Ottava di Natale

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Lorenzo Costa, Natività di Gesù, (1490 ca.); Lione, Museo di Beaux-Arts

1leftarrow.png Voce principale: Ottava.

L'Ottava di Natale è costituita dagli otto giorni che iniziano con la Solennità di Natale e che arrivano al 1º gennaio, Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, Solennità della Circoncisione del Signore per il Rito Ambrosiano ed è la parte iniziale del Tempo di Natale.

Il carattere di questa Ottava è minore di quello dell'Ottava di Pasqua[1].

Caratteristica dell'Ottava di Natale è il fatto che i tre giorni immediatamente successivi al Natale sono dedicati alla celebrazione di tre feste care alla pietà popolare:

Dati storici

La presenza nell'Ottava di Natale delle feste di Santo Stefano, di San Giovanni e dei santi Innocenti ha origini antiche:

Il Medioevo vide in questi santi il corteo d'onore di Cristo bambino e li chiamò Comites Christi, "seguito di Cristo".

Il Messale Romano del 1570 riporta le seguenti celebrazioni:

  1. Santo Stefano
  2. San Giovanni Evangelista
  3. Santi Innocenti
  4. Domenica fra l'Ottava
  5. San Tommaso di Canterbury
  6. VI giorno fra l'ottava
  7. San Silvestro

Vari libri liturgici antichi contengono un formulario di Messa anche per la domenica dopo Natale, tuttavia ciò avviene non prima dell'VIII secolo. Dal 1921 in essa si celebra la Festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe; se il 25 dicembre cade in domenica, tale festa viene celebrata il venerdì 30 dicembre.

L'ultimo giorno dell'Ottava

Il giorno dell'ottava è possibile sia stato introdotto da Bonifacio IV († 615)[5].

Il Gelasiano Antico ha un formulario proprio per la Messa di questa festa, che chiama In octabas Domini, "Nell'Ottava del Signore[6]. Nel Gregoriano Adrianeo[7] la stazione del giorno ottavo è Ad Sanctam Mariam ad Martyres, "A Santa Maria ai Martiri", e la colletta della Messa è di contenuto mariano. Qui ci sarebbero le tracce della prima festa mariana della liturgia romana al 1º gennaio o Natale sanctae Mariae, "Natale di Santa Maria", in seguito scomparsa con il sorgere delle altre feste mariane. In ogni caso l'impronta mariana della festa di Capodanno fu prevalente nella liturgia medievale.

Nel Messale Romano del 1570 il titolo della festività del 1º gennaio è In circumcisione Domini et octava Nativitatis, "Nella Circoncisione del Signore e Ottava di Natale". La riforma promossa dal Concilio Vaticano II ha ripristinato il carattere mariano di questo giorno, che ora è chiamato In octava Nativitatis Domini, Sollemnitas Sanctae Dei Genetricis Mariae, "Nell'Ottava della Nascita del Signore, solennità di Santa Maria Madre di Dio. Le Norme generali per l'ordinamento dell'anno liturgico e del calendario ricordano al n. 35 che in questo giorno si commemora anche l'imposizione del Santissimo Nome di Gesù. L'edizione del 2002 del Messale Romano ha proposto questa commemorazione come memoria facoltativa e l'ha collocata al 3 gennaio.

La liturgia attuale

Il Messale Romano odierno (1970) conserva le stesse festività del Messale del 1570, ma quelle dei santi sono collocate, più coerentemente, nel Proprio dei Santi.

La domenica fra l'Ottava è chiamata Festa della Sacra Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe.[8]

I giorni feriali 29, 30 e 31 dicembre, in precedenza sprovvisti di formulari propri per la Messa, ora li hanno.

Il Lezionario per la Messa nella solennità del Natale e nella sua ottava offre una ricchezza e varietà di letture maggiore che in passato. L'insieme dei testi, eucologici e biblici celebra il Natale come festa della redenzione, in fedeltà alla più antica tradizione romana che porta l'impronta di papa Leone Magno († 461). Ciò appare già nella colletta della Messa vespertina nella Vigilia[9] che recita:

(LA) (IT)
« Deus, qui nos redemptionis nostrae annua exspectatione laetificas... » « O Dio, che ci rallegri nell'attesa attuale della nostra redenzione... »

La prima lettura è propria (At 6,8-10; 7,54-59) nel giorno di Santo Stefano; dal giorno seguente si inizia la lettura continua e completa della Prima lettera di Giovanni, che si protrae fino al giorno precedente la domenica del Battesimo del Signore.

Il Vangelo è proprio nelle tre feste dei santi; il 29 e il 30 dicembre si legge, spezzata in due parti, la pericopi della Presentazione di Gesù al Tempio (Lc 2,22-35 e 2,36-40). Il 31 dicembre si legge il Prologo di San Giovanni (Gv 1,1-18[10]).

Nel Rito ambrosiano

L'ordinamento ad anno unico è a struttura di tipo ternario, cioè sul modello festivo: Lettura, Epistola e Vangelo; in essa sono venuti confluendo diversi temi: la commemorazione della Circoncisione del Signore, colore liturgico rosso (1º gennaio[11])e del conferimento a lui del nome di Gesù, la benedizione del nuovo anno civile, l'invito alla pace.

L'Ottava di Natale inizia con la solenne liturgia vigiliare vespertina, sostanzialmente modellata sull'archetipo pasquale, ma adattato ad una celebrazione non notturna, ma serale. Il colore liturgico generale è il bianco.

Il 26 dicembre si celebra Santo Stefano protomartire, colore liturgico rosso. il Vangelo è Mt 17,23-26 (la moneta nella bocca del pesce), che Sant'Ambrogio nella sua esposizione del Vangelo di Luca spiega in rapporto al protomartire ed a Paolo: il sangue dei martiri, seme dei cristiani; Paolo, moneta d'argento scaturita dal martirio di Stefano.[12]

Il 27 dicembre si celebra San Giovanni apostolo ed evangelista, Colore liturgico bianco. Il Vangelo è Gv 21,19c-24, il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte.

Il 28 dicembre si celebrano i Santi Innocenti Martiri, colore liturgico rosso. Il Vangelo propone Mt 2,13b-18, la strage degli innocenti.

Le festività del 26, 27 e 28 dicembre, avendo un'officiatura mista con testi ancora inerenti al mistero della Natività, prevalgono sulla stessa domenica.

Nella Domenica nell'ottava di Natale, quando viene celebrata, le letture svolgono una densa catechesi sul Cristo, Sapienza e Parola eterna di Dio fatta carne.

Il giorno 30 dicembre è prevista, nella basilica di Sant'Eustorgio, una speciale celebrazione della festa di Sant'Eugenio. In tale liturgia l'Epistola (1Cor 9,19b-23) richiama la figura del vescovo transalpino fattosi ambrosiano con gli ambrosiani per diventare con loro partecipe dell'Evangelo.


Note
  1. Cfr. quanto afferma Adrien Nocent:
    « (..) la festa del Natale, nonostante il suo carattere pasquale, non ha un'Ottava vera e propria (..) »
    (Adrien Nocent, 1988, p. 190)
  2. n.1273-1283.
  3. n.1284-1293.
  4. n. 62-66,67-74,75-78,79-81.
  5. Mario Righetti, Manuale di Storia liturgica, Milano 1969, II vol. p. 71.
  6. n. 48-53.
  7. n. 82-84.
  8. Nel rito ambrosiano è celebrata l'ultima domenica di gennaio con il nome di Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe.
  9. Il testo è presente nel Sacramentario Gelasiano Antico (n. 1156), nel Sacramentario Gregoriano Adrianeo (n. 33), e nel Messale Romano del 1570.
  10. Il Prologo di Giovanni si legge anche nella Messa del giorno di Natale e nella II domenica di Natale.
  11. Nel Rito Ambrosiano non si celebra la solennità di Maria Santissima Madre di Dio, anticipata alla VI Domenica di Avvento
  12. È indicato un Vangelo alternativo, Gv 15,18-22.
Bibliografia
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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