Chiesa cattolica in Brasile

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Chiesa cattolica in Brasile
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Anno 2005
Cristiani
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Cattolici
Battezzati 145.446.000
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Dati su Catholic hierarchy
Categoria:Chiesa cattolica in Brasile
La statua del Cristo Redentore, in Rio de Janeiro.
"Prima Messa in Brasile", olio su tela di Victor Meirelles, 1860
José de Anchieta (15341597), evangelizzatore e difensore degli indigeni brasiliani, è detto l'Apostolo del Brasile

La Chiesa cattolica in Brasile conta il maggior numero di battezzati tra tutti gli stati del mondo: circa 145 milioni, che rappresentano circa il 79% della popolazione. Tuttavia il numero di cattolici è in decremento, mentre è in forte ascesa il protestantesimo di tipo pentecostale.

Cenni storici

Exquisite-kfind.png Vedi la voce: Storia della Chiesa cattolica in Brasile

I secoli XVI-XVIII

Chiesa gesuita del XVII secolo a São Pedro da Aldeia, vicino a Rio de Janeiro.
Immagine della folla dei fedeli nel Santuario Nazionale ad Aparecida durante la visita di papa Benedetto XVI il 13 maggio 2007

Il Brasile conobbe il cristianesimo unitamente alla colonizzazione del territorio da parte del Portogallo. La tradizione vuole che la prima Messa sia stata celebrata la domenica di Pasqua del 1500 da un sacerdote arrivato con la prima spedizione portoghese guidata da Pedro Álvares Cabral, che avvistò terra il 21 aprile ed arrivò all'attuale Santa Cruz de Cabràlia, nello stato di Bahia il 22 aprile del 1500.

Fu solo nel 1549, però, che fu organizzata una missione sistematica del territorio quando arrivarono sei gesuiti a seguito del governatore generale Tomé de Sousa inviato dal re del Portogallo Giovanni III per rivitalizzare la colonia. I gesuiti erano guidati dal padre Manuel da Nóbrega. Di particolare importanza ebbero nei primi anni dell'evangelizzazione in Brasile i padri José de Anchieta, Leonardo Nunes e João de Azpilcueta Navarro.

Del 1551 fu l'erezione a diocesi della capitale São Salvador da Bahia de Todos os Santos fondata il 29 marzo del 1549 dallo stesso Tomé de Sousa.

I gesuiti stabilirono la loro missione oltre che a San Salvador, anche a São Paulo dos Campos de Piratininga e parteciparono alla fondazione di Rio de Janeiro[1].

La diffusione del cattolicesimo romano in Brasile fu all'inizio funzionale alla politica coloniale del Portogallo: la cristianizzazione era una giustificazione importante per la conquista portoghese, e i gesuiti erano ufficialmente sostenuti dal re nella loro opera di cristianizzazione degli indigeni[2].

Altri ordini religiosi arrivarono in Brasile dopo i gesuiti: i Carmelitani Scalzi nel 1581, i Benedettini nel 1581, i Francescani nel 1584, gli Oratoriani nel 1611, i Mercedari nel 1640, i Cappuccini nel 1642.

Di fatto fino alla metà del XVIII secolo il Portogallo controllò l'attività della Chiesa nelle sue colonie con l'istituto del Patronato regio. Lo Stato si impegnava nell'impedimento di altri culti nel territorio coloniale, nel sostentamento del clero e dei vescovi, nelle concessioni per le costruzioni di chiese e di strutture ecclesiastiche, nella conferma delle condanne dei tribunali inquisitoriali in cambio del controllo sulle nomine dei vescovi e del clero e di uno stile di sudditanza da parte delle gerarchie ecclesiastiche.

A motivo del patronato i rapporti tra la Chiesa e il governo coloniale conobbero forti momenti di tensione dovuti soprattutto alla politica schiavista del Portogallo.

Quando nel 1707 i Vescovi rivendicarono maggiore autonomia della gerarchia ecclesiastica circa il culto, l'istruzione, la formazione del clero e l'attività missionaria, si arrivò ad una aperta conflittualità con lo Stato che portò alla espulsione dei Gesuiti nel 1759 ad opera di Sebastião José de Carvalho e Melo Marchese di Pombal e all'espulsione nel 1782 degli altri ordini religiosi.

XIX secolo

Durante gli anni dell'"Impero del Brasile" (1822-1889) la Chiesa cattolica fu l'unica religione ufficiale, riconosciuta e sostenuta e gli altri culti furono solo tollerati.

Nonostante questo riconoscimento ufficiale l'impero si mostrò severo nei confronti di due vescovi, Antonio de Macedo Costa e Vital de Oliveira i quali, dopo che ordinarono di espellere i massoni dalle confraternite religiose, furono arrestati e condannati al lavoro forzato. La vicenda è conosciuta nella storia della Chiesa brasiliana come "questione religiosa".

Dopo la Rivoluzione del 1889 il governo provvisorio decretò il 7 gennaio 1890 la separazione tra Stato e Chiesa garantendo a tutti i cittadini libertà di culto e di associazione religiosa, revocando qualunque tipo di sovvenzione statale alle chiese e dichiarando illegale qualunque attività religiosa che suscitasse disordine tra la popolazione. Tra le altre cose furono secolarizzati i cimiteri, abolite le feste religiose ad eccezione della domenica, fu approvata una legge sui matrimoni civili ed un'altra sul divorzio.

XX secolo

Hélder Pessoa Câmara (1909-1999), uno dei vescovi più conosciuti della Chiesa brasiliana

Nel periodo della presidenza della Repubblica di Getúlio Vargas (1930-1954) la Chiesa cattolica condivise il progetto nazionalista che il Presidente fece del recupero dell'identità culturale della Nazione aprendosi così alle classi medie e basse della popolazione. La Costituzione del 1934 oltre a nominare Dio nel suo testo, introdusse dei principi di collaborazione tra Stato e Chiesa e concesse l'istruzione religiosa facoltativa nelle scuole. La Chiesa attraverso la "Lega Elettorale Cattolica" (LEC) raccomandava candidati che si impegnavano a sostenere e difendere i principi del cattolicesimo e nel 1937, nel tentativo di contrastare l'ascesa del comunismo sostenne, attraverso i "Circoli operai cattolici", la dittatura instaurata da Vargas dopo lo scioglimento del Congresso Nazionale e dei partiti ("Estado Novo").

Nel 1952 fu creata la Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (CNNB) per coordinare la presenza della Chiesa nel paese.

Alla fine degli anni '50 la Chiesa si occupò in maniera crescente dei problemi sociali attribuiti al modello capitalista adottato in Brasile.

Nel 1960 la "Gioventù Universitaria Cattolica" ("Juventude Universitária Católica"), influenzata dagli avvenimenti della Rivoluzione cubana, si espresse per la condivisione degli ideali socialisti e molti attivisti usciti dalle sue fila fondarono il momimento di sinistra denominato "Azione popolare" ("Ação Popular"). Nello stesso periodo le gerarchie erano divise sulle riforme proposte dal presidente João Goulart.

I conflitti tra Stato e Chiesa si inasprirono con l'ascesa del regime militare instauratosi nel 1964 che represse violentemente con arresti, torture e uccisioni, studenti e lavoratori cattolici non allineati al regime e perseguitò duramente clero e vescovi. La Chiesa, infatti, in quel periodo agiva con le cosiddette "Comunità cristiane di base" su larghe fasce della popolazione. L'elaborazione della teologia della liberazione, poi, aveva fatto prendere coscienza sul legame necessario tra la vita cristiana e la lotta per la giustizia sociale.

La violazione delle leggi e dei diritti umani portò così la Chiesa a impegnarsi insieme a numerose istituzioni della società civile nel tentativo di democratizzare il paese.

Dal 1985, con il ritorno alla democrazia della società civile e anche a causa delle critiche nel frattempo sollevate alla teologia della liberazione, la Chiesa ha vissuto un'altra fase della sua vita legata esternamente alle attività del Rinnovamento Carismatico Cattolico, dell'Opus Dei, del Cammino Neocatecumenale, del Regnum Christi e alla contemporanea ed evidente perdita, in termini numerici, di fedeli attirati dal protestantesimo pentecostale.

Circoscrizioni ecclesiastiche

Elenco delle diocesi suddivise per regioni[3] e province ecclesiastiche:

Regione ecclesiastica Norte 1 (Amazonas e Roraima)

Provincia ecclesiastica di Manaus

Regione ecclesiastica Norte 2 (Pará)

Padre Marcelo Rossi una delle personalità del Rinnovamento Carismatico Cattolico in Brasile
Provincia ecclesiastica di Belém do Pará
Un momento della ""Círio de Nossa Senhora de Nazaré", una delle numerose manifestazioni della devozione popolare del popolo brasiliano, si celebra dal 1793 nella città di Belém do Pará
Un missionario canossiano in Brasile alla fine degli anni '60. Il problema della diffusa povertà e della diseguaglianze sociali ancora è un problema per la Chiesa Brasiliana. Giovanni Paolo II, in una lettera alla Conferenza Episcopale Brasiliana del 9 aprile 1986 così scriveva: «Altri motivi di sfida sono di natura culturale, socio-politica o economica, e si rivelano particolarmente interpellanti e stimolanti nel momento storico che la nazione sta vivendo. È, parlando globalmente, la sfida al contrasto fra due Brasili: uno, altamente disinvolto, spinto, lanciato verso il progresso e l'opulenza: l'altro, che si riflette in enormi distese di povertà, di sofferenza, di analfabetismo, di emarginazione. Ora, questo contrasto, penalizza con i suoi tremendi disequilibri e disuguaglianze, grandi masse popolari condannate a ogni tipo di miseria. Problemi gravi come questi non possono essere estranei alla Chiesa, almeno per gli aspetti etici che questi comportano, come causa o come effetto delle situazioni materiali. Ma, anche su questo terreno la Chiesa guidata dai Signori vescovi del Brasile, mostra di stare con questo popolo, specialmente con i poveri e i sofferenti, con i piccoli e con gli abbandonati, a cui essa consacra un amore, non esclusivo né escludente, ma preferenziale. Perché non esita nel difendere con coraggio la giusta e nobile causa dei diritti umani, e ad appoggiare riforme coraggiose, in vista di una migliore distribuzione dei beni, inclusi quelli della terra, in vista dell'educazione, della salute, delle case, ecc., gode inoltre della stima e della fiducia di ampi settori della società brasiliana.» (Giovanni Paolo II, Lettera alla Conferenza Episcopale Brasiliana, 9 aprile 1986)
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Regione ecclesiastica Nordeste 1 (Ceará)

Provincia ecclesiastica di Fortaleza
Cattedrale dell'Arcidiocesi di Fortaleza

Regione ecclesiastica Nordeste 2 (Pernambuco, Paraíba, Rio Grande do Norte e Alagoas)

Provincia ecclesiastica di Olinda e Recife
La concattedrale di san Pietro dei Chierici a Recife
Provincia ecclesiastica della Paraíba
Provincia ecclesiastica di Maceió
Provincia ecclesiastica di Natal

Regione ecclesiastica Nordeste 3 (Bahia e Sergipe)

Provincia ecclesiastica di San Salvador di Bahia
Cattedrale di San Salvador di Bahia
Provincia ecclesiastica di Vitória da Conquista
Provincia ecclesiastica di Feira de Santana
Provincia ecclesiastica di Aracaju

Regione ecclesiastica Nordeste 4 (Piauí)

Provincia ecclesiastica di Teresina

Regione ecclesiastica Nordeste 5 (Maranhão)

Provincia ecclesiastica di São Luís do Maranhão

Regione ecclesiastica Leste 1 (Rio de Janeiro)

Provincia ecclesiastica di Rio de Janeiro
Vetrata nella cattedrale dell'Arcidiocesi di Rio de Janeiro
Provincia ecclesiastica di Niterói

Regione ecclesiastica Leste 2 (Minas Gerais e Espírito Santo)

Provincia ecclesiastica di Mariana
Il santuario del Buon Gesù di Congonhas, patrimonio mondiale dell'umanità, ad Ouro Prêto, nella Arcidiocesi di Mariana
Il profeta Elia in una scultura di Antonio Francisco Lisboa, detto Aleijadinho (17301814, nel santuario del Buon Gesù di Congonhas, patrimonio mondiale dell'umanità, ad Ouro Prêto, nella Arcidiocesi di Mariana
Provincia ecclesiastica di Diamantina
Provincia ecclesiastica di Belo Horizonte
Provincia ecclesiastica di Pouso Alegre
Provincia ecclesiastica di Uberaba
Provincia ecclesiastica di Juiz de Fora
Provincia ecclesiastica di Montes Claros
Provincia ecclesiastica di Vitória

Regione ecclesiastica Sul 1 (São Paulo)

Provincia ecclesiastica di San Paolo
Cattedrale dell'Arcidiocesi di San Paolo
Provincia ecclesiastica di Botucatu
Provincia ecclesiastica di Campinas
Provincia ecclesiastica di Ribeirão Preto
Provincia ecclesiastica di Aparecida
Provincia ecclesiastica di Sorocaba

Regione ecclesiastica Sul 2 (Paraná)

Provincia ecclesiastica di Curitiba
Provincia ecclesiastica di Londrina
Provincia ecclesiastica di Maringá
Provincia ecclesiastica di Cascavel

Regione ecclesiastica Sul 3 (Rio Grande do Sul)

Rovine della missione di São Miguel das Missões nella Diocesi di Santo Ângelo
Provincia ecclesiastica di Passo Fundo
Provincia ecclesiastica di Pelotas
Provincia ecclesiastica di Porto Alegre
Provincia ecclesiastica di Santa Maria

Regione ecclesiastica Sul 4 (Santa Catarina)

Provincia ecclesiastica di Florianópolis
I vescovi Murilo Krieger e José Negri durante i festeggiamenti per il centenario della erezione della DIocesi di Florianópolis nel 2008

Regione ecclesiastica Centro-Oeste (Goiás, Distrito Federal e Tocantins)

Provincia ecclesiastica di Goiânia
Provincia ecclesiastica di Brasília
Cattedrale dell'Arcidiocesi di Brasilia
Provincia ecclesiastica di Palmas

Regione ecclesiastica Oeste 1 (Mato Grosso do Sul)

Provincia ecclesiastica di Campo Grande

Regione ecclesiastica Oeste 2 (Mato Grosso)

Provincia ecclesiastica di Cuiabá

Regione ecclesiastica Noroeste (Rondônia, Acre e Amazonas)

Provincia ecclesiastica di Porto Velho

Altro

Note
  1. Il successo dei Gesuiti nella conversione dei nativi fu collegata alla loro capacità di comprendere la loro cultura, e specialmente la loro lingua. Il primo tentativo di fare della lingua tupi una lingua scritta fu portato avanti da José de Anchieta, il cui lavoro venne stampato a Coimbra nel 1595. Notevole fu poi l'impatto missionario dei Gesuiti nelle riduzioni dove radunavano gli indios in comunità; cfr. Marina Massimi, Il potere e la croce. Colonizzazione e riduzioni dei gesuiti in Brasile, San Paolo 2008.
  2. Un esempio del mutuo rapporto tra la diffusione della Chiesa e la colonizzazione portoghese si ebbe quando i gesuiti riuscirono a pacificare gli indios Tamoio, un tempo nemici dei portoghesi, e a farne degli alleati durante la scacciata, al tempo del terzo governatore generale Mem de Sá (1557-1573), dei coloni francesi calvinisti di Francia Antartica, nella zona di Rio de Janeiro.
  3. Tra parentesi la regione corrispondente secondo l'ordinamento civile
Voci correlate
Collegamenti esterni
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Il contenuto di questa voce è stato firmato il giorno 4 gennaio 2013 da Padre Mimmo Spatuzzi, licenziato in Teologia Fondamentale.

Il firmatario ne garantisce la correttezza, la scientificità, l'equilibrio delle sue parti.

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