Responsorio

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Un esempio di salmodia responsoriale gregoriana: il graduale Oculi dal Graduale triplex.

Canto liturgico in cui, ai versetti intonati dal celebrante, risponde un ritornello cantato dal coro o dai fedeli (sec. XVI) Il responsorio è il canto che segue la lettura nella liturgia delle ore. Il nome di responsorio dato tradizionalmente a questo pezzo, testimonia la sua forma originale della salmodia responsoriale dove la schola cantava un salmo o un cantico e l'assemblea rispondeva cantando un'antifona dopo ogni versetto. La sua forma evoluta, in uso anche oggi, non rispecchia pienamente la sua autenticità dei ruoli tra il solista ed il popolo, il numero dei versetti è stato notevolmente ridimensionato e si è aggiunta una dossologia finale (Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto).

Esistono due tipi di responsorio:

  • il responsorium breve, molto corto nella sua forma attuale e dal carattere estremamente più semplice ed adatto all'ufficio quotidiano.
  • responsorium prolixum, utilizzato nell'ufficio della notte tra le letture. Si distingue dal responsorio breve per la sua prolissità, sia del testo che della melodia. Nel repertorio del canto gregoriano, si conoscono nove responsori prolissi dell'ufficio romano e dodici dell'ufficio monastico.

Nella Messa alcuni canti del proprio (il graduale, l'alleluja e l'offertorio) risentono di questa influenza musicale e sono composti in stile salmodico responsoriale.

I responsori sono trattati polifonicamente nel Rinascimento.

Fra gli autori di responsori, ricordiamo M.A. Ingegneri, Alessandro Scarlatti e Pierluigi da Palestrina (suo è il famoso Responsorio del Mattino).

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