Osea

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Osea
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Titolo originale
Altri titoli
Nazione [[]]
Lingua originale ebraico
Traduzione
Ambito culturale
Autore Anonimo
Note sull'autore
Pseudonimo
Serie
Collana
Editore
Datazione
Datazione italiana
Luogo edizione
Numero di pagine
Genere:
Ambientazione
Ambientazione Geografica:
Ambientazione Storica: VIII secolo a.C.

Personaggi principali:

Titoli dei racconti
Libro precedente
Libro successivo
Adattamento teatrale
Adattamento televisivo
Adattamento cinematografico
Note
Premi:
Collegamenti esterni:
ID ISBN

Originario del regno del nord, Osea è contemporaneo di Amos, poiché ha cominciato a predicare sotto Geroboamo II; il suo ministero si è prolungato sotto i successori di questo re; ma non sembra che abbia visto la rovina di Samaria nel 721 a.C.. È, in Israele, un periodo oscuro: conquiste assire del 734 a.C. - 732 a.C., rivolte interne (quattro re sono assassinati in quindici anni), corruzione religiosa e morale.

Della vita di Osea durante questo periodo torbido noi conosciamo solo il suo dramma personale (1-3), ma questo fu decisivo per la sua azione profetica. Il senso di questi primi tre capitoli è discusso. Ecco l’interpretazione più verosimile: Osea aveva sposato una donna che amava e che l’ha abbandonata; ma ha continuato ad amarla e l’ha ripresa dopo averla messa alla prova. L’esperienza dolorosa del profeta diviene un simbolo della condotta di JHWH verso il suo popolo e la coscienza di questo simbolismo ha potuto modificare la presentazione dei fatti. Il capitolo 2 fa l’applicazione e dà nello stesso tempo la chiave di tutto il libro: Israele, nazione santa, è stata sposata da JHWH; essa si è comportata come una donna infedele, come una prostituta, e ha provocato il furore e la gelosia del suo sposo divino.

Questi però la ama sempre: la castigherà, ma per ricondurla a sé e riportarla alle gioie del primo amore.

Con l’audacia che sorprende e una passione che sconvolge, l’anima delicata e violenta di Osea ha espresso per la prima volta i rapporti di JHWH e di Israele nei termini di un matrimonio. Tutto il suo messaggio ha per tema fondamentale l’amore di Dio misconosciuto dal suo popolo. Salvo un corto idillio nel deserto, Israele ha risposto agli inviti di JHWH solo con il tradimento. Osea se la prende soprattutto con le classi dirigenti della società. I re, scelti contro la volontà di JHWH, hanno, con la loro politica "laica", degradato il popolo eletto al rango degli altri popoli. I sacerdoti, ignoranti e rapaci, conducono il popolo alla rovina. Come Amos, Osea condanna le ingiustizie e le violenze, ma si fa più pesante di lui sull’infedeltà religiosa: JHWH è a Betel oggetto di un culto idolatrico, lo si associa a Baal e ad Astarte nel culto licenzioso delle alture. Osea protesta contro il titolo di Baal, nel senso di "Signore", che si dava JHWH (2,18), e rivendica per il Dio di Israele l’azione benefica che si era tentati di attribuire a Baal, dio della fertilità (2,7.10). JHWH è un dio geloso, che vuole avere senza divisione il cuore dei suoi fedeli. "Voglio l’amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio più degli olocausti" (6,6). Il castigo è dunque inevitabile: però, Dio non castiga che per salvare. Israele, spogliato e umiliato, ricorderà il tempo in cui era fedele e JHWH accoglierà il suo popolo pentito, che godrà felicità e pace.

Dopo aver voluto eliminare dal libro ogni annunzio di felicità e tutto ciò che concerneva Giuda, la critica ritorna ora a giudizi più moderati. Considerare Osea un semplice profeta di sventura sarebbe falsare tutto il suo messaggio ed è naturale che il suo sguardo si sia steso al vicino regno di Giuda. Bisogna però ammettere che la collezione degli oracoli di Osea, compilata in Israele è stata raccolta in Giuda dove è stato oggetto di una o due revisioni. I segni di questo lavoro di edizione si trovano nel titolo (1,1) e in altri passi (per esempio 1,7; 5,5; 6,11; 12,3). Il versetto finale (14,10) è la riflessione di un saggio dell’epoca esilica o postesilica sull’insegnamento principale del libro e sulla sua profondità. La difficoltà della sua interpretazione è accresciuta per noi dallo stato deplorevole del testo ebraico, che è uno dei più corrotti di tutto l’Antico Testamento.

Il libro biblico di Osea ha avuto risonanze profonde nell’Antico Testamento; la sua eco si ritrova nelle esortazioni degli altri profeti a una religione del cuore, ispirata dall’amore di Dio.

Geremia è stato influenzato profondamente da lui. Non fa meraviglia che il Nuovo Testamento citi Osea o se ne ispiri molto spesso. L’immagine matrimoniale delle relazioni tra JHWH e il suo popolo è stata ripresa da Geremia, Ezechiele e la seconda parte di Isaia. Il Nuovo Testamento e la prima comunità cristiana l’hanno applicata ai rapporti tra Gesù e la sua chiesa. I mistici cristiani l’hanno estesa a tutte le anime fedeli.

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