mt 3,11). Lo Spirito è il dono messianico promesso. Il fuoco è il giudizio che incomincia a compiersi alla venuta di Gesù (Gv 3,18-21; 5,22-25; 9,39). L'uno e l'altro sono inaugurati nel battesimo di Gesù, che prelude a quello dei suoi fedeli.

Presentandosi per ricevere il battesimo di Giovanni, Gesù si sottomette alla volontà del Padre (Mt 3,14-15) e prende umilmente posto tra i peccatori. Egli è l'agnello di Dio che in tal modo prende su di sé il peccato del mondo (Gv 1,29.36).

Il battesimo di Gesù da parte di Giovanni è coronato dalla discesa dello Spirito Santo sotto forma di colomba, e dalla proclamazione della sua filiazione divina da parte del Padre. La discesa dello Spirito su Gesù è una investitura che compie le profezie (Is 11,2; 42,1; 61,1); è anche, allo stesso tempo, l'annunzio della Pentecoste, che inaugurerà il battesimo nello Spirito, per la Chiesa (At 1,5; 11,16) e per tutti coloro che vi entreranno (Ef 5,25-32; Tt 3,5-7).

Il riconoscimento di Gesù come Figlio del Padre annunzia la filiazione adottiva dei credenti, partecipazione a quella di Gesù e conseguenza del dono dello Spirito (Gal 4,6).

Il battesimo di Gesù nel Giordano annunzia e prepara il suo battesimo "nella morte" (Lc 12,50; Mc 10,38), inquadrando così la sua vita pubblica tra due battesimi. Esprime questo stesso mistero l'evangelista Giovanni quando osserva che dal costato di Gesù trafitto uscirono acqua ed sangue (Gv 19,34-35) e quando afferma che lo Spirito, l'acqua e il sangue sono intimamente uniti (1Gv 5,6-8). Di fatto il "battesimo nella morte" deve condurre Gesù alla sua risurrezione; allora, ricevendo la pienezza dello Spirito, la sua umanità glorificata sarà costituita "spirito vivificante" (1Cor 15,45), che comunica lo Spirito a coloro che credono in lui.

Il battesimo cristiano

Ruderi del battistero di Butrinto (Albania), VI - VII secolo

Battesimo di acqua e di Spirito

Paolo vede il battesimo cristiano prefigurato nel passaggio del Mar Rosso che libera Israele dalla schiavitù (1Cor 10,1-2). La sua effettiva realizzazione ha inizio alla Pentecoste, che è una specie di battesimo della Chiesa nello Spirito e nel fuoco. Quello stesso giorno Pietro predica alla folla attirata dal prodigio la necessità di ricevere il battesimo nel pentimento del cuore, al fine di ottenere la remissione dei peccati e il dono dello Spirito Santo; cosa che si verifica immediatamente (At 2,38-41). Questo modo di agire presuppone un ordine impartito da Cristo, che incontriamo annunciato in Gv 3,3-5 ed espressamente formulato dal Maestro dopo la sua risurrezione (Mt 28,19; Mc 16,16).

Il battesimo comporta un'immersione totale nell'acqua (cfr. At 8,38) o, se questa non è possibile, almeno un'aspersione di acqua sul capo[7]. Il battesimo è seguito dall'imposizione delle mani da parte degli Apostoli: essa assicura il dono plenario dello Spirito Santo (At 8,15-17; 19,6).

San Paolo approfondisce e completa la dottrina battesimale, che risultava dagli insegnamenti del Salvatore (Mc 10,38) e dalla pratica della Chiesa (1Cor 6,3):

Un insegnamento analogo a quello di Paolo sul battesimo in relazione al passaggio del mar Rosso si trova, anche se in forma più sommaria, in 1Pt 3,18-21: nel passaggio di Noè in mezzo alle acque del diluvio viene prefigurato il passaggio del cristiano attraverso le acque del battesimo, passaggio liberatore, grazie alla risurrezione di Cristo.

Il battezzato e le Persone divine

Il battesimo nel nome di Gesù Cristo o del Signore Gesù (At 2,38; 8,16; 10,48; 19,5; 1Cor 6,11) significa che il battezzato appartiene a Cristo, che è intimamente associato a lui. Questo effetto capitale si esprime nei particolari sotto diverse forme:

La menzione del battesimo nel nome di Gesù presuppone indubbiamente l'uso di una formula in cui Cristo solo veniva menzionato[8]. La formula trinitaria che in seguito prevalse[9] deriva da Mt 28,19. Essa esprime in forma sublime che il battezzato, unito per il Battesimo al Figlio, lo è nello stesso tempo con le altre due persone divine: il credente riceve infatti il battesimo nel nome del Signore Gesù e per mezzo dello Spirito di Dio (1Cor 6,11); in tal maniera diventa:

Battesimo, fede e conversione

Il battesimo suppone che chi lo riceve professi la fede in Gesù Cristo (At 16,30-31), il cui articolo essenziale, che riassume e contiene gli altri, è la risurrezione di Cristo (Rm 10,9). Tuttavia l'oggetto della fede può essere conosciuto implicitamente quando lo Spirito è dato prima del battesimo (At 10,44-48), e sembra che la fede del padre di famiglia possa valere per tutti i suoi: così è per Cornelio e per il carceriere di Filippi (At 10,47; 16,33)[10].

Ma la fede in Cristo non è soltanto adesione al messaggio evangelico: essa comporta una conversione totale, una donazione intera a Cristo che trasforma tutta la vita. Mediante la fede l'uomo risponde all'appello divino manifestatogli dalla predicazione apostolica (Rm 10,14-15), risposta che d'altronde è opera della grazia (Ef 2,8). Tale fede culmina normalmente nella richiesta del Battesimo, che ne è il Sacramento, e diventa perfetta nel riceverlo. Quando Paolo parla della giustificazione mediante la fede non vuole opporla alla giustificazione mediante il Battesimo, ma alla pretesa giustificazione mediante le opere della legge, sostenuta dai giudaizzanti. Egli suppone sempre che la professione di fede sia coronata col ricevere il Battesimo (cfr. Gal 3,26-27).

Nel battesimo lo Spirito si impadronisce del credente, lo aggrega al corpo della Chiesa e gli dà la certezza di essere entrato nel regno di Dio.

Ovviamnete, il sacramento del Battesimo non agisce in modo magico: la conversione totale che esso esige deve essere il punto di partenza di una vita nuova in una fedeltà indefettibile.

La vita nuova del battezzato

Vari passi del Nuovo Testamento sottolineano la profondità della trasformazione spirituale realizzata al momento del Battesimo:

La nuova condizione del battezzato è compendiata nell'espressione "figlio di Dio (1Gv 3,1), che gli conferisce una dignità incomparabile. Non si tratta di un nuovo stato statico, ma dell'ingresso in uno stato dinamico, vita superiore da cui il cristiano non deve mai decadere, il che presuppone uno sforzo costante per rendere sempre più reale la morte al peccato e la vita per Dio (Rm 6,12-14); in queste affermazioni l'accento viene messo alternativamente sull'unione alla passione di Gesù e su quella alla sua risurrezione; questi due aspetti si riferiscono all'unica realtà pasquale, e permangono indissolubilmente legati.

Unito alla Pasqua di Cristo dai suoi sforzi e da una fedeltà generosa, il battezzato si prepara ad entrare nel Regno glorioso (Col 1,12-13) e nel possesso dell'eredità celeste di cui assapora le primizie col dono dello Spirito (2Cor 1,22; Ef 1,4).

Battesimo e successiva imposizione delle mani

A Samaria, dove Filippo uno dei sette, aveva annunciato il Cristo, uomini e donne si fecero battezzare (At 8,12), gli Apostoli inviano Pietro e Giovanni, e questi completano con l'imposizione delle mani l'aggregazione al popolo di Dio e l'effusione dello Spirito Santo (8,14-17).

La teologia dei Sacramenti vede in questo gesto apostolico il conferimento del Sacramento della Cresima.

Nel Codice di Diritto Canonico

Per la validità del Sacramento del Battesimo si richiede l'uso di vera acqua, benedetta[11], e l'uso della formula approvata[12]: se fosse necessario e urgente battezzare qualcuno, bastano soltanto queste due cose.[13]

Nei casi degli adulti e dei bambini a partire dai sette anni, il Battesimo viene preparato da un periodo di catecumenato. L'amministrazione avviene, per gli adulti, nella Cattedrale, nella solenne Vigilia Pasquale, e il candidato riceve tutti e tre i Sacramenti dell'Iniziazione Cristiana: Battesimo, Cresima, Eucaristia[14]; altrimenti si celebra nella propria chiesa parrocchiale, di domenica o durante la Veglia pasquale. Il Codice chiede che questi battesimi siano sottoposti al Vescovo in modo che lui veda l'opportunità di amministrarlo personalmente[15].

Si chiedono diverse condizioni perché un adulto possa ricevere il battesimo:

  • Che manifesti la volontà di riceverlo.
  • Che si sia istruito sufficientemente nelle verità di fede e nei suoi doveri come cristiano.
  • Che sia stato provata la sua vita cristiana durante il catecumenato.
  • Che sia stato invitato a pentirsi dei suoi peccati.

Nel caso del Battesimo dei bambini non giunti all'età di ragione sono i genitori e i padrini quelli che si devono preparare per capire il significato e gli obblighi che scaturiscono del Battesimo. Si chiede che il parroco accerti questa preparazione[16]. La celebrazione deve avvenire nella parrocchia dei genitori[17].

Perché il battesimo dei bambini sia lecito si richiede:

  • Che i genitori (o equivalenti legittimi) diano il consenso.
  • Che ci sia l'impegno, o per lo meno la speranza, che riceverà l'educazione cristiana cattolica; in caso ciò non sia possibile, è meglio rinviare il battesimo.

Nel canone 868, 2 si dice:

« In caso di pericolo di morte, un bambino di genitori cattolici, e persino di non cattolici, è lecitamente battezzato anche contro la volontà dei suoi genitori. »

Nei casi di trovatelli, dopo una indagine accurata, si può procedere al suo battesimo se non risulta che lo sia stato prima. Anche i feti abortiti e ancora vivi possono venir battezzati.

Il Codice permette il battesimo per «infusione» e quello per «immersione», ma sono le Conferenze episcopali a dover regolare i modi di svolgimento per ogni luogo.

Ministro

Ministro ordinario del Battesimo è chi ha ricevuto il sacramento dell'ordine. L'Ordinario di un determinato luogo può concedere il permesso ad un laico di battezzare quando i ministri locali siano impediti. Qualsiasi persona lo può comunque fare in caso di necessità se ha l'intenzione di fare ciò che fa la Chiesa e ci sono i requisiti per la validità del Sacramento. A parte il caso di necessità, il codice vieta a un ministro di battezzare fuori dalla sua giurisdizione senza il permesso di chi ha tale giurisdizione[18].

I padrini

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Padrino.

I padrini sono responsabili di presentare il battezzando bambino, insieme ai genitori, e di aiutarlo a vivere gli impegni del Sacramento. Si può scegliere un solo padrino (uomo o donna) o due (ma di distinto sesso), ma non possono essere gli stessi genitori di colui che riceve il battesimo.

Hanno il compito di accompagnare la crescita nella fede del battezzato.

L'annotazione del Battesimo

Nel libro di registro di battesimi, il parroco[19] deve indicare:

  • Il nome del battezzato.
  • Il nome del ministro.
  • I nomi dei genitori e dei padrini.
  • I nomi dei testimoni (quando ci siano).
  • Il luogo dove si è celebrato il Battesimo.
  • La data di amministrazione e la data di nascita del battezzato.

Nel caso di figli di madre non sposata, si deve includere il nome della madre quando la sua maternità sia pubblicamente nota, ma anche se lei stessa lo chiede per scritto o davanti a due testimoni. Se il nome del padre è provato da un documento pubblico o se è noto perché lui stesso lo ha dichiarato davanti al parroco e a due testimoni, si deve scrivere anch'esso. Negli altri casi non si menziona il nome dei genitori.

Note
  1. Cfr. Concilio di Firenze, Decretum pro Armenis: DS 1314; CIC, canoni 204, § 1. 849; CCEO, canone 675, § 1.
  2. Catechismo Romano, 2, 2, 5: ed. Pedro Rodríguez (Città del Vaticano-Pamplona 1989) p. 179.
  3. Settimio Cipriani, cit., p. 147.
  4. François Amiot (1971) 111.
  5. 5,0 5,1 François Amiot (1971) 112.
  6. F. 25r. Londra, British Library, MS 49598.
  7. Fa fede di tale prassi la Didaché (7,3).
  8. François Amiot (1971) 115.
  9. Cfr. Didaché, 7,1.3.
  10. In queste due occasioni il Battesimo è conferito anche ai figli, compresi quelli piccoli: così Jeremias e Cullman. Il Battesimo dei bambini diventerà pratica comune nella Chiesa a partire dal II secolo.
  11. Cf. CIC 853.
  12. Cf. CIC 849.
  13. Cf. CIC 850.
  14. CIC 866.
  15. Cf. CIC 863.
  16. Cf. CIC 851.
  17. Se questo non fosse possibile, anche nei casi di battesimi di adulti, si può nella chiesa più vicina o in luogo decoroso.
  18. Cf. CIC 862.
  19. Se è stato un'altro a amministrare il Battesimo deve informarne il parroco affinché lo registri.
Bibliografia
Voci correlate
Collegamenti esterni

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