Presentazione di Gesù al Tempio (Beato Angelico)

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Firenze MuS.Marco BeatoAngelico PresentazioneGesùTempio 1438-40ca.jpg
Beato Angelico, Presentazione di Gesù al Tempio (1438 - 1440 ca.), affresco
Presentazione di Gesù al Tempio
Opera d'arte
Stato

bandiera Italia

Regione Stemma Toscana
Regione ecclesiastica Toscana
Provincia Firenze
Comune

Stemma Firenze

Località
Diocesi Firenze
Parrocchia o Ente ecclesiastico
Ubicazione specifica Museo Nazionale di San Marco, primo piano, dormitorio, cella 10
Uso liturgico nessuno
Comune di provenienza Firenze
Luogo di provenienza ubicazione originaria
Oggetto dipinto murale
Soggetto Presentazione di Gesù al Tempio, San Pietro martire e la profetessa Anna
Datazione 1438 - 1440 ca.
Datazione
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Ambito culturale ambito fiorentino
Autore

Beato Angelico (Guido di Pietro)

Altre attribuzioni
Materia e tecnica affresco
Misure h. 151 cm; l. 131 cm
Iscrizioni
Stemmi, Punzoni, Marchi
Note
Collegamenti esterni
Virgolette aperte.png

21Quando furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima di essere concepito nel grembo della madre. 22Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il Bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, 23come è scritto nella Legge del Signore: "Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore"; 24e per offrire in sacrificio "una coppia di tortore o di giovani colombi", come prescrive la Legge del Signore. 25Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d'Israele;...
26lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. 27Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, 28lo prese tra le braccia e benedisse Dio: 29«Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; 30perché i miei occhi han visto la tua salvezza, 31preparata da te davanti a tutti i popoli, 32luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele». 33Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. 34Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione, 35perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima».
Virgolette chiuse.png


La Presentazione di Gesù al Tempio è un dipinto murale, eseguito tra il 1438 ed il 1440 circa, ad affresco, da Guido di Pietro, detto Beato Angelico, ubicato nella cella 10 del dormitorio, al primo piano, nel Convento di San Marco, oggi sede del Museo Nazionale di San Marco di Firenze.

Descrizione

Soggetto

La scena del dipinto si svolge davanti ad un altare, su quale arde una fiamma, dove compaiono:

  • Maria Vergine ha già porto Gesù Bambino, in fasce, all'anziano Simeone.
  • Simeone il giusto accoglie con grande tenerezza tra le sue braccia, il Bambino. L'atteggiamento e i paramenti dell'anziano sacerdote, in abiti pontificali, confermano la solennità dell'evento. Egli fissa il Bambino negli occhi: questo atteggiamento allude all'incrollabile fede e alla speranza perseverante del popolo che attendeva il Messia.
  • San Giuseppe, accanto a Maria, guarda con amore il neonato, porta al Tempio l'offerta rituale di due colombe, poste in piccolo cestino di vimini.

Inoltre, sono presenti altre due interessanti figure:

Note stilistiche, iconografiche ed iconologiche

  • La sobrietà e semplicità dell'opera è sicuramente influenzata dalla destinazione particolare dell'ambiente nel quale è ubicato, dove i frati vivevano una vita fatta di contemplazione, preghiera e meditazione. Ciò porta ad una lettura dell'episodio evangelico più essenziale e quindi più efficace, scevra da distrazioni decorative superflue e adeguata più che mai all'immediatezza narrativa.
  • I corpi dei personaggi sono scolpiti dalla luce cristallina, che dà una forte sensazione, tramite il chiaroscuro, di rilievo plastico. Le fisionomie sono dolci, ma incisive, il panneggio realistico, la collocazione spaziale è solida e ben calibrata.

Notizie storico-critiche

Il Convento di San Marco, appartenuto ai monaci silvestrini, fu affidato nel 1436 ai domenicani di Fiesole dal papa Eugenio IV. L'edificio, che era gravemente degradato, fu radicalmente ristrutturato e trasformato dall'architetto fiorentino Bartolomeo Michelozzi (13961472) dal 1437 su incarico di Cosimo de' Medici (13891464). I lavori si prolungarono fino al 1452, iniziando dalle celle e proseguendo con la sistemazione del chiostro, della sala capitolare e della biblioteca (1444); veniva intanto ultimata la chiesa, consacrata nel 1443.

La decorazione pittorica fu affidata a Beato Angelico, che ne curò l'esecuzione fra il 1438 e il 1446, parallelamente al progredire dei lavori architettonici di Michelozzo, sino alla partenza per Roma, avvenuta nel 1446 - 1447. Secondo lo storico dell'arte John Pope-Hennessy, il pittore ritornò a dedicarsi alla decorazione del convento anche dopo il ritorno dal soggiorno romano. Si può, quindi, complessivamente stabilire un periodo di attività nell'edificio dal 1438 al 1446-1450.

L'opera, in particolare, fa parte del ciclo di dipinti murali, che decorano le 44 celle del dormitorio al primo piano, affrescate dall'Angelico e dai suoi aiuti, primo fra tutti Benozzo Gozzoli (1420-1497), fra il 1438 ed 1450, e costituiscono uno degli insiemi più celebri e stilisticamente maturi di tutta l’arte del Quattrocento. L’esecuzione dei singoli dipinti (uno per cella) è semplice ed essenziale, poiché questi sono dedicati ai frati secondo quanto si conviene a degli uomini di fede. I soggetti, tratti in gran parte dal Nuovo Testamento, con particolare insistenza sul tema della Passione di Gesù Cristo, costituiscono una sorta di spunto per la preghiera e la meditazione quotidiana.

Galleria fotografica

Bibliografia
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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