Primo Mazzolari

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Servo di Dio Primo Mazzolari
Presbitero
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Età alla morte 69 anni
Nascita Cremona
13 gennaio 1890
Morte Bozzolo
12 aprile 1959
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Ordinazione presbiterale 24 agosto 1912
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Collegamenti esterni
Scheda su santiebeati.it
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Lui aveva il passo troppo lungo e noi si stentava a tenergli dietro. Così ha sofferto lui e abbiamo sofferto anche noi. Questo è il destino dei profeti
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Servo di Dio Primo Mazzolari (Cremona, 13 gennaio 1890; † Bozzolo, 12 aprile 1959) è stato un presbitero e scrittore italiano.

Biografia

Conosciuto come il parroco di Bozzolo, fu sacerdote carismatico e profetico. Le sue idee, esposte in numerose opere, anticipano, a volte di decenni, alcune delle grandi svolte dottrinarie e pastorali del Concilio Vaticano II, in particolare relativamente alla "Chiesa dei poveri", alla libertà religiosa, al pluralismo, al dialogo coi lontani, alla distinzione tra errore ed erranti[1].

Per i suoi numerosi scritti provocatori gli venne temporaneamente proibito di predicare fuori dalla sua diocesi, guadagnandosi così la fama di prete scomodo e di frontiera. Sul piano politico, infine, i suoi atteggiamenti e la sua predicazione espressero una decisa opposizione al fascismo e ad ogni forma di ingiustizia e di violenza; tra l'altro nascose e salvò, durante la guerra, numerosi ebrei e antifascisti, come, dopo di essa, anche alcune persone coinvolte nel fascismo e ingiustamente perseguitate.

Il 13 gennaio 1890 nasce a Santa Maria del Boschetto, frazione rurale di Cremona, dove nel 1902 entra in seminario.

Il 24 agosto 1912 è ordinato sacerdote a Verolanuova.

Il 1º settembre 1912 è nominato curato a Spinadesco e il 22 maggio 1913 a Santa Maria del Boschetto.

Il 31 dicembre 1921 è parroco a Cicognara e il 10 luglio 1932 diviene parroco di Bozzolo.

Nel 1925 fu denunciato dai fascisti per essersi rifiutato di cantare il Te Deum dopo il fallito attentato a Mussolini.

La notte del 1º agosto 1931 lo chiamarono alla finestra della canonica e spararono tre colpi di rivoltella che fortunatamente non lo colpirono.

La resistenza

Dopo l'8 settembre 1943, partecipò attivamente alla lotta di liberazione, incoraggiando i giovani a partecipare, fu arrestato e rilasciato. Dovette vivere in clandestinità fino al 25 aprile 1945, per sottrarsi ai fascisti.

Dopo la guerra, l'Anpi di Cremona gli riconobbe la qualifica di partigiano.

La fondazione di Adesso

Nel 1949 fonda il quindicinale Adesso del quale sarà direttore. I suoi scritti attireranno le sanzioni dell'autorità ecclesiastica che porterà a chiudere il giornale nel 1951. A luglio dello stesso anno venne imposto al sacerdote il divieto di predicare fuori diocesi senza autorizzazione e il divieto di pubblicare articoli senza una preventiva revisione dell'autorità ecclesiastica.

Il quindicinale poté riprendere le pubblicazioni a novembre ma don Primo dovette lasciare l'incarico di direttore, continuò tuttavia a scrivere alcuni articoli sotto pseudonimi. Proprio alcuni di questi scritti sul tema della pace attirarono nuove sanzioni; nel 1954 infatti fu imposto a don Primo il divieto assoluto di predicare fuori la propria parrocchia e il divieto di pubblicare articoli riguardanti materie sociali.

Il pensiero

Don Primo Mazzolari

Dagli inizi degli anni Cinquanta don Primo sviluppa un pensiero sociale vicino alle classi deboli (Nessuno è fuori della carità) e alle tematiche pacifiste che attireranno le critiche e le sanzioni delle autorità ecclesiastiche fino a portarlo all'isolamento nella sua parrocchia di Bozzolo.

Se l'istituzione lo reprimeva con durezza, non per questo il messaggio di Mazzolari si spense; ebbe anzi una notevole influenza, anche se per vie più nascoste. Veniva regolarmente invitato da Ernesto Balducci agli incontri annuali dei preti scrittori. Gli echi della riflessione di Mazzolari sull'obiezione di coscienza si ritroveranno così nel mondo fiorentino di Ernesto Balducci, sino ai livelli politici di Giorgio La Pira e di Nicola Pistelli, e fino al punto più noto della "germinazione fiorentina", rappresentato nel 1965 dal don Lorenzo Milani di L'obbedienza non è più una virtù. Anche don Milani aveva collaborato con Mazzolari scrivendo articoli per Adesso.

Con la pubblicazione anonima di Tu non uccidere, nel 1955, Mazzolari attaccava a fondo la dottrina della guerra giusta e l'ideologia della vittoria, il tutto in nome di un'opzione preferenziale per la nonviolenza, da sostenere con un forte «movimento di resistenza cristiana contro la guerra» e per la giustizia, vista come l'altra faccia della pace. Al fondo c'era la nuova consapevolezza del significato dirompente della bomba atomica, che aveva cambiato il campo razionale entro il quale il realismo aveva potuto muoversi per giustificare l'extrema ratio della guerra.

È solo verso la fine degli anni Cinquanta, negli ultimi mesi di vita, che don Primo Mazzolari cominciò a ricevere le prime attestazioni di stima da parte delle alte gerarchie ecclesiastiche. Nel novembre del 1957 l'arcivescovo di Milano Montini, futuro papa Paolo VI, lo chiama a predicare presso la propria diocesi, nel febbraio del 1959 Giovanni XXIII lo riceve in udienza privata e lo saluta pubblicamente:

« Tromba dello Spirito Santo in terra mantovana. »

Culto

Nell'udienza generale del 1 aprile 2009, papa Benedetto XVI ha affermato:

« Il cinquantesimo anniversario della morte di don Mazzolari sia occasione opportuna per riscoprirne l'eredità spirituale e promuovere la riflessione sull'attualità del pensiero di un così significativo protagonista del cattolicesimo italiano del Novecento, [...] che il suo profilo sacerdotale limpido di alta umanità e di filiale fedeltà al messaggio cristiano e alla Chiesa, possa contribuire a una fervorosa celebrazione dell'Anno Sacerdotale»

Il 2 aprile 2015 la Congregazione per le Cause dei Santi ha concesso il nulla osta per avviare la causa di beatificazione.

Opere

Filmografia

Una fiction TV, L'uomo dell'argine ha avuto come oggetto la vita di don Mazzolari.

Opere teatrali ispirate a don Primo Mazzolari

Un testo teatrale di Alberto Preda dal titolo Primo il povero (2004) è stato dedicato alla figura di don Mazzolari.

Note
  1. A questo specifico riguardo suscitò polemiche e scandalo la sua opera intitolata Il compagno Cristo.
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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