Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria (Solennità)

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Questa voce tratta unicamente della Solennità liturgica dell'Immacolata.
⇒  Per gli aspetti dottrinali vedi Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria.

Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria (Solennità)

Virgin Mary - Diego Velazquez.jpg
Diego Velázquez, Immacolata Concezione (1619), olio su tela; Londra, National Gallery
Mistero celebrato Concepimento di Maria.
Solennità
Periodo Avvento
Data 8 dicembre
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Note
Nel Rito Ambrosiano, qualora la solennità cadesse di Domenica, la celebrazione è spostata al 9 dicembre[1].
Rito Romano
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Rito Ambrosiano
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Tradizioni religiose
Data d'istituzione 8 dicembre 1854
Chiamata anche
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La solennità dell'8 dicembre: celebrazione congiunta della Concezione immacolata di Maria, della preparazione radicale (cfr. Is 11,1.10) alla venuta del Salvatore, e del felice esordio della Chiesa senza macchia e senza ruga[2].
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Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano, 8 dicembre, n. 1:
« Solennità dell'Immacolata Concezione della beata Vergine Maria, che veramente piena di grazia e benedetta tra le donne, in vista della nascita e della morte salvifica del Figlio di Dio, fu sin dal primo momento della sua concezione, per singolare privilegio di Dio, preservata immune da ogni macchia della colpa originale, come solennemente definito da papa Pio IX, sulla base di una dottrina di antica tradizione, come dogma di fede, proprio nel giorno che oggi ricorre. »

La Solennità dell'Immacolata Concezione è la celebrazione con cui la Chiesa, l'8 dicembre, in pieno tempo d'Avvento, fa memoria grata del mistero del concepimento di Maria[3] nel grembo di Anna, senza macchia di peccato originale.

La data dell'8 dicembre, in cui la solennità è celebrata, è legata alla data della festa della natività di Maria, l'8 settembre: tra le due feste intercorre un periodo di tempo di nove mesi esatti.

Storia

L'antica festa orientale del concepimento miracoloso di Maria da parte di Gioacchino e Anna è diventata in Occidente, verso l'XI secolo, la festa della concezione di Maria senza peccato originale[4][5].

In Oriente

Oggi la festa si celebra in tutte le Chiese Orientali, cattoliche e non, eccezion fatta per la Chiesa Sira monofisita e la Chiesa Caldea nestoriana. La data della festa è tradizionalmente il 9 dicembre[6], e nel titolo si insiste generalmente sulla "concezione attiva" da parte di Anna: "la Concezione di Anna quando concepì la Madre di Dio". Alcune Chiese unite a Roma celebrano la festa l'8 dicembre e le danno il titolo usato dalla Chiesa Latina.

Certamente la festa ebbe origine in Oriente, ma la sua storia nelle varie Chiese Orientali è molto varia.

Nelle Chiese di Rito Bizantino

Nelle Chiese di Rito Bizantino il più antico documento riguardo a una festa del concepimento di Maria è un canone liturgico di Sant'Andrea di Creta databile nei secoli VII-VIII[7].

La diffusione della festa è testimoniata da un'omelia di Giovanni di Eubea[8] († ca. 750), da quattro di Giorgio di Nicomedia[9] († fine IX secolo), da una di Sant'Eutimio di Costantinopoli († 917), da una di Pietro di Argos († ca. 922), dal Menologio di Basilio II († 1025); in particolare poi è significativa la testimonianza della Costituzione di Manuele Comneno[10] (1166), che vieta per quel giorno le sessioni dei tribunali.

Nei menologi e omeliarii bizantini dell'XI secolo la festa appare assai raramente; è testimoniata più spesso in quelli del XII secolo, e questo nonostante che in alcuni luoghi la festa fosse celebrata con un grado liturgico più elevato rispetto a oggi. In ogni caso non venne mai assunta nel rango delle dodici grandi feste del Rito Bizantino.

Gli Italo-Greci, il Melchiti e i Ruteni hanno adottato talvolta il Rito Latino e innalzato la solennità della festa.

Nel 1661 i basiliani ruteni, in una loro Congregazione generale, decretarono di aggiungere una ottava alla festa[11], cosa che è notata soltanto nel Liturgicon di Vilna del 1692 e in quello di Unev del 1740. Il Sinodo provinciale di Leopoli del 1891 compose un nuovo Ufficio e relegò l'antico alla Vigilia. Il Liturgicon di Roma ristabilisce l'antico titolo e l'antico Ufficio, conservando alla festa il suo grado liturgico.

In generale si può dire che il significato della festa presso i Bizantini è complesso; in esso possono essere distinti tre punti di vista[12]:

Soprattutto l'ultimo dei tre elementi occupò il pensiero degli oratori e dei poeti.

Nelle Chiese di Rito Armeno

Pare che gli Armeni non in comunione con Roma abbiano introdotto la festa, celebrata il 9 dicembre, soltanto nel XVIII secolo[13].

Nel Calendario pubblicato dai Mechitaristi a Vienna nel 1877 il titolo è quello Latino, e la data è ancora il 9 dicembre[14].

Nelle Chiese di Rito Siro

In un Menologio del 1166 e poi in un Calendario redatto da Giacomo di Edessa ma scritto nel 1635 la festa è attestata al 9 dicembre con il titolo in uso presso i Bizantini; però molti altri Menologi della Chiesa Sira monofisita non ne fanno menzione.

I Siri uniti a Roma celebrano la festa solennemente l'8 dicembre con il titolo latino[15]. Anzi, nel loro Fenqitho[16] si trova l'Ufficio con tutta una ottava.

Anche i Maroniti celebrano la festa dell'Immacolata; in un loro calendario pubblicato a Roma nel 1830 la festa si trova menzionata al 9 dicembre, ma oggi la celebrano il giorno 8.

Nel Calendario di Ǧibrāʾīl al-Golai (1673) la festa non è menzionata, e nel Sinodo del Monte Libano non appare tra le feste di precetto come lo è oggi[17].

Nelle Chiese di Rito Caldeo

I Caldei nestoriani sono gli unici tra gli Orientali a non aver mai avuto una festa dell'Immacolata Concezione. Invece i Caldei uniti a Roma l'hanno, con il titolo latino, e la celebrano l'8 dicembre; un certo monaco Damiano ha composto per essa un Ufficio[18].

La festa non appare ancora tra le nuove feste introdotte dal patriarca Giuseppe II Maʿrūf (1695-1713), né fra quelle segnalate da una relazione del 1765[19]; esiste invece sicuramente al tempo del patriarca Giuseppe Audo (1847-1878).

I Malabaresi hanno da lungo tempo adottato il Calendario dei Latini.

Nelle Chiese di Rito Copto

I documenti delle Chiese di Rito Copto riportano la memoria della concezione di Anna a due date diverse:

Gli Etiopi tradussero il Sinassario di Michele di Malig nel XIV secolo[24], e perciò celebrano ancora oggi la festa al 7 Nahasi giuliano, ovvero al 31 luglio[25].

Invece gli Etiopi uniti a Roma celebrano l'Immacolata Concezione l'8 dicembre.

In Occidente

La nascita

Nel Medioevo la festa della Concezione di Maria era denominata la "festa dei Normanni", poiché era comune convinzione che questi, conosciutala in Sicilia e nell'Italia meridionale, l'avessero poi diffusa in Normandia e in Inghilterra.

Gli studi recenti, invece, hanno dimostrato che l'origine della festa in Occidente è da ricercarsi nella Chiesa celtica dell'Irlanda: il Martirologio di Tallaght (inizio del IX secolo) e il Calendario di Oengus (ca. 825) riportano una festa della Concezione di Maria al 3 maggio; non vi è consenso tra gli studiosi sulla provenienza di tale data.

La prima diffusione in Francia e Inghilterra

In Inghilterra, prima dell'invasione Normanna del 1066, la festa della Concezione di Maria si trova in vari Calendari, tra cui (Old Minster, Winchester, ca. 1030, New Minster, ca. 1035) e soprattutto nel noto Messale e Pontificale del Vescovo Leofric di Exeter (ca. 1050). Nel 1110 Bernoldo di Costanza, autore del Micrologo, non dà alcuna notizia sulla festa. In Inghilterra e nei territori limitrofi invece essa si diffuse ancora: nel 1128 appare in alcuni monasteri benedettini (Ramsay, Edmundsbury, Reading, ecc.), e nello stesso tempo appare anche nella provincia ecclesiastica di Rouen, sotto il Vescovo Ugone (ca. 1129).

Nel 1140, a Lione, si verificò il celebre contrasto tra il Capitolo, che voleva introdurre la festa, e San Bernardo, che la rigettava.

Nel 1154 il priore di San Pietro di Regula, nella Diocesi di Bazas, introducendola nella sua abbazia, dichiarò che quasi tutta la Francia la celebrava.

Il Beleth, nel suo Divinorum Officiorum ac eorundem Rationum Explicatio (ca. 1161-1165), pur riconoscendone la diffusione la rigettò come non authentica, "non autentica". A Rouen la festa ebbe il grado uguale a quello dell'Assunta sotto l'Arcivescovo Rotrico (1165-1183). A Parigi la Conceptio è regolarmente celebrata nel 1196.

L'arrivo in Italia

La festa fa la sua apparizione anche in Italia, ma il Vescovo Sicardo di Cremona († 1225), nel suo celebre Mitrale, servendosi quasi delle stesse parole del Beleth, la rigetta acremente. Vari libri liturgici riportano invece la festa:

Del XIV secolo abbiamo:

Del XV secolo:

  • un Messale domenicano della regione napoletana, in cui è attestata la Sanctificatio B. Mariae Virginis ("Santificazione della Beata Vergine Maria")[33];
  • un altro dei certosini, con la stessa denominazione[34].

In alcuni libri liturgici la festa è aggiunta al testo originale:

Tali aggiunte si trovano spesso nei Messali dei Frati Minori e di altri Ordini Religiosi.

Il cammino in Europa

In Francia, il Concilio di Le Mans (1247) dichiarò la festa della Concezione de praecepto ("di precetto"); a Reims la si celebrava certamente nel 1261-1271.

Di grande importanza per la diffusione della festa è il Capitolo generale dei francescani del 1263, che ne stabilì la celebrazione in tutto l'Ordine.[37]

In Inghilterra un Sinodo provinciale di Oxford del 1222 si rifiutò di dichiarare de praecepto la festa, che pur era celebrata. Il Sinodo diocesano di Exeter del 1287 la impose invece anche al clero secolare.

Durando († 1296 a Roma), vescovo di Mende, profondo conoscitore della liturgia romana e papale, non la menziona nella grande opera Rationale Divinorum Officiorum, che è un compendio generale della scienza liturgica dell'epoca.

Nel XIV secolo la festa è attestata in molti luoghi:

Nel XV secolo la festa divenne praticamente comune. Per decreto del Concilio di Basilea (17 settembre 1439)[38] la festa si estese ulteriormente. Un Breviario stampato a Magonza nel 1507 si servì dei testi di tale Concilio per il secondo notturno.

L'accettazione da parte dei papi

Di grande importanza per a definitiva e universale accettazione della festa è il pontificato di Sisto IV (1471-1484):

Pio V, nella riforma del Breviario (1562), sostituì l'Ufficio del Nogaroli con quello della Natività di Maria, con gli opportuni adattamenti e aggiungendo anche nuove lezioni.

Nell'edizione del Breviario di Clemente VIII († 1605) la festa della Concezione fu elevata al grado di duplex maius.

Nel XVII secolo si estese la celebrazione della festa con l'ottava:

La festa divenne poi de praecepto per tutta la Chiesa con Clemente XI (6 dicembre 1708).

Benedetto XIV († 1758) istituì la solenne cappella papale nel giorno della Concezione di Maria nella Basilica di Santa Maria Maggiore; inoltre, nelle cappelle papali dell'Avvento, egli dava alla festa della Concezione la precedenza sulla celebrazione della II domenica d'Avvento. Sotto il suo pontificato si portarono avanti discussioni per la riforma liturgica, e si parlò molto dell'opportunità di sopprimere l'ottava, ritenuta ingombrante in Avvento, ma la riunione conclusiva del 2 febbraio 1742 non portò ad alcuna decisione concreta, e in seguito tutta la riforma si arenò.

Dopo la definizione del dogma del 1854

Quando Pio IX definì il dogma nel 1854, nella Chiesa Latina erano in uso tre diversi formulari di Messa e Ufficio; tra essi primeggiava quello del 1476 del Nogaroli.

Pio IX, su istanza di molti Vescovi e per proprio desiderio, ordinò nel 1863 che si componesse un nuovo testo liturgico che fosse "dogmatico", che rendesse cioè con precisione la verità definita. A tal scopo istituì un'apposita Congregazione, che tenne la prima adunanza il 23 maggio dello stesso anno. Venne discusso un formulario, elaborato dal p. Luigi Marchesi C.M. e da lui divulgato alla stampa, ma che venne poi accantonato. Un altro formulario venne poi elaborato da mons. Domenico Bartolini, segretario della Congregazione dei Riti, per incarico del papa; questo testo, dopo vari cambiamenti e sostituzioni, venne approvato da Pio IX il 27 agosto; la festa veniva ad assumere il nome di Immacolata Concezione.

In data 25 settembre, poi, un apposito breve apostolico di Pio IX abolì i formulari precedenti, prescrivendo a tutta la Chiesa, anche a quanti avevano un rito proprio, il nuovo testo della Messa e dell'Ufficio della festa e dell'ottava[43], comprendendo, dove fosse in uso, la Messa vigiliare. La vigilia fu prescritta a tutta la Chiesa da Leone XIII il 30 novembre 1879,

La riforma liturgica seguita al Vaticano II

Il corpo del Prefazio della Solennità
Tu hai preservato la Vergine Maria
da ogni macchia di peccato originale,
perché, piena di grazia,
diventasse degna Madre del tuo Figlio.
In lei hai segnato l'inizio della Chiesa,
sposa di Cristo senza macchia e senza ruga,
splendente di bellezza.

Da lei, vergine purissima, doveva nascere il Figlio,
agnello innocente che toglie le nostre colpe;
e tu sopra ogni altra creatura
la predestinavi per il tuo popolo
avvocata di grazia e modello di santità.

La recente riforma ha apportato alcuni arricchimenti nella Liturgia delle Ore e nei formulari della Messa, specialmente con il nuovo prefazio, che offre una sintesi del significato cristologico ed ecclesiale del dogma dell'Immacolata Concezione[4]. Sono state apportate anche nuove letture e canti interlezionali.

I formulari liturgici attuali

Eucologia

Le orazioni della Messa esprimono la sostanza del dogma dell'Immacolata Concezione.

Il nuovo Prefazio si ispira a Ef 5,27, a Sacrosanctum Concilium 103 e a Lumen Gentium 65. È da notare il bel parallelismo fra la Vergine purissima e Cristo, "agnello innocente che toglie le nostre colpe", così come l'esemplarità di Maria per la Chiesa, affinché anch'essa sia immacolata; ancora, di Maria si canta la funzione di "avvocata di grazia e modello di santità" per il popolo cristiano[4].

Letture della Messa

Le letture della Messa sono:

Le tre pericopi danno un inquadramento storico-salvifico alla solennità: Maria Immacolata è un motivo di speranza, perché indica la marcia della storia nel senso del trionfo della grazia sul peccato. Viene così corretta la tendenza devozionale a considerare questo mistero mariano solo come un privilegio o un dogma[44], trascurando il suo valore per i credenti.

I testi della Liturgia delle Ore

La quasi totalità dei testi odierni della Liturgia delle Ore della Solennità proviene dall'Ufficio del 1863. Sono stati però omessi i testi del Breviario Romano che assimilavano Maria alla Sapienza divina[45].

Tutte le letture bibliche sono tratte dalle lettere paoline (Rm 5; 8; Ef 1; 5), eccetto la lettura breve delle Lodi Mattutine (Is 43,1). I tre inni sono di autori sconosciuti dei secoli XVII, XIX e XV[44].

Aspetti pastorali

La solennità dell'Immacolata è occasione per celebrare, nelle parrocchie, la festa del tesseramento da parte dell'Azione Cattolica Italiana.


Note
  1. Con la prevalenza della domenica, non si intende sminuire l'importanza della Madre di Dio, ma lasciarla illuminare dall'azione redentrice del Figlio. Così, se la giornata del 8 dicembre sarà riservata al Signore risorto, la celebrazione mariana non andrà persa, ma verrà collocata al lunedì 9.
  2. Cfr. Prefazio della Solennità.
  3. A livello popolare vi è confusione sul soggetto di tale dogma e della festa corrispondente: entrambi si riferiscono al fatto che Maria è stata concepita dai suoi genitori senza peccato; molti pensano invece, erroneamente, che l'espressione si riferisca al fatto che Maria abbia concepito suo figlio Gesù senza avere avuto rapporti con un uomo, cioè in maniera miracolosa. Oppure che l'abbia concepito senza commettere peccato, rimanendo immacolata.
  4. 4,0 4,1 4,2 Jesús Castellano Cervera, (beata) Vergine Maria, in Domenico Sartore, Achille Maria Triacca (a cura di), Nuovo Dizionario di Liturgia, Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo, Milano, 1984, ISBN 8821514943, p. 1571.
  5. Tutta la trattazione seguente segue Alfonso Raes (1951).
  6. Considerando che la natività di Maria è festeggiata da tutti l'8 settembre, e certamente da prima che si iniziasse a celebrare l'Immacolata Concezione, non è chiaro perché i Bizantini e quanti li hanno seguiti hanno deciso di celebrare la Concezione di Maria il 9 dicembre. Sono state formulate varie ipotesi, e quella che sembra più soddisfacente, secondo Alfonso Raes (1951) 1658, è quella secondo cui si è voluto includere nel conto dei nove mesi della gravidanza sia il giorno del concepimento che quello della nascita (G. Hanssens, Cinque feste mariane dei riti orientali, in Incontro ai fratelli separati di Oriente, Roma 1945, p. 371.
  7. PG 97, 1305-1316.
  8. PG 96, 1459-1480.
  9. PG 100, 1335-1402.
  10. PG 133, 750.
  11. Cfr. Capitulorum volumen, Vilna 1900, p. 71.
  12. Martin Jugie, in Dictionnaire de Théologie Catholique, Parigi 1959 e segg., VII, I, c. 959.
  13. Cfr. Cesario Tondini de Quarenghi, Etude sur le calendrier liturgique de la nation arménienne, Roma 1906, p. 2.
  14. Cfr. Nikolaus Nilles, Kalendarium manuale utriusque ecclesiae orientalis et occidentalis, II, Innsbruck 1897, p. 625.
  15. Cfr. Synodus Sciarfensis Sirorum a. 1888, Roma 1897, p. 65
  16. II, Mossul 1866, p. 376-412.
  17. Cfr. Acta et decreta... collectio Lacensis, Friburgo 1876, c. 109.
  18. Cfr. Maria. Etudes sur la Ste. Vierge sous la direction d'Hubert du Manoir, I, Parigi 1949, p. 349.
  19. Cfr. Jacques Marie Vosté, Les actes du synode chaldéen de... 1853, Roma 1942, p. 137.
  20. Cfr. Jacques Forget, Synaxarium Alexandrinum, in Corpus Scriptorum Christianorum Orientalium, III serie, XIX, p. 252.
  21. Solomon C. Malan, The Calendar of the Coptic Church, Londra 1873, p. 37.
  22. Cfr. Patrologia Orientalis 10, 175, 195, 226, 260.
  23. Cfr. Synodus Alexandrina Coptorum habita Cairi a. 1898, Roma 1899, p. 67.
  24. Cfr. Patrologia Orientalis 9, 393.
  25. Cfr. Geneviève Nollet, Le Culte de Marie en Ethiopie, in Maria. Etudes sur la Ste. Vierge sous la direction d'Hubert du Manoir, I, Parigi 1949, p. 393.
  26. Roma, Biblioteca Angelica, D. 7, 3.
  27. Lat. 7231.
  28. Capitolo San Pietro, F 13.
  29. Biblioteca Vaticana, Reg. 2049.
  30. Biblioteca Casanatense, 1394.
  31. Biblioteca Vaticana, Ott. 356.
  32. Roma, Biblioteca Casanatense 704.
  33. Napoli, Biblioteca Nazionale, VI E 3
  34. Biblioteca Vaticana, lat. 7209.
  35. Montecassino, NN. 540.
  36. Udine, Biblioteca Arcivescovile, f. 16.
  37. Approfondimento.
  38. Sessione XXVI riguardante la dottrina dell'Immacolata Concezione.
  39. Vincenzo Forcella, Iscrizioni delle chiese e d'altri edifici di Roma, VIII, Roma 1876, p. 324, n. 780.
  40. Bullarium Romanum, V, Torino 1860, p. 269-270.
  41. Ernst Steinmann, Die sixtinische Kapelle, I, Monaco 1901, p. 11-26.
  42. Si tratta del celebre monumento del Pollaiolo.
  43. Dell'Ufficio del Nogaroli rimase solo l'Oremus principale, con una piccola ma significativa innovazione: filio tuo invece di filio suo.
  44. 44,0 44,1 44,2 Matias Augé (1988) 241.
  45. È noto che l'immagine veterotestamentaria della Sapienza è una prefigurazione del Figlio di Dio.
Fonti
Bibliografia
Voci correlate
Collegamenti esterni
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Il contenuto di questa voce è stato firmato il giorno 8 dicembre 2011 da don Paolo Benvenuto, baccelliere in Teologia.

Il firmatario ne garantisce la correttezza, la scientificità, l'equilibrio delle sue parti.

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