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Sant'Ireneo di Lione

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Sant'Ireneo di Lione
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Vescovo
al secolo {{{alsecolo}}}
Santo
Vescovo, martire e Padre della Chiesa
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Titolo
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Ordinazione sacerdotale PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
Ordinazione presbiterale
Ordinazione presbiterale [[]]
Appartenenza
Consacrazione vescovile PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
Consacrazione
Consacrazione 177
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Arcivescovo dal
Patriarca dal
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a Cardinale
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Creazione
a Cardinale
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Creazione
a Cardinale
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Cardinale elettore
Ruoli ricoperti Vescovo di Lione
Emblem of the Papacy SE.svg Informazioni sul papato
° vescovo di Roma
Elezione
al pontificato
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Consacrazione {{{consacrazione}}}
Fine del
pontificato
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Segretario {{{segretario}}}
Predecessore {{{predecessore}}}
Successore {{{successore}}}
Extra Anni di pontificato
Nomine
Cardinali creazioni
Proclamazioni
Antipapi {{{antipapi}}}
Riconoscimenti
Canonizzazione
Venerato da Chiesa cattolica, Chiesa ortodossa
Venerabile il [[]]
Beatificazione [[]]
Canonizzazione [[]]
Ricorrenza 28 giugno
Altre ricorrenze
Santuario principale
Attributi Bastone pastorale, palma
Patrono di
Collegamenti esterni
Scheda su santiebeati.it
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Nel Martirologio Romano, 28 giugno:
«
Memoria di sant’Ireneo, vescovo, che, come attesta san Girolamo, fu, da piccolo, discepolo di san Policarpo di Smirne e custodì fedelmente la memoria dell’età apostolica; fattosi sacerdote del clero di Lione, succedette al vescovo san Potino e si tramanda che come lui sia stato coronato da glorioso martirio. Molto disputò al riguardo della tradizione apostolica e pubblicò una celebre opera contro le eresie a difesa della fede cattolica. »
 

Sant'Ireneo di Lione (greco, Εἰρηναῖος, Eirēnáios, "pacifico"; latino: Irenaeus; Smirne, 130Lione, 202) è stato un vescovo e teologo greco. È uno dei padri della Chiesa.

Indice

Vita

Nato in Turchia, cresciuto in una famiglia cristiana; alla scuola di san Policarpo, vescovo di Smirne, di Papia, di Melitone di Sardi e altri ricevè una buona formazione religiosa, filosofica e teologica.

Dal 177 fu vescovo della città di Lugdunum (l'attuale Lione) in seguito alla morte del primo vescovo della città, san Potino, martirizzato sotto Marco Aurelio. Secondo la tradizione della Chiesa fu martire a sua volta, anche se scarse sono le notizie storiche sulla sua vita e morte. Venne sepolto nella chiesa di San Giovanni Evangelista, che più tardi venne chiamata di Sant'Ireneo. La sua tomba e i suoi resti vennero distrutti nel 1562 dagli Ugonotti durante le guerre di religione.

Uno dei suoi discepoli più noti fu sant'Ippolito di Roma.

Pensiero e opere

Ireneo fu il primo teologo cristiano a tentare di elaborare una sintesi globale del cristianesimo.

Il suo pensiero e le sue opere furono direttamente influenzati da Policarpo, che fu a suo tempo discepolo diretto di San Giovanni Evangelista. Essi sono una testimonianza della tradizione apostolica, a quei tempi impegnata contro il proliferare di varie eresie, in particolare lo gnosticismo, di cui Ireneo fu un forte oppositore.

Delle sue opere ci permangono: Adversus haereses, che tenta di confutare le principali espressioni dello gnosticismo, e Demonstratio apostolicae praedicationis, sintetica e precisa esposizione della dottrina cattolica.

Ireneo visse in un periodo storico marcato da due eventi culturali di grande spessore:

  • l'insorgere dello gnosticismo in ambito cristiano, la prima eresia in possesso di un buon impianto dottrinale che affascinava molti cristiani colti;
  • il diffondersi nel mondo pagano del neoplatonismo, filosofia di vasto respiro, che presentava molte affinità con il cristianesimo.

Ireneo con la sua opera tentò di dare una risposta volta ad evidenziare i presunti errori contenuti nello gnosticismo, mentre nei confronti del neoplatonismo si aprì a un dialogo e fu disposto ad accogliere alcuni principi generali di questa filosofia.

Fu il primo teologo cristiano ad utilizzare il principio della successione apostolica, per confutare i suoi oppositori.

Proprio nell'Adversus Ireneo scrive:

«
La tradizione degli apostoli, manifesta in tutto quanto il mondo, si mostra in ogni Chiesa a tutti coloro che vogliono vedere la verità e noi possiamo enumerare i vescovi stabiliti dagli Apostoli nelle Chiese e i loro successori fino a noi... (Gli Apostoli) vollero infatti che fossero assolutamente perfetti e irreprensibili in tutto coloro che lasciavano come successori, trasmettendo loro la propria missione di insegnamento. Se essi avessero capito correttamente, ne avrebbero ricavato grande profitto; se invece fossero falliti, ne avrebbero ricavato un danno grandissimo. »
 
(Adversus haereses, III, 3,1: PG 7,848)

Ireneo indica pertanto la rete della successione apostolica come garanzia del perseverare nella parola del Signore e si concentra poi su quella Chiesa "somma ed antichissima ed a tutti nota" che è stata "fondata e costituita in Roma dai gloriosissimi Apostoli Pietro e Paolo", dando rilievo alla Tradizione della fede, che in essa giunge fino a noi dagli Apostoli mediante le successioni dei vescovi. In tal modo, per Ireneo e per la Chiesa cattolica, la successione episcopale della Chiesa di Roma diviene il segno, il criterio e la garanzia della trasmissione ininterrotta della fede apostolica:

«
A questa Chiesa, per la sua peculiare principalità (propter potiorem principalitatem), è necessario che convenga ogni Chiesa, cioè i fedeli dovunque sparsi, poiché in essa la tradizione degli Apostoli è stata sempre conservata. »
 
(Adversus haereses, III, 3, 2: PG 7,848)

La successione apostolica - verificata sulla base della comunione con quella della Chiesa di Roma - è dunque il criterio della permanenza delle singole Chiese nella Tradizione della comune fede apostolica, che attraverso questo canale è potuta giungere fino a noi dalle origini:

«
Con questo ordine e con questa successione è giunta fino a noi la tradizione che è nella Chiesa a partire dagli Apostoli e la predicazione della verità. E questa è la prova più completa che una e medesima è la fede vivificante degli Apostoli, che è stata conservata e trasmessa nella verità. »
 
(ib., III, 3, 3: PG 7,851)

Ireneo e i Codici di Nag Hammadi

Ireneo fornisce la prova storica dell'effettiva antichità di alcuni vangeli apocrifi, in particolare del Vangelo di Tommaso. Infatti fino al 1945, anno della scoperta dei codici di Nag Hammadi, l'unico riferimento all'esistenza di questo e di altri testi apocrifi erano le citazioni di Ireneo nelle sue polemiche contro i valentiniani.

Successione degli incarichi

Predecessore: Vescovo di Lione Successore: Bishopcoa.png
san Potino dal 177 Zaccaria I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
san Potino {{{data}}} Zaccaria
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Collegamenti esterni

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