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San Giacomo il Maggiore

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San Giacomo di Zebedeo
Personaggio del Nuovo Testamento
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Santo
Apostolo e martire
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San Giacomo. Realizzato a Würzburg 1475 ca. artista sconosciuto
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Elezione
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Proclamazioni
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Riconoscimenti
Canonizzazione
Venerato da Chiesa cattolica e da tutte le altre Chiese che ammettono il culto dei santi
Venerabile il [[{{{aV}}}]]
Beatificazione [[{{{aB}}}]]
Canonizzazione [[{{{aS}}}]]
Ricorrenza 25 luglio
Altre ricorrenze {{{altre ricorr}}}
Santuario principale cattedrale di Santiago di Compostela, Santiago di Compostela
Attributi cappello da pellegrino, conchiglia, stendardo
Patrono di Spagna, Guatemala, Nicaragua, Pistoia, Caltagirone, cavalieri, soldati, veterinari, farmacisti, Isola della Scala, Ponte dell'Olio, Beinasco, Azzano d'Asti, Casalnuovo di Napoli e Sandon.
Collegamenti esterni
Scheda su santiebeati.it
Tutti-i-santi.jpg
Nel Martirologio Romano, 25 luglio:
«
Festa di san Giacomo, Apostolo, che, figlio di Zebedeo e fratello di san Giovanni evangelista, fu insieme a Pietro e Giovanni testimone della trasfigurazione del Signore e della sua agonia. Decapitato da Erode Agrippa in prossimità della festa di Pasqua, ricevette, primo tra gli Apostoli, la corona del martirio. »
 
San Giacomo di Zebedeo, detto anche Giacomo il Maggiore, san Jacopo o Iacopo (... – Giudea, [[43 o 44]]), è stato un personaggio del Nuovo Testamento, apostolo ebreo. Uno dei dodici scelti da Gesù.
Martirio di San Giacomo Maggiore, di Albrecht Dürer.

Figlio di Zebedeo e di Salomè, era il fratello di Giovanni apostolo. È tradizionalmente (ma non nel NT) detto "Maggiore" per distinguerlo dall'apostolo omonimo, Giacomo di Alfeo detto "Minore". Secondo i vangeli sinottici Giacomo e Giovanni erano assieme al padre sulla riva del lago quando Gesù li chiamò per seguirlo.[1] Il Vangelo secondo Marco, Giacomo e Giovanni erano detti Boanerghes ("figli del tuono").[2] Giacomo fu uno dei tre apostoli che assistettero alla trasfigurazione di Gesù.[3] Secondo gli Atti degli Apostoli fu messo a morte dal re Erode Agrippa I.[4]

È venerato da tutte le chiese cristiane che riconoscono il culto dei santi.

Biografia

Giacomo e suo fratello Giovanni, figli di Zebedeo e Salomè, nati a Betsaida, erano pescatori insieme al padre sul lago di Tiberiade.

Giovanni e Andrea furono, secondo il quarto vangelo (scritto, secondo la tradizionale identificazione cristiana, dallo stesso Giovanni), i primi discepoli di Gesù, che essi seguirono dopo che Giovanni Battista lo aveva indicato loro come il Messia. Il loro incontro avvenne subito dopo il battesimo di Gesù, probabilmente nell'anno 28 (o nel 31 secondo alcuni). Ai due si unirono quasi subito i rispettivi fratelli, Giacomo e Simone (Pietro).

San Giacomo nel Codex Calistinus, foglio 4.

Giacomo e Giovanni furono da Gesù soprannominati Boanerghes ("figli del tuono") per sottolineare l'inesauribile zelo di cui erano dotati questi apostoli, ma anche il loro temperamento impetuoso.

Nasce poi il collegio apostolico; Gesù ne costituì Dodici che stessero con lui: Simone, al quale impose il nome di Pietro, e subito al secondo posto dopo di lui, Giacomo di Zebedeo e Giovanni fratello di Giacomo. Insieme agli altri apostoli, essi accompagnarono Gesù durante la sua vita pubblica, e alcuni episodi mostrano come Giacomo facesse parte della cerchia dei tre più fidati.

Con Pietro fu testimone della trasfigurazione, della resurrezione della figlia di Giairo e dell'ultima notte di Gesù al Getsemani. Come appare evidente, sono tre situazioni molto diverse: in un caso, Giacomo e gli altri due apostoli sperimentano in modo diretto la gloria del Signore, vedendolo a colloquio con Mosè ed Elia; in occasione della resurrezione della figlia di Giairo, assistette ad uno dei miracoli più toccanti compiuti dal Maestro e ancora, al Getsemani, si trovò di fronte alla sofferenza e all'umiliazione di Gesù, al suo aspetto più umano. Vide come il Figlio dell'Uomo si umiliò, facendosi obbediente fino alla morte.[5]

Dopo la morte e la resurrezione di Cristo, Giacomo sembra perdere di importanza nella comunità cristiana di Gerusalemme (in At viene nominato solo per la sua uccisione), offuscato da Giacomo "fratello" di Gesù.

Una tradizione risalente almeno a Isidoro di Siviglia narra che Giacomo andò in Spagna per diffondere il Vangelo. Se questo viaggio avvenne, fu seguito da un ritorno dell'apostolo in Giudea, dove, agli inizi degli anni 40 del I secolo il re Erode Agrippa I «cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa, e fece uccidere di spada Giacomo fratello di Giovanni»[6]. Giacomo fu il primo apostolo martire.

Dopo la decapitazione, secondo la Legenda Aurea, i suoi discepoli trafugarono il suo corpo e riuscirono a portarlo miracolosamente sulle coste della Galizia[7]. Il sepolcro contenente le sue spoglie sarebbe stato scoperto nell'anno 830 dall'anacoreta Pelayo in seguito ad una visione luminosa. Il vescovo Teodomiro, avvisato di tale prodigio, giunse sul posto e scoprì i resti dell'Apostolo. Dopo questo evento miracoloso il luogo venne denominato campus stellae ("campo della stella") dal quale deriva l'attuale nome di Santiago de Compostela, il capoluogo della Galizia (Spagna). Eventi miracolosi segnarono la scoperta dell'apostolo, come la sua apparizione alla guida delle truppe cristiane della reconquista nell'840, durante la battaglia di Clavijo ed in altre imprese belliche successive. La tomba divenne meta di grandi pellegrinaggi medievali, tanto che il luogo prese il nome di Santiago (da Sancti Jacobi, in spagnolo Sant-Yago) e nel 1075 fu iniziata la costruzione della grandiosa basilica a lui dedicata.

Il culto

Nella chiesa cattolica san Giacomo il Maggiore è festeggiato il 25 luglio.

  • Patronato: Spagna, pellegrini, cavalieri, soldati, malattie reumatiche
  • Etimologia: "che segue Dio", dall'ebraico; il nome Giacomo è una variante del nome Giacobbe
  • Emblema: cappello e bordone da pellegrino, Conchiglia, Stendardo
Note
  1. Marco, 1,19-20; Matteo, 4,21-22
  2. Marco, 3,17.
  3. Marco, 9,2-8; Matteo, 17,1-9; Luca, 9,28-36.
  4. Atti, 12,1-2.
  5. Secondo l'opinione di papa Benedetto XVI, quest'ultima esperienza dovette condurre Giacomo ad una maturazione della propria fede, correggendo «l'interpretazione trionfalista della prima: egli dovette intravedere che il Messia, atteso dal popolo giudaico come un trionfatore, in realtà non era soltanto circonfuso di gloria, ma anche di patimenti e di debolezza» (Benedetto XVI, udienza generale, 21 giugno 2006).
  6. At 12, 1-2
  7. Legenda Aurea, Jacopo da Varagine, XIII secolo.
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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