Santa Maria Maddalena

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Santa Maria Maddalena
Personaggio del Nuovo Testamento
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Santa
Discepola di Gesù

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Pietro Perugino, Santa Maria Maddalena (fine XV secolo), olio su tavola; Firenze, Palazzo Pitti, Galleria Palatina
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Titolo
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Elezione
al pontificato
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(per causa incerta o sconosciuta)
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Extra Anni di pontificato
Nomine
Cardinali creazioni
Proclamazioni
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Eventi
Venerata da Chiesa cattolica e da tutte le altre Chiese che ammettono il culto dei santi
Venerabile il [[{{{aV}}}]]
Beatificazione [[{{{aB}}}]]
Canonizzazione [[{{{aS}}}]]
Ricorrenza 22 luglio
Altre ricorrenze
Santuario principale Basilica di Saint-Maximin-la-Sainte-Baume, Francia
Attributi Ampolla d'unguento, teschio, crocifisso, capelli lunghi rossi
Devozioni particolari {{{devozioni}}}
Patrona di Prostitute pentite, penitenti, parrucchieri, giardinieri, profumieri, guantai
Collegamenti esterni
Scheda su santiebeati.it
Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano, 22 luglio, n. 1:
« Memoria di santa Maria Maddalena, che, liberata dal Signore da sette demòni, divenne sua discepola, seguendolo fino al monte Calvario, e la mattina di Pasqua meritò di vedere per prima il Salvatore risorto dai morti e portare agli altri discepoli l'annuncio della Risurrezione. »
Santa Maria Maddalena (Magdala, I secolo; † Efeso ?, I secolo) è un personaggio del Nuovo Testamento, discepola ebrea di Gesù, prima testimone e annunciatrice del Cristo Risorto.

Figura

Le fonti storiche sono estremamente scarne nei suoi confronti: viene descritta fugacemente solo nel Nuovo Testamento e non è citata in altre fonti coeve o immediatamente successive.

Il nome Maddalena deriva dalla cittadina di Magdala (toponimo dall'ebraico migdòl, "torre"), sulla sponda occidentale del Lago di Tiberiade o di Genezaret.

Le narrazioni evangeliche ne delineano la figura attraverso pochi versi, facendoci constatare quanto ella fosse una delle discepole più vicine a Gesù.

Fu tra le poche ad assistere alla crocifissione e divenne la prima testimone oculare della sua resurrezione.

Nei Vangeli

Dettaglio di Maria Maddalena in un dipinto della crocifissione.

Maria Maddalena è menzionata in Lc 8,2-3 come una delle donne che "assistevano Gesù con i loro beni". Luca attesta che esse "erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità; di Maria di Magdala in particolare dice che da lei "erano usciti sette demòni".

È una della tre Marie che accompagnarono Gesù anche nel suo ultimo viaggio a Gerusalemme (Mt 27,55; Mc 15,40-41; Lc 23,55-56), dove furono testimoni della sua crocifissione.

« Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. »

Maria rimase presente anche alla morte e alla deposizione di Gesù nella tomba ad opera di Giuseppe di Arimatea: Maria Maddalena è citata espressamente nel Vangelo in Mc 15,47 e in Mt 27,61[1]

Fu ancora lei, di primo mattino nel primo giorno della settimana, assieme a Salome e a Maria di Cleofa (Mt 28,1; Mc 16,1-2[2]) ad andare al sepolcro, portando unguenti per ungere il corpo di Gesù. Le donne trovarono il sepolcro vuoto ed ebbero una "visione di angeli" che annunciavano la risurrezione di Gesù (Mt 28,5):

« Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. (..) Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: "Ho visto il Signore" e anche ciò che le aveva detto. »

Maria Maddalena, divenuta così la prima testimone della risurrezione, corse a raccontare quanto accaduto a Pietro e agli altri apostoli, (Gv 20,1-2), guadagnandosi l'appellativo di "apostolo agli apostoli".

Ritornata immediatamente al sepolcro, si soffermò piangendo davanti alla porta della tomba. Qui Cristo le apparve, ma in un primo momento non lo riconobbe. Solo quando venne chiamata per nome fu consapevole di trovarsi davanti al Signore, e la sua risposta fu l'esclamazione di gioia e devozione Rabboni, cioè "maestro buono". Avrebbe voluto trattenerlo, ma lui glielo proibì. Gesù le disse:

« Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre mio; ma va dai miei fratelli e dì loro: salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro. »

Identificazioni successive

La figura di Maria di Magdala è stata impropriamente identificata per lungo tempo con altre figure di donna presenti nei vangeli: Maria di Betania, un'anonima peccatrice e l'adultera salvata da Gesù.

Maria di Betania

Filippino Lippi, Santa Maria Maddalena (fine XV secolo), tavola; Firenze, Galleria dell'Accademia

Alcune tradizioni accostano la figura di Maria Maddalena a Maria di Betania, la sorella di Marta e di Lazzaro (Lc 10,38-42; Gv 11,1-45) e alla peccatrice che unge i piedi a Gesù a casa di Simone il Fariseo, probabilmente a Nain:[3]

« E, ecco, una donna in città, che era una peccatrice, quando lei seppe che Gesù sedeva nella casa dei Farisei, portò una scatola di unguento, e si levò in piedi ai suoi piedi dietro lui piangendo, e iniziò a lavare i suoi piedi, e li pulì con i capelli della sua testa, e baciò i suoi piedi, e li unse con l'unguento. »

L'accostamento avviene poiché entrambe le donne lavano i piedi al Cristo, ma nel caso di Maria di Betania, il fatto avviene a casa di Simone il lebbroso, a Betania (Gv 12,1-11; Mt 26,6-13).

L'ipotesi che si tratti di due distinte figure è sostenuta dai seguenti particolari:

  • nel caso di Maria, Gesù è il festeggiato di una cena, nel caso della peccatrice Gesù è invitato dai farisei;
  • l'unzione dei piedi di Maria appare verso la fine della vita pubblica di Gesù, quella della peccatrice all'inizio;
  • da un punto di vista teologico, nell'episodio di Maria, Gesù annuncia la sua morte e la sua regalità, con la peccatrice dichiara il suo amore verso i peccatori e l'amore dei peccatori verso lui.

A sostegno dell'ipotesi che si tratti invece della stessa figura si può invece ricordare che:

  • è molto improbabile che per due volte in due luoghi differenti Gesù sia stato unto con una quantità di olio di nardo avente esattamente lo stesso valore (Mc 14,5 e Gv 12,5) e che per due volte questo abbia dato luogo alle stesse pesanti critiche da parte dei presenti.
  • in altri casi gli evangelisti sono in disaccordo su tempi e luoghi di eventi (es. i due racconti della natività in Matteo e Luca, le differenze nel giorno della crocifissione tra Giovanni e i sinottici e altri ancora).
  • più di una volta il Nuovo Testamento mostra imbarazzo e reticenza nei confronti delle persone che hanno stretti legami con Gesù (es. l'improvvisa menzione della leadership di Giacomo, "il fratello del Signore" (Gal 1,19), negli Atti (At 12,17, At 15,13), non preceduta da alcuna spiegazione o introduzione pur essendo essa ampiamente attestata dai più importanti scrittori cristiani antichi, Origene, Eusebio, San Girolamo, Pseudo-Clemente ed anche da non cristiani come Giuseppe Flavio.
  • il comprensibile imbarazzo degli evangelisti di fronte agli elementi che indichino l'accoglimento da parte di Gesù delle aspettative di regalità terrena su di lui appuntate dalla popolazione ebrea. L'unzione è, in tal senso, il più caratteristico di essi.

L'adultera

Maria viene poi da alcuni identificata per l'adultera salvata da Gesù dalla lapidazione (Gv 8,1-11, pericope dell'adultera). In questo caso non ci viene tramandato nemmeno il nome della donna e l'identificazione probabilmente avviene solo per analogia con il caso precedente. L'accostamento tra Maria Maddalena e la prostituta redenta risale in realtà al 591, quando il papa Gregorio Magno, basandosi su alcune tradizioni della chiesa latina, in un suo sermone avvicinò le due figure.

La chiesa orientale, invece, seguendo Origene, distingue Maria Maddalena da Maria, la sorella di Lazzaro e dalla peccatrice, celebrando tre feste proprie in onore delle tre Marie: il 18 marzo, il 31 marzo ed il 22 luglio.

L'identificazione di Maria Maddalena con Maria di Betania o con la peccatrice è stata infine esplicitamente rigettata dalla Chiesa cattolica nel 1969 durante il concilio Vaticano II. Tuttavia, era comune nell'esegesi medioevale, tanto che la figura della Maddalena peccatrice fu inserita accanto a quella del Buon Ladrone nella sequenza del Dies irae:

« Qui Mariam absolvisti et latronem exaudisti mihi quoque spem dedisti. »

A seguito della revisione il testo della sequenza è stato ritoccato:

« Peccatricem qui solvisti et latronem exaudisti mihi quoque spem dedisti. »

La stessa identificazione è rifiutata anche dai protestanti.

Tuttavia, l'identificazione di Maria Maddalena con la prostituta, rimane ancora viva nella tradizione popolare. In vari film che narrano di Gesù Maria Maddalena viene effettivamente identificata con una prostituta, come in Mel Gibson, La passione di Cristo e nel film ispirato al romanzo di Nikos Kazantzakis L'ultima tentazione di Cristo di Martin Scorsese[4].

Culto

Icona ortodossa di Maria Maddalena

Il culto più antico rivolto a Maria Maddalena, risalente alla fine del IV secolo, è quello che si svolgeva nei riti della Chiesa Orientale la seconda domenica dopo Pasqua, chiamata "delle mirofore". In quel giorno si commemoravano le donne che il giorno dopo la crocifissione e la morte di Gesù si recarono al sepolcro con gli unguenti per imbalsamarlo. Tra le mirofore aveva un ruolo importante Maria Maddalena, essendo l'unica che è sempre citata in tutti e quattro i Vangeli.

Il primo centro della venerazione della Maddalena fu Efeso, dove si diceva fosse pure la sua tomba, nell'ingresso della grotta dei Sette Dormienti; si spostò poi a Costantinopoli, dove all'epoca di Leone il Filosofo, nel 886, sarebbe stato trasferito il corpo, e si diffuse poi nella Chiesa Occidentale soprattutto dal XI secolo.

La diffusione della venerazione alla Maddalena è dovuta soprattutto all'Ordine dei Frati Predicatori, secondo la testimonianza di Umberto de Romans:

« Dopo che la Maddalena si è data alla penitenza, è stata resa dal Signore così grande per grazia, che dopo la Beata Vergine non si trova donna alla quale nel mondo non si renda maggior riverenza e non si dia maggior gloria in cielo»

L'Ordine dei Predicatori l'annoverò nel numero dei suoi patroni. Frati e suore la onorarono col titolo di "Apostola degli Apostoli", come viene celebrata nella liturgia bizantina, e paragonarono la missione della Maddalena, di annunciare la risurrezione, col loro ufficio apostolico.

Nel Calendario Generale Romano e nel Calendario Ambrosiano Comune la sua celebrazione è fissata al 22 luglio; nella forma ordinaria del Rito Romano e nel Rito Ambrosiano ha avuto il grado di memoria fino al 3 giugno 2016, quando, per «espresso desiderio» di Papa Francesco, la Congregazione vaticana per il Culto Divino, a firma del cardinale Robert Sarah, ha emesso un decreto con cui l'ha elevata al grado di festa. Nel contesto del Giubileo della Misericordia il papa ha voluto sottolinearne il compito di prima testimone e annunciatrice del Cristo Risorto agli apostoli e ribadire il ruolo della donna nella Chiesa, nonché l'azione della misericordia di Dio. Il documento è datato 3 giugno, solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù[5].

Chiese e luoghi a lei dedicati

Donatello, Statua di santa Maria Maddalena penitente (1453 - 1455), legno scolpito; Firenze, Museo dell'Opera del Duomo

Il culto di Maddalena si diffuse in Europa e numerose chiese furono a lei dedicate: la più nota è quella gotica di Saint-Maximin-la-Sainte-Baume (1295) dove si ritiene sia conservato il teschio della santa; ma la prima in cui è attestato il culto di Maria Maddalena è l'abbazia di Vezelay dove già nel 1050 si diceva fosse conservato il corpo.

Di recente[6] è diventata famosa la chiesa di Santa Maria Maddalena di Rennes-le-Château nella regione dell'Aude.

In Francia si racconta che le tre Marie, scampate dalle prime persecuzioni, approdarono nelle paludi della Camargue, dove un paese porta il loro nome: Saintes-Maries-de-la-Mer. Il culto della Maddalena, peraltro, non è una prerogativa esclusiva della Francia, come dimostra l'esistenza di molti edifici a lei dedicati in Italia, quali la chiesa parrocchiale dell'Isola della Maddalena, la Chiesa arcipretale di Longare e quella di Laverda nel vicentino, la Chiesa parrocchiale di Bordighera, il Duomo di Desenzano, e molti altri.

Reliquie

Le reliquie di Maria Maddalena furono venerate a Saint-Maximin-la-Sainte-Baume in Provenza, attraendo una tale folla di pellegrini da far erigere verso la metà del XIII secolo una grande basilica che divenne una delle più famose chiese gotiche del sud della Francia.

Benché le sue ossa siano state disperse durante la Rivoluzione Francese, si disse che la sua testa fosse rimasta nel suo sacrario in una caverna a La Sainte-Baume vicino a Marsiglia. Il piede della santa, custodito in un prezioso reliquiario dell'ambito di Benvenuto Cellini è stato venerato per secoli a Roma in una cappella posta all'ingresso di Ponte Sant'Angelo ultima delle reliquie maggiori prima di giungere sulla tomba di San Pietro. Il piede è oggi conservato nella Basilica di San Giovanni de' Fiorentini.

Nell'arte

L'arte si ispirò molto di frequente alla figura di Maria Maddalena. La sua immagine iconografica si diffuse sia in occidente, veicolata dalla Chiesa latina, sia in oriente portata dalla Chiesa ortodossa.

Viene raffigurata secondo due tipologie:

  • donna dalla vita dissoluta
  • donna dalla vita penitente

L'iconografia di Maria Maddalena in epoca medioevale predilige la figura della mirofora, ossia della portatrice di profumo. Maria Maddalena è infatti una delle tre donne che la mattina dopo il sabato si recò al sepolcro per ungere il corpo di Cristo. Fu anche colei che vide il Risorto prima degli apostoli.

Dopo la Controriforma avrà il sopravvento la rappresentazione della Maria Maddalena penitente. Venerata soprattutto in Provenza come modello di penitenza, se ne diffonde il culto in Francia, e la sua immagine si arricchisce di elementi simbolici legati alla vita eremitica.

Gli artisti che presentano Maria Maddalena come donna dalla vita dissoluta la raffigurano in abiti sontuosi, riccamente decorati ed impreziositi da gioielli. L'acconciatura dei capelli è finemente lavorata. Porta in mano un vasetto di olio profumato.

Due opere che mostrano con chiarezza questi elementi iconografici sono:

  • Lucas Cranach il Vecchio, Maddalena, 1525, Colonia, Wallraf-Richartz-Museum
  • Jan Van Scorel, La Maddalena (part.), 1528, Amsterdam, Rijksmuseu

La raffigurazione di Maddalena, donna del pentimento e della vita eremitica è spesso arricchita da una complessa simbologia. Il cambiamento di stile di vita, la metanoia, ha infatti bisogno di una spiegazione iconografica e gli artisti fanno ricorso anche alla Leggenda Aurea. Secondo questa leggenda la donna, nei lunghi anni del suo eremitaggio, veniva portata dagli angeli tutti i giorni in Cielo. Il panneggio della figura assume il bianco e l'oro, i colori liturgici della festa della santa.

Alcune opere che mettono in evidenza questa scelta iconografica sono:

  • Guido Carracci, Conversione della Maddalena, 1660 ca, Pasadena, Norton Simon Museum

Questo autore sceglie di presentare proprio la conversione. La donna si è spogliata dei ricchi abiti e dei gioielli, che sono abbandonati in terra a sinistra del quadro. Un angelo scaccia il demonio come personificazione del peccato cui la donna rinuncia con la conversione; la nudità di Maria Maddalena simboleggia la volontà di spogliarsi di tutto ciò che faceva parte della sua vita precedente.

  • Georges de La Tour, La Maddalena penitente o Maddalena delle due fiamme, 1638-1643, New York, Metropolitan Museum

L'artista raffigura con abbondanza di particolari il pentimento. I capelli sono lunghi e senza nessun ornamento; lo specchio nel quale si riflette la fiamma della candela offre una meditazione sulla vanità delle cose terrene, secondo il libro del Qohelet; la candela che si consuma simboleggia la brevità della vita; la donna ha le mani giunte in preghiera sopra un teschio, attributo caratteristico dell’eremita, come fonte di meditazione sulla morte.

  • Caravaggio, Maddalena, 1596-1597, Roma, Galleria Doria Pamphili
  • Tiziano, Maddalena penitente, 1523, Firenze, Palazzo Pitti
  • Domenico Zampieri, detto il Domenichino, Santa Maria Maddalena in gloria, 1620 ca, San Pietroburgo, Ermitage

L'artista in quest'ultima opera fa esplicito riferimento alla Leggenda Aurea: gli angeli portano i simboli del pentimento, l'abito dell'eremita ed il flagello. Altri artisti hanno voluto rappresentare ulteriori episodi dei Vangeli legati alla figura di Maria Maddalena.

  • Simone Vouet, La Maddalena in casa di Simone, 1650 ca, Stati Uniti, collezione privata
  • Masaccio, Polittico di Pisa, 1426 ca, Napoli, Capodimonte

La donna è raffigurata ai piedi della Croce

  • Laurent de La Hyre, Apparizione di Cristo alla Maddalena, 1656, Grenoble, Musèe de Grenoble

Maria Maddalena stava piangendo la scomparsa del corpo di Gesù, quando, sentitasi chiamare per nome, riconobbe Cristo risorto .

L'iconografia di Maria Maddalena cara alla Chiesa Ortodossa è quella presente nel'opera:

La donna è avvolta dal tipico mantello rosso bruno delle icone bizantine. Ha una mano aperta ad indicare il distacco dal mondo e nell'altra un cartiglio, su cui si legge un versetto della Sacra Scrittura.

Note
  1. Lc 23,55 la cita indirettamente, Gv 19,38-42 non parla di donne presenti alla deposizione.
  2. Anche nell'apocrifo Vangelo di Pietro 12
  3. Jansen 2000.
  4. Nelle presunte rivelazioni private di Maria Valtorta, di poco anteriori al Concilio Vaticano II, la figura di Maria Maddalena è chiaramente identificata con quella di Maria di Betania e la peccatrice pentita.
  5. (LA) (IT) Decreto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti: la celebrazione di Santa Maria Maddalena elevata al grado di festa nel Calendario Romano Generale, 10.06.2016. URL consultato il 18.07.2016.
  6. In seguito al successo del libro Il santo Graal di Baigent, Leigh e Lincoln.
Bibliografia
  • La verità sul codice da Vinci, Bart Ehrman, Oxford University Press Inc. 2004, edito per l'Italia da Mondadori, ISBN 88-04-54792-8
  • Dizionario iconografico dei Santi, Paolo Furia - Edizioni ARES, 2002.
  • Ronco Valenti Maria Luigia,Le donne della lampada. Viaggio nel femminismo evangelico ediz. Pro Sanctitate, Roma, 2004
  • Rosa Giorgi, Santi, col. "Dizionari dell'Arte", Mondadori Electa Editore, Milano 2002, pp. 247 - 256 ISBN 9788843596744
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