San Gabriele arcangelo

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San Gabriele Arcangelo
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Cardinali creazioni
Proclamazioni
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Eventi
da Chiesa cattolica, Chiesa ortodossa, Islam
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Ricorrenza 29 settembre
Altre ricorrenze
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Attributi Giglio, diadema, ramo d'ulivo, lanterna, fiaccola, candela, cartiglio con l'iscrizione Spiritus Sanctus supervaniat in te
Devozioni particolari
di Postini, operatori radio, ambasciatori, giornalai, corrieri, filatelici, radiotelevisione, telecomunicazioni, internet
Collegamenti esterni
Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano, 29 settembre, n. 1:
« Festa dei santi Michele, Gabriele e Raffaele, arcangeli. Nel giorno della dedicazione della basilica intitolata a San Michele anticamente edificata a Roma al sesto miglio della via Salaria, si celebrano insieme i tre arcangeli, di cui la Sacra Scrittura rivela le particolari missioni: giorno e notte essi servono Dio e, contemplando il suo volto, lo glorificano incessantemente. »
San Gabriele Arcangelo è uno dei tre arcangeli menzionati nella Bibbia. Nelle religioni abramiche, Gabriele (in ebraico גַּבְרִיאֵל, Gavriʼel, in latino Gabriel, in greco Γαβριήλ, Gabriél, in ebraico tiberiano Gaḇrîʼēl, in arabo جبريل Jibrīl o Jibrail), significa forza di Dio.

L'arcangelo Gabriele è ricordato per aver annunciato a Maria il concepimento di Gesù.

Nel calendario liturgico cattolico si festeggia come San Gabriele Arcangelo il 29 settembre, con San Michele Arcangelo e San Raffaele Arcangelo

Nome ed Angelologia

Carlo Braccesco, Trittico dell'Annunciazione (part. San Gabriele arcangelo annunciante), 1490 - 1500, tempera su tavola

Il nome deriva dall'ebraico e significa: La forza di Dio, Dio è forte, o anche l'eroe di Dio; era anche rappresentato come la mano sinistra di Dio. È il primo ad apparire nel Libro di Daniele della Bibbia.

Secondo alcune ipotesi, nel nome Gabriele, Kha-Vir-El secondo l'antica pronuncia egiziana, la radice Ga (o Ka) indica desiderio, sentimento ed amore espresso, mentre Bir (o Vir) indica l'elemento acqua. Gabriele, infatti, governa l'acqua e i liquidi, che costituiscono i tre quarti del pianeta. Gabriele è il sovrintendente della totalità del regno fisico.

Tradizione biblica

Nella tradizione biblica è a volte rappresentato come l'angelo della morte, uno dei Messaggeri di Dio, o anche come angelo del fuoco. Il Talmud lo descrive come l'unico angelo che può parlare siriaco e caldeo.

Tradizione cristiana

Nella tradizione cristiana è conosciuto come uno degli arcangeli. Nell'Antico Testamento Gabriele interpreta la visione profetica del capro e del montone (Dn 8,15-26) e spiega la predizione delle settanta settimane di anni (490 anni) dell'esilio da Gerusalemme (Dn 9,21-27); nel Nuovo Testamento annuncia a Zaccaria la nascita del figlio Giovanni Battista e a Maria di Nazaret la nascita di Gesù Cristo (Lc 1,11-20).

Tradizione islamica

Nell'Islam, Gabriele è uno dei capi Messaggeri di Dio e per i musulmani è stato il tramite attraverso cui Dio rivelò il Corano a Maometto.

Riferimenti biblici

Antico Testamento

L'arcangelo Gabriele è uno dei personaggi del Libro di Daniele.

Nel contesto storico della distruzione del Tempio di Salomone, e nella cattività babilonese del Regno di Giuda che seguì, il profeta Daniele pensa quale sia il significato delle diverse visioni che ha vissuto in esilio, quando Gabriele gli appare (Dn 8,16-25).

Gabriele è menzionato due volte per nome:

« ... e egli arrivò per passare, quando io, io Daniele, ebbi la visione, che cercavo per capire; e, vedo, lì davanti a me l'apparire come di un uomo. E io sentii la voce di un uomo tra le rive dell'Ulai, che chiamava, e disse: 'Gabriele, fa che quest'uomo possa capire la visione'. Così egli venne vicino dove io ero: e quando arrivò, io ero terrificato, e caddi; ma egli mi disse: 'Capisci, figlio dell'uomo; per la visione che appartiene al tempo della fine... »

Verso la fine del potere di Babilonia, ancora Gabriele viene inviato a elaborare e spiegare i problemi relativi alla Fine dei Giorni, come quando il regno di Persia, Grecia e Roma stavano perdendo il dominio del mondo:

« E dopo che io ebbi parlato, e pregato, e confessato i miei peccati ed i peccati del mio popolo di Israele, e presentato le miei suppliche davanti al Signore mio Dio per la sacra montagna del mio Dio; e mentre stavo parlando e pregando, l'uomo Gabriele, che avevo visto nella visione all'inizio, stava volando veloce, recandosi vicino a me verso l'ora dell'offerta serale. E lui mi fece capire, e mi parlò, e disse: 'Daniele, sono ora giunto per renderti capace di capire...Settanta settimane sono dichiarate per la tua gente e per la tua santa città, per porre fine alle trasgressioni, e per porre fine ai peccati, e per perdonare l'iniquità, e per prendere l'eterna virtuosità, e per sigillare la visione ed il profeta, e per raggiungere il più sacro dei luoghi »

È qui che l'arcangelo racconta a Daniele riguardo alle misteriose Settanta settimane (shavu-im shivim) che sembrano indicare la fine della cattività Babilonese, la quale durò effettivamente settant'anni quando Ciro il Grande permise il ritorno a Sion e la ricostruzione del Tempio dei Giudei nel suo impero.

Il nome di Gabriele ricorre anche nell'apocrifo Libro di Enoch.

Nuovo Testamento

Piombino, Duomo, facciata, San Gabriele arcangelo , mosaico

Nel Nuovo Testamento, Gabriele è l'angelo che rivela a Zaccaria che Giovanni Battista nascerà da Elisabetta, e che visita Maria rivelandole che sarà lei la madre di Gesù. La visita di Gabriele a Maria nel Vangelo di Luca è detta Annunciazione (Lc 1,26-38), un evento celebrato il 25 marzo dalla Chiesa cattolica romana. È anche commemorato come il Primo Mistero di Gioia ogni volta che si prega il Rosario.

Gabriele può anche essere l'angelo che visita Giuseppe. Dopo aver appreso della gravidanza di Maria, Giuseppe considera l'ipotesi di non sposarla più, ma un angelo del Signore appare a Giuseppe in sogno e gli dice che il concepimento è avvenuto mediante lo Spirito Santo. (Mt 1,18-25).

Secondo la tarda leggenda, è anche l'angelo non identificato del Libro della Rivelazione (Apocalisse di Giovanni) che soffia il corno annunciando il Giorno del Giudizio. Sia per i cattolici sia per gli ortodossi, è San Gabriele l'Arcangelo, conosciuto come il santo patrono dei lavoratori e delle comunicazioni. Come tale è ricordato il 29 settembre.

Gabriele compare anche in vari scritti apocrifi dell'Antico e del Nuovo Testamento.[1]; da qui deriva un'iconografia diffusissima presso i cristiani ortodossi, che confondono però spesso Gabriele con Michele. Gli ortodossi infatti rappresentano un arcangelo mentre trafigge il demonio con una lancia. In realtà si tratta di Michele.

Tradizione ebraica

Talmud

Nel Talmud Gabriele appare nel Sanhedrin 95b come il distruttore degli ospiti di Sennacherib, armato di affilata falce che era pronta già dalla Creazione. Si attribuisce all'arcangelo anche la figura di colui che mostra a Joseph la via, colui che evita alla Regina Vashti di apparire nuda davanti al Re Ahasverus ed i suoi ospiti, e dell'angelo che seppellisce Mosè.

Nel Talmud Yoma 79a, comunque sia, è detto che Gabriele cadde una volta in disgrazia: per non aver obbedito agli esatti comandi dati, io rimasi per un po' fuori dal Velo celeste. Durante questo periodo di ventuno giorni, l'angelo guardiano della Persia, Dobiel, fece le veci di Gabriele.

Gabriele è anche, secondo il Giudaismo, la voce che disse a Noè di prendere gli animali prima del grande diluvio; l'invisibile forza che evitò ad Abramo di uccidere Isacco; l'invisibile forza che lottò con Giacobbe; e la voce del cespuglio infiammato.

Nell'Islam

Il nome arabo di Gabriele è Jibrīl o Jabrāʾīl arabo: جبرائيل , جبريل , IPA: [dʒibriːl], [dʒiabræːʔiːl] [dʒibræːʔiːl] o [dʒibrɛ̈ʔiːl]. I musulmani credono che Gabriele sia stato l'angelo che rivelò il Corano a Maometto.

Nell'Islam, è anche chiamato capo dei quattro angeli favoriti e spirito di verità, esplicando sotto altri punti di vista una funzione analoga a quella dello Spirito Santo. Gabriele è menzionato anche nelle scritture della fede dei Bahá'í, e appare nelle opere di Bahá'u'lláh, Le Sette Valli, e Le Quattro Valli.

L'aspetto fisico di Gabriele è descritto nel ḥadīth di Bukhārī (Ṣaḥīḥ, 4:54:455): «Mi ha narrato ( ḥaddathanī ) Abū Isḥāq al-Shaybānī: chiesi a Zir ibn Ḥubaysh riguardo le dichiarazioni di Dio: S'avvicinò a due archi e meno ancora / e rivelò al servo Suo [Gabriele] quel che rivelò[2].). Su ciò, Zir disse, Ibn Masʿūd ci disse che il Profeta aveva visto che Gabriele aveva seicento ali».

Gabriele è considerato con lo stesso aspetto dai musulmani e nel pronunciare il suo nome o nel riferirsi a lui i musulmani ripetono l'eulogia : su di lui la salvezza [di Dio] ( ʿalayhi l-salām ). Il primo compito di Gabriele è di portare messaggi da Dio ai Suoi messaggeri. Come nel Cristianesimo, Gabriele è detto essere l'angelo che informò Maria arabo: ﻣﺮﻳﻢ, Maryam della sua concezione virginale di Gesù arabo: عيسى, ʿĪsā : «E nel Libro ricorda Maria, quando s'appartò dalla sua gente lungi in un luogo d'oriente / ed ella rese, a proteggersi da loro, un velo. E Noi le inviammo il Nostro Spirito (Rūḥ) che apparve a lei sotto forma di un uomo perfetto. / Ella gli disse: Io mi rifugio nel Misericordioso, avanti a te, se tu sei timorato di Dio! / Le disse: Io sono il Messaggero del tuo Signore, per donarti un fanciullo purissimo. / Come potrò avere un figlio, rispose Maria, se nessun uomo mi ha toccata mai, e non sono una donna cattiva? / Disse: Così sarà. Perché il tuo Signore ha detto: 'Cosa facile è questa per me, e Noi, per certo, faremo di Lui un Segno per gli uomini, un atto di clemenza Nostra: questa è cosa decretata.» (Cor., 19:16-21, Sura di Maria)[3].

I musulmani credono che Gabriele abbia accompagnato Maometto nell'ascesa al Paradiso, dove Muḥammad si dice abbia incontrato i precedenti profeti di Dio, essendo informato riguardo le modalità della preghiera islamica (Bukhārī 1:8:345). I musulmani credono anche che Gabriele discenda sulla Terra nella notte detta del Destino (Laylat al-Qadr), una imprecisata notte cioè degli ultimi dieci giorni del mese sacro di ramaḍān.

Altre denominazioni

Simone Martini, Scomparto di polittico con San Gabriele arcangelo annunciante (1333 - 1337), tempera su tavola; Anversa, Koninklijk Museum voor Schone Kunsten

Secondo alcune speculazioni teologiche eterodosse, Gabriele vivrebbe la sua vita mortale come il patriarca Noè. Gabriele e Noè sono da considerare come lo stesso individuo e Noè sarebbe il nome da mortale, mentre Gabriele sarebbe il nome di essere immortale.

Angelologia profana

Gabriele è a volte associato al colore rosso, la direzione dell'Sud, o l'elemento del Fuoco; il suo cavallo si chiama Haizum. Gabriele è anche variamente identificato come l'angelo dell'annunciazione, resurrezione, pietà, vendetta, morte, e rivelazione. Inoltre, l'arcangelo è anche stato identificato in varie fonti come il Settimo Angelo che presiede alla presenza di Dio; è anche dichiarato in varie fonti tafsarim (capo angelico principe) dei Cherubini, grazie, potere, arcangeli e degli angeli degli ordini celestiali. Il governatore della Luna e del Lunedì è anche descritto come Gabriele; in finale, l'arcangelo è anche il dominatore dello Shamayim, il Primo Paradiso.

Il Libro di Enoch pone l'arcangelo Gabriele come la Mano Sinistra di Dio, o seduto al lato sinistro del trono di Dio accanto a Metatron. Gabriele nel Libro di Enoch è anche il dominatore dei Cherubini che attorniano il Trono dell'Onnipotente cantandone le lodi; è anche uno dei quattro angeli incaricati da Dio di proteggere le quattro parti del mondo.

Protezione

Angelo protettore delle comunicazioni (radio, cinema, televisione), dei postini, degli ambasciatori, dei giornalai e dei corrieri.

Alcuni cristiani del Sud America lo considerano anche il patrono degli scrittori.

Il mese di settembre è sotto la protezione dell'Arcangelo Gabriele ( specialmente il giorno 29) e si narra in alcuni vangeli apocrifi che chiunque sia nato in questo mese abbia la protezione dell'arcangelo da:

  • Morte violenta, vendicando il suo protetto uccidendo l'assassino
  • Apocalisse o Armageddon, lui e i suoi angeli proteggeranno i settembrini dalla furia di Dio.

Iconografia

Il suo aspetto rispetta quello dell'angelo: giovane figura androgina alata che talvolta porta il diadema. Spesso raffigurato con il giglio, portato alla Vergine nell'Annunciazione.

L'angelo Gabriele viene promosso ad arcangelo dai testi dei Vangeli apocrifi, senza che da questo derivi una particolare distinzione iconografica, dipendente piuttosto dall'episodio rappresentato che dagli attributi specifici.

Per questa ragione non è imprescindibile per Gabriele l'immagine dell'arcangelo in abiti di corte, con una tunica dalmatica bianca coperta dalla clamide. Degli angeli e degli arcangeli Gabriele conserva l'attributo della lunga bacchetta degli ostiari che può essere sostituita dal giglio simbolo della verginità di Maria.

Letteratura

Dante

Gabriele è ricordato nel XXIII canto del Paradiso dantesco, ghirlanda che scende ad avvolgere la Madonna, cantando una melodia a cui si uniscono tutti i beati.

« Io sono amore angelico, che giro
l'alta letizia che spira dal ventre
che fu albergo del nostro disiro... »
(vv. 103-105)

San Luigi Maria Grignion de Montfort

Nella sua opera L' AMORE DELL'ETERNA SAPIENZA.

« In quattordici anni di vita, la divina Maria ebbe una tale crescita in grazia e sapienza di Dio ed una così perfetta fedeltà all'amore di Lui, da rapire in ammirazione non solo tutti gli angeli, ma pure lo stesso Dio. La sua profonda umiltà spinta fino al nulla, lo incantò; la sua divina purezza, l'attirò; la sua viva fede e le sue frequenti ed amorose preghiere gli fecero dolce violenza. La Sapienza fu amorosamente vinta da così amorose richieste. «Quanto fu l'amore di colei che vinse l'Onnipotente!» esclama sant'Agostino.[4]

Cosa sorprendente! La Sapienza vuole discendere dal seno del Padre fino al seno di una vergine in cui adagiarsi tra i gigli della purezza, e darsi interamente a lei facendosi uomo in lei. Le invia quindi l'Arcangelo Gabriele perché le porga i suoi saluti, e le dica che gli ha conquistato il cuore e che desidera farsi uomo in lei, purché ella ne dia il consenso. L'Arcangelo esegue l'ambasciata. Assicura Maria che rimarrà vergine pur diventando madre, ed ottiene, vincendo la resistenza di una profonda umiltà , l'ineffabile consenso che la santa Trinità , gli angeli e l'universo attendevano da lunghi secoli. Inchinata davanti al Creatore, Maria risponde: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga in me quello che hai detto.»[5] »

Musica

Il sacerdote anglicano Sabine Baring-Gould[6] tradusse in inglese Gabriel's Message, un canto di Natale di tradizione basca, basato probabilmente sul canto latino del XIII-XIV secolo Angelus ad Virginem, che lo stesso Baring-Gould utilizzò nella sua biblica descrizione dell'Annunciazione nel Canto del Nuovo Testamento di Luca.

Nella musica popolare contemporanea la figura di Gabriele ricorre con una certa frequenza:

  • è il soggetto di una canzone di Cole Porter, Blow Gabriel, Blow, e della canzone più famosa della cantante francese Najoua Belyzel, Gabriel, dove lei racconta di essersi innamorata dell'arcangelo;
  • il musicista Sting ha interpretato Gabriel's Message nella compilation (CD) di Natale A Very Special Christmas;
  • nel 2006 il cantante inglese e compositore Foy Vance registrò la canzone Gabriele ed il Vagabondo, ed il single fu utilizzato nell'episodio Superstition della serie televisiva Grey's Anatomy. La canzone narra un racconto in cui l'angelo aiuta un mendicante, che in cambio aiuta gli altri, ispirando un'intera popolazione di una città e inducendo in loro il pentimento;
  • Gabriel è anche il nome di una canzone delle Electrelane, inclusa nel loro primo album, Rock it to the Moon, così come la canzone del gruppo musicale Lamb, che appare nell'album What Sound e utilizzato nell'episodio Death Grip della serie televisiva CSI: Miami;
  • Gabriele viene menzionato nella prima canzone della band Creed, intitolata My own Prison. Il testo dice I cry out to God seeking only his decision, Gabriel stands and confirms I've created my own prison.

Film

Gabriele ha un ruolo principale nel film Gabriel - la furia degli angeli; in esso egli è l'ultimo arcangelo sopravvissuto a satana e tenta di riconquistare il Purgatorio.

Note
  1. Il Dizionario delle Creature spirituali (in I mondi ultraterreni di Giordano Berti, Milano 1998) riporta l'immagine battagliera di quest'angelo descritta nel Libro di Enoc etiope
  2. Cor., 53:9-10. Traduzione di A. Bausani, Il Corano, Firenze, Sansoni, 1961, p. 397.
  3. Traduz. di A. Bausani, op. cit., p. 220.
  4. Citazione da ritenersi probabilmente di San Riccardo da San Vittore (Cf in Cantica Canticorum, 26, PL 196, 483).
  5. Lc 1,38
  6. Sabine Baring-Gould (Exeter, 28 gennaio 1834 – Lewtrenchard, 2 gennaio 1924) fu un sacerdote e scrittore britannico. Personaggio eccentrico, pubblicò oltre 1240 opere, soprattutto novelle e canti popolari. Ebbe quindici figli.
Bibliografia
Collegamenti esterni
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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