Patrono

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Il santo patrono è un santo alla quale la Chiesa affida la protezione e l'accompagnamento di una certa categoria di fedeli: coloro che vivono in una determinata città o area geografica, coloro che esercitano un certo mestiere, svolgono una certa attività o hanno altre caratteristiche in comune.

Tradizionalmente i fedeli appartenenti ad una determinata categoria si rivolgono al proprio santo patrono tramite preghiere od offerte votive al fine di ottenere l'intercessione del santo in proprio o altrui favore.

Famose sono le suppliche dei cattolici napoletani al loro patrono san Gennaro per l'ottenimento di guarigioni[1] o quelle che fino al secolo scorso venivano fatte ai santi ausiliatori per ottenere la guarigione da determinate malattie.

Dall'antichità alla normativa canonica

Urbano VIII

Nella Roma antica il patrono (in latino patronus="protettore", da pater="padre") era un cittadino di una certa autorevolezza, in genere patrizio, chiamato così per via del legame, detto di patrocinio, ossia di protezione, che aveva con schiavi affrancati o plebei indigenti.

Fino al Decretum super electione sanctorum in patronos di papa Urbano VIII (23 marzo 1630) la scelta dei santi patroni dei luoghi era operata indistintamente dalla Chiesa e dalle istituzioni civili, talvolta eleggendosi al patronato persino santi non canonizzati. Col decreto in questione il pontefice pose fine agli arbitri fino ad allora perpetrati ed impose regole severe per l'elezione dei santi tutori, rendendo obbligatoria l'approvazione pontificia e imponendo un iter che prevedeva il voto ufficiale dell'ordinario diocesano, del clero secolare, di quello regolare e della popolazione del luogo interessato dal patrocinio, per poi trasmettersi l'incartamento alla Congregazione dei Riti per una meticolosa analisi dello stesso.

Dalla promulgazione del decreto in poi, la Chiesa non riconobbe i patroni istituiti senza il rispetto della procedura, mentre i patronati preesistenti, eccetto quelli relativi a santi non ufficialmente riconosciuti dalla Chiesa, furono generalmente conservati e considerati ab immemorabili. Si introdusse anche la distinzione, in funzione dei calendari liturgici locali, tra patroni principali (patronus principalis o praecipuus) - da celebrarsi con rito doppio di prima classe, ottava e precetto - e patroni secondari (patronus minus principalis o secundarius) - da celebrarsi con rito di seconda classe -, invitando a istituire, dove possibile, solo un patrono principale per luogo, al fine di non complicare il calendario diocesana con troppe celebrazioni solenni. Laddove comunque risultarono istituiti più patroni precipui, essi furono indicati come aeque principales (ugualmente principali) o, più raramente, compatroni principales (patroni principali insieme con altri).

Paolo VI

Il decreto del 1630 è restato in vigore fino alla comparsa delle Normae de patronis constituendis promulgate il 19 marzo 1973 da papa Paolo VI, che hanno semplificato la procedura di elezione conservando, tuttavia, lo spirito del documento secentesco. Ribadendo quanto espresso dalle istruzioni De calendariis particularibus del 1961[2] e Calendaria particularia del 1970,[3] le nuove norme, infatti, stabiliscono sì una riduzione del numero dei santi patroni per snellire i calendari liturgici delle Chiese particolari[4], ma soprattutto confermano che la scelta del patrono spetta a coloro che godono della sua protezione, e quindi non solo al vescovo e al clero ma anche e soprattutto al popolo che è esplicitamente chiamato a esprimersi mediante pubbliche consultazioni.

Quanto alla terminologia, per la Chiesa patrono e protettore (nonché difensore e il più raro tutore) sono perfetti sinonimi, benché il primo sostantivo sia quello usato istituzionalmente e più diffuso. La dittologia patrono e protettore, assai comune in funzione devozionale più che cultuale (accanto a quella, meno impiegata, protettore e difensore e simili), è quindi sinonimica. Diverso è il caso, peraltro non riconosciuto ufficialmente dall'autorità ecclesiastica e legato invece alla sfera civile dei patronati, di quei santi patroni dichiarati difensori della patria (defensor patriae), titolo solitamente attribuito "a furor di popolo" ai protettori di un luogo (città o paese) in conseguenza di un intervento miracoloso in difesa dello stesso.

Fuori dal Cattolicesimo

La Chiesa Ortodossa ammette il culto dei santi, ma generalmente non associa i santi ad occupazioni o attività.

La maggioranza delle Chiese protestanti non ammette il culto dei santi in quanto, secondo la loro dottrina, tale pratica andrebbe interpretata come una forma di politeismo.

Altre religioni hanno delle divinità tutelari che svolgono una funzione in qualche modo simile a quella dei santi patroni.

Liste di santi patroni cattolici

Lista ordinata per nome del patrono:

Liste ordinate per patronato:

Note
  1. C'è anche chi chiede ai santi i numeri vincenti al gioco del lotto.
  2. http://www.introibo.fr/Instruction-De-calendariis
  3. http://www.introibo.fr/Calendaria-Particularia-1970
  4. Laddove possibile "ci sia un solo patrono". "I patroni, sia principali sia secondari, costituiti in passato per particolari circostanze storiche, come pure i patroni scelti per situazioni straordinarie, per esempio la peste, la guerra o altra calamità, oppure a motivo di un culto speciale attualmente in disuso, d'ora in poi non devono più essere onorati come patroni.
Voci correlate
Collegamenti esterni

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