Camerlengo

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Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Camera Apostolica.
Illustrazione raffigurante il Cardinale Camerlengo nell'atto di certificare la morte del Papa (1903)

Camerlengo è un titolo utilizzato nell'ordinamento della Chiesa cattolica per indicare alcune eminenti figure del clero.

Solitamente quando si parla di "camerlengo" si intende tuttavia il Cardinale Camerlengo di Santa Romana Chiesa, che ha il principale compito di presiedere la Sede vacante dopo la morte del Pontefice fino alla fine del conclave.

Il termine deriva dal latino medievale camarlingus, a sua volta derivato del franco kamerling, che significa "addetto alla camera del sovrano". La figura del camerlengo sorse nel XII secolo: egli veniva detto camerarius, ed era responsabile dell'amministrazione delle finanze della Curia e dei beni temporali della Santa Sede, la cosiddetta camera thesauraria. Il camerlengo è sempre stato un alto prelato e, dal XV secolo, tale incarico è sempre stato ricoperto da un Cardinale.

Il Camerlengo di Santa Romana Chiesa

Il Cardinale "Camerlengo" di Santa Romana Chiesa ricopre fondamentalmente due incarichi: in primo luogo, quando il Pontefice è in viaggio, o assente, amministra i beni temporali. Alla morte del Pontefice, come incarico speciale, presiede invece il periodo della cosiddetta Sede vacante. Esso è coadiuvato da un altro prelato della Curia Romana il Vice-camerlengo.

Morte del Papa e conclave

Lo stemma del Cardinale Camerlengo durante la Sede vacante
Una moneta della Città del Vaticano dell'aprile 2005 con lo stemma dell'allora Camerlengo, Eduardo Martínez Somalo

In caso di morte del Pontefice, il suo primo compito consiste nel verificare che il Papa sia realmente morto, chiamandolo tre volte con il nome di battesimo. Nel caso in cui non riceva risposta, ne dichiara la morte con la formula Vere Papa mortuus est. Probabilmente questa formula di accertamento della morte è stata usata per l'ultima volta dal Cardinal Camerlengo Pecci (futuro Papa Leone XIII) sulla salma di Pio IX morto nel 1878.

Per secoli il protocollo aveva previsto inoltre che il Camerlengo picchiettasse la fronte del Pontefice con un martelletto d'argento recante lo stemma papale: questo gesto ora è sostituito con il semplice stendere un velo sul viso del defunto.

Successivamente il Camerlengo rimuove l'anello piscatorio dal dito anulare della mano destra del defunto pontefice ed ordina che il sigillo papale presente sull'anello venga infranto. Egli pone infine i sigilli allo studio ed alla camera da letto del papa e dà comunicazione del decesso al Cardinale vicario di Roma, al quale ufficialmente spetterà di renderla nota al popolo.

Da quel momento comincia il periodo della Sede vacante: iniziano i preparativi per i funerali ed i nove giorni consecutivi di lutto dello Stato (novendiali); successivamente vengono avviati i lavori del conclave per eleggere il nuovo Papa.

Durante la Sede vacante lo stemma del Camerlengo, pur rimanendo con trenta fiocchi rossi (come per i Cardinali), è sormontato dal gonfalone papale (o basilicale), attraversato dalle chiavi pontificie, sopra il consueto galero (il cappello cardinalizio)

Il Camerlengo durante questo periodo ha anche facoltà di battere moneta che, pur avendo corso legale, non si troverà mai in circolazione, essendo destinata esclusivamente all'acquisto da parte dei collezionisti; su di essa sono riportati il suo stemma, la dicitura "Sede vacante" e, in latino, l'anno di conio o millesimo.

Sempre durante la Sede vacante, a lui è affidata la gestione delle questioni quotidiane della Chiesa con l'assistenza di tre Cardinali; essi sono estratti a sorte ogni tre giorni, uno per ciascun Ordine (Vescovo, presbitero e diacono), tra i Cardinali già convenuti a Roma, e formano la cosiddetta "Congregazione particolare". Le questioni più importanti invece devono essere trattate con l'assemblea generale dei Cardinali, detta "Congregazione generale".

A partire dal 1432 il mandato è stato ricoperto esclusivamente da Cardinali, compreso il pro-Camerlengo di inizio Ottocento.

Il Camerlengo del Collegio Cardinalizio

Anche altri funzionari della Chiesa portano il titolo di Camerlengo (che significa "tesoriere"), ma adempiono compiti differenti. Il Camerlengo del Collegio cardinalizio è stato il responsabile dell'amministrazione finanziaria del collegio e officiava in occasione dei funerali dei Cardinali deceduti. Dal 1995 l'Annuario Pontificio non riporta più questa carica.

Il Camerlengo del Clero romano

Il camerlengo del Clero romano viene eletto dai parroci e dai canonici di Roma, occupa un posto d'onore nelle processioni ed è anche colui che decide le precedenze nelle cerimonie solenni.

Ha come principale funzione quella di amministrare i beni o le rendite che il Clero di Roma ha a disposizione. Si tratta di beni che i Parroci di Roma possiedono in comune e che possono utilizzare per determinati usi.

Note
  1. Deceduto prima di ricevere il titolo
  2. La medesima carica era stata assegnata nel 1431 allo pseudocardinale Lucido (o Lucio) Conti (? – 1437), nominato Cardinale dall'Antipapa Giovanni XXIII il 6 giugno 1411
  3. Alla morte del Cardinale Lauri, papa Pio XII non nominò nessun Camerlengo. La carica rimase vacante sino alla morte del Pontefice (8 ottobre 1958), all'indomani della quale fu il Collegio cardinalizio a nominare il Cardinale Aloisi Masella.
Bibliografia
Voci correlate
Collegamenti esterni

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