Speranza

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Johann Georg Unruhe, Allegoria della Speranza (1780), affresco; Untergriesbach, Chiesa di St. Michael

La speranza è quella virtù teologale che riguarda l'attesa certa della realizzazione delle promesse di Dio; in particolare riguarda l'attesa del ritorno di Cristo e della vita eterna.

Nella Bibbia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Speranza (Bibbia).

A livello biblico la speranza ha a che fare con il posto che il futuro occupa nella vita religiosa del popolo di Dio: i credenti lo scorgono come un futuro di fedeltà che Dio ha pensato per tutti gli uomini (1Tim 2,4). Le promesse di Dio hanno rivelato a poco a poco al suo popolo lo splendore di questo futuro, che non sarà una realtà di questo mondo, ma "una patria migliore, cioè celeste" (Eb 11,16): "la vita eterna" in cui l'uomo sarà "simile a Dio" (1Gv 2,25; 3,2).

La fiducia in Dio e nella sua fedeltà, la fede nelle sue promesse, sono quelle che garantiscono la realtà di questo avvenire (cfr. Eb 11,1) e che permettono almeno di intuirne le meraviglie. Da questo momento è allora possibile per il credente desiderare questo avvenire, o, per essere più precisi, sperarlo. Infatti, la partecipazione a questo indubbio avvenire resta problematica, perché dipende da un amore fedele e paziente, di per sé difficile esigenza per una libertà peccatrice.

Il Nuovo Testamento, con San Paolo (1Ts 1,3; 1Cor 13,13; Gal 5,5-6), stabilisce in tutta la sua chiarezza la triade: fede, speranza, amore.

Nell'arte

La speranza è raffigurata spesso come una donna che si aggrappa a un'ancora, la quale simboleggia la certezza dell'oggetto della speranza.

Nella Teologia Spirituale

L'oggetto primario della speranza è la beatitudine eterna; il secondario consiste in tutti quei mezzi che ci conducono ad essa.

Il motivo della speranza è l'onnipotente assistenza di Dio, che manifesta la sua misericordia e che è fedele alle sue promesse. La speranza tende perciò al suo oggetto con assoluta certezza, con l'assistenza dell'onnipotente aiuto di Dio, nessun ostacolo alla nostra salvezza è insuperabile.

La speranza risiede nella volontà, perché il suo proprio oggetto è il bene, che è l'oggetto della volontà; ma la carità e la fede sono più perfette della speranza (1Cor 13,13).

Sia la fede che la speranza possono esistere senza la carità; in tal caso sono qualificate come informi ma nessuna virtù infusa può esistere nell'anima senza la fede. L'atto di speranza, anche se informe, è per se stesso buono e virtuoso, poiché la vita eterna è il fine soprannaturale dell'uomo.

Chi giunge alla perfezione della speranza non viene scoraggiato da nulla, quando intraprende qualcosa per la gloria di Dio. Le contraddizioni e gli ostacoli, invece di diminuire la virtù la intensificano e l'aumentano. Tali anime sante "sperano contro ogni speranza" (Rm 4,18). Quest'eroica fiducia dà grande gloria a Dio ed è molto meritoria per l'anima.

La speranza dà enorme pace e serenità; la disponibilità, e a volte anche il desiderio, di morire per raggiungere il cielo è uno dei segni più evidenti della virtù della speranza: essa fa desiderare la morte per vivere la vera vita.

Allora l'anima fa propria l'espressione di Sant'Agostino: "Muoio perché non muoio", che fu fatta propria anche da Santa Teresa d'Avila e da San Giovanni della Croce.

Bibliografia
Voci correlate

Suggerimenti



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