Concilio di Costantinopoli I

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.
Decrease text sizeStandard text sizeIncrease text size
Share/Save/Bookmark
(Reindirizzamento da Primo concilio di Costantinopoli)
Primo concilio di Costantinopoli
30-manasses-chronicle.jpg
Rappresentazione del primo concilio di Costantinopoli dalle Cronache di Manasse.
Concili ecumenici della Chiesa cattolica
Data 381
Convocato da Teodosio I
Presieduto da Timoteo di Alessandria,
Melezio di Antiochia,
Gregorio Nazianzo,
Nettario
Partecipanti 150 dalle chiese orientali
Argomenti in discussione Arianesimo, Apollinaresimo, Saberianesimo, Spirito Santo, successore di Melezio
Documenti e pronunciamenti credo niceno, sette canoni, di cui tre disputati
Gruppi scismatici
Concilio precedente concilio di Nicea I
Concilio successivo concilio di Efeso
Storia del Cristianesimo
Disambig-dark.svg
Nota di disambigua - Se stai cercando altri concili svoltisi nella stessa città, vedi Concilio di Costantinopoli (disambigua).

Il primo concilio di Costantinopoli è il secondo dei sette concili ecumenici della Chiesa antica, convocato da Teodosio I, imperatore d’Oriente e tenutosi appunto a Costantinopoli nel 381.

Icona del IX secolo

Storia

I 150 vescovi presenti pronunciarono la condanna di varie eresie (in particolare contro Macedonio di Costantinopoli che negava la divinità dello Spirito Santo), riaffermarono le decisioni del primo concilio ecumenico, quello di Nicea del 325, affermarono che lo Spirito Santo è consustanziale e coeterno con il Padre e il Figlio con cui forma la Trinità e riconobbero al vescovo di Costantinopoli il posto d’onore dopo quello di Roma.

Venne inoltre definito il simbolo niceno-costantinopolitano che oggi viene largamente utilizzato nella liturgia cristiana. In una missiva Gregorio Nazianzeno (che in qualità di vescovo di Costantinopoli presiedette il concilio dopo la morte di Melezio che ne aveva guidato la prima parte) scrivendo a Procopio ebbe a dire al riguardo:

« Temo i concili, non ne ho mai visto alcuno che abbia fatto più bene che male, e che abbia avuto una buona riuscita: lo spirito polemico, la vanità, l’ambizione vi dominano; colui che vuole riformare i maliziosi si espone a essere a sua volta accusato senza averli corretti »

Le discussioni conciliari furono quanto mai accese e lo stesso Gregorio fu accusato di occupare illegittimamente, in quanto vescovo di Sasima, la sede di Costantinopoli, a proposito ebbe a dire:

« Abbiamo diviso Cristo, noi che tanto amavamo Dio e Cristo! Abbiamo mentito gli uni agli altri a motivo della Verità, abbiamo nutrito sentimenti di odio a causa dell'Amore, ci siamo divisi l'uno dall'altro!" »
(Discorsi 6, 3))

infine, confessandosi incapace di mediare tra le opposte fazioni, abbandonò il concilio nel giugno del 381 e al suo posto il concilio proclamò Nettario

« Lasciatemi riposare dalle mie lunghe fatiche, abbiate rispetto dei miei capelli bianchi ... Sono stanco di sentirmi rimproverare la mia condiscendenza, sono stanco di lottare contro i pettegolezzi e contro l'invidia, contro i nemici e contro i nostri. Gli uni mi colpiscono al petto, e fanno un danno minore, perché è facile guardarsi da un nemico che sta di fronte. Gli altri mi spiano alle spalle e arrecano una sofferenza maggiore, perché il colpo inatteso procura una ferita più grave ... Come potrò sopportare questa guerra santa? Bisogna parlare di guerra santa così come si parla di guerra barbara. Come potrei riunire e conciliare questa gente? Levano gli uni contro gli altri le loro sedi e la loro autorità pastorale e il popolo è diviso in due partiti opposti ... Ma non è tutto: anche i continenti li hanno raggiunti nel loro dissenso, e così Oriente e Occidente si sono separati in campi avversi" »
(Discorsi 42, 20-21))
Fonti
Collegamenti esterni

Suggerimenti



Poni il mouse qui sopra per vedere i contributori di questa voce.