Onore

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Rembrandt, Ritorno del figliol prodigo (16681669), olio su tela; San Pietroburgo (Russia), Museo dell'Ermitage.
Il figlio che ritorna al padre vive il quarto comandamento, che impone di onorare i genitori

L'onore è il riconoscimento di una dignità o di una buona reputazione all'interno di una comunità. Nel primo senso esso ha come oggetto principale Dio.

Nella Bibbia

L'onore reso a Dio

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Gloria (Bibbia).

Rendere onore a Dio significa riconoscerne la potenza e la gloria (Gs 7,19; 1Cr 16,28; Gv 9,24; At 12,23). Propriamente, solo Dio ha diritto all'onore (Rm 11,36); anzi, Dio cerca tale onore da parte degli uomini (Mal 1,6).

L'onore all'uomo

L'onore spetta all'uomo come dono di Dio (1Re 3,13; Sal 8,6), come reputazione e dignità (Gen 45,13).

Il decalogo prescrive che si dia onore ai genitori (Es 20,12), e altrove esso viene prescritto nei confronti delle persone anziane (Lev 19,32), ai re (1Pt 2,17), alle vedove (1Tim 5,3), ai padroni (1Tim 6,1).

I cristiani devono onorarsi a vicenda (Rm 12,10); è legittimo curarsi di una buona reputazione (At 16,37) ma nessuno deve cercare l'onore proprio (Gv 5,44; 12,43; Gal 5,26; Fil 2,3).

Conseguenza del riflesso della gloria di Dio

Nella Bibbia il sentimento della dignità cristiana e dell'onore cristiano nascono dalla coscienza della gloria di Dio riflessa nel fedele.

Già nell'Antico Testamento la grandezza di Israele è di essere il popolo a cui Dio ha rivelato la sua gloria. Ad Israele "appartiene la gloria" (Rm 9,4), e Dio è "la sua gloria" (Sal 105[104],20). La fedeltà a Dio si tinge del senso religioso dell'onore.

In mezzo ad un mondo che si è perduto per non aver voluto rendere a Dio la gloria che gli è dovuta (Rm 1,21-22), i cristiani sanno di essere "cittadini dei cieli" (Fil 3,20), "risorti con Cristo" (Col 3,1),; "essi brillano come fari di luce" (Fil 2,15-16). Torna a loro onore che "gli uomini, vedendo le loro opere buone, rendano gloria al Padre che è nei Cieli" (Mt 5,16).

Dinanzi alla gloria del nome cristiano sparisce ogni sentimento di inferiorità sociale: "Il fratello di umile condizione si glorierà della sua esaltazione ed il ricco della sua umiliazione" (Gc 1,9), perché non c'è più posto per "discriminazioni personali" (Gc 2,1-3). Il sentimento della fierezza cristiana si estende fino al corpo, nel quale i cristiani devono "glorificare Dio" (1Cor 6,15.19-20). Infine, patire per il nome cristiano è una gloria (1Pt 4,15-16).

Secondo Giovanni, proprio la ricerca dell'onore mondano ha precluso a più d'uno l'accesso alla fede (Gv 5,44; 12,43). Gesù stesso ha aperto la via al senso cristiano dell'onore. Indifferente alla gloria degli uomini (Gv 5,41), "disprezzò l'infamia della croce" (Eb 12,2). Il suo unico onore era di compiere la sua missione, "non ricercando la propria gloria", ma "la gloria di colui che l'ha mandato" (Gv 7,18), rimettendosi per il suo onore al solo Padre suo (Gv 8,50.54).

L'onore espresso dall'unzione

Versare olio sul capo di un ospite era un segno di onore.

Dio unge il capo del suo fedele per esprimere l'abbondanza dei suoi favori (Sal 22[21],5; cfr. 91[90],11).

Nel Nuovo Testamento viene ricordato che due volte una donna rese a Gesù questo segno di onore: la peccatrice in casa di Simone il fariseo (Lc 7,38.46) e, alla vigilia dell'ingresso a Gerusalemme, Maria, la sorella di Lazzaro (Mt 26,6-13; Mc 14,3-9; Gv 12,1-8).

Bibliografia
Voci correlate

Suggerimenti



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