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Reincarnazione

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La Reincarnazione è una teoria secondo cui un'anima, dopo il distacco dal corpo (morte) torna a incarnarsi in un altro corpo umano o di animale.

Il concetto della reincarnazione si trova già nel pensiero di Platone e degli stoici.

Indice

La dottrina oggi

Oggi la reincarnazione è una dottrina tipica dell'induismo e del buddismo. Per entrambi l'elemento centrale è la ricerca della liberazione dalla presente situazione di dolore e di illusione in cui l'uomo si trova a vivere.

Per queste religioni una sola vita non basta assolutamente a realizzare questa liberazione, e pertanto è necessario un lungo cammino di trasmigrazioni e di reincarnazioni. Questo susseguirsi di esistenze umane è preceduto (o inframmezzato, per coloro che hanno vissuto male) da innumerevoli esistenze subumane. Si parla non di qualche decina di reincarnazioni, ma di centinaia per i migliori (i bramini e i bonzi) e di migliaia per gli altri.

Cosa ne dice il buon senso

Nonostante le buone intenzioni che stanno alla sua base, la teoria della reincarnazione non è confermata da nessuna esperienza: nessuno è cosciente di essere vissuto in altri corpi.

È poi ingiusto che si addossi il carico delle buone e delle cattive azioni a uno che è vissuto in un passato immemorabile e in condizioni molto diverse da quelle attuali.

La reincarnazione è soprattutto contraria a qualunque concezione della libertà: ognuno è l'artefice principale del proprio destino. È contraria anche al concetto di responsabilità e all'evidenza dell'impegno personale, perché secondo la dottrina della reincarnazione vi sarebbe sempre un’altra vita nella quale si potrebbe rimediare.

Se questa teoria fosse portata alle sue estreme conseguenze, bisognerebbe dire che un bambino che soffre, soffre perché nella vita precedente ha commesso qualcosa che deve essere purificato!

Né sarebbe urgente che la scienza medica progredisca, perché tutto servirebbe per la purificazione.

Visione cristiana

La Bibbia afferma poi in maniera perentorio che si muore una volta sola:

«(..) è stabilito per gli uomini che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio (..)»   (Eb 9,27)

L'eliminazione dell'inferno, e cioè della pena eterna, non fa più sentire l'obbligo della salvezza. Non è più urgente fare il bene ed evitare il male, perché ci sarebbe sempre un esame di riparazione (la reincarnazione). La morte improvvisa e impreparata (senza la grazia di Dio) non sarebbe un gran male.

È inammissibile infine che ci si possa reincarnare in esseri inferiori all'uomo, perché l'anima umana ha bisogno di un corpo dotato di una struttura organica del tutto speciale per poter vivere e per poter funzionare da anima umana. E poi anche perché un essere privo di coscienza e di libertà non può realizzare nessuna espiazione di colpe e nessuna purificazione del proprio essere.

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