Santuario di Nostra Signora di Bonaria (Cagliari)

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.
100%Decrease text sizeStandard text sizeIncrease text size
Share/Save/Bookmark
(Reindirizzamento da Nostra Signora di Bonaria)
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
Bonaria facciata.jpg
Santuario di Nostra Signora di Bonaria, esterno
Altre denominazioni
Stato bandiera Italia
Regione Stemma Sardegna


Regione ecclesiastica Sardegna

Provincia Cagliari
Comune Cagliari
Località
Diocesi Cagliari
Religione Cattolica
Indirizzo Piazza Bonaria, 2

09125 Cagliari

Telefono +39 070 301747
Fax +39 070 303182
Posta elettronica [mailto: ]
Sito web

Sito ufficiale

Sito web 2
Proprietà Ordine di Santa Maria della Mercede
Oggetto tipo Chiesa
Oggetto qualificazione Santuario
Dedicazione Maria Vergine
Vescovo
Sigla Ordine qualificante O. de M.
Sigla Ordine reggente O. de M.
Fondatore
Data fondazione XIV secolo
Architetto


Stile architettonico
Inizio della costruzione 1704
Completamento
Distruzione
Soppressione
Ripristino {{{Ripristino}}}
Scomparsa {{{Scomparsa}}}
Data di inaugurazione
Inaugurato da
Data di consacrazione 25 aprile 1926
Consacrato da cardinale Gaetano Bisleti
Titolo
Strutture preesistenti
Pianta
Tecnica costruttiva
Materiali
Data della scoperta {{{Data scoperta}}}
Nome scopritore
Datazione scavi
Scavi condotti da
Altezza Massima
Larghezza Massima
Lunghezza Massima
Profondità Massima
Diametro Massimo {{{DiametroMassimo}}}
Altezza Navata
Larghezza Navata
Altitudine {{{Altitudine}}}
Iscrizioni
Marcatura
Utilizzazione
Note
Coordinate geografiche
<span class="geo-dms" title="Mappe, foto aeree ed altre informazioni per Errore nell'espressione: operatore < inatteso.°Errore nell'espressione: operatore < inatteso.Errore nell'espressione: operatore < inatteso.Errore nell'espressione: operatore >= inatteso. Errore nell'espressione: operatore < inatteso.°Errore nell'espressione: operatore < inatteso.Errore nell'espressione: operatore < inatteso.Errore nell'espressione: operatore >= inatteso.">Errore nell'espressione: operatore < inatteso.°Errore nell'espressione: operatore < inatteso.Errore nell'espressione: operatore < inatteso.Errore nell'espressione: operatore >= inatteso. Errore nell'espressione: operatore < inatteso.°Errore nell'espressione: operatore < inatteso.Errore nell'espressione: operatore < inatteso.Errore nell'espressione: operatore >= inatteso. / , bandiera Italia
Patrimonio UNESCO.png Patrimonio dell'umanità
{{{nome}}}
{{{nomeInglese}}}
[[Immagine:{{{immagine}}}|240px]]
Tipologia {{{tipologia}}}
Criterio {{{criterio}}}
Pericolo Bene non in pericolo
Anno [[{{{anno}}}]]
Scheda UNESCO
[[Immagine:{{{linkMappa}}}|300px]]
[[:Categoria:Patrimoni dell'umanità in {{{stato}}}|Patrimoni dell'umanità in {{{stato}}}]]

Il Santuario di Nostra Signora di Bonaria o Madonna di Bonaria è il titolo con il quale la Chiesa venera la madre di Gesù, raffigurata nel simulacro custodito nell'omonimo santuario di Cagliari.

La Madonna di Bonaria è patrona principale della Sardegna e protettrice dei naviganti.

Storia

Sul colle cagliaritano di Bonaria, nel 1324, si insediarono gli Aragonesi, che vi fondarono una cittadella fortificata, con una chiesa intitolata alla Trinità e alla Madonna.

Nell'anno 1335 la comunità fondata dal mercedario cagliaritano fra Carlo Catalano prese in consegna il tempio sul colle di Bonaria, che divenne da allora sede della famiglia mercedaria a Cagliari.

Presto molti fedeli salirono sulla collina, per pregare la Vergine e per chiedere aiuto e consiglio ai frati, specialmente a fra Carlo. Un giorno un gruppo di genovesi si recò alla chiesa, e fra Carlo parlò ad uno di loro di una misteriosa Signora che presto sarebbe venuta ad insediarsi sul colle di Bonaria. Le parole di fra Carlo non furono capite.

Rinvenimento del simulacro

Statua della Madonna di Bonaria

Nel 1370 una nave, proveniente probabilmente dalla Spagna e diretta verso l'Italia, fu improvvisamente colta da una terribile tempesta, mettendo a repentaglio la vita dell'equipaggio e dei passeggeri. I marinai non riuscivano a portare l'imbarcazione al sicuro, e il capitano, nel tentativo di salvare almeno gli uomini, ordinò di gettare in mare tutto il carico della nave. Così fu fatto, ma senza risultato alcuno. C'era sulla nave anche una grande cassa, di cui s'ignorava il padrone e il contenuto. Essa fu gettata per ultima. All'improvviso, quasi per incanto, la tempesta cessò. L'imbarcazione cercò di riprendere la rotta prestabilita, ma la nave, quasi costretta da forze misteriose, seguì la cassa che, dopo qualche tempo, si arenò sulla spiaggia, ai piedi della collina di Bonaria. Era il 25 marzo. Nessuno seppe mai da dove venisse e dove fosse destinato il meraviglioso Simulacro racchiuso in quella cassa misteriosa.

Molta folla, comprese le autorità religiose e civili, accorse sulla spiaggia per rendersi conto dell'accaduto. Cercarono di aprirla, ma nessuno vi riuscì. Si cercò di sollevarla, ma ogni tentativo fu vano. All'improvviso la voce di un bimbo, in braccio a sua madre, gridò: "Chiamate i frati della Mercede!". Questi arrivarono in fretta e, senza difficoltà alcuna, sollevarono la pesante cassa e la trasportarono nella loro chiesa.

In un'atmosfera di silenzio e di pietà, i religiosi aprirono la cassa. Essa conteneva una meravigliosa statua della Madonna con in braccio il Bambino e, nella mano destra, una candela accesa. La misteriosa parola di fra Carlo si era avverata.

La Madonna, raffigurata nella statua, prese il nome di Nostra Signora di Bonaria, dal luogo in cui venne rinvenuta.

Costruzione della Basilica

I religiosi Mercedari da sempre custodi del Santuario, visto il notevole aumento del numero di fedeli che, provenienti da ogni parte, salivano ogni giorno il colle di Bonaria per venerare il Simulacro della Vergine, pensarono di erigere un nuovo tempio più grande e maestoso della piccola chiesa fatta costruire nel 1325 - 26 da Alfonso d'Aragona, conquistatore della Sardegna.

L'arcivescovo di Cagliari, il mercedario spagnolo Bernardo de Carignena, incoraggiò e lodò l'iniziativa, e scrisse a tutti i parroci della diocesi per invitarli a propagandare l'iniziativa. Anche il governo piemontese, inizialmente, si mostrò favorevole alla costruzione della Chiesa, mettendo a disposizione i propri architetti per l'elaborazione di un progetto per quello che, secondo il desiderio del padre Matteo Contini, doveva essere "il tempio migliore e più grande di tutto il regno".

La prima pietra fu posta il 25 marzo 1704. La nuova chiesa veniva edificata vicino al santuario trecentesco.

I lavori durarono a lungo, e furono ostacolati da difficoltà di ogni genere, come la mancanza di denaro, soprusi vari commessi dai governanti sabaudi che requisivano il denaro messo da parte dai religiosi per pagare i militari. In seguito ci fu poi quella che pareva la sospensione definitiva, quando anche il Convento fu requisito ai tempi delle leggi eversive.

La statua della Madonna di Bonaria venne incoronata il 24 aprile 1870, per volere di papa Pio IX.

Alla fine del XIX secolo un mercedario, padre Adolfo Londei, levò un grido che si udì per tutta la Sardegna: "Maria lo vuole!". A questo religioso fece eco la voce dell'arcivescovo Pietro Balestra, che appoggiò e incoraggiò con ogni mezzo la ripresa dei lavori. Da allora la costruzione della Basilica andò avanti senza mai interrompersi, se non per qualche piccolo periodo durante la Prima Guerra mondiale.

Patrona della Sardegna

Il 13 settembre 1907, per volontà di papa Pio X, che per l'occasione inviò a Cagliari, come suo rappresentante, il cardinale Pietro Maffi, Nostra Signora di Bonaria venne proclamata Patrona Massima della Sardegna[1] durante una celebrazione tenutasi nel duomo di Cagliari.

Il tempio, anche se incompleto, fu consacrato il 25 aprile 1926 dal cardinale Gaetano Bisleti, ricevendo il titolo, benignamente concesso da papa Pio XI, di Basilica Minore.

La II guerra mondiale causò grossi danni alla Basilica, distruggendone la cupola, parte di una navata e tutti gli affreschi e gli stucchi che l'adornavano. Con coraggio e forza di volontà, e con l'aiuto delle autorità civili, la Basilica fu rimessa nuovo e completata.

La Basilica di Bonaria è oggi il massimo tempio cristiano della Sardegna

Nel 1958, in occasione del cinquantesimo anniversario della proclamazione della Madonna di Bonaria a patrona della Sardegna, Pio XII inviò un radiomessaggio rivolto ai sardi.

La statua

Il Simulacro della Vergine e del Bambino è ricavato da un unico pezzo di legno di carrubo, e misura un metro e 56 centimetri di altezza.

« Ha il capo scoperto con la lunga chioma, senza inviluppi, sparsa maestosamente sugli omeri. L'angelico sembiante è di color naturale tendente al bruno, di esatte proporzioni, maestosa ad un tempo ed amorevole. Dal collo fino ai piedi veste un'ampia e lunga tunica cremisi, da cui spunta appena il piede destro, bellamente dipinta, quasi broccatelle d'oro, e strette ai fianchi da una elegante e ricamata cintura. La copre un gran manto azzurro con i risalti di squisito lavorio a fiori dorati che, affibbiato al petto, ripiegasi dal braccio destro sotto il sinistro con molta grazia. Sporge dal manto la mano destra col braccio alquanto disteso; ed il pollice è ravvicinato alle altre dita riunite quasi in atto di sostenere una candela. Colla sinistra sostiene il Bambino di pari bellezza e nudo, il quale ha i capelli alquanto ricciuti e discriminati sulla fronte, porta nella sinistra un globo, e colla destra è in atto di benedire. »

Visite papali al santuario

Il 24 aprile 1970 il papa Paolo VI presiedette una Celebrazione Eucaristica sul sagrato della Basilica di Bonaria, in occasione dei festeggiamenti per il sesto centenario dal rinvenimento della cassa con la statua della Vergine, avvenuto nel 1370. Nell'omelia, ebbe a dire tra l'altro:

« Come nella statua della Madonna di Bonaria, Cristo ci appare nelle braccia di Maria; è da Lei che noi lo abbiamo, nella sua primissima relazione con noi; Egli è uomo come noi, è nostro fratello per il ministero materno di Maria. Se vogliamo essere cristiani, dobbiamo essere mariani, cioè dobbiamo riconoscere il rapporto essenziale, vitale, provvidenziale che unisce la Madonna a Gesù, e che apre a noi la via che a Lui ci conduce. »

Il 20 ottobre 1985 Giovanni Paolo II, a conclusione della sua visita pastorale in Sardegna, arrivò a Cagliari, dove celebrò una Messa sul piazzale di Bonaria. Alla fine della celebrazione, prima della recita dell'Angelus, il papa disse:

« Al di là dello svolgersi degli eventi, spesso drammatici e dolorosi, e al di sopra degli interessi e delle fortune delle potenze terrene che si sono succedute sulla vostra terra, il santuario della Madonna di Bonaria è sempre stato, per le nazioni e le genti più diverse, un'attrattiva universale, un faro di certezze, al di là dei contrasti e delle divisioni. È stato un centro di unità e di concordia. La sua storia secolare e gloriosa testimonianza che tale opera è andata ben al di là dei confini della vostra isola, e si è estesa in varie parti del mondo, soprattutto nell'America Latina e nell'America Centrale, dove molti luoghi, pensiamo alla stessa capitale dell'Argentina, Buenos Aires, traggono il loro nome dalla Vergine della "buona aria": Buenos Aires. »
(Testo dell'Angelus di domenica 20 ottobre 1985)

Dal settembre 2007 al settembre 2008 si svolsero le celebrazioni in occasione del primo centenario dalla proclamazione della Madonna di Bonaria a patrona massima della Sardegna. Il 27 aprile 2008, durante una celebrazione presieduta dal cardinale Giovanni Battista Re nella cattedrale di Cagliari, fu rinnovato l'affidamento della Sardegna a Nostra Signora di Bonaria.

Il 7 settembre 2008 papa Benedetto XVI, in visita pastorale a Cagliari, presiedette una Concelebrazione Eucaristica sul Sagrato della Basilica di Bonaria. Alla fine della Messa, prima di recitare l'Angelus, il papa rinnovò l'affidamento della Sardegna alla Madonna, onorò il simulacro della Vergine di Bonaria con il dono di una Rosa d'Oro, e sostituì l'antica navicella d'argento, che ornava il candeliere che la statua reca nella mano destra, con una nuova in filigrana d'oro.

Feste

La solennità di Nostra Signora di Bonaria viene celebrata il 24 aprile.

In tale circostanza si svolge, nella notte tra il 24 e il 25 aprile il tradizionale pellegrinaggio a piedi da Sinnai al santuario di Cagliari.

Nella città capoluogo della Sardegna la Madonna di Bonaria è oggetto di festeggiamenti anche il 25 marzo, giorno in cui, nel 1370, venne rinvenuto il simulacro, e la prima domenica di luglio, quando si svolge la cosiddetta sagra estiva. Quest'ultima si svolge dal 1866[2], e nacque dalla volontà di alcuni giovani sardi, reduci dalla battaglia di Custoza (1866), che vollero ringraziare la Vergine per essersi salvati. Il momento culminante della sagra estiva consiste nella processione a mare della statua della Madonna.

Nostra Signora di Bonaria e Buenos Aires

La città di Buenos Aires, fondata una prima volta dal conquistador Pedro de Mendoza il 2 febbraio 1536, distrutta nel 1541 e rifondata definitivamente come Ciudad de la Santísima Trinidad en el Puerto de Santa María del Buen Aire nel 1580 da Juan de Garay, deve il suo nome alla devozione dei navigatori spagnoli verso la Madonna del Buen Aire o de los Buenos Aires, ovvero la Madonna di Bonaria venerata a Cagliari[3][4]. Nella capitale dell'Argentina si trova una basilica, eretta nel 1911 dai Mercedari, dedicata a Nuestra Señora de los Buenos Aires, la cui festa, come nel capoluogo sardo, si celebra il 24 aprile.

Luoghi di culto dedicati alla Madonna di Bonaria

In Italia

  • Chiesa di Nostra Signora di Bonaria a Bono
  • Santuario di Nostra Signora di Bonaria a Cagliari, basilica minore e sede parrocchiale, arcidiocesi di Cagliari.
  • Chiesa parrocchiale di Nostra Signora di Bonaria a Cala Gonone, nel comune di Dorgali, diocesi di Nuoro
  • Chiesa parrocchiale di Nostra Signora di Bonaria a Lido di Ostia
  • Chiesa di Nostra Signora di Bonaria a Osilo
  • Chiesa parrocchiale di Nostra Signora di Bonaria a Sant'Antioco, diocesi di Iglesias
  • Chiesa parrocchiale di Nostra Signora di Bonaria a Marceddì, nel comune di Terralba, diocesi di Ales-Terralba.
  • Chiesa di nostra Signora di Bonaria sull'isola Piana, nel comune di Carloforte, diocesi di Iglesias.

In Argentina

Note
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



Poni il mouse qui sopra per vedere i contributori di questa voce.