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Insegnamento della Religione Cattolica

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.

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(Reindirizzamento da Insegnante di religione)

L'insegnamento della Religione Cattolica (talvolta abbreviato con l'acronimo IRC), comunemente chiamato ora di religione, è un'istituzione del concordato tra Stato italiano e Chiesa cattolica. Prevede che in tutte le scuole pubbliche italiane siano riservate lezioni settimanali (un'ora e mezza per la materna, due ore per la primaria, un'ora per la secondaria di primo grado e secondo grado) all'insegnamento della religione cattolica. Ogni anno, all'atto dell'iscrizione alla classe successiva, lo studente decide se avvalersi o meno di tale possibilità.

L'insegnamento delle religioni è presente in quasi tutti gli altri paesi europei (è assente solo in Francia, Repubblica Ceca e Slovenia) con diverse modalità (obbligatorio o facoltativo), contenuti (religione cattolica, protestante, ortodossa), approcci (storico, etico, para-catechistico).

Il valore educativo dell'IRC è particolarmente discusso, in particolare per motivi ideologici:

  • da parte cattolica, ma anche da parte di alcuni esponenti laici (vedi in particolare Umberto Eco[1]) la conoscenza della Bibbia e del cattolicesimo è ritenuta opportuna per conoscere una parte integrante del patrimonio storico, culturale, artistico dell'Italia;
  • da parte laica, ma anche di alcuni ambienti religiosi (ad esempio la Chiesa Valdese) è ritenuta contrastante con la laicità costituzionale della Repubblica Italiana e dunque della scuola pubblica, non perché l'argomento non meriti attenzione, ma perché è un insegnamento di parte.

Indice

Storia

Nel 1923, durante il primo governo fascista, la riforma della scuola rese obbligatorio l'insegnamento della religione cattolica. Con il concordato del 1929 si introduceva l’ora di religione anche nelle scuole medie e superiori, quale «fondamento e coronamento dell’istruzione pubblica». Nelle modifiche concordatarie del 1984 (L.121/1985 di applicazione del concordato) la formula viene trasformata così: «La Repubblica italiana, riconoscendo il valore della cultura religiosa e tenendo conto che i princìpi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano, continuerà ad assicurare, nel quadro delle finalità della scuola, l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche non universitarie di ogni ordine e grado».

La legge è stata poi nuovamente modificata dalle Intese fra lo Stato italiano e le diverse confessioni religiose (L.449/1994, 516 e 517/1988, 101/1989, 116 e 520/1995 con valdesi e metodisti, avventisti, pentecostali, ebrei, battisti e luterani) e, per gli aspetti più strettamente organizzativi, dalle successive Intese fra il Ministero della Pubblica Istruzione e la Conferenza episcopale italiana (Dpr 751/1985 modificato dal Dpr 202/1990).

Insegnanti

Idoneità

Gli insegnanti di religione cattolica devono essere in possesso dei requisiti previsti dal DPR 16 dicembre 1985 n. 751:

«
Per l'insegnamento della religione cattolica, si richiede il possesso di uno dei titoli di qualificazione professionale di seguito indicati:

4.3. Nelle scuole secondarie di primo e secondo grado l'insegnamento della religione cattolica può essere affidato a chi abbia almeno uno dei seguenti titoli:

a) titolo accademico (baccalaureato, licenza o dottorato) in teologia o nelle altre discipline ecclesiastiche, conferito da una facoltà approvata dalla Santa Sede;
b) attestato di compimento del regolare corso di studi teologici in un Seminario maggiore;
c) diploma accademico di magistero in scienze religiose, rilasciato da un Istituto di scienze religiose approvato dalla Santa Sede;
d) diploma di laurea valido nell'ordinamento italiano, unitamente a un diploma rilasciato da un istituto di scienze religiose riconosciuto dalla Conferenza episcopale italiana.

4.4. Nella scuola materna ed elementare l'insegnamento della religione cattolica può essere impartito, ai sensi del punto 2.6, dagli insegnanti del circolo didattico che abbiano frequentato nel corso degli studi secondari superiori l'insegnamento della religione cattolica, o comunque siano riconosciuti idonei dall'ordinario diocesano. Nel caso in cui l'insegnamento della religione cattolica non venga impartito da un insegnante del circolo didattico, esso può essere affidato:

a) a sacerdoti e diaconi, oppure a religiosi in possesso di qualificazione riconosciuta dalla Conferenza episcopale italiana in attuazione del can. 804, par. 1, del codice di diritto canonico e attestata dall'ordinario diocesano;
b) a chi, fornito di titolo di studio valido per l'insegnamento nelle scuole materne ed elementari, sia in possesso dei requisiti di cui al primo comma del presente punto 4.4; oppure a chi, fornito di altro diploma di scuola secondaria superiore, abbia conseguito almeno un diploma rilasciato da un Istituto di scienze religiose riconosciuto dalla Conferenza episcopale italiana. »
 

Nomina

Prima del concorso per l'immissione in ruolo del 2004, la totalità dei docenti veniva nominata su segnalazione della curia diocesana al dirigente scolastico che normalmente confermava la nomina. Il contratto era annuale e non esisteva, come per i docenti delle altre materie, uno statuto giuridico di ruolo.

La legge 186 del 18 luglio 2003 ha previsto l'entrata in ruolo, previo concorso abilitativo, di circa quindicimila insegnanti (su circa venticinquemila complessivi), rendendo il docente "organicamente inserito nei ruoli della scuola e non più soggetto ai caroselli degli incarichi annuali" (ministro Giuseppe Fioroni, 6 marzo 2007 [1]). Dall'entrata in vigore della legge la nomina dei docenti di IRC compete, come avviene per la totalità degli altri insegnanti, per il 70% delle cattedre complessive al U.S.R. (Ufficio Scolastico Regionale) d'intesa con l'Ordinario Diocesano, riguardante i soli docenti che hanno superato il concorso e sulla base di apposite graduatorie. Queste sono stilate sulla base del triplice criterio dell'anzianità di servizio, delle esigenze famigliari e dei titoli di studio conseguiti (cf. modulo). La nomina del restante 30% è lasciato alla discrezione della curia diocesana e alla conferma del dirigente scolastico. L'autorità diocesana si riserva comunque di revocare l'idoneità dell'insegnante per alcuni gravi motivi, come incapacità didattica o pedagogica, e/o condotta morale non coerente con l'insegnamento.

Il concorso ha avuto luogo nel marzo 2004 ed erano idonei a partecipare solo i docenti con una carriera di almeno 4 anni d'insegnamento consecutivo e almeno 12 ore settimanali.

L'immissione in ruolo è avvenuta gradualmente in tre tranches, la terza e ultima delle quali è avvenuta il 30 luglio 2007.

Numero e composizione del corpo docente

Nel 2008 in Italia vi erano 25.694 insegnanti di religione[2]

Nel corso degli ultimi decenni si è avuta una profonda trasformazione del corpo docente. Se fino a pochi decenni fa gran parte degli insegnanti erano ecclesiastici (sacedoti, suore, religiosi non sacerdoti) negli ultimi anni la presenza di ecclesiastici si è notevolmente ridotta. Nell'anno scolastico 1993/4 gli ecclesiastici erano il 36,6%, ridottisi al 14,1% nell'anno scolastico 2007/8. Le cause di questo mutamento sono diverse, ma la principale è la crisi di vocazioni che riduce il numero degli ecclesiastici disposti ad insegnare piuttosto che ad occuparsi della vita pastorale.

Composizione del corpo docente (dati nazionali)[3]
Anno scolastico Sacerdoti Religiosi Religiose Totale ecclesiastici laici
2007/08 11,9 0,5 1,7 14,1 85,9
2006/07 12,3 0,5 1,8 14,6 85,4
2005/06 13,0 0,7 1,9 15,6 84,4
2004/05 13,5 0,8 2,2 16,5 83,5
2003/04 14,9 0,9 2,3 18,2 81,8
2002/03 15,6 1,0 2,4 19,0 81,0
2001/02 16,0 1,1 2,4 19,5 80,5
2000/01 15,7 1,0 2,7 19,4 80,6
1999/2000 17,9 1,1 2,9 21,9 78,1
1998/99 19,6 1,1 3,1 23,8 76,2
1997/98 20,6 1,4 3,3 25,3 74,7
1996/97 23,1 1,3 3,3 27,7 72,3
1995/96 25,9 2,2 5,6 33,7 66,3
1994/95 27,8 2,4 3,4 33,6 66,4
1993/94 29,6 3,4 3,6 36,6 63,4

Trattamento economico

I 25.694 insegnanti di religione (anno 2008), al pari degli altri insegnanti, sono retribuiti dallo Stato Italiano. Il costo annuo a carico dello Stato per la loro retribuzione nel 2008 è stato pari a circa 800 milioni di euro[4].

Statuto didattico

Lo statuto didattico dei docenti di religione cattolica è controverso.

Secondo il cosiddetto "Testo Unico" in materia di istruzione (Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297),

«
I docenti incaricati dell'insegnamento della religione cattolica fanno parte della componente docente negli organi scolastici con gli stessi diritti e doveri degli altri docenti, ma partecipano alle valutazioni periodiche e finali solo per gli alunni che si sono avvalsi dell'insegnamento della religione cattolica »
 
(Decreto Legislativo 16 aprile 1994, art. 309.3)

Secondo tale disposizione sembra che il docente di IRC, al pari degli altri insegnanti, può determinare promozione e bocciatura degli avvalentisi (l'espressione ricorrente in ambito scolastico è che il docente "può alzare la mano" come gli altri docenti in sede di scrutinio).

Tuttavia altre normative sono meno chiare. In particolare l'intesa fra il Ministro della pubblica istruzione e il Presidente della Conferenza episcopale italiana, firmata il 13 giugno 1990, convalidata dal DPR 23 giugno 1990, n. 202 recita al punto 2.7: "Nello scrutinio finale, nel caso in cui la normativa statale richieda una deliberazione da adottarsi a maggioranza, il voto espresso dall’insegnante di religione cattolica, se determinante, diviene un giudizio motivato iscritto a verbale".

Il termine 'espresso' è ambiguo: nello scrutinio il docente IRC deve 'esprimere' un giudizio che deve essere messo a verbale, ma non è chiaro se tale giudizio ha un carattere decisionale e costitutivo della maggioranza oppure no.

La Sentenza n. 5 del 5 gennaio 1994 del TAR Puglia (sezione Lecce) ha stabilito che il giudizio degli insegnanti di religione cattolica iscritto a verbale doveva "mantenere un carattere decisionale e costitutivo della maggioranza". Dunque è valido per determinare promozione o bocciatura. Sullo stesso tenore la Sentenza del TAR Toscana n. 1089 del 20 dicembre 1999, ribadita dallo stesso TAR per un diverso ricorso con la Sentenza n. 5528 del 3 novembre 2005.

Di parere opposto è la Sentenza n. 780 del 16 ottobre 1996 emessa dalla prima sezione del TAR del Piemonte, per la quale la valutazione espressa dall'insegnante di religione non rientra nel piano del computo effettivo dei voti.

Il ministro Fioroni, con l'ordinanza ministeriale n. 26 del 15 marzo 2007 (online) sembrava aver chiarito definitivamente la questione concedendo all'IRC (e alle materie alternative) pari dignità rispetto alle altre materie: "I docenti che svolgono l’insegnamento della religione cattolica partecipano a pieno titolo alle deliberazioni del consiglio di classe concernenti l’attribuzione del credito scolastico agli alunni che si avvalgono di tale insegnamento. Analoga posizione compete, in sede di attribuzione del credito scolastico, ai docenti delle attività didattiche e formative alternative all’insegnamento della religione cattolica, limitatamente agli alunni che abbiano seguito le attività medesime" (8.13).

Tuttavia il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, accogliendo il ricorso di diverse persone ed associazioni laiche e non cattoliche, con l'ordinanza n. 2408 del 24 maggio 2007 (online) dichiarò invalidi i punti relativi all'IRC presenti nell'ordinanza del ministro Fioroni. A questa ordinanza del TAR fece però seguito l'ordinanza del Consiglio di Stato (di grado superiore al TAR del Lazio) n. 2920 del 12 giugno 2007 (online) che accolse il ricorso del ministro Fioroni.

Nel 2009 però il TAR della regione Lazio, accogliendo ricorsi presentati da associazioni laiche e non cattoliche, con la sentenza n. 7076 del 17 luglio 2009 (online), ha sentenziato (come nel 2007) che gli studenti frequentanti l'ora di religione non possono aggiungere crediti formativi al loro curriculum per l'esame di maturità e che agli scrutini gli insegnanti di religione non possono presenziarvi a pieno titolo. Il ministro Gelmini ha fatto ricorso al Consiglio di Stato (come fece Fioroni nel 2007), che è stato accolto con la sentenza n. 2749 del 7 maggio 2010 (online): l'IRC mantiene dunque valore sia per quanto riguarda la promozione o bocciatura degli alunni, sia per quanto riguarda la maturazione del credito scolastico per l'esame di maturità (cf. anche l'OM del MIUR n.42 del 6 maggio 2011, art. 8, commi 13-16; cf. anche parere del Consiglio di Stato, Sez. v, 7 maggio 2011, 2749 "sui Crediti Scolastici e l’ora di Religione", online).

In definitiva:

  • l'insegnante di religione si pronuncia, come gli altri insegnanti, circa la promozione o bocciatura degli alunni avvalentisi, e similmente per gli insegnanti di alternativa per gli alunni non avvalentisi;
  • la valutazione della materia, espressa in forma di giudizio (p.es. Ottimo) e non voto (p.es. 9), non entra a far parte della media;
  • per il triennio delle superiori (3a, 4a, 5a) il professore di religione (come anche quello di attività alternativa) esprime il proprio parere per l'eventuale attribuzione del punto di credito formativo aggiuntivo, nel caso di un alunno la cui media lo colloca nella parte bassa della fascia del credito, parere che va considerato assieme alle altre eventuali attività formative svolte dal ragazzo. P.es. se la media numerica dei voti riconosce a un alunno 4 crediti, nella fascia dei 4-5 crediti, il parere del professore di religione può farlo salire a 5 crediti.

Programma

Pur variando come metodologie e contenuti didattici, l'IRC nei vari anni e cicli ha come obiettivo la trattazione della religione cattolica da un punto di vista prettamente culturale, e non propriamente religioso-catechetico. Un docente di religione non deve avere come obiettivo l'indottrinamento (nel senso negativo del termine) degli alunni, o anche una loro conversione religiosa, o un'apologia della religione cattolica. Questa deve invece essere trattata come quello che oggettivamente è, cioè un fenomeno intellettuale, storico, sociale, artistico che ha plasmato la società e la cultura occidentale nella quale sono inseriti gli alunni.

Nello specifico questi sono gli obiettivi specifici di apprendimento (OSA, nome preciso dei programmi delle varie materie) previsti per l'IRC nei vari cicli di studio:[5][6]

Scuola dell'infanzia (materna)[7]
Anni Conoscenze e abilità
I-III
  • Osservare il mondo che viene riconosciuto dai cristiani e da tanti uomini religiosi dono di Dio Creatore.
  • Scoprire la persona di Gesù di Nazaret come viene presentata dai Vangeli e come viene celebrata nelle feste cristiane.
  • Individuare i luoghi di incontro della comunità cristiana e le espressioni del comandamento evangelico dell'amore testimoniato dalla Chiesa.
Scuola primaria (elementari)[8]
Anni Conoscenze Abilità
I
  • Dio Creatore e Padre di tutti gli uomini.
  • Gesù di Nazaret, l'Emmanuele "Dio con noi".
  • La Chiesa, comunità dei cristiani aperta a tutti i popoli.
  • Scoprire nell'ambiente i segni che richiamano ai cristiani e a tanti credenti la presenza di Dio Creatore e Padre.
  • Cogliere i segni cristiani del Natale e della Pasqua.
  • Descrivere l'ambiente di vita di Gesù nei suoi aspetti quotidiani, familiari, sociali e religiosi.
  • Riconoscere la Chiesa come famiglia di Dio che fa memoria di Gesù e del suo messaggio.
II-III
  • L'origine del mondo e dell'uomo nel cristianesimo e nelle altre religioni.
  • Gesù, il Messia, compimento delle promesse di Dio.
  • La preghiera, espressione di religiosità.
  • La festa della Pasqua.
  • La Chiesa, il suo credo e la sua missione.
  • Comprendere, attraverso i racconti biblici delle origini, che il mondo è opera di Dio, affidato alla responsabilità dell'uomo.
  • Ricostruire le principali tappe della storia della salvezza, anche attraverso figure significative.
  • Cogliere, attraverso alcune pagine evangeliche, come Gesù viene incontro alle attese di perdono e di pace, di giustizia e di vita eterna.
  • Identificare tra le espressioni delle religioni la preghiera e, nel "Padre Nostro", la specificità della preghiera cristiana.
  • Rilevare la continuità e la novità della Pasqua cristiana rispetto alla Pasqua ebraica.
  • Cogliere, attraverso alcune pagine degli "Atti degli Apostoli", la vita della Chiesa delle origini.
  • Riconoscere nella fede e nei sacramenti di iniziazione (battesimo-confermazione-eucaristia) gli elementi che costituiscono la comunità cristiana.
IV-V
  • Il cristianesimo e le grandi religioni: origine e sviluppo.
  • La Bibbia e i testi sacri delle grandi religioni.
  • Gesù, il Signore, che rivela il Regno di Dio con parole e azioni.
  • I segni e i simboli del cristianesimo, anche nell’arte.
  • La Chiesa popolo di Dio nel mondo: avvenimenti, persone e strutture.
  • Leggere e interpretare i principali segni religiosi espressi dai diversi popoli.
  • Evidenziare la risposta della Bibbia alle domande di senso dell'uomo e confrontarla con quella delle principali religioni.
  • Cogliere nella vita e negli insegnamenti di Gesù proposte di scelte responsabili per un personale progetto di vita.
  • Riconoscere nei santi e nei martiri, di ieri e di oggi, progetti riusciti di vita cristiana.
  • Evidenziare l'apporto che, con la diffusione del Vangelo, la Chiesa ha dato alla società e alla vita di ogni persona.
  • Identificare nei segni espressi dalla Chiesa l’azione dello Spirito di Dio, che la costruisce una e inviata a tutta l'umanità.
  • Individuare significative espressioni d'arte cristiana, per rilevare come la fede è stata interpretata dagli artisti nel corso dei secoli.
  • Rendersi conto che nella comunità ecclesiale c'è una varietà di doni, che si manifesta in diverse vocazioni e ministeri.
  • Riconoscere in alcuni testi biblici la figura di Maria, presente nella vita del Figlio Gesù e in quella della Chiesa.
Scuola secondaria di primo grado (medie)[9]
Anni Conoscenze Abilità
I-II
  • Ricerca umana e rivelazione di Dio nella storia: il Cristianesimo a confronto con l’Ebraismo e le altre religioni
  • Il libro della Bibbia, documento storico-culturale e parola di Dio
  • L’identità storica di Gesù e il riconoscimento di lui come Figlio di Dio fatto uomo, Salvatore del mondo
  • La preghiera al Padre nella vita di Gesù e nell’esperienza dei suoi discepoli
  • La persona e la vita di Gesù nell’arte e nella cultura in Italia e in Europa, nell’epoca medievale e moderna
  • L’opera di Gesù, la sua morte e risurrezione e la missione della Chiesa nel mondo: l’annuncio della Parola, la liturgia e la testimonianza della carità
  • I sacramenti, incontro con Cristo nella Chiesa, fonte di vita nuova
  • La Chiesa, generata dallo Spirito Santo, realtà universale e locale, comunità di fratelli, edificata da carismi e ministeri
  • Evidenziare gli elementi specifici della dottrina, del culto e dell’etica delle altre religioni, in particolare dell’Ebraismo e dell’Islam
  • Ricostruire le tappe della storia di Israele e della prima comunità cristiana e la composizione della Bibbia
  • Individuare il messaggio centrale di alcuni testi biblici, utilizzando informazioni storico-letterarie e seguendo metodi diversi di lettura
  • Identificare i tratti fondamentali della figura di Gesù nei vangeli sinottici, confrontandoli con i dati della ricerca storica
  • Riconoscere le caratteristiche della salvezza attuata da Gesù in rapporto ai bisogni e alle attese dell’uomo, con riferimento particolare alle lettere di Paolo
  • Documentare come le parole e le opere di Gesù abbiano ispirato scelte di vita fraterna, di carità e di riconciliazione nella storia dell’Europa e del mondo
  • Individuare lo specifico della preghiera cristiana e le sue diverse forme
  • Riconoscere vari modi di interpretare la vita di Gesù, di Maria e dei santi nella letteratura e nell’arte
  • Cogliere gli aspetti costitutivi e i significati della celebrazione dei sacramenti
  • Individuare caratteristiche e responsabilità di ministeri, stati di vita e istituzioni ecclesiali
  • Individuare gli elementi e i significati dello spazio sacro nel medioevo e nell’epoca moderna
  • Riconoscere i principali fattori del cammino ecumenico e l’impegno delle Chiese e comunità cristiane per la pace, la giustizia e la salvaguardia del creato
III
  • La fede, alleanza tra Dio e l’uomo, vocazione e progetto di vita
  • Fede e scienza, letture distinte ma non conflittuali dell’uomo e del mondo
  • Il cristianesimo e il pluralismo religioso
  • Gesù, via, verità e vita per l’umanità
  • Il decalogo, il comandamento nuovo di Gesù e le beatitudini nella vita dei cristiani
  • Vita e morte nella visione di fede cristiana e nelle altre religioni
  • Riconoscere le dimensioni fondamentali dell’esperienza di fede di alcuni personaggi biblici, mettendole anche a confronto con altre figure religiose
  • Confrontare spiegazioni religiose e scientifiche del mondo e della vita
  • Rintracciare nei documenti della Chiesa gli atteggiamenti che favoriscono l’incontro, il confronto e la convivenza tra persone di diversa cultura e religione
  • Individuare nelle testimonianze di vita evangelica, anche attuali, scelte di libertà per un proprio progetto di vita
  • Descrivere l’insegnamento cristiano sui rapporti interpersonali, l’affettività e la sessualità
  • Motivare le risposte del cristianesimo ai problemi della società di oggi
  • Confrontare criticamente comportamenti e aspetti della cultura attuale con la proposta cristiana
  • Individuare l’originalità della speranza cristiana rispetto alla proposta di altre visioni religiose
Scuola secondaria di secondo grado (superiori)[10]
Anni Conoscenze Abilità
I-II
  • Desideri e attese del mondo giovanile, identità personale ed esperienza religiosa
  • La proposta di salvezza del cristianesimo realizzata nel mistero pasquale di Cristo
  • La Bibbia, documento fondamentale per la tradizione religiosa ebraico-cristiana: metodi di accostamento
  • Gesù, il Figlio di Dio che si è fatto uomo: vita, annuncio del Regno, morte e risurrezione, mistero della sua persona nella comprensione della Chiesa
  • L’uomo, "immagine e somiglianza" di Dio, persona
  • La Chiesa mistero e istituzione: dalla Chiesa degli apostoli alla diffusione del cristianesimo nell’area mediterranea e in Europa
  • Vita nuova nello Spirito, legge e libertà: caratteristiche fondamentali della morale cristiana
  • Origine e fine dell’uomo secondo la religione cristiana
  • Confrontare aspetti della propria identità con modelli di vita cristiana
  • Individuare la specificità della salvezza cristiana e confrontarla con quella di altre religioni
  • Analizzare nell’Antico e nel Nuovo Testamento le tematiche preminenti, i personaggi più significativi, la figura di Maria
  • Individuare in Gesù Cristo i tratti fondamentali della rivelazione di Dio, fonte della vita e dell’amore, ricco di misericordia
  • Cogliere le caratteristiche dell’uomo come persona nella Bibbia e nella riflessione dei cristiani dei primi secoli
  • Riconoscere lo sviluppo della presenza della Chiesa nella società e nella cultura: dall’origine fino al medio evo
  • Confrontare la novità della proposta cristiana con scelte personali e sociali presenti nel tempo
  • Cogliere i significati originari dei segni, dei simboli e delle principali professioni cristiane di fede
  • Riconoscere l’importanza e il significato dei sacramenti per l’inizio, lo sviluppo e la ripresa della vita cristiana
  • Riconoscere i criteri e i segni di appartenenza ad un gruppo di persone, ad una comunità sociale e quelli di appartenenza alla Chiesa
  • Comprendere il significato cristiano della coscienza e la sua funzione per l’agire umano
  • Specificare l’interpretazione della vita e del tempo nel cristianesimo, confrontandola con quella di altre religioni
III-IV
  • L’uomo e la ricerca della verità: l’incontro tra filosofia e teologia, tra scienza e fede
  • Dio, la religione e le religioni tra rivelazione e critica della ragione. Origine e significato della fede cristiana nell’Unità e Trinità di Dio
  • Gesù nella ricerca moderna: corrispondenza ed unità tra il "Gesù della storia" e il "Cristo della fede"
  • I principi dell’ermeneutica biblica per un approccio sistematico al testo
  • La Chiesa e l’impero, gli stati nazionali, le democrazie e la modernità
  • La riforma della Chiesa, il concilio di Trento, divisioni tra cristiani, la ricerca dell’unità
  • Nuove espressioni di spiritualità cristiana nell’epoca moderna per la predicazione, la preghiera, l’educazione, la carità e la testimonianza di vita
  • Evangelizzazione di nuovi popoli: rapporto tra fede e cultura locale
  • Giustizia e pace, libertà e fraternità nelle attese dei popoli e nell’insegnamento del cristianesimo
  • Riconoscere diversi atteggiamenti dell’uomo nei confronti di Dio e le caratteristiche della fede matura
  • Argomentare una risposta a critiche ed obiezioni formulate sulla credibilità della religione cristiana
  • Applicare criteri ermeneutici adeguati ad alcuni testi biblici, in particolare a quelli relativi agli eventi principali della vita di Gesù
  • Identificare nella storia della Chiesa dal medio evo all’epoca moderna nodi critici e sviluppi significativi
  • Riconoscere l’attività missionaria della Chiesa nei diversi continenti e analizzare il rapporto fra evangelizzazione e vicende storico-politiche contestuali
  • Individuare le cause delle divisioni tra i cristiani e valutare i tentativi operati per la riunificazione della Chiesa
  • Cogliere in opere d’arte (architettoniche, figurative, letterarie e musicali, ecc.) elementi espressivi della tradizione cristiana
  • Individuare il rapporto fra coscienza, verità e libertà nelle scelte morali dei cattolici
  • Riconoscere la tensione tra realtà ed ideali, tra limiti dell’uomo e azione dello Spirito nella vita personale, sociale ed ecclesiale
  • Accogliere, confrontarsi e dialogare con quanti vivono scelte religiose e impostazioni di vita diverse dalle proprie
V
  • La persona umana fra le novità tecnico-scientifiche e le ricorrenti domande di senso
  • La Chiesa di fronte ai conflitti e ai totalitarismi del XX secolo
  • Il Concilio Vaticano II: storia, documenti ed effetti nella Chiesa e nel mondo
  • La dottrina sociale della Chiesa: la persona che lavora, i beni e le scelte economiche, l’ambiente e la politica
  • La ricerca di unità della Chiesa e il movimento ecumenico
  • Il dialogo interreligioso e il suo contributo per la pace fra i popoli
  • L’insegnamento della Chiesa sulla vita, il matrimonio e la famiglia
  • Cogliere i rischi e le opportunità delle tecnologie informatiche e dei nuovi mezzi di comunicazione sulla vita religiosa
  • Riconoscere in situazioni e vicende contemporanee modi concreti con cui la Chiesa realizza il comandamento dell’amore
  • Individuare nella Chiesa esperienze di confronto con la Parola di Dio, di partecipazione alla vita liturgica, di comunione fraterna, di testimonianza nel mondo
  • Riconoscere le linee di fondo della dottrina sociale della Chiesa e gli impegni per la pace, la giustizia e la salvaguardia del creato
  • Individuare i percorsi sviluppati dalla Chiesa cattolica per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso
  • Motivare le scelte etiche dei cattolici nelle relazioni affettive, nella famiglia, nella vita dalla nascita al suo termine
  • Tracciare un bilancio sui contributi dati dall’insegnamento della religione cattolica per il proprio progetto di vita, anche alla luce di precedenti bilanci

Possibilità di non avvalersi

Per gli studenti che non intendano frequentare l'ora di religione esiste la possibilità di non avvalersene: questi devono scegliere una delle possibilità che ogni scuola dovrebbe offrire, ovvero la frequentazione di corsi alternativi (lo fa il 9,9% degli interessati), lo studio personale assistito (scelto dal 16,8%) o non assistito (24,7%), oppure l'uscita dall'istituto scolastico. Quest'ultima alternativa è adottata dal 48,6% degli studenti interessati[11]. Queste percentuali, relative al 2006/07, sono pressoché stabili da almeno dieci anni.

Negli ultimi anni il numero degli studenti "avvalentisi", come vengono tecnicamente chiamati, è in leggero e costante calo, a causa della laicizzazione della società e alla crescente presenza di studenti stranieri.

Avvalentisi IRC (dati nazionali)[12]
Anno scolastico Totale Materna Primaria Secondaria
di I grado
Secondaria
di II grado
2011/12[13] 89,8 91,5 93,4 91,3 83,7
2008/09 91,0 93,2 94,2 92,7 85,3
2007/08 91,1 94,1 94,6 92,7 84,5
2006/07 91,2 94,5 94,6 92,9 84,6
2005/06 91,6 94,7 95,2 93,1 85,0
2004/05 91,8 95,1 95,5 93,2 85,3
2003/04 92,7 96,4 95,8 94,1 86,5
2002/03 93,0 95,8 96,0 94,3 87,5
2001/02 93,2 96,3 96,4 94,7 87,6
2000/01 93,6 96,8 96,8 95,1 88,1
1999/2000 92,9 96,7 96,5 94,9 86,7
1998/99 93,4 96,7 96,9 95,1 87,5
1997/98 93,6 96,7 97,0 95,6 88,2
1996/97 93,7 96,5 96,8 95,7 88,1
1995/96 93,9 97,0 97,3 95,6 88,8
1994/95 94,4 96,5 97,2 96,0 90,3
1993/94 93,5 96,6 96,3 95,4 88,6

Il numero di studenti che non si avvalgono dell'IRC è maggiore nei grandi centri urbani e nel nord del paese, e le punte maggiori si registrano in Liguria e nel Lazio.

Anche il Ministero infatti redige ogni anno delle statistiche sulla scelta della religione cattolica a scuola, prendendo a campione una percentuale di istituti.

La normativa prevede che l'ora di religione dev'essere erogata in ogni classe anche se scelta da un solo studente. In linea teorica questo impedirebbe eventualmente l'accorpamento di più classi con pochi studenti avvalentisi, che permetterebbe una riduzione dei costi per lo stato.

Insegnamento della religione in Europa

L'insegnamento della religione è presente in quasi tutti gli altri paesi europei (è assente solo in Francia, Repubblica Ceca e Slovenia) con diverse modalità (obbligatorio o facoltativo), contenuti (religione cattolica, protestante, ortodossa), approcci (storico, etico, para-catechistico).

L'insegnamento della religione in Europa[14]
Paese Normativa Modalità Confessione di riferimento Materia alternativa Statuto dell'insegnante Note
Austria BGBL 190/1949;
modificato da BGBL 329/1988
obbligatoria con facoltà di esonero cattolica nessuna statale con idoneità ecclesiastica -
Belgio leggi nel 1959; 1988; 1997 obbligatoria con scelta alternativa cattolica, ebraica, ortodossa, islamica, protestante etica non confessionale regionale con idoneità ecclesiastica o statale maggioranza (60%) di insegnamento cattolico
Cipro art. 110 della costituzione;
legge 12/1965
obbligatoria con facoltà di esonero ortodossa nessuna statale con idoneità ecclesiastica -
Danimarca leggi statali obbligatoria con facoltà di esonero insegnamento non confessionale nessuna statale con laurea teologica statale -
Estonia legge del 1993 obbligatoria con facoltà di esonero insegnamento cristiano ecumenico religioni comparate statale -
Finlandia legge del 2003 obbligatoria con facoltà di esonero insegnamento protestante luterano etica statale -
Francia - nessuna;
Alsazia-Lorena: cattolica
cattolica in Alsazia-Lorena nessuna statale in Alsazia-Lorena -
Germania costituzione 1949;
leggi tra chiese e lander federali
obbligatoria con facoltà di esonero cattolica e protestante etica, storia delle religioni statale -
Grecia costituzione 1975 obbligatoria con facoltà di esonero ortodossa nessuna statale con studi teologici statali -
Irlanda art. 42 della costituzione facoltativa cattolica nessuna abilitazione e idoneità ecclesiastica -
Italia nuovo concordato 1984;
dpr 751/1985
facoltativa cattolica studio assistito;
studio libero;
nessuna
statale con abilitazione e idoneità ecclesiastica -
Lettonia legge 1995;
accordo 25/10/2002
opzionale luterana, cattolica, ortodossa, battista, ebraica etica idoneità ecclesiastica -
Lussemburgo intesa 1997 opzionale luterana, cattolica, calvinista etica idoneità ecclesiastica -
Malta legge 1991;
accordo del 25/3/1995
obbligatoria con facoltà di esonero cattolica nessuna idoneità ecclesiastica -
Paesi Bassi leggi statali;
riforma 1999
obbligatoria non confessionale nessuna - -
Polonia concordato;
legge 15/3/1998
opzionale cattolica, protestante, ortodossa, ebraica etica idoneità ecclesiastica -
Portogallo concordato 1940; 1975 opzionale cattolica etica idoneità ecclesiastica -
Regno Unito Education Act 1944; 1988 obbligatoria con facoltà di esonero insegnamento comparativo con priorità alla tradizione cristiana nessuna statale con studi teologici statali -
Repubblica Ceca - nessuna - - - discussione sull'introduzione
Slovacchia legge 14/11/2000 opzionale cattolica etica idoneità ecclesiastica -
Slovenia - nessuna - - - discussione sull'introduzione
Spagna costituzione 1978; concordato 1979 opzionale cattolica, protestante, ebraica, islamica nessuna idoneità ecclesiastica -
Svezia leggi statali 2000 obbligatoria approccio 'oggettivo' nessuna statale con studi teologici statali -
Ungheria legge 79/1992; 4/1990 opzionale religioni tradizionali nessuna idoneità ecclesiastica -

Critiche

Il fatto che gli insegnanti siano formati e indicati dall'autorità religiosa ma retribuiti da quella statale è oggetto di molte critiche da parte di chi lo ritiene incompatibile con il principio della separazione tra Chiesa e Stato. Inoltre la nomina da parte dell'autorità religiosa favorisce gli insegnanti di fede cattolica violando i principi di uguaglianza e antidiscriminazione sul lavoro in funzione della fede dell'individuo.

D'altro canto in Italia attualmente non è possibile applicare una soluzione completamente statalista, come per esempio accade in Germania e nel Regno Unito, che preveda l'inserimento di normali insegnanti 'statali' laureati in teologia: le facoltà teologiche statali italiane furono soppresse nel 1873 e da allora mai più ripristinate[15].

Note
  1. V. in particolare L'Espresso del 10 settembre 1989, dove scrive: "Perché i ragazzi debbono sapere tutto degli dei di Omero e pochissimo di Mosè? Perché debbono conoscere la Divina Commedia e non il Cantico dei Cantici (anche perché senza Salomone non si capisce Dante)?".
  2. Orizzonte docenti online
  3. Chiesa cattolica online
  4. L'Espresso online
  5. Elledici online
  6. Anir online
  7. Intesa tra Ministero dell'Istruzione e Conferenza Episcopale Italiana circa gli Obiettivi specifici di apprendimento dell'IRC, 23 ottobre 2003, online.
  8. Intesa tra Ministero dell'Istruzione e Conferenza Episcopale Italiana circa gli Obiettivi specifici di apprendimento dell'IRC, 23 ottobre 2003, online.
  9. Intesa tra Ministero dell’Istruzione e Conferenza Episcopale Italiana circa gli Obiettivi specifici di apprendimento dell’IRC, 26 maggio 2004, online.
  10. Intesa tra Ministero dell’Istruzione e Conferenza Episcopale Italiana circa gli Obiettivi specifici di apprendimento dell’IRC, 13 ottobre 2005, online.
  11. Percentuali tratte dall'Annuario CEI del 2006/7, tab. 6.
  12. Chiesa cattolica online
  13. Avvalentisi 2011/12.
  14. Vedi tabella riassuntiva a cura di Pisci Alberto dell'Osservatorio delle libertà ed istituzioni religiose dal sito delle elledici.
  15. V. Saverio Santamaita, Storia della Scuola, Milano 1999, p. 48.
Voci correlate
Collegamenti esterni

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