Chiesa Cattolica in Colombia

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Chiesa cattolica in Colombia
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Anno 2005
Cristiani
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Cattolici oltre 40 milioni
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Popolazione 44 milioni
Dati su Catholic hierarchy
Categoria:Chiesa cattolica in Colombia
Panorama di Cartagena. Cartagena, fondata nel 1533, fu eretta diocesi nel 1534. A partire dalla sua fondazione e per tutta l'epoca coloniale spagnola Cartagena fu uno dei porti più importanti dell'America latina.

La Chiesa Cattolica in Colombia conta circa 40 milioni di battezzati pari al 91% della popolazione del paese. L'evangelizzazione della Colombia iniziò con le spedizioni coloniali spagnole del XVI secolo.

Attualmente (2013) La Chiesa cattolica è presente sul territorio con 13 sedi metropolitane, 52 diocesi suffraganee, 11 vicariati apostolici e 1 ordinariato militare.

Sede primaziale è l'Arcidiocesi di Bogotá. Il Nunzio apostolico è Aldo Cavalli.

Geografia e popolazione

La Colombia è un paese situato al nord-ovest del Sud America. È delimitata ad est da Venezuela e Brasile, a sud da Perù ed Ecuador e a nord-ovest da Panamá; in termini di confini marittimi a nord è bagnata dal Mar dei Caraibi, a ovest dall'oceano Pacifico.

I limiti dell'attuale Colombia corrispondono pressappoco ai confini convenzionali che aveva in epoca spagnola e coloniale il Nuevo Reino de Granada[1]. Gli stessi territori fecero parte dal 1819 al 1831 della República de Colombia[2], dal 1831 al 1858 della República de la Nueva Granada[3], dal 1858 al 1886 della Confederación Granadina prima e degli Estados Unidos de Colombia poi[4]. Dopo che nel 1886 fu proclamata una nuova costituzione di carattere centralista, il paese fu chiamato República de Colombia, nome che ha ancora oggi[5].

I colombiani sono etnicamente diversificati: un gran numero di abitanti discende dagli spagnoli o, in generale, dagli europei; altri sono di discendenza india o di discendenza africana. Esistono anche combinazioni delle tre etnie.

Storia

Il periodo coloniale (1510-1818)

La cattedrale di Santa Marta, iniziata nel 1766, è considerata Omnium Columbianae Ditionis Ecclesiarum Mater (madre di tutte le Chiesa delle Colombia)[6]
Chiesa della Inmaculada Concepción, a Barichara, in diocesi di Socorro y San Gil. Barichara, fondata agli inizi del XVIII secolo conserva quasi intatti la struttura e gli edifici del periodo coloniale

Gli Europei arrivarono in Colombia nel 1499 grazie alla spedizione guidata dallo spagnolo Alonso de Ojeda che giunse nella penisola de la Guajira. Nel 1510 le autorità spagnole fondarono Santa María la Antigua del Darién e poi, dopo il consolidamento di questa posizione dominante nelle zone costiere, fondarono nel 1525 Santa Marta e nel 1533 Cartagena de Indias; dopo che ebbe inizio l'esplorazione dell'interno, vennero fondate nel 1536 Popayán e nel 1538 Bogotá[7].

Gli spagnoli furono accompagnati nelle diverse spedizioni da missionari (domenicani, agostiniani, francescani e gesuiti) che oltre ad assistere gli spagnoli e i creoli iniziarono l'opera di evangelizzazione delle popolazioni indigene. Furono per questo fondate numerosi stazioni missionarie per tutto il territorio, in particolare nella regione andina e sulla costa caraibica.

Grazie a questa opera di evangelizzazione fu possibile già nel 1529 creare la prima diocesi (Santa Marta) seguita da quelle di Cartagena (1534), Popayán (1546) e Santafé en Nueva Granada (1562). Alla fine del XVI secolo iniziarono a sorgere i primi seminari.

Durante l'epoca coloniale la Chiesa fu nel territorio colombiano, come nella maggior parte dei paesi dell'America latina, punto di riferimento soprattutto per la formazione delle élites creole grazie alla fondazione di qualificati collegi e università. Importante fu il suo ruolo anche per le opere sociali (in modo particolare per la fondazione di ospedali) e nell'aiuto alla burocrazia coloniale. In generale la Chiesa servì dal punto di vista politico come strumento di controllo e di coesione sociale.

Il primo periodo dell'indipendenza (1819-1886)

Manuel José Mosquera y Arboleda (1800-1853), Arcivescovo di Santafé en Nueva Granada, fu membro di una delle famiglie più influenti del paese e più attive nelle vicende dei primi decenni dell'indipendenza. Fu esiliato nel 1852 durante il governo del Generale José Hilario López, per aver difeso la libertà e l'indipendenza della Chiesa.

Il primo periodo di indipendenza per la Colombia dalla Spagna fu caratterizzato da una grande instabilità che si manifestò soprattutto in una serie di disastrose guerre civili che resero necessarie modifiche costituzionali sia per quanto riguarda il regime politico che il nome del paese.

La Chiesa, da parte sua, iniziò ad acquisire un'identità nazionale.

Particolarmente evidente in questo primo periodo è l'atteggiamento ostile dei governi nei confronti della Chiesa: si diffuse soprattutto nelle classi dirigenti una avversione alla Chiesa dovuta alla naturale identificazione che veniva fatta tra tradizione spagnola e cattolicesimo. L'atteggiamento delle élites era però in contrasto con i sentimenti del popolo che continuavano ad essere informati dalla fede cattolica.

I nuovi governi, dovendo riconoscere l'influsso che la religione cattolica e il clero esercitavano sul popolo, tentarono di sottomettere e controllare la Chiesa rivendicando l'eredità del patronato regio e la nomina dei vescovi e dei parroci[8]. I Papi, pur tollerandola, non riconobbero mai questa pretesa.

Nonostante queste tensioni la Colombia fu il primo paese dell'America latina ad avere, nel 1835, un rappresentante diplomatico della Santa Sede[9]; ma fu anche la prima nazione latino-americana a introdurre, nel 1853, una separazione tra stato e chiesa in senso radicalmente avverso a quest'ultima[10]. A cominciare dalla presidenza di José Hilario López (1849-1853) e fino al 1880 circa, la politica dei vari governi fu particolarmente severa nei confronti della Chiesa: nel 1851 fu soppresso il foro ecclesiastico e fu proclamata la elezione popolare dei parroci, nel 1861 i gesuiti che erano rientrati nel paese durante il governo di Pedro Alcántara Herrán (1841-1845) furono nuovamente espulsi insieme al legato pontificio, molti vescovi furono rimossi e fu decretata la totale separazione tra la Chiesa e lo Stato; oltre a questo furono espropriate le proprietà ecclesiastiche, si revocò alle comunità religiose la personalità giuridica, fu attribuita alle sole autorità civili la competenza esclusiva in materia di diritto matrimoniale e i cimiteri furono sottomessi alle autorità dello Stato[11].

Il culmine di questa politica anticlericale fu la Constitución Política de los Estados Unidos de Colombia de 1863 nella quale la Chiesa fu sottomessa al controllo dello Stato[12].

Un secolo di Repubblica di Colombia (1886-1986)

La "pace religiosa" (paz religiosa)[13] alla fine del XIX secolo

Rafael Núñez (1825-1894), Presidente prima degli Estados Unidos de Colombia e poi della Colombia, fu uno degli artefici della "paz religiosa" in Colombia alla fine del XIX secolo
Ezequiel Moreno y Díaz (1848-1906), agostiniano e vescovo di Pasto, iniziò una vasta opera di evangelizzazione tra gli indios. "Dio e la Colombia" fu il suo motto, che riassume la sua instancabile attività svolta non soltanto all'affermazione dei valori religiosi, ma anche a quelli sociali per il bene delle popolazioni povere del paese.

Con la presidenza di Rafael Núñez[14] iniziarono dei rapporti notevolmente favorevoli alla chiesa anche se la legge di separazione del 1853 non fu abolita.

Dopo che nel 1885 furono ristabilite le relazioni diplomatiche con la Santa Sede, la Constitución de Colombia de 1886 esplicitò il nuovo ruolo che avrebbe dovuto avere la Chiesa Cattolica, definendola religione dello Stato, riconoscendola come un elemento essenziale per l'ordine sociale e accordandole particolari prerogative[15].

Particolarmente importante fu il Concordato tra la Chiesa e lo Stato del 1887, grazie al quale la religione cattolica divenne quella ufficiale, la chiesa potè godere di una notevole indipendenza e le questioni controverse (come la giurisdizione civile del clero e la competenza ecclesiastica sui cimiteri) furono affrontate con soluzioni di compromesso[16].

Grazie a questo nuovo clima tra il 1880 e il 1900 Leone XIII potè erigere sette nuove diocesi (Tunja, Casanare[17], Tolima[18], Socorro, Garzón, Ibagué, Manizales).

Rilevante fu, poi, durante la guerra civile che fra il 1899 e il 1902 sconvolse il Paese e che costò alla Colombia la perdita di Panama, l'importante funzione mediatrice della Chiesa svolta in modo particolare da Ezequiel Moreno y Díaz, vescovo di Pasto dal 1895 al 1906.

Anche nel periodo in cui governò, con stile dittatoriale, il generale Rafael Reyes, la Chiesa conservò il proprio ruolo di interlocutore autorevole e i buoni rapporti tra Stato e Chiesa furono simbolicamente testimoniati dalla costruzione della sede della Nunziatura a Bogotà nel 1908[19].

La prima metà del XX secolo

Celebrazione in una stazione missionaria colombiana (1932, Archivio storico di Propaganda fide).

Nel 1908 i vescovi iniziarono ad organizzarsi come Conferenza episcopale e nei primi decenni del XX secolo la Chiesa si consolidò in ogni sua parte: arrivarono in Colombia numerosi Istituti religiosi che si dedicarono in modo particolare alle opere educative e caritative. Già negli anni '50 la Chiesa poteva vantare un numero impressionante di ospedali, scuole, collegi, orfanatrofi e centri di assistenza. Particolarmente illuminata fu la creazione di una scuola radiofonica che, iniziata con modeste pretese nel 1947, aveva nel 1960 educato più di un milione di campesinos.

Notevole fu l'opera della Chiesa, inoltre, nelle aree rurali e remote del Paese: grazie alle stazioni missionarie dislocate in tutto il territorio furono costruiti centinaia di ospedali e scuole oltre che tracciati migliaia di kilometri di strade.

In questi anni la Chiesa fu la principale potenza economica e sociale del paese grazie alle sue proprietà nelle campagne e ai notevoli investimenti che erano stati fatti in campo educativo con le università. Notevole fu anche il controllo in campo politico grazie all'influsso che la Chiesa aveva soprattutto sul partito conservatore.

Il ruolo di primo piano della Chiesa nella vita del paese era giustificato dalla enorme percentuale di cattolici e garantito da un Concordato senza uguali per i privilegi e il ruolo che le venivano riconosciuti.

Dal 1957 al 1968

Hijos amadísimos de Colombia...
Paolo VI con i campesinos colombiani a Bogotá il 23 agosto 1968
«Figli amatissimi della Colombia e dell'America (...) un gaudio trepidante e una emozione intensa invadono il nostro animo nel vedere che la Provvidenza ci ha riservato il privilegio di essere il primo Papa che arriva in questa terra nobilissima, in questo continente cristiano, dove un giorno arcano - predestinato dai disegni salvifici di Dio - sulle vette andine cominciò ad aggiungersi l'altezza della Croce e nei vecchi sentieri dei chibchas, dei maya, degli incas, degli aztechi e dei tupis-guaraníes, cominciò a delinearsi il volto di Cristo.

Popoli d'America Latina! Culláti negli stessi mari; i cui fiumi e cordigliere intrecciano comunità di popoli onorati, pazienti, lavoratori e di cuore nobile; le cui fisionomie peculiari hanno il tratto comune della fede in Cristo che ha vivificato secoli di storia e suscitato innumerevoli iniziative a promozione della vostra cultura e del vostro benessere. Popoli d'America! A tutti e a ognuno va, dal suolo dell'ospitale Colombia, il Nostro saluto, il Nostro affetto, la Nostra preghiera. E il Nostro cuore si dilata per ringraziare Dio per il dono immenso delle vostre credenze cattoliche e per implorare da Lui che il dinamismo della vostra fede, tradizionale e rinnovata, faccia svegliare sempre più il senso della fraternità e della collaborazione armoniosa in vista di una costante convivenza pacifica, e sospinga e consolidi gli sforzi per un progresso ordinato che, con lo sviluppo tecnico e con la coltivazione razionale di tante ricchezze che il Signore ha posto nelle vostre terre, raggiunga in maniera equa tutte le famiglie e categorie, conformemente ai principi di giustizia e di carità cristiana

(Dal Discorso di Paolo VI durante l'incontro con il Presidente della Repubblica, Bogotá 22 agosto 1968[20]

Nel 1957 la Chiesa ritirò il sostegno che ufficiosamente aveva dato al presidente Gustavo Rojas Pinilla il quale durante la sua presidenza (1954-1957), caratterizzata da un acceso populismo che in certi aspetti imitava i temi del peronismo argentino, aveva governato in modo dittatoriale perseguitando crudelmente i suoi nemici.

Dopo quell'esperienza la Chiesa appoggiò la costituzione del Frente Nacional, la coalizione politica ed elettorale tra liberali e conservatori che avrebbe dovuto riorganizzare il paese dopo le vicende della presidenza di Rojas Pinilla.

Il sostegno che la Chiesa diede al Frente fu fondamentale per legittimarlo agli occhi di molti colombiani. Tale appoggio venne fornito grazie anche al fatto che i liberali rinunciarono a qualunque forma di riduzione delle prerogative della Chiesa nel sistema politico e sociale della Colombia.

A partire dagli anni '60 anche i vertici della Chiesa colombiana iniziarono ad essere scossi profondamente dalla dilagante povertà delle classi popolari: questa nuova attenzione ai problemi sociali, testimoniata anche dalle tematiche affrontate durante le riunioni della Conferenza episcopale, fu senz'altro influenzata dal nuovo clima instaurato dal pontificato di Giovanni XXIII (1958-1963). Fu proprio in questi anni che fu spezzato il tradizionale vincolo del clero con il potere conservatore, fino a quel momento considerato com il difensore secolare dei valori della cristianità, e la Chiesa iniziava a dar vita ad un'importante corrente democratica ispirata al cristianesimo sociale e disposta a lottare per la salvaguardia dei valori universali degli uomini.

Nel frattempo la Chiesa si era consolidata nel Paese ed aveva conquistato una autonomia anche istituzionale: la maggior parte dei 5500 sacerdoti del clero secolare e dei 20000 religiosi esistenti in Colombia nel 1965 erano autoctoni. La fioritura ecclesiale, poi, fu testimoniata anche dall'invio di missionari in altri paesi dell'America latina, in Zaire, a Formosa e in Giappone e dalla creazione di altre cinque circoscrizioni ecclesiastiche nei territori delle tribù autoctone.

La visita di Paolo VI a Bogotà dal 21 al 24 agosto 1968 per il Congresso Eucaristico Internazionale e per l'inaugurazione della Seconda Conferenza generale degli Episcopati latino-americani e caraibici confermò il cammino che la Chiesa colombiana aveva intrapreso e la sollecitò ad ulteriore maturazione[21].

Dal 1968 al 1986

I fenomeni di urbanizzazione e di modernizzazione che la società visse fin dalla fine degli anni '60 in America latina e in generale in tutti i paesi occidentali, indebolirono il ruolo della Chiesa cattolica, complice anche la crescita di vari gruppi protestanti.

Nel 1973 fu rivisto il Concordato tra lo Stato e la Santa Sede[22] nel quale si affermò che

« Lo Stato, per quanto concerne il sentimento cattolico tradizionale della Colombia, considera la religione cattolica apostolica e romana quale elemento fondamentale al bene comune e allo sviluppo integrale della comunità nazionale. Lo Stato garantisce alla Chiesa cattolica e a coloro che vi appartengono il pieno godimento dei diritti religiosi, senza rinunciare alla giusta libertà religiosa delle altre confessioni e dei loro membri, come d'altra parte di ogni cittadino »
(Acta Apostolicae Sedis 67 (1975) 421-434.)

Pur di fronte al ridimensionamento istituzionale del ruolo sociale e politico della Chiesa, i vescovi colombiani non rimasero mai in silenzio di fronte ai tentativi da parte dello Stato di legiferare in materie sensibili per la dottrina cattolica. Nel 1982, ad esempio, i vescovi invitarono i cattolici a non votare per il candidato liberale alla presidenza che aveva avanzato la proposta di rendere più facile il divorzio.

Giovanni Paolo II durante la sua visita in Colombia dall'1 al 7 luglio 1986

Il viaggio che compì Giovanni Paolo II dall'1 al 7 luglio 1986 segnò una tappa storica fondamentale nel cammino della Chiesa colombiana. In quell'occasione il Papa visitò Bogotà, Chiquinquirà, Tumaco, Popayán, Cali, Chinchinà (dove incontrò i disastrati dall'eruzione del vulcano Nevado del Ruiz avvenuta il 13 novembre 1985 e che provocò circa 23.000 morti), Pereira, Medellìn, Lèrida, Bucaramanga, Cartagena, Barranquilla[23].

Nella cerimonia di congedo il Papa così si espresse:

« Ringrazio Dio per aver trovato qui una Chiesa piena di vitalità, traboccante di generosità, unita nella carità, ben organizzata e soprattutto ben ancorata nei fondamenti, nella dottrina e nelle norme che le diede il suo divino fondatore. Questa è la base necessaria e la garanzia sicura per lanciarsi in una nuova evangelizzazione che, per mezzo delle celebrazioni del quinto centenario della prima evangelizzazione, prepara la Colombia, come tutta l'America Latina - continente della speranza - a entrare con impeto e decisione, con la lampada della fede che diffonde luce e calore nel terzo millennio del cristianesimo. Siete una nazione cattolica. Non lasciate indebolire l'orgoglio legittimo né sminuire la responsabilità che ciò comporta. »

Dal 1986 ad oggi

Rubén Salazar Gómez, dal 6 agosto 2010 arcivescovo di Bogotá e Primate della Colombia

Nella Costituzione del 1991 viene definitivamente superato il riconoscimento istituzionale del ruolo della Chiesa nella società civile; l'articolo 19 della nuova Costituzione, infatti, così recita:

« Viene garantita la libertà di culto. Ogni persona ha il diritto di professare liberamente la propria religione e di diffonderla in forma individuale o collettiva. Tutte le confessioni religiose e chiese sono libere nello stesso modo davanti alla legge. »

Nonostante la perdita di questo riconoscimento ufficiale la Chiesa è rimasta sempre in prima linea nella formazione della coscienza civile e morale del popolo colombiano; soprattutto in questi ultimi anni segnati dalla corruzione, dal problema del narcotraffico e dalla guerriglia armata la Chiesa ha offerto con il suo impegno e la sua predicazione profetica un punto di riferimento per il popolo oltre ad aver avuto un ruolo importante nella parziale smobilitazione della guerriglia e nella denuncia degli abusi contro il rispetto dei diritti umani.

Il martirio, poi, di numerosi sacerdoti e religiosi, del Vescovo di Arauca, Jesús Emilio Jaramillo Monsalve, e dell'Arcivescovo di Cali, Isaias Duarte Cancino, ha confermato l'annuncio evangelico e la missione di riconciliazione nazionale.

Benedetto XVI nel 2008, in un messaggio ai Vescovi colombiani riuniti in occasione del centenario della Conferenza Episcopale, riassunse le difficoltà della Chiesa colombiana con queste parole:

« Non posso (...) dimenticare l'attenzione che ponete nell'essere uomini di concordia, né le vostre continue esortazioni affinché cessino la violenza, il sequestro, l'estorsione che subiscono molti figli di quella amata terra. Prego ardentemente Dio affinché terminino quanto prima queste situazioni che hanno causato tanto dolore e affinché in Colombia possa regnare una pace stabile e giusta, in un clima di speranza e di benessere. »

Circoscrizioni ecclesiastiche

Mappa politica della Colombia
Mappa delle circoscrizioni ecclesiastiche della Colombia

La Chiesa cattolica è presente sul territorio con 13 sedi metropolitane, 52 diocesi suffraganee, 10 vicariati apostolici e 1 ordinariato militare

Provincia ecclesiastica di Barranquilla
Provincia ecclesiastica di Bogotá
Provincia ecclesiastica di Bucaramanga
Provincia ecclesiastica di Cali
Provincia ecclesiastica di Cartagena
Provincia ecclesiastica di Ibagué
Provincia ecclesiastica di Manizales
Provincia ecclesiastica di Medellín
Provincia ecclesiastica di Nueva Pamplona
Provincia ecclesiastica di Popayán
Provincia ecclesiastica di Santa Fe de Antioquia
Provincia ecclesiastica di Tunja
Provincia ecclesiastica di Villavicencio
Vicariati apostolici

I Vicariati apostolici della Chiesa colombiana sono tutti immediatamente soggetti alla Santa Sede;

Altro

Galleria

Note
  1. Nuevo Reino de Granada si chiamava il gruppo di provincie coloniali spagnole situate nell'America del Sud settentrionale nel XVI secolo e governate dalla audiencia di Bogotà. Inizialmente fece parte del vicereame del Perù, diventando poi parte del vicereame della Nuova Granada nel 1739. Il regno cessò di esistere formalmente con la fine del vicereame nel 1819.
  2. La República de Colombia (secondo la dizione degli storici Gran Colombia per differenziare lo stato storico dalla Colombia odierna) fu lo stato sudamericano esistito tra il 1819 e il 1831 e comprendente gli attuali territori di Colombia, Venezuela, Ecuador e Panamá. La Gran Colombia fu voluta da Simón Bolívar. Durante gli anni acquisì anche alcuni territori degli attuali stati di Costa Rica, Brasile e Guyana.
  3. La República de la Nueva Granada fu formata principalmente dai territori degli attuali Colombia e Panamá, oltre a piccole porzioni degli odierni Ecuador, Perù, Brasile, Costa Rica, Venezuela e Nicaragua.
  4. La Confederación Granadina e gli Estados Unidos de Colombia comprendevano i territori dell'attuale Colombia unita a Panama.
  5. Dall'originario territorio si rese indipendente Panama nel 1903.
  6. La prima chiesa di Santa Marta fu costruita da Frei Tomas Ortiz nel 1529 e fu dedicata a Sant'Anna. Fu fatta cattedrale nel 1533. L'attuale cattedrale, del 1766 è considerata la più antica tra quelle esistenti nel continente.
  7. Quando gli spagnoli iniziarono la conquista dei territori dell'attuale Colombia il gruppo etnico più numeroso era quello dei Chibcha (conosciuti anche come Misca), agricoltori sedentari che avevano sviluppato l'arte della fusione di oro e rame e della tessitura del cotone. I Chibcha erano politesti, praticavano culti astrali e sacrifici umani, e la dimensione religiosa permeava tutti gli aspetti della vita politica, sociale e familiare. Altri gruppi etnici furono i Taironas al nord e i Paeces al sud; i Caribes, sparsi in diverse parti del territorio, e poi i Panches, i Pijaos, i Muzos e i Quimbayas.
  8. Con la Legge del 22 luglio 1824 fu stabilito unilateralmente che «la República de Colombia debe continuar en el ejercicio del derecho de Patronato que los Reyes de España tuvieron en las iglesias metropolitanas, catedrales y parroquiales de esta parte de la América».
  9. La Santa Sede riconobbe l'indipendenza della República de la Nueva Granada il 26 novembre 1835. Il 14 dicembre dello stesso anno un rappresentante del Governo presentò le credenziali alla Santa Sede la quale, dal canto suo, nominò il suo primo rappresentante diplomatico in Colombia nella persona del vescovo Gaetano Baluffi. La missione principale di Baluffi fu di risolvere la questione del Patronato; nonostante l'impegno non riuscì nell'intento che tuttavia perseguì fino al 1842, quando lasciò l'incarico; cfr. A. M. Pinilla Cote, Del Vaticano a la Nueva Granada: la internunciatura de Monseñor Cayetano Baluffi en Bogotá, 1837-1842, Fundación Francisco de Paula Santander, Bogotá 1988.
  10. La Costituzione liberale del 1853 affermava la libertà religiosa in questi termini: «La República garantiza a todos los Granadinos (...) la profesión libre, pública o privada de la religión que a bien tengan, con tal que no turben la paz pública, no ofendan la sana moral, ni impidan a los otros el ejercicio de su culto»(Constitución de la República de Nueva Granada, 20 de mayo de 1853). Con la Costituzione del 1853 termina anche la questione del "Patronato repubblicano".
  11. Cfr. G. Cavelier, Las relaciones entre la Santa Sede y Colombia, I, Ed. Kelly, Bogotá 1989.
  12. «Para sostener la soberanía nacional, y mantener la seguridad y tranquilidad públicas, el Gobierno nacional, y los de los Estados en su caso, ejercerán el derecho de suprema inspección sobre los cultos religiosos» (Constitución Política de los Estados Unidos de Colombia de 1863, articolo 23).
  13. L'espressione paz religiosa per indicare gli equilibri che si erano venuti a creare tra Stato e Chiesa dalla Constitución de Colombia de 1886 in poi fu usata dal presidente Alfonso López Pumarejo nel 1942 in occasione del discorso per il suo secondo insediamento.
  14. Rafael Núñez fu quattro volte presidente: 1880-1882, 1884-1886, 1887-1892, 1892-1894.
  15. «Artículo 38. La Religión Católica, Apostólica, Romana, es la de la Nación; los Poderes públicos la protegerán y harán que sea respetada como esencial elemento del orden social. Se entiende que la Iglesia Católica no es ni será oficial, y conservará su independencia. Artículo 39.- Nadie será molestado por razón de sus opiniones religiosas, ni compelido por las autoridades a profesar creencias ni a observar prácticas contrarias a su conciencia. Artículo 40.- Es permitido el ejercicio de todos los cultos que no sean contrarios a la moral cristiana ni a las leyes. Los actos contrarios a la moral cristiana o subversivos del orden público, que se ejecuten con ocasión o pretexto del ejercicio de un culto, quedan sometidos al derecho común. Artículo 41.- La educación pública será organizada y dirigida en concordancia con la Religión Católica. (...) Artículo 53.- La Iglesia Católica podrá libremente en Colombia administrar sus asuntos interiores y ejercer actos de autoridad espiritual y de jurisdicción eclesiástica, sin necesidad de autorización del Poder civil; y como persona jurídica, representada en cada Diócesis por el respectivo legítimo Prelado, podrá igualmente ejercer actos civiles, por derecho propio que la presente Constitución le reconoce. Artículo 54.- El ministerio sacerdotal es incompatible con el desempeño de cargos públicos, Podrán, sin embargo, los sacerdotes católicos ser empleados en la instrucción o beneficencia públicas. Artículo 55.- Los edificios destinados al culto católico, los seminarios conciliares y las casas episcopales y curales no podrán ser gravados con contribuciones ni ocupados para aplicarlos a otros servicios. Artículo 56.- El Gobierno podrá celebrar convenios con la Santa Sede Apostólica a fin de arreglar las cuestiones pendientes, y definir y establecer las relaciones entre la potestad civil y la eclesiástica» (Constitución de Colombia de 1886). La Costituzione del 1863 concluse la guerra civile del 1860-1862 durante la quale ebbe un ruolo fondamentale la questione religiosa.
  16. I primi tre articoli del Concordato così recitano: «La Religión Católica, Apostólica Romana es la de Colombia, los Poderes Públicos la reconocen como elemento esencial del orden social, y se obligan a protegerla y hacerla respetar, lo mismo que a sus ministros, conservándola a la vez en el pleno goce de sus derechos y prerrogativas. La Iglesia Católica conservará su plena libertad e independencia de la potestad civil, y por consiguiente sin ninguna intervención de ésta podrá ejercer libremente toda su autoridad espiritual y su jurisdicción eclesiástica, conformándose en su gobierno y administración con sus propias leyes. La legislación canónica es independiente de la civil, y no forma parte de ésta; pero será solemnemente respetada por las autoridades de la República». La Convenzione fu aggiornata continuamente durante gli anni; tra gli aggiornamenti più importanti: Convención de 1888 sobre el Art. XXV del Concordato del 24 settembre 1888, Convención sobre fuero eclesiástico, cementerios y registro civil del 20 luglio 1892, Convención relativa al art. XXV del Concordato del 4 agosto 1898, Convenio de Misiones del 27 dicembre 1902, Protocolo adicional del 24 luglio 1903, Protocolo sobre los límites de la Prefectura Apostólica de San Martín del 30 marzo 1905, Convención modificatoria de la cuota concordataria para las Misiones del 9 ottobre 1918 (sul tema delle missioni si ebbero modifiche anche nel 1932, 1933, 1934, 1935, 1940, 1953), Ley 54 de 1924.
  17. Il Vicariato Apostolico di Casanare fu eretto il 17 luglio 1893 ricavandone il territorio dalla diocesi di Tunja. Fu soppresso il 29 ottobre 1999; il suo territorio per la maggior parte andò a costituire la diocesi di Yopal.
  18. La diocesi di Tolima fu eretta nel 1894 ricavandone il territorio da Popayán e da Santafé en Nueva Granada. Fu soppressa il 20 maggio 1900; il suo territorio passò alle diocesi di Garzón e di Ibagué.
  19. Cfr. Roger Aubert, La Chiesa negli stati moderni e i movimenti sociali (1878-1914), Jaca Book, Milano 1993, 156.
  20. «Un gozo íntimo y una trepidante conmoción invaden Nuestro ánimo al ver que la Providencia Nos ha reservado el privilegio de ser el primer Papa que llega a esta nobilísima tierra, a este cristiano Continente, donde un día arcano —predestinado en los designios salvíficos de Dios— comenzó a añadirse la altura de la Cruz sobre las cimas andinas y, en los viejos caminos de los chibchas y de los mayas, de los incas, aztecas y tupis-guaraníes, empezó a dibujarse la silueta de Cristo. ¡Pueblos de América Latina! mecidos en idénticos mares; cuyos ríos y cordilleras entrelazan comunidades de gentes honradas, pacientes, trabajadoras e hidalgas; cuyas fisonomías peculiares tienen el rasgo común de la fe en Cristo que ha vivificado siglos de historia y suscitado innumerables iniciativas promotoras de vuestra cultura y de vuestro bienestar. Pueblos de América! A todos y cada uno va, desde el suelo de la hospitalaria Colombia, Nuestro saludo, Nuestro afecto, Nuestra plegaria. Y Nuestro corazón se dilata para agradecer a Dios el don inmenso de vuestras creencias católicas y para implorar de El que el dinamismo de vuestra fe, tradicional y renovada, despierte cada vez más el sentido de fraternidad y de colaboración armoniosa en orden a una constante convivencia pacífica, e impulse y consolide los esfuerzos por un progreso ordenado que, con el desarrollo técnico y el cultivo racional de tantas riquezas como el Señor puso en vuestros suelos, alcance equitativamente a todas las familias y categorías, en conformidad con los principios de justicia y de caridad cristianas».
  21. I testi dei discorsi e delle omelie di Paolo VI durante il viaggio in Colombia, sul sito della Santa Sede. Video documentari del viaggio di Paolo VI in Colombia: [1][2].
  22. Cfr. Vicente Prieto, El Concordato de 1973 y la evolución del derecho eclesiástico colombiano. Situación actual y perspectivas de futuro, in Revista General de Derecho Canónico y Derecho Eclesiástico del Estado 22 (2010) 1-50 [3]; cfr. anche G. Catalano, Il Concordato colombiano del 1974 e i principi del Concilio Vaticano II, in Ius Canonicum 29 (1975) 261-278; P. Ciprotti, Il nuovo concordato tra la Santa Sede e la Repubblica di Colombia, in Apollinaris 48 (1975) 71-148. Il testo del Concordato in Acta Apostolicae Sedis 67 (1975) 421-434 e in J. T. Martín de Agar, Raccolta di Concordati (1950-1999), Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2000, 126-145. Il 2 luglio 1985 ci fu uno Scambio di Note a dieci anni dal Concordato del 1973 e il 20 novembre 1992 un Accordo di modifica del Concordato del 1973 in seguito alla promulgazione della nuova Costituzione del 1991.
  23. I testi dei discorsi e delle omelie di Giovanni Paolo II durante il viaggio in Colombia, sul sito della Santa Sede. Video documentari della visita del Papa: [4][5][6][7][8][9][10][11].
  24. Luis Fernando Barriga (a cura di), Arcángeles de Sopó, Bogotá 1990.
Bibliografia
  • Guida delle missioni cattoliche 2005, a cura della Congregatio pro gentium evangelizatione, Roma, Urbaniana University Press, 2005
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Il contenuto di questa voce è stato firmato il giorno 4 gennaio 2013 da Padre Mimmo Spatuzzi, licenziato in Teologia Fondamentale.

Il firmatario ne garantisce la correttezza, la scientificità, l'equilibrio delle sue parti.

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