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Papa Felice IV

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.

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San Felice IV
Papa
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Santo
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Roma, dettaglio del mosaico absidale della chiesa dei Santi Cosma e Damiano
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Titolo
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Età alla morte anni
Vestizione [[{{{aVest}}}]]
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Ordinazione sacerdotale PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
Ordinazione presbiterale
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Creazione
a Cardinale
Creazione
a Cardinale
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Cardinale elettore Errore nell'espressione: operatore < inatteso
Ruoli ricoperti
Emblem of the Papacy SE.svg Informazioni sul papato
54° vescovo di Roma
Elezione
al pontificato
12 luglio 526
Consacrazione
Fine del
pontificato
22 settembre 530
(per decesso)
Segretario {{{segretario}}}
Predecessore papa Giovanni I
Successore papa Bonifacio II
Extra Anni di pontificato
Nomine
Cardinali 5 creazioni in 2 concistori
Proclamazioni
Antipapi
Riconoscimenti
Canonizzazione
Venerato da Chiesa cattolica
Venerabile il [[]]
Beatificazione [[]]
Canonizzazione [[]]
Ricorrenza 30 gennaio
Altre ricorrenze {{{altre ricorr}}}
Santuario principale {{{santuario principale}}}
Attributi {{{attributi}}}
Patrono di {{{patrono di}}}
Collegamenti esterni
Dati su gcatholic.com
Scheda su santiebeati.it
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Nel Martirologio Romano, 30 gennaio:
«
A Roma, san Felice IV, Papa, che trasformò due templi del Foro romano in una chiesa in onore dei santi Cosma e Damiano e si adoperò molto per la retta fede. »
 

Papa San Felice IV (Benevento, ... – 22 settembre 530) è stato il 54° Vescovo di Roma e Papa italiano a partire dal 12 luglio 526 fino alla morte[1]. La Chiesa, che lo venera come santo il 30 gennaio.

Indice

Biografia

Influenza gotica

Il 18 maggio 526 Papa Giovanni I morì in prigione a Ravenna, vittima dei rabbiosi sospetti di Teodorico il Grande, il re ariano dei Goti. Quando, per l'influenza di questo potente monarca, il cardinale presbitero Felice del Sannio, figlio di un certo Castorio, fu presentato a Roma come successore di Giovanni, il clero ed il laicato si inchinarono al desiderio del re gotico e lo scelsero come papa. Fu consacrato vescovo di Roma il 12 luglio 526, quasi due mesi dopo la morte del suo predecessore. Approfittò del favore goduto presso la corte di Teodorico per favorire gli interessi della chiesa di Roma, tralasciando le funzioni del suo ufficio in modo indegno. Il 30 agosto 526, Teodorico morì e, essendo suo nipote Atalarico un minore, la reggenza fu assunta da Amalasunta, figlia di Teodorico e ben disposta verso i cristiani. Al nuovo regnante, il clero romano rivolse una lamentela per l'usurpazione dei suoi privilegi da parte del potere civile.

Politica interna

Un editto reale, elaborato da Cassiodoro in ossequio al massimo rispetto dell'autorità papale, confermò l'antico uso che ogni capo d'accusa civile o criminale di un laico contro un membro del clero avrebbe dovuto essere sottoposto al papa, o ad una corte ecclesiastica nominata da lui. Fu istituita un'ammenda di dieci libbre d'oro per chiunque violasse questo ordine. I proventi di questa multa avrebbero dovuto essere distribuiti dal papa ai poveri (Cassiodoro, Variae, VIII, n. 24, ed. Theodor Mommsen, Mon. Germ. Hist.: Auctores antiquiss., XII, 255). Il papa ricevette in regalo da Amalasunta due antichi edifici situati nel Foro Romano, il Tempio del divo Romolo, figlio dell'imperatore Massenzio ed il contiguo Templum sacrae urbis, il vecchio catasto romano. Il papa trasformò le costruzioni nella Basilica dei Santi Cosma e Damiano, tuttora esistente. Nel suo abside si può ancora osservare il magnifico mosaico che lo raffigura.

La questione semipelagiana

Felice prese anche parte al cosiddetto conflitto Semipelagiano in Gallia meridionale sulla natura della Grazia divina. Inviò ai vescovi di quei luoghi una serie di Capitula sulla grazia ed il libero arbitrio, predisposti basandosi sulle Sacre Scritture e sui testi patristici. Questi Capitula furono pubblicati come canoni dal sinodo di Orange (529). Inoltre, Felice diede il beneplacito all'opera di Cesario di Arles contro Fausto di Riez sulla grazia ed il libero arbitrio (De gratia et libero arbitrio).

La successione papale

Preoccupato dai dissensi politici dei romani, molti dei quali propendevano per gli interessi di Bisanzio, mentre altri sostenevano il re goto, Felice IV, quando, nel 530, si ammalò gravemente, desiderava assicurare alla chiesa di Roma un ulteriore periodo di pace designando il suo successore. Ponendo il suo pallio sulle spalle dell'arcidiacono Bonifacio, fece conoscere pubblicamente la sua scelta ed informò il popolo che ne aveva dato notizia anche a Ravenna (Neues Archiv, XI, 1886, 367; Louis Duchesne, Liber Pontificalis, I, 282, nota 4). Se fosse miracolosamente guarito, Bonifacio avrebbe dovuto restituirgli il pallio. Felice IV morì poco dopo, ma, nell'elezione papale che seguì, i suoi desideri furono ignorati. La reazione del Senato fu quella di vietare la discussione sul successore del Papa mentre questi era ancora in vita, o l'accettazione di tale nomina. La maggioranza del clero, invece, reagì al volere di Felice nominando papa Dioscuro. Una minoranza scelse comunque Bonifacio. In realtà questa decisione di Felice, se nel diritto canonico di oggi è incostituzionale se non illegittima, all'epoca era pienamente legittima e corretta: nel sinodo di Roma del 499 Papa Simmaco aveva stabilito che ogni pontefice può scegliere il suo successore e tutta la Chiesa deve seguire la sua indicazione; solo se il Papa muore senza aver indicato nessuno, la Chiesa può procedere a libera elezione. Ciò era nell'intento di evitare scismi e divisioni come quelli occorsi all'elezione di Simmaco e come successe dopo la morte di Felice. Proprio per lo stesso motivo di Simmaco, Felice stabilì il suo successore (fu il primo e l'unico ad avvalersi di questo controverso diritto stabilito trent'anni prima), ma lo scisma avvenne lo stesso, perché mai senato e popolo avevano accettato questa privazione della loro prerogativa.

Successione degli incarichi

Predecessore: Papa Successore: [[Immagine:|30px]]
papa Giovanni I
Emblem of the Papacy SE.svg
papa Bonifacio II I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
papa Giovanni I {{{data}}} papa Bonifacio II
Note
  1. Biographisch-Bibliographischen Kirchenlexikon (BBKL)
Bibliografia
Collegamenti esterni

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