Candelabro

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Candelabro a quattro bracci (1786 - 1787), argento

Il candelabro è un sostegno per una o più candele, o per un cero; è un candeliere di grandi dimensioni.

Storia

L'uso del candelabro risale alle origini del Cristianesimo; il Liber Pontificalis[1] nella Vita di papa Silvestro ricorda quelli d’oro e bronzo donati alle basiliche costantiniane e fino al IX secolo sono documentati, sempre dalla stessa fonte, candelabri multipli ed elaborati. I candelieri di quest'epoca erano posti a terra ai lati dell'altare.

Nel periodo carolingio i candelabri erano spesso a più braccia realizzati in materiali preziosi, decorati con perle e gemme, come nel periodo romanico e gotico. Le dimensioni dei candelabri si ridussero, quando questi, da terra, vennero poggiati sull'altare, uso cominciato nell'XI secolo.

Tipologie

Non esistono prescrizioni liturgiche relative ai candelabri per quanto riguarda la materia (argento, bronzo, ferro battuto, legno, ecc.) e la forma, sebbene le tipologie di seguito ricordate sono da collegare alla funzione specifica o alla collocazione.

Michelangelo Buonarroti, Statua di angelo portancandelabro (1495), marmo; Bologna, Chiesa di San Domenico

Candelabro a due bracci (o doppiere)

Candelabro a due bracci simmetricamente divergenti rispetto al fusto. Questa tipologia si diffuse soprattutto a partire dal XVIII secolo.

Candelabro a tre (o cinque) bracci

I candelabri con più di due bracci si classificano in base al numero di essi alla loro disposizione:

  • simmetrica
  • radiale
  • digradante

Candelabro a sette bracci

Oggetto di tipologia ebraica la cui forma s’ispira al tradizionale candelabro del Tempio di Gerusalemme (menorah) venne recuperato nel Cristianesimo come simbolo dei sette Sacramenti ed entrò nella liturgia in epoca medievale.

Statua (o statuetta) portacandelabro

Scultura di piccole o medie dimensioni che funge da sostegno per il candelabro. Si tratta di una forma abbastanza diffusa nel Medioevo e nel Rinascimento; nella maggior parte dei casi la statua o la statuetta raffigura un angelo con il candelabro in mano o appoggiato sulla testa.

Vaso portacandelabro

Candelabro contraddistinto da un sostegno a forma di vaso, con o senza anse, da cui diparte un supporto dal quale partono i bracci portacandele disposti in modo simmetrico o radiale. Si tratta di un arredo tipico del Barocco, realizzato prevalentemente in legno, intagliato e dorato, utilizzato per addobbi solenni ed associato alla macchina di candelabri.

Candelabro "a vite"

Saettìa per Ufficio delle Tenebre; Sessa Aurunca, Chiesa di San Giovanni a Villa

Particolare tipologia di candelabro da terra, in legno ad una sola fiamma, diffuso soprattutto nel territorio toscano nel XVI secolo; si presenta con una base dal diametro piccolo su cui si eleva un fusto snello e alto con motivi a rocchetto.

Corona di luci

Candelabro da terra con più lumi, disposti in modo simmetrico su uno o più cerchi concentrici, [2] adottato sopratutto nel XIV secolo, quando iniziò a tramontare l'uso dei grandi lampadari. Questo tipo di candelabro, realizzato sopratutto in ferro battuto, si differenzia da quello a corona di luci pensile (da cui deriva) per la presenza di una base o di un supporto a tre zampe, da cui si leva l'asta verticale, dove sono fissati uno o più cerchi mobili con puntali per fissare le candele.

Saettìa

Candelabro da terra con supporto triangolare per quindici candele usato in particolari momenti liturgici, [3] quali l'Ufficio del Mattino o delle Tenebre (prima della riforma della Liturgia delle Ore era così chiamata la vigilia notturna) del Giovedì, Venerdì e Sabato Santo per essere spente una ad una al termine d’ogni salmo.

La saettìa era usata già nel Medioevo nella liturgia monastica dalla quale sarebbe passato ai Capitoli.

La saettìa, realizzata soprattutto in legno o in metallo, è costituita da una base ed un alto fusto reggente, un portacandele a triangolo.

Apparati di candelabri

Scuola trapanese, Candelabro (1689), rame dorato e corallo rosso; Museo Abbaziale di Montevergine

In questo gruppo sono inclusi i candelabri disposti su un supporto a gradino rettilineo, concavo o su un basamento più elaborato fino a raggiungere composizioni grandiose utilizzate in particolari festività liturgiche e nell'esposizione eucaristica:

  • Barra di candelabri: serie di candelabri della stessa dimensione, salvo quello centrale che è più alto rispetto agli altri; questo è un apparato che deriva dalla ersia medievale ed è molto comune dal XVII secolo.
  • Candelabro a giardinetto: sostegno per più candele, talora ad andamento concavo, i cui bracci sono spesso legati da motivi floreali.
  • Ersia: supporto a rastrello per più candele, all'incirca della stessa altezza, collocato in epoca medievale sull'arco trionfale. Questi apparati furono molto diffusi nel XII - XIII secolo.
  • Gradino di candelabri: serie di candelieri disposti in ordine digradante su un sostegno di forma triangolare, fissato ad una base.
  • Macchina di candelabri: grande apparato realizzato in epoca barocca e formato da un imponente sostegno ligneo, a molti bracci portacandele da utilizzare in particolari funzioni liturgiche.

Esemplari significativi

Fra gli esempi di maggior rilievo storico-artistico si notano:

Note
  1. I, pp. 173 - 181
  2. ICCD - Thesaurus del corredo ecclesiastico di culto cattolico
  3. Ibidem
Bibliografia
  • Sandra Vasco Rocca, L'arredo d'altare, in Suppellettile ecclesiastica. 1, Centro Di Editore, Firenze 1988, pp. 47 - 60 ISBN 88703816412
Voci correlate
Collegamenti esterni
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Il contenuto di questa voce è stato firmato il giorno 27 marzo 2013 da Teresa Morettoni, laureata in lettere classiche, indirizzo archeologico; esperta in museologia, archeologia e storia dell'arte.

Il firmatario ne garantisce la correttezza, la scientificità, l'equilibrio delle sue parti.

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