Nuovo Lezionario Ambrosiano

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(Reindirizzamento da Lezionario Ambrosiano)
Pieter Paul Rubens, L'imperatore Teodosio I incontra sant'Ambrogio (1617 - 1618), olio su tela
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Forse vi chiederete: l'Arcivescovo, responsabile ultimo del Rito ambrosiano (Capo-Rito, per usare la definizione tecnica), che il Giovedì Santo 2008 ha promulgato il nuovo Lezionario, che cosa si attende dal suo uso nelle comunità di Rito ambrosiano? Mi attendo che l'uso del lezionario sia sentito come un particolare dono che ci aiuterà a professare, celebrare e vivere la nostra fede a partire dalla parola di Dio. Sono sicuro che il nuovo Lezionario potrà costituire per tutti i fedeli la via normale per incontrare Gesù Cristo, il Verbo del Padre, la Parola fatta carne per la salvezza nostra e del mondo intero.
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(Dionigi Tettamanzi, Lettera a tutti i fedeli ambrosiani sul nuovo Lezionario, Milano, 19 ottobre 2008, Solennità della Dedicazione della Chiesa Cattedrale)

Il Nuovo Lezionario Ambrosiano, riformato a norma dei decreti del Concilio Vaticano II, fu pubblicato nel 2008; esso segna una diversificazione, fondata su un'antica e consolidata tradizione, del Rito della Chiesa Ambrosiana rispetto al resto della tradizione latina.

Il progetto del Nuovo Lezionario Ambrosiano fu presentato da monsignor Claudio Magnoli prendendo spunto da due ampie premesse e articolando il corpo in tre momenti:

  • le motivazioni e il quadro d'insieme;
  • le scelte specifiche dei tre libri;
  • una puntualizzazione sulla liturgia vigiliare festiva.

La presentazione si conclude ribadendo la grande opportunità pastorale del nuovo Lezionario ambrosiano per la vita diocesana e non solo.

Due premesse introduttive

Qualche chiarificazione sulle tre parole del titolo

1. Nuovo. Da trent'anni (dal 1976) le comunità di Rito Ambrosiano hanno celebrato l'eucaristia lungo l'anno (festiva e feriale) con un Messale Ambrosiano rinnovato a norma dei decreti del Concilio Vaticano II completo e autonomo e con un Lezionario Ambrosiano incompleto e supplementare rispetto al Lezionario Romano. In concreto, come recita la presentazione ufficiale di monsignor Enrico Galbiati al Lezionario del 1976, un Supplemento ambrosiano ai volumi del Lezionario Romano, introdotto ad experimentum in attesa di una una sua definitiva formulazione. L'aggettivo nuovo si rapporta dunque al Lezionario ad experimentum del 1976 e lo fa in due sensi distinti e complementari:

- Vuole superarne la parzialità e provvisorietà;
- vuole rinnovarne i criteri di elaborazione con un più attento e dinamico ascolto della tradizione ambrosiana, in vista di una migliore qualità pastorale e di una più forte sensibilità ecumenica.

2. Lezionario. È il libro liturgico portato all'ambone e deposto sull'ambone per la proclamazione della Parola di Dio nel quale sono riportate le pericopi bibliche per le celebrazioni festive e feriali nel corso dell'anno. Nell'uso invalso esso raccoglie insieme le parti spettanti ai vari ministri della Parola (il lettore, il salmista, il diacono, il presbitero) dalla prima lettura al Vangelo, passando, nella forma festiva ordinaria, dal salmo e dall'Epistola. La sua suddivisione pratica è definita con cura in modo da facilitare il suo uso celebrativo. Il nuovo Lezionario è diviso in tre libri, ciascuno dei quali comprendente al suo interno una parte festiva e una parte feriale.

3. Ambrosiano. Ovviamente l'aggettivo qualificante è quest'ultimo. In prima istanza esso intende affermare che il Nuovo Lezionario è stato progettato nel solco della tradizione ambrosiana, sia sotto il profilo del merito (le scelte bibliche attestate in modo costante dalla documentazione liturgica in nostro possesso), sia sotto l'aspetto del metodo (un certo modo di intendere il rapporto tra la Parola proclamata e il mistero celebrato, che permette di colmare eventuali lacune nella documentazione o di osare sviluppi nuovi determinati dalle esigenze liturgiche e pastorali odierne). Nell'uno e nell'altro caso l'elaborazione di un Nuovo Lezionario Ambrosiano è avvenuta sul presupposto che, come annota con forza il cardinale Dionigi Tettamanzi nel discorso programmatico alla Congregazione del Rito Ambrosiano del 4 febbraio 2005, in ogni tradizione liturgica il Lezionario è elemento qualificante e irrinunciabile:

« ...Perché mediante l'organizzazione della proclamazione liturgica delle Sacre Scritture si modula una peculiare proposta catechetica e mistagogica e si veicola una specifica sensibilità teologica e spirituale. »

Si aggiunga che l'entusiasmo e l'impegno con cui la Chiesa ambrosiana ha inteso custodire e vivificare il suo proprio Lezionario, pur richiedendo alle comunità qualche onere maggiore (tempi di adattamento, elaborazione di nuovi sussidi, spese supplementari, ecc…) ridonderanno a beneficio della Chiesa una, santa, cattolica e apostolica, e contribuiranno non poco al dialogo ecumenico tra le diverse confessioni cristiane.

Qualche notizia sull'itinerario di preparazione

- La Costituzione n. 87 del Sinodo 47° (1995), auspicando il compimento della riforma della liturgia ambrosiana avviata con il Concilio Vaticano II, richiese la revisione dei libri liturgici già promulgati e aggiunse tra parentesi: "In particolare il Lezionario, che è ancora ad experimentum". Era stato infatti pubblicato come tale, nel 1976, solo per i tempi d'Avvento, di Natale, della Quaresima, per la Settimana santa, per l'Ottava di Pasqua e per alcune feste o solennità di Santi.

- La Congregazione del Rito Ambrosiano istituì una commissione ad hoc, che accolse il compito affidatole dal mandato sinodale e lo intese nel suo senso più ampio: esplorare la possibilità di un Lezionario Ambrosiano completo (festivo e feriale) su tutto l'anno liturgico. Non parve praticabile ritoccare il Lezionario dei tempi forti, senza operare una concomitante e organica rivisitazione di tutta la proclamazione della Parola di Dio nel corso dell'anno. La scelta, meditata e consapevole, fu dunque quella di dare avvio a un progetto di Lezionario ambrosiano integrale e unitario. Non più un supplemento ambrosiano ai volumi del Lezionario Romano, ma un organico e originale sistema ambrosiano di letture bibliche per l'intero arco dell'anno liturgico.

- «Si dovrà anzitutto, considerare la questione del passaggio da un Lezionario Ambrosiano ad experimentum a un Lezionario Ambrosiano in qualche modo definitivo.» È l'orientamento autorevole dell'Arcivescovo alla Congregazione nel discorso del 4 febbraio 2005: passare dallo sperimentale al definitivo con un Lezionario Ambrosiano completo, valutando con attenzione il progetto in tre libri elaborato tra il 1999 e il 2002 dalla suddetta Commissione.

- Nelle sedute dal febbraio 2005 all'aprile 2006 la Congregazione prese diligentemente in esame il progetto della Commissione e lo sottopose a un attento vaglio critico, suggerendo mutamenti e correzioni, aggiunte o sottrazioni e considerando puntualmente le ricadute di quel progetto sulla struttura liturgica del Messale e del Breviario in vigore.

- Il progetto completo del Nuovo Lezionario Ambrosiano fu approvato dalla Congregazione del Rito Ambrosiano nella seduta del 6 aprile 2006 e fu posto nelle mani del Cardinale Arcivescovo per la sua personale approvazione come Capo-Rito prima della recognitio romana.

Motivazioni e scelte portanti

Le Motivazioni

Le ragioni che motivano il Nuovo Lezionario Ambrosiano sono:

  • storico-liturgiche (il rispetto e la valorizzazione della grande tradizione ambrosiana);
  • ecclesiologico-liturgiche (la consapevolezza della peculiarità della Chiesa ambrosiana nell'ambito della Chiesa cattolica e, più ampiamente, dell'ecumene cristiano);
  • e, in ultima analisi, liturgico-pastorali (l'opportunità di rinnovare la predicazione della fede a partire dalla proclamazione liturgica della Parola).

Ragioni di carattere storico-liturgico

  • Il millennio che va dall'epoca di sant'Ambrogio al pieno medioevo (XII - XIII secolo) mette in evidenza un Lezionario Ambrosiano ricco e originale in tutto l'arco dei tempi forti (Avvento-Natale-Epifania; Quaresima; Settimana santa e Tempo Pasquale) e nel tempo che va da Pentecoste all'Avvento, strutturato in riferimento alla solennità di Pentecoste, alla festa del martirio di San Giovanni Battista (la decollazione di san Giovanni Battista) e alla domenica della Dedicazione della Chiesa cattedrale. Non tutto ha lo stesso valore, la stessa originalità e la stessa completezza, ma tutto concorre a indicare la nitida coscienza della Chiesa ambrosiana di poter articolare la proclamazione e l'ascolto della Parola di Dio secondo un sentire proprio e una sensibilità catechetica e pastorale peculiare. Dalle fonti ambrosiane antiche il Nuovo Lezionario Ambrosiano ha tratto indicazioni ora dirette e ora indirette. Per usare un'immagine: è stato come rendere pienamente abitabile un palazzo antico, valorizzando gli elementi originali e completandoli con materiali coerenti.
  • Quanto emerge dallo studio accurato delle fonti ambrosiane del primo millennio ha un riscontro nei secoli successivi, sia con l'edizione del Messale ambrosiano post-tridentino (1594), sia con l'edizione tipica del 1902 che fece testo fino al Concilio Vaticano II. Possiamo dire che nel periodo che va dal Concilio di Trento al Vaticano II, il Lezionario Ambrosiano custodì meglio del Lezionario Romano una ricca, varia e peculiare articolazione lungo l'intero anno liturgico, dando prova di una sorprendente vitalità liturgica e pastorale.
  • Il profondo rinnovamento liturgico propugnato dal Concilio Vaticano II non poteva non toccare anche la riforma del nostro Lezionario; per cui il progetto del Nuovo Lezionario Ambrosiano si configura come una revisione ed un arricchimento dell'ordinamento delle letture proprio della Chiesa ambrosiana secondo le disposizioni dei nn. 4 e 51 della Sacrosantum Concilium .

Ragioni di carattere ecclesiologico-liturgico

  • La sensibilità catechetica e misterica insita nel Lezionario ambrosiano non si contrappone a quella romana, ma si compone armonicamente con essa, istituendo nell'ambito della Chiesa latina una distinta e peculiare modalità di leggere e pregare le Sacre Scritture che accresce la complessiva sapienza liturgica dell'Occidente cristiano post-conciliare. Si noti che, anche solo sotto il profilo meramente quantitativo, il Nuovo Lezionario Ambrosiano, presenta un 20% in più di testo biblico proclamato nell'arco di un anno liturgico.
  • La Chiesa ambrosiana, mediante l'approvazione del proprio Lezionario definitivo, prende meglio coscienza della sua vocazione ecumenica: costituire un ponte sicuro, radicato nella propria bimillenaria tradizione, tra Oriente e Occidente, esibendo nei fatti la differenza tra il concetto teologico di comunione e quello più rigido e canonico di uniformità.

Ragioni di carattere liturgico-pastorale

L'adozione del Nuovo Lezionario Ambrosiano intende dare un impulso rinnovato alla vita liturgica diocesana e all'azione pastorale nel suo insieme. L'itinerario dell'anno liturgico e in special modo la proposta biblica che si articola in questo itinerario saranno la prima fonte di educazione popolare della fede. Per questo il Nuovo Lezionario Ambrosiano si giustifica, sul fondamento della nostra peculiare tradizione liturgica, anche o principalmente per il suo alto valore liturgico-pastorale. In sintesi:

  • Sotto il profilo del metodo. Il Nuovo Lezionario Ambrosiano intende rilanciare la proclamazione della Parola di Dio nelle assemblee liturgiche ambrosiane secondo un criterio catechetico-mistagogico ben strutturato, ordinato e omogeneo. Viene superata la giustapposizione di segmenti non ben amalgamati tra loro, a tutto vantaggio di un itinerario di letture bibliche ben coordinato e armonico, capace di evidenziare un disegno coerente e ben concertato. Detto semplicemente: ai tempi forti, già ben conosciuti (Avvento, Natale, Quaresima, Triduo e Tempo pasquale) si affianca un tempo per annum meglio articolato nelle sue diverse tonalità celebrative: il Tempo Dopo l'Epifania, il lungo Tempo Dopo Pentecoste, articolato con le settimane dopo Pentecoste, le settimane dopo il Martirio di San Giovanni il precursore e le settimane dopo Dedicazione, con alcune domeniche che facilmente potrebbero imprimersi nella memoria collettiva (ad es. la domenica del perdono, che precede l'avvio della Quaresima; la domenica della creazione, la II domenica dopo Pentecoste; la domenica del mandato missionario, la I domenica di ottobre). Tutto questo, superato l'iniziale disagio, ha comportato anche un positivo e salutare rinnovamento della pratica dell'omelia.
  • Il rapporto tra Antico e Nuovo Testamento è strutturato secondo nuovi criteri di autonomia e di reciprocità. Tutto tende a Cristo, colui che compie le Scritture, ma c'è un disegno di storia della salvezza nella quale le figure dell'Antico Testamento meritano di essere conosciute per la loro forza e la loro originalità. Le domeniche estive dalla V dopo Pentecoste in poi rispondono a questo disegno di ascolto disteso e articolato del grande patrimonio dell'Antico Testamento che in Gesù Cristo ha il suo approdo definitivo. La pedagogia biblica si allarga ad esplorare anche pagine del testo sacro finora meno frequentate dai fedeli comuni.
  • La ciclicità triennale, custodita e anzi incrementata lungo tutto il percorso, permette di cogliere meglio la ricchezza delle Sacre Scritture. Ad essa si coniuga la scelta per singole domeniche o per singoli tempi (ad esempio il Vangelo quaresimale) di mantenere l'unicità della proclamazione. È un modo per sottolineare alcune pagine bibliche che la Chiesa ambrosiana vuole siano patrimonio profondo della memoria collettiva. Varietà e unicità sono due facce della stessa medaglia da valorizzare con cura in ordine all'efficacia pastorale della celebrazione liturgica.
  • Sotto il profilo dei contenuti, in primo piano sta la ricchezza dei tempi forti quali l'Avvento, le feste natalizie, la Quaresima, il Triduo pasquale e il Tempo pasquale. Restano l'elemento qualificante del Nuovo Lezionario Ambrosiano, in continuità con il Lezionario ad experimentum, ma con significativi ritocchi sia in senso quantitativo sia qualitativo. Bisogna partire dalla capacità del Lezionario Ambrosiano di celebrare il mistero dell'Incarnazione, della Pasqua e della Pentecoste, con i loro risvolti cristologici, mariologici ed ecclesiologici per cogliere la bellezza della proposta in esso contenuta. In particolare, il riordino dell'Avvento merita attenta considerazione, come pure il riordino del Tempo Pasquale, con una ripresa forte della solennità dell'Ascensione e della novena di Pentecoste.

Le scelte portanti

Il Lezionario Ambrosiano non è una semplice raccolta di pericopi, che renda possibile la lettura di due o tre passi scritturistici prima di procedere alla liturgia eucaristica, ma è lo strumento indispensabile per l'anamnesis del mistero salvifico che si attualizza compiutamente nella Cena del Signore. Il Lezionario Ambrosiano intende esprimere una continuità dinamica con l'annuncio della Parola risuonato a Milano dall'età dei martiri a oggi, assumendosi l'onere di un vaglio critico dell'eredità del passato e il coraggio di osare uno sviluppo inedito conforme nel metodo al modello originario.

Prima scelta

Una prima scelta portante è la ripartizione di tutto il Lezionario in tre libri, suddivisi a loro volta in festivo (domeniche e feste) e feriale (i primi 5 giorni della settimana più il sabato). I tre libri sono intitolati:

  • Mistero dell'incarnazione;
  • Mistero della Pasqua del Signore;
  • Mistero della Pentecoste.

È evidente che, dietro la scansione pratica in tre volumi, un quarto libro è il Libro per le feste dei Santi, ci sono scelte qualificanti dagli immediati risvolti pratici. È scomparso ogni riferimento al Tempo ordinario (o tempo per annum), introdotto nella Liturgia ambrosiana, a imitazione della scelta romana, solo di recente (anni '70) e per nulla corrispondente all'ininterrotta tradizione della Chiesa Ambrosiana. La prima sezione dell'attuale tempo per annum (dalla domenica del Battesimo del Signore al sabato precedente la I domenica di Quaresima) viene ricollocata nel Mistero dell'Incarnazione come Tempo Dopo l'Epifania;

la seconda sezione dell'attuale tempo per annum si configura come Mistero della Pentecoste e viene riorganizzato secondo la triplice scansione tradizionale di Tempo Dopo Pentecoste, settimane dopo Pentecoste, settimane dopo il Martirio di San Giovanni il Precursore (dopo la Decollazione), settimane dopo Dedicazione.

Il Libro dell'Incarnazione viene così a coprire l'arco di tempo che va dalla I domenica di Avvento al sabato precedente la I domenica di Quaresima. Il Libro della Pasqua viene a coprire l'arco di tempo che va dalla I domenica di Quaresima alla solennità di Pentecoste. Il Libro della Pentecoste viene a coprire l'arco di tempo che va dal lunedì seguente la solennità di Pentecoste al sabato che precede la I domenica d'Avvento, integrando le domeniche della Santissima Trinità e di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo e la solennità del Corpus Domini.

Seconda scelta

Una seconda scelta portante è l'architettura globale, catechetica e misterica, del Lezionario Ambrosiano ideata su tre cicli, ben distinti tra loro, ancorché convergenti in un disegno unitario:

  • quello domenicale, o struttura festiva portante dell'anno liturgico, organizzata su tre anni, denominati, come da recente consuetudine, anno A, B, C;
  • quello sabbatico, o struttura festiva peculiare della tradizione ambrosiana, organizzata in modo parziale (le due letture non evangeliche) su due anni, denominati anno I, anno II;
  • quello feriale, o struttura complementare, anch'essa organizzata in modo parziale (la lettura non evangelica) su due anni, denominati anno I, II.
Ciclo domenicale

Esemplificando, l'impianto catechetico del ciclo domenicale nel suo insieme segue questa traccia:

Ciclo sabbatico

Il ciclo sabbatico, con la sua modalità festiva ereditata dalla tradizione ambrosiana in consonanza con l'Oriente cristiano, compare già nell'attuale struttura quaresimale (lettura - epistola - vangelo). Il Lezionario Ambrosiano lo incentiva, estendendolo con modalità diverse a tutto l'anno liturgico:

  • in Avvento: profezia - profezia - Vangelo;
  • in Quaresima: lettura - epistola - Vangelo;
  • nel Tempo pasquale: atti - epistola - Vangelo;
  • nel Tempo Dopo l'Epifania e nel Tempo Dopo Pentecoste: lettura - epistola - Vangelo.

Merita una particolare menzione la scelta operata per i sabati dell'ex tempo per annum. Sulla base della proclamazione sabbatica della Torah, che ha alimentato l'esperienza religiosa dei primi discepoli e li ha preparati a riconoscere in Gesù il Cristo di Dio, la prima lettura è sempre tratta dal Pentateuco (escluso, ovviamente, il Libro della Genesi, letto sistematicamente in Quaresima). Questa proclamazione della Legge è accompagnata da un apposito testo apostolico, che ne sviluppa l'interpretazione in riferimento alla rivelazione cristiana.

Ciclo feriale

Adottando per il Lezionario feriale la struttura binaria (lettura e Vangelo), eccezione fatta per il ciclo feriale avventuale, quaresimale e per la novena di Pentecoste, si è voluto che ciascuno dei due anni (anno I e II), pur ricorrendo a pericopi diverse, permettesse una coerente visione d'insieme della storia della salvezza e dei libri che la documentano. Tutto questo, ovviamente, alla luce dell'esigenza primaria del dettato conciliare che «vengano aperti più largamente i tesori della Bibbia, in modo che, in un determinato numero di anni, si leggano al popolo le parti più importanti della Sacra Scrittura». Sulla base di tale indicazione, nell'elaborazione del nuovo ordinamento di letture per i giorni feriali si è cercato di ottemperare a due precise esigenze:

  1. che il ciclo annuale conservasse il suo carattere di icona unitaria della storia della salvezza;
  2. che ogni singolo tempo, da cui l'anno è composto, presentasse una precisa caratterizzazione.

La connessione tra i due elementi può essere così riassunta:

Terza scelta

Una terza scelta portante è stata la predisposizione per le grandi solennità e per tutte le domeniche di una liturgia vigiliare vespertina, in forma solenne o in forma semplice. Si è selezionata una serie di pericopi relative alla Risurrezione, fino a formare un ciclo di dodici Vangeli, che si avvia dopo Pentecoste e ricomincia dopo l'Epifania (nelle domeniche successive alla Pentecoste il ciclo risulta ovviamente duplicato). In Avvento e nella cinquantina pasquale la successione delle pericopi si presenta in qualche modo coordinata alle domeniche e al tempo liturgico. Pericopi specifiche sono state inoltre attribuite alle domeniche quaresimali, segnando queste ultime il cammino della Chiesa verso la Risurrezione. Il carattere speciale della domenica d'inizio della Quaresima risulta segnalato dalla proclamazione dell'appendice al Vangelo di Marco, mentre alle Domeniche immediatamente successive sono state assegnate le pericopi riguardanti l'evento prefigurativo della glorificazione pasquale, ossia la Trasfigurazione. Nella Domenica di Lazzaro è proposto l'annuncio del segno triduano di Giona, mentre nella Domenica delle Palme viene presentato Gesù che nel Tempio, da lui purificato, proclama la distruzione e la ricostruzione del nuovo Tempio in tre giorni. Pericope propria, coordinata al Vangelo della domenica, presenta la Domenica in albis depositis (quando si depongono le bianche vesti battesimali).

Annotazioni specifiche ai tre libri

Come più volte ricordato, il Nuovo Lezionario Ambrosiano è organizzato in tre grandi sezioni, relative al mistero dell'Incarnazione, della Pasqua e della Pentecoste. È arrivato il momento di qualche annotazione specifica su ciascuno di essi.

Libro I: il mistero dell'incarnazione

Il Libro I copre l'arco di tempo che va dalla I domenica di Avvento al sabato che precede la I domenica di Quaresima, sviluppandosi lungo il tempo di Avvento, il tempo Natalizio epifanico incentrato sulle tre grandi solennità del Natale (25 dicembre), della Cinconcisione del Signore (1 gennaio) e dell'Epifania (6 gennaio), il Tempo Dopo l'Epifania.

Avvento

Per le domeniche la tradizione ci consegna un itinerario ben ordinato, che il nuovo Lezionario riprende e articola in tre cicli, fatto salvo per la VI domenica che rimane a ciclo unico:

Il ciclo feriale (in analogia con quello quaresimale) si articola in due letture veterotestamentarie tratte dai Profeti, seguite dalla pericope evangelica che prevede la lettura progressiva di Matteo, il Vangelo in cui con più insistenza si segnala l'adempimento in Cristo di

« ciò ch'era stato detto dal Signore per mezzo del profeta »
.

Poiché Isaia è il profeta tipico della catechesi domenicale, nelle ferie si leggono Geremia (primo anno) ed Ezechiele (secondo anno) come prima lettura e i Profeti minori (nell'arco di tempo fino all'Epifania tutti i Profeti, maggiori e minori, trovano sistematica proclamazione) come seconda lettura. La successione dei testi propone un cammino di conversione e di rigenerazione (d'Israele, ma altresì di ogni credente e della Chiesa) teso all'accoglimento del dono di Dio: dal castigo per il peccato, alla speranza sostenuta dalla promessa di riscatto, all'esperienza della redenzione.

Al sabato si aggiungono come seconda lettura pericopi dalla Lettera agli Ebrei: nel primo anno incentrate sul tema del sommo sacerdozio di Cristo, nel secondo anno sul suo nuovo e definitivo sacrificio quale sigillo dell'Alleanza.

Le ferie pre-natalizie (de exceptato), presentano una catechesi veterotestamentaria articolata nella lettura di due libri agiografici di carattere prefigurativo, in questo caso con impronta mariana; si tratta di libri appartenenti al gruppo dei rotoli letti in occasione delle festività ebraiche: Libro di Rut (concluso dalla genealogia di Davide) ed Libro di Ester (concluso dal ricordo della festa di Purim, giorno di banchetti e di scambio di doni). In quegli stessi giorni le pericopi evangeliche (similmente a quanto accade nelle ferie conclusive della Quaresima), conclusa la lettura progressiva del Vangelo di Matteo, presentano gli eventi che precedettero e prepararono la nascita del Cristo:

Il Nuovo Lezionario Ambrosiano, conformandosi coerentemente al computo dell'Avvento dalla prima Domenica dopo la festa di San Martino, nel caso in cui il 24 dicembre cada in domenica, formula per tale giorno uno specifico ordinamento delle letture ben distinto dalla domenica della divina maternità di Maria, che quell'anno andrà a cadere il 17 dicembre. È chiamata domenica prenatalizia.

Natale ed Epifania

Andrea Mantegna, Adorazione dei Magi (1500 ca.), tempera su tela.

Anche il ciclo natalizio epifanico, dalla vigilia di Natale alla festa del Battesimo del Signore è stato attentamente rivisto e riordinato. La novità più appariscente è data dalle ferie dopo l'Epifania, che sviluppano il tema dell'unione sponsale tra Cristo e la Chiesa con le pericopi evangeliche che si accompagnano a frammenti del Cantico dei Cantici relativi alle nozze e al dialogo d'amore tra lo Sposo e la Sposa. Questa tematica sponsale trova il suo compiuto coronamento nel sabato dopo l'Epifania, ossia nel giorno che precede la festa del Battesimo del Signore.

Tempo Dopo l'Epifania

Nel Nuovo Lezionario Ambrosiano il tempo che segue la celebrazione dell'Epifania si pone organicamente come un'eco di questa solennità.

Domeniche

Le domeniche fino alla terzultima, attraverso la presentazione dei segni compiuti dal Cristo ne vengono manifestando la messianicità e la divina signoria. Nella quarta domenica di gennaio, conformemente alla prassi stabilitasi nel Calendario, si situa la Festa della Santa Famiglia. Le due ultime Domeniche dopo l'Epifania, quelle che immediatamente precedono il tempo quaresimale e che sempre devono essere celebrate (la penultima viene omessa solo nel caso in cui coincida con la festa della Santa Famiglia), sviluppano le specifiche tematiche della clemenza misericordiosa di Dio e della conversione. Stante la connotazione fortemente misterica e battesimale della Quaresima, è sembrato opportuno, anche sul piano pastorale, segnare queste settimane immediatamente precedenti il cammino introduttivo alla Pasqua con un pressante richiamo ai fedeli:

« ...a lasciarsi riconciliare con Dio. »
Ferie del Tempo Dopo l'Epifania

Nelle ferie del tempo dopo l'epifania si viene sviluppando la lettura progressiva del Vangelo secondo Marco:

« Inizio del lieto annuncio di Gesù Cristo. »

Le pericopi previste per la lettura che precede il Vangelo sono concepite come espressione dell'irradiamento della Sapienza divina nel mondo. Esse offrono la testimonianza di una riflessione condotta, alla luce della Parola di Dio, sul significato del creato e sul dono della salvezza inserita da Dio nella storia degli uomini, ma altresì sulla natura, fragile e caduca, dell'uomo. In concreto:

  • nelle settimane successive alla Festa del Battesimo del Signore si sviluppa la lettura del Libro del Siracide;
  • nella terzultima e penultima settimana è collocata la lettura del Libro della Sapienza;
  • mentre nell'ultima settimana prima della Quaresima viene letto il Qoèlet.
Sabati

Quanto ai sabati, a partire dalla settimana dopo la Festa del Battesimo del Signore prende avvio il ciclo delle letture sabbatiche, della quali la prima è costantemente tratta dal Pentateuco (o Torah). Nella tradizione ambrosiana, consonante anche in questo con l'Oriente cristiano, il Sabato conserva un particolare carattere festivo, di matrice biblico-ebraica. Il Lezionario lo evidenzia attraverso la struttura della Liturgia della Parola, che in tale giorno si articola in tre pericopi: Lettura, Epistola e Vangelo. È prevista la lettura continua del Vangelo di Marco.

Libro II: il mistero della Pasqua

Leonardo da Vinci, Ultima Cena (1494 - 1498), tempera ed olio su muro

Il Libro II copre l'arco di tempo che va dalla I domenica di Quaresima alla solennità di Pentecoste, passando dalla celebrazione della Settimana Autentica, del Triduo Pasquale, dell'Ottava di Pasqua e del Tempo pasquale, diviso in tempo fino all'Ascensione e novena di Pentecoste.

Quaresima, Settimana santa, Triduo pasquale e Ottava di pasqua

Il sistema delle letture proprio della Chiesa ambrosiana, per il periodo che va dall'inizio di Quaresima alla Domenica in albis depositis (II di Pasqua), non soltanto custodisce il nucleo più arcaico del Lezionario ambrosiano, con radici che ricollegano all'età santambrosiana e oltre, ma assume, anche sotto l'aspetto delle forme strutturali, un valore paradigmatico. Qui in effetti noi troviamo compiutamente delineati uno specifico ciclo domenicale, un ciclo per i giorni feriali (ferie II-V di Quaresima), un ciclo relativo ai venerdì, un ciclo sabbatico, il triduo sacro e le ferie con carattere festivo della settimana in albis. Il carattere profondamente unitario del Lezionario ambrosiano nasce dall'armonica integrazione di quest'insieme articolato di strutture diverse. Il Nuovo Lezionario Ambrosiano ha ritenuto di dover rispettare questo carattere peculiare della tradizione liturgica ambrosiana, riproponendolo con i necessari aggiornamenti.

Domeniche

Per le domeniche di Quaresima si sono predisposte letture alternative (ciclo triennale) che, pur non alterando le tematiche misteriche espresse dalle pericopi evangeliche (ciclo unico), ne permettessero un più variegato accostamento.

Ferie

Per le ferie quaresimali si è predisposto un ciclo duplice di letture per i brani tratti dal Libro della Genesi e dal Libro dei Proverbi; per le catechesi veterotestamentarie dei venerdì si è elaborato un ulteriore ciclo di pericopi volte ad offrire spunti per un'organica catechesi lungo il cammino verso la Pasqua.

Sabati

Per i sabati, dopo il primo sabato quaresimale, le cui pericopi sono incentrate sull'apologia della sospensione sabbatica del digiuno, nelle tre settimane successive, mentre le letture veterotestamentarie e paoline tratteggiano gli atteggiamenti spirituali dei credenti avviati alla rigenerazione, le pericopi evangeliche presentano un chiaro riferimento ai riti prebattesimali che in quei sabati si svolgevano. L'ultimo sabato, immediatamente antecedente la Domenica delle Palme, è totalmente focalizzato sul tema della trasmissione della fede nella Chiesa, processo emblematicamente rappresentato dal rito della Traditio Symboli. La connotazione misterica di tali catechesi, l'immediatezza dei loro contenuti, il loro profondo significato ecclesiale ne fanno anche un utile strumento pastorale in rapporto alle celebrazioni rituali dell'iniziazione degli adulti, sicché non soltanto è parso opportuno ribadirne, pur con qualche adattamento, l'organica presenza nel Lezionario ambrosiano, ma sembra non infondato auspicarne la possibile utilizzazione nei cammini d'iniziazione cristiana anche fuori dal periodo quaresimale. In conformità al programma generale di ordinamento delle letture per i giorni quaresimali, si è inoltre ritenuto opportuno creare anche per i sabati un duplice ciclo per le letture non evangeliche con un'unica pericope evangelica. Diciamo infine che, grazie alla sostanziale continuità delle pericopi nelle diverse fasi storiche della liturgia ambrosiana per la Settimana santa, il Triduo pasquale e l'Ottava di Pasqua il Nuovo Lezionario Ambrosiano non comporta su queste parti grandi interventi.

Tempo pasquale fino all'Ascensione

Domeniche

In ciclo triennale, la III e IV domenica di Pasqua offrono alla contemplazione dei credenti i lineamenti del Signore Risorto (Agnello di Dio, Buon Pastore, Luce del mondo, Via Verità e Vita, Mediatore tra Dio e gli uomini), mentre le due successive domeniche (V e VI) presentano la sua andata al Padre quale premessa dell'invio del Consolatore. La prassi pastorale attualmente in vigore prevede che la festa dell'Ascensione sia trasferita dal quarantesimo giorno alla domenica successiva. Nell'elaborazione del Nuovo Lezionario Ambrosiano, tenendo anche conto nella presenza nella comunità ambrosiana di parrocchie in territorio svizzero, per le quali siffatta traslazione non si pone, si è ritenuto di non dover fare violenza al dato scritturistico e, pertanto, non si è voluta alterare la naturale struttura liturgica del Tempo pasquale e la conseguente collocazione della festa dell'Ascensione. Questa fedeltà al calendario liturgico, dopo matura riflessione, è stata ritenuta anche pastoralmente rilevante, come strumento di educazione dei fedeli alla consapevolezza della propria identità religiosa ed ecclesiale quale realtà distinta e non soggetta alle decisioni dell'autorità politica, che va connotandosi in Europa con caratteri sempre più marcatamente secolari. Si è però concesso che, nella celebrazione eucaristica, i formulari propri della festa dell'Ascensione possano essere riproposti anche nella successiva Domenica.

Ferie

A partire dalla II Domenica di Pasqua nelle ferie si ha la lettura progressiva del Vangelo secondo Giovanni, in cui il tema pasquale dell'Agnello è premessa al dono dello Spirito nel quale si compie la suprema mistagogia dei credenti. L'altro testo, che tradizionalmente segna le ferie del Tempo pasquale (e non soltanto nell'Arcidiocesi di Milano), è il libro degli Atti degli Apostoli, di cui non a caso nella mattina di Pasqua si proclama l'inizio. Si è inteso rimarcare la specificità dei primi quaranta giorni, caratterizzati dalla diretta presenza del Risorto tra i suoi discepoli, attribuendo segnatamente a tali giorni la lettura progressiva del libro degli Atti.

Sabati

Nei sabati, attraverso la Prima Lettera ai Corinzi, viene offerta:

Tempo pasquale dall'Ascensione alla Pentecoste

Il Nuovo Lezionario Ambrosiano intende dare evidenza alla novena di Pentecoste con la lettura di un testo, il Cantico dei Cantici, che già in ambito ebraico era sentito come tipicamente pasquale, proclamandone le pericopi in cui si evidenzia l'anelito della Sposa a ricongiungersi nel riposo delle nozze al proprio Sposo: Sposo che c'è, ma della cui presenza ella non può per ora pienamente gioire. Al lunedì, quale eco più diretta della secolare tradizione rituale ambrosiana della sua spiritualità sponsale, al testo del Cantico dei Cantici «Il mio diletto se n'era andato, era scomparso» (Ct 5,2a.5-6b) è associato il brano de Vangelo di Matteo «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto mentre lo Sposo è con loro? Verranno giorni quando lo Sposo sarà loro tolto e allora digiuneranno» (9,14-15). Nei giorni restanti le pericopi evangeliche sono tratte dai capitoli 14-16 del Vangelo di Giovanni (i discorsi del congedo di Gesù dai Discepoli). Il carattere festivo, che contraddistingue queste ferie, è segnalato dalla presenza in essa dell'epistola paolina. Quest'ultima, nel Sabato dopo l'Ascensione (1Cor 15,53-58), conclude il ciclo Sabbatico del Tempo pasquale e viene riprendendo il tema della vittoria sulla morte (Dov'è o morte il tuo pungiglione?) e della trasfigurazione del corpo mortale e corruttibile, trasfigurazione cui già ora tende il credente, da Cristo reso vincitore del peccato.

Libro III: il mistero della Pentecoste

Jean II Restout, Pentecoste, 1732

Il Libro III copre l'arco di tempo che va dal lunedì seguente la solennità della Pentecoste al sabato che precede la prima domenica d'Avvento, fino a un massimo di venticinque domeniche e ventisei settimane (in dipendenza, ovviamente, dalla data della Pasqua).

Storicamente i libri liturgici ambrosiani attestano:

  • le quindici domeniche dopo Pentecoste;
  • la rilevanza della festa del Martirio di Giovanni il Precursore, che dà il nome alle cinque domeniche successive dopo il martirio;
  • la festa della Dedicazione del Duomo di Milano nella III domenica di ottobre, preceduta da due domeniche preparatorie e seguita da tre domeniche dopo la Dedicazione.

A differenza della liturgia romana, che da secoli conosceva una sequenza ininterrotta di ventiquattro domeniche dopo la Pentecoste, la liturgia ambrosiana aveva custodito fino al Concilio Vaticano II la scansione dopo Pentecoste, dopo la Decollazione (Martirio di San Giovanni Battista e dopo la Dedicazione, attribuendo a queste tre solennità il compito di costituire i piloni portanti di questo lungo periodo liturgico. Il Nuovo Lezionario Ambrosiano ha voluto recuperare questo dato tradizionale e lo ha elaborato in forme adatte all'oggi, prestando ascolto anche al rilievo di un grande studioso del Rito Ambrosiano, il prete salesiano, originario della nostra diocesi, Achille Maria Triacca, il quale, commentando il lavoro della riforma liturgica ambrosiana degli anni settanta scriveva:

« Le antiche domeniche dopo la Pentecoste, il ciclo di domeniche dopo la Decollazione di san Giovanni Battista e le domeniche di ottobre [...]] sarebbero potute servire, assieme alla domenica della Dedicazione e a quelle dopo la Dedicazione, come un ciclo che potenziasse l'ecclesiologia liturgica»

Ecco dunque i criteri formali seguiti per questo terzo libro:

  • Tener conto dei pilastri della tradizione (Pentecoste Decollazione e Dedicazione);
  • comporli con l'attuale calendario che ne individua altri due agli estremi di questo periodo: la solennità della Santissima Trinità (domenica dopo Pentecoste) e solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo;
  • coerenza con i primi due libri e con l'architettura complessiva del Lezionario;
  • attenzione all'oggi ecclesiale della comunità radunata a celebrare il Mistero di Cristo.

Come si è pensato di mettere in opera le arcate tra un pilastro e l'altro? La scelta è stata quella di lasciar parlare gli elementi di teologia liturgica offerti dai pilastri. Per esempio, con la Pentecoste giunge a compimento il mistero Pasquale e, sette giorni dopo, tutta l'economia divina si contempla nella solennità della Trinità: dopo la solennità della Trinità si è scelto di lasciar dispiegare l'autocomunicazione di Dio. Dalla comunicazione dell'amore trinitario ha avuto origine la creazione, la storia della salvezza, culminata nel Cristo e annunciata dalla Chiesa fino al ritorno glorioso del suo Signore.

La prima arcata: settimane dopo Pentecoste

La settimana successiva alla domenica di Pentecoste, riprendendo contenuti della Pentecoste ebraica, rilegge la teofania del Sinai come manifestazione del disegno di amore del Padre, che avrà culmine nel mistero pasquale di Cristo (preparazione alla solennità della Trinità). Dopo la domenica della Santissima Trinità, quattordici domeniche presentano in progressione la storia della salvezza:

  1. La creazione e il suo splendore;
  2. Dio e l'uomo;
  3. La presenza del male nella storia;
  4. Abramo;
  5. Mosè;
  6. Giosuè;
  7. I Giudici;
  8. Il re Davide;
  9. Salomone;
  10. Elia;
  11. Geremia e la caduta di Gerusalemme;
  12. Il ritorno dall'esilio;
  13. La nuova vita religiosa di Israele;
  14. La testimonianza dei Maccabei (da celebrarsi sempre nella domenica che precede il 29 agosto festa del Martirio di San Giovanni il Precursore).

La solennità del Corpo e sangue del Signore (a ciclo Triennale) è collocata al Giovedì seguente la I Domenica dopo Pentecoste, con possibilità di una sola messa del Corpus Domini la domenica seguente (analogamente a quanto previsto per l'Ascensione).

La seconda arcata: settimane dopo il martirio del Battista

Giambattista Tiepolo, San Giovanni Battista decapitato dal boia (1732), affresco.

«La Legge e i Profeti fino a Giovanni» (Mt 11,13). Le promesse di Dio si avverano in Cristo. Dopo la domenica dei martiri Maccabei, la fedeltà a Dio di Giovanni Battista dice unità tra antica e nuova Alleanza e introduce i temi del compimento in Cristo delle promesse e delle attese: "Il martirio del Precursore permette di farne il tornante all'interno di un programma catechetico e celebrativo, che conduca i fedeli a rivivere la dinamica soteriologica della storia della salvezza, considerandone lo sviluppo "fino a Giovanni" nell'Antica Alleanza, vedendone il compimento nell'economia dell'Incarnazione del Verbo divino e l'irradiazione nella Chiesa, Sposa che annuncia il suo Signore nel tempo e ne attende vigilante la Parusia escatologica".

Domeniche

Le domeniche (ciclo triennale) dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore sono così ordinate:

  1. La testimonianza di Giovanni: il suo martirio;
  2. La testimonianza di Giovanni: la rivelazione si compie in Cristo;
  3. Lo Spirito Santo suscita la testimonianza;
  4. Dalla divina provvidenza alla mensa del Pane eucaristico;
  5. I discepoli: testimoni di amore e misericordia;
  6. I discepoli: operai e servi del Vangelo;
  7. Da Israele alla Chiesa: le parabole del Regno.
Ferie

Nelle ferie (ciclo biennale parziale) si leggono coerentemente i testi del Nuovo Testamento, cioè la testimonianza resa dagli apostoli e le direttive per le prime comunità cristiane:

Sabati

Nei sabati procede il ciclo delle letture sabbatiche avviatosi dopo l'Epifania.

La terza arcata: settimane dopo la Dedicazione

Emilio Magistretti, Quasi aurora – il Duomo. Veduta generale esterna da oriente, 1921, olio su tela.

La terza arcata prende sviluppo dall'ecclesiologia della Dedicazione del Duomo di Milano: dalla Chiesa diocesana, al mandato missionario universale in ogni luogo e in ogni epoca, al fine della storia ricapitolata in Cristo Re dell'universo.

Domeniche

Le domeniche (ciclo triennale) dopo la Dedicazione sono così ordinate:

  1. Domenica del Mandato Missionario (già prevista in epoca carolingia come I Domenica dopo Pentecoste);
  2. La chiamata di tutti i popoli alla salvezza;
  3. Cristo Re dell'universo.

Nella domenica di Cristo Re la regalità di Cristo è affrontata secondo tre prospettive:

  • il radicamento davidico e il suo superamento nell'ontologica regalità del Lógos Dio;
  • il trionfo regale della Crocifissione, espresso dall'antica interpolazione salmica regnavit a ligno Deus (dal legno regnò Dio);
  • la gloria escatologica del Lógos Dio, fatto uomo e redentore della Creazione.

Inoltre, la Domenica conclusiva dell'anno liturgico, con il tema del ritorno di Cristo, entra in una positiva tensione col tempo di Avvento e ne favorisce la preparazione.

Ferie

Nelle ferie (ciclo biennale) si leggono i Vangeli in modo corrispondente alle domeniche (ministero dell'evangelizzazione e carismi nella Chiesa):

  1. Il ministero della Parola;
  2. La sequela di Cristo e le sue esigenze;
  3. Cristo nel suo rapporto col Padre;
  4. Le parabole dell'attesa vigile del ritorno di Cristo.

Le letture sono tratte dal Libro dell'Apocalisse:

  • Anno I: Lettere alle Chiese, L'Agnello, la Liturgia celeste, la Sposa;
  • Anno II: Lettere alle Chiese, visioni della Donna, della Bestia, della Città.

«Verrò presto!» è l'annuncio che conclude l'uno e l'altro ciclo, e che sigilla l'intera storia della salvezza, il cui svolgimento è stato ripercorso e mistericamente riproposto dai vari momenti dell'anno liturgico.

La liturgia festiva vigiliare: una puntualizzazione pratica

Un elemento prezioso per la vita liturgico-pastorale delle comunità di Rito Ambrosiano contenuto nel Nuovo Lezionario Ambrosiano è la possibile valorizzazione della celebrazione vigiliare della domenica per rilanciare in grande stile la centralità del giorno del Signore (la domenica) per la vita delle comunità e dei singoli fedeli. Superando il ripiegamento pastorale sulla cosiddetta messa prefestivà si ha qui lo strumento liturgico adeguato per mostrare la fecondità di una tradizione vigiliare che sporge sul giorno grande del Signore a partire dalla sera precedente, ricentrando sul suo nucleo pasquale (i vangeli della risurrezione) il proprio del giorno festivo cristiano.

In tutte le grandi solennità si celebra l'Eucaristia in forma solenne e per tutte le liturgie vigiliari vespertine, si può celebrare in forma solenne o in forma semplice. Nella sua forma più solenne è preceduta dai Vespri ed è così composta:

  • dal Rito della Luce;
  • dall'Inno;
  • dal Responsorio;
  • dalla lettura del Vangelo della Risurrezione[1] (in Quaresima prende il nome di Lettura vigiliare[2]);
  • dalla recita del Salmello e dell'Orazione.

La celebrazione introduttiva della messa vespertina è molto suggestiva. Si notano forti contrasti nell'uso dei simboli: il sole che tramonta (vespero) e la lucerna che risplende è un evidente rimando all'evento drammatico della croce dove il tramonto è paragonato alla morte, viene integrato nel rimando liturgico alla piena e definitiva vittoria di Cristo dove la luce della fiamma è vita e salvezza. Il sacrificio, che ha redento il mondo, introduce l'umanità nel giorno senza tramonto e la luce di Cristo, che vince nell'uomo le tenebre del peccato, è accesa per sempre.

Ordinario della liturgia: Vigiliare vespertina solenne

Didascalie per la celebrazione senza Vespri.

(tranne quelle di Quaresima, dalla II alla VI, e la II Domenica di Pasqua)

Fratelli, con questa celebrazione vigiliare inizia il giorno santo della Domenica, memoria della Pasqua di Cristo Signore. Rallegriamoci ed esultiamo per l'annuncio che rinnova la nostra fede e ravviva la nostra speranza.
  • Per la II, III e IV Domenica di Quaresima
Fratelli, la Domenica è la Pasqua della settimana, il giorno dell'incontro della Chiesa con il Signore risorto. Ascoltiamo l'annuncio della trasfigurazione di Cristo, mistero nel quale Gesù ha voluto anticipare ai suoi discepoli la futura gloria della sua risurrezione.
  • Per la V Domenica di Quaresima
Fratelli, con questa celebrazione vigiliare inizia il giorno santo della Domenica. È la Pasqua del Signore, sacrificio di salvezza e potenza di risurrezione. Ascoltiamo la parola di Gesù che nel segno di Giona ci dona il preannuncio della sua stessa Pasqua.
  • Per la Domenica delle Palme
Fratelli, inizia la Domenica, il giorno che il Signore ha fatto per noi. Ascoltiamo la parola di Gesù che nel tempio distrutto e riedificato ci dona il preannuncio di quel mistero di morte e risurrezione che rivivremo con fede e con amore nei giorni della Settimana santa e autentica.
  • Per la II Domenica di Pasqua
Fratelli, entriamo nella gioia del Giorno del Signore, la Pasqua settimanale. Ascoltiamo la parola di Gesù che preannuncia per tutti i credenti il dono pasquale dello Spirito Santo.

Il celebrante e i ministri entrano processionalmente: un chierico con la lampada accesa, due chierici con candelieri spenti. Ai piedi dell'altare:

Il sacerdote celebrante, mentre le luci della chiesa sono spente, si reca in processione all'altare, preceduto dai ministri, che portano il turibolo non fumigante e la navicella e una lampada accesa tra due candelieri spenti. Alla processione partecipano altri eventuali ministri e, se presenti, il diacono e i sacerdoti concelebranti. L'Evangeliario (o il Libro delle Vigilie o il Lezionario) si trova già sulla mensa dell'altare. Il sacerdote, giunto davanti all'altare, introduce i Vespri con il saluto. Tutta l'assemblea è in piedi.

Saluto - Celebrante:

« Il Signore sia con voi. »
Assemblea:
« E con il tuo spirito »

I chierici con i candelieri si pongono in ginocchio davanti al celebrante.

Rito della Luce: Testo nel proprio

Il celebrante, tracciato un segno di croce sulla lampada, attingendo alla sua fiammella, accende i candelieri che i ministri gli presentano, mentre si canta il lucernario; poi i ministri dispongono i candelieri davanti all'altare e si accendono gli altri ceri e le lampade della chiesa. Il celebrante, inchinatosi all'altare con i chierici, raggiunge il suo posto. Nella celebrazione vigiliare della Domenica si accende anche il cereo pasquale presso l'ambone (tale elemento rituale è omesso nel tempo quaresimale, a cominciare dalla Domenica della Samaritana).

Inno: Testo nel proprio

Si canta o si recita l'Inno. Esso è intonato dal sacerdote che presiede, da un cantore o dall'intera assemblea.

Responsorio: Testo nel proprio

Nei primi Vesperi della Domenica ha luogo l'infusione dell'incenso e l'incensazione dell'altare in preparazione alla lettura del Vangelo della Risurrezione, come avveniva nella Città Santa dell'età di Ambrogio nel rito domenicale e come tuttora avviene nella nostra Chiesa in preparazione all'annuncio della Risurrezione nella Veglia Pasquale. Poi colui che presiede proclama dall'ambone il Vangelo della Risurrezione. Il sacerdote celebrante, secondo l'opportunità, infonde l'incenso, sale all'altare e insieme agli eventuali concelebranti lo bacia. Ricevuto il turibolo, incensa l'altare. Al termine dell'incensazione raggiunge la sede.

Vangelo ella Risurrezione (o Letture vigiliari): Testo nel proprio

Si raccomanda, là dove è possibile, che la proclamazione del Vangelo della Risurrezione del Signore sia accompagnata dal suono festoso delle campane. In Quaresima, dalla Domenica della Samaritana, i Vangeli preannunciano in figura il mistero della Risurrezione, proiettando l'attesa della Chiesa verso la celebrazione di esso nella notte di Pasqua. In tali Domeniche, pertanto, il suono delle campane al Vangelo vigiliare viene sospeso, in attesa di udirlo di nuovo all'Annuncio solenne della Risurrezione nel cuore della Veglia Pasquale.

Il celebrante pronuncia solennemente la seguente formula:

« Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo [nome dell'evangelista] »

Nelle Domeniche di Quaresima, dalla II alla VI e nella II Domenica di Pasqua si usa quest'altra formula:

« Lettura del Vangelo secondo [nome dell'evangelista] »

Al termine della lettura il celebrante bacia l'Evangeliario o il Libro delle Vigilie o il Lezionario, lo richiude e lo innalza, facendo risuonare il saluto pasquale ambrosiano, possibilmente in canto:

« Cristo Signore è risorto! (Nel Tempo di Pasqua: Alleluia, Alleluia!) »

L'assemblea risponde ad una voce:

« Rendiamo grazie a Dio! (Nel Tempo di Pasqua: Alleluia, Alleluia!) »

Nelle Domeniche di Quaresima, dalla II alla VI e nella II Domenica di Pasqua il celebrante conclude con la seguente acclamazione:

« Lode e onore a te, Cristo Signore, nei secoli dei secoli. »

L'assemblea risponde:

« Amen. »

seguono:

-Salmenllo: Testo nel proprio
-Orazione: Testo nel proprio
Messa vigiliare

Eseguito il Canto all'Ingresso e recitata l'Orazione all'inizio dell'assemblea liturgica della Messa del giorno, il ministro proclama l'unica lettura che precede il Vangelo, tratta dall'Antico o dal Nuovo Testamento secondo i tempi. Seguono il Canto al Vangelo e la proclamazione del Vangelo del giorno. La celebrazione prosegue come al solito fino alla Comunione. Dopo la Comunione, omessi i salmi con la loro antifona e l' orazione, si canta il Magnificat con la sua Antifona.

Dopo il Cantico, omessa la commemorazione battesimale, subito si dice l'Orazione dopo la comunione e si congeda l'assemblea.

Ordinario della messa vespertina all'inizio della domenica

Qualora l'apertura della celebrazione della Domenica in forma vigiliare non risulti possibile, il celebrante non ometta comunque l'annuncio della Risurrezione. In tal caso la celebrazione assumerà il seguente andamento.

Canto d'ingresso (di carattere lucernale)

Il celebrante si reca all'altare con l'Evangeliario.

Segno di croce

Didascalia (che spieghi l'inizio del giorno domenicale come commemorazione della Pasqua del Signore)

- Celebrante: Il Signore sia con voi.
- Assemblea: E con il tuo spirito.

Vangelo della resurrezione: Testo nel proprio

Si raccomanda, là dove è possibile, che la proclamazione del Vangelo della Risurrezione del Signore, compiuta da chi presiede o davanti all'altare o dall'ambone, sia accompagnata dal suono festoso delle campane. Al termine della lettura, il celebrante, baciato e richiuso l'Evangeliario, benedice con esso i fedeli, tracciando un segno di Croce.

In Quaresima, dalla Domenica della Samaritana, i Vangeli preannunciano in figura il mistero della Risurrezione, proiettando l'attesa della Chiesa verso la celebrazione di esso nella notte di Pasqua. In tali Domeniche, pertanto, il suono delle campane al Vangelo vigiliare viene sospeso, in attesa del suo echeggiare nuovamente all'Annuncio solenne della Risurrezione nel cuore della Veglia Pasquale.

  • Gloria (quando previsto)
  • Orazione all'inizio dell'assemblea liturgica
  • Lettura
  • Salmo responsoriale
  • Epistola
  • Canto al vangelo
  • Vangelo

La celebrazione prosegue come al solito, fino alla sua conclusione.

Conclusione

Il Nuovo Lezionario Ambrosiano qui velocemente tratteggiato nella sua proposta è un'occasione davvero straordinaria per le comunità ambrosiane, il clero ambrosiano e gli animatori ambrosiani della liturgia per riprendere in profondità il tema del rapporto tra liturgia della Parola e liturgia sacramentale e per rilanciare il momento omiletico della messa. L'impegno che verrà profuso per far passare le novità di questo Lezionario otterrà di ridare slancio alle attività di annuncio della Parola (l'omelia in primis) che fervono in diocesi, ricalibrando il rapporto tra un approccio morale e intellettuale alla Parola di Dio e un approccio misterico-sacramentale alla stessa.



Note
  1. Un brano di Vangelo che parla della Risurrezione di Gesù.
  2. Sono letti i seguenti brani evangelici.
  3. Cliccando sulle X verdi si è rimandati alla pagina delle letture.
  4. Se cade di domenica è posticipata al 9 dicembre.
  5. 5,0 5,1 5,2 Questa festività prevale sulla domenica.
  6. 6,0 6,1 6,2 Se cade di domenica è l'Ottava domenica del Natale del Signore
  7. Ultima domenica di Gennaio.
  8. I venerdì sono aliturgici.
  9. Se il 19 marzo è Domenica, si celebra il 20. Negli anni poi in cui tale data cade in Settimana Santa, la solennità viene spostata in avanti al martedì della II settimana di Pasqua. Nel Rito Romano si ha la stessa mobilità del Rito Ambrosiano. Solo per il Rito Ambrosiano, se il 19 marzo cade il Sabato in Traditione Symboli la solennità è posticipata al martedì della II settimana di Tempo Pasquale
  10. Se il 25 marzo è Domenica, si celebra il 26. Negli anni poi in cui tale data cade in Settimana Santa o nell'Ottava di Pasqua, la solennità viene spostata in avanti al lunedì della II settimana di Pasqua. Nel Rito Romano si ha la stessa mobilità del Rito Ambrosiano. Solo per il Rito Ambrosiano, se il 25 marzo cade il Sabato in Traditione Symboli la solennità è posticipata al lunedì della II settimana di Tempo Pasquale
  11. Sabato che precede la Domenica delle Palme, ovvero Sabato nella V settimana di Quaresima. Quando viene presentato il Simbolo di fede ai catecumeni
  12. Venerdì successivo alla II Domenica Dopo Pentecoste
  13. Il sabato successivo alla solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù. Restano sempre valide le regole della tabella dei giorni liturgici disposta secondo l'ordine di precedenza. Qualora la memoria coincida con una solennità o una festa, essa cede a quest'ultima.
  14. Se cade di domenica è omessa
  15. Se cade di domenica è posticipata al 25 maggio.
  16. Se cade di domenica è posticipata al 30 giugno.
  17. Se cade di domenica è posticipata al 16 agosto.
  18. Se la festa cade di domenica è posticipata al 1° settembre.
  19. Se la solennità cade di domenica è posticipata al 9 settembre.
  20. III domenica di ottobre.
  21. Ci sono molte letture a scelta, quelle qui riportate sono puramente indicative.
  22. Marca significativamente l'inizio dell'Avvento ambrosiano (Quaresima di San Martino): la domenica successiva.
  23. Nel Rito Ambrosiano questa solennità è celebrata la VI Domenica di Avvento.
  24. 24,00 24,01 24,02 24,03 24,04 24,05 24,06 24,07 24,08 24,09 24,10 24,11 24,12 24,13 24,14 24,15 24,16 24,17 24,18 24,19 24,20 24,21 24,22 Proprio dell'Arcidiocesi di Milano.
  25. Festa in Europa.
  26. Nel Rito Ambrosiano, in Quaresima, è vietata la celebrazione di qualsiasi memoria festa e solennità, ad eccezione di San Giuseppe e dell'Annunciazione, che sono celebrate anche se cadono di venerdì.
  27. Se cade in Quaresima non si clebra la memoria.
  28. Se cade di Domenica è celebrata il 20 marzo.
  29. Se il 25 marzo è Domenica, è celebrata il 26. Negli anni poi in cui tale data cade in Settimana Autentica o nell'Ottava di Pasqua, la solennità è spostata in avanti al lunedì della II settimana di Pasqua.
  30. Comprendendo nel calcolo anche la stessa domenica di Pasqua. Cade a maggio quando la domenica di Pasqua oscilla tra il 22 marzo e il 19 aprile.
  31. Cade a maggio quando la domenica di Pasqua oscilla tra il 22 marzo e il 22 aprile.
  32. Se cade di Domenica è celebratail 25 giugno.
  33. Se cade di Domenica è celebrata il 30 giugno.
  34. Comprendendo nel calcolo anche la stessa domenica di Pasqua. Cade a giugno quando la domenica di Pasqua oscilla tra il 20 aprile e il 25 aprile.
  35. Cade a giugno quando la domenica di Pasqua oscilla tra il 23 aprile e il 25 aprile.
  36. Se cade di Domenica è celebrata il 16 agosto.
  37. Se cade di Domenica, questa festa è celebrata il giorno 1° settembre
  38. Se cade di Domenica è celebrata il 9 settembre.
  39. Anche Considerando l'importanza del santo patrono, la Domenica ha la precedenza su questa festa.
  40. Se cade di Domenica é celebrata il 31 ottobre.
  41. Questa Solennità ha la precedenza sulle Domeniche.
  42. Se cade di Domenica é celebrata il 5 novembre.
  43. Se cade di Domenica è celebrata il sabato 6 dicembre.
  44. Se cade di Domenica è celebrata il 9 dicembre.
  45. San Carlo, nell’ambito della riforma del Rito Ambrosiano da lui promossa, collocò la festa di San Giuseppe a metà dicembre, come preludio alle feste natalizie. Quando il Calendario ambrosiano si adeguò a quello romano, si spostò tale festa al 19 marzo. Il Calendario ambrosiano promulgato il 1° aprile 2010, riagganciandosi alla decisione di san Carlo, istituì, per il 16 dicembre, la Commemorazione dell'annuncio a san Giuseppe con sue proprie letture bibliche: in questo modo la figura dell’«uomo giusto», chiamato da Dio ad essere custode del Messia e della Vergine Madre si collega direttamente al mistero natalizio e inaugura i giorni dell’Accolto (che iniziano con il 17 dicembre). - messa feria del giorno.
  46. 46,0 46,1 46,2 Nel Rito Ambrosiano queste feste hanno la precedenza sulla Domenica.
  47. Nel Rito Romano questa solennità è celebrata il 1° gennaio.
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Questa voce è stata firmata il giorno 29 aprile 2015 da Mons. Claudio Magnoli, responsabile del Servizio per la pastorale liturgica dell'Arcidiocesi ambrosiana.

Il firmatario ne garantisce la correttezza, la scientificità, l'equilibrio delle sue parti.

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