Utente:Elvezio Del Pietro/4
| Vincenzo Garofali, C.R.L. Presbitero | |
|---|---|
| Età alla morte | 79 anni |
| Nascita | Roma 26 febbraio 1760 29 gennaio |
| Morte | Roma 30 maggio 1839 |
| Sepoltura | Basilica di San Pietro in Vincoli al Colle Oppio (Roma) |
| Vestizione | 22 maggio 1781 |
| Professione religiosa | 19 giugno 1782 |
| Ordinazione presbiterale | 1786 |
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Vincenzo Garofali (Roma, 26 febbraio 176029 gennaio; † Roma, 30 maggio 1839) è stato un presbitero e teologo italiano.
Nato a Roma il 29 gennaio 1760, figlio di Francesco Garofali, onesto e probo cittadino, e di Maria Bellisimi, sorella del generale agostiniano, entrò nella congregazione dei Canonici Regolari del Santissimo Salvatore Lateranense a Bologna il 22 maggio 1781 e fece la sua professione religiosa il 19 giugno 1782.
Divenne procuratore generale della sua congregazione dopo la prima restaurazione (28 giugno 1800), e fu nominato da Pio VII consulente della Congregazione dei Riti (prima del 10 settembre 1800); fu uno dei membri fondatori dell'Accademia di Religione Cattolica (4 febbraio 1801). Durante l'occupazione napoleonica di Roma, si rifugiò a Napoli con i principi Giudice Caracciolo. Dopo la Restaurazione, fu nominato vicario generale della sua congregazione da Pio VII (7 ottobre 1814) e tornò a essere consulente delle congregazioni di Propaganda Fide (17 luglio 1817), del Sant'Uffizio (20 gennaio 1822) e dell'Indice (20 maggio 1822); svolse successivamente il ruolo di teologo presso i cardinali Guglielmo Pallotta, Giuseppe e Antonio Doria, Innico Caracciolo, Lorenzo Litta, Giuseppe Spina e Bartolomeo Pacca.
La restaurazione della vita canonicale con il progetto delle nuove Costituzioni, il ricupero dei Canonici secolarizzati e la riapertura delle canoniche alienate, avvennero grazie alla sapiente e instancabile azione dell'abate Vincenzo Garofali, vero rifondatore e rinnovatore della vita canonicale.
Con il Decreto del 28 giugno 1823 sottoscritto nella biblioteca della canonica romana di San Pietro in Vincoli, sotto la presidenza del card. Bartolomeo Pacca delegato da papa Pio VII, presenti gli Abati delle due antiche Congregazioni dei Lateranensi e dei Renani, venne sancita la fusione di queste due istituzioni sorelle, che segnò la rinascita della congregazione[1]
Fu uno dei promotori della riunione delle due congregazioni dei canonici renani e del Laterano (1823).
Divenne abate di San Pietro in Vincoli, fu promosso da Gregorio XVI a vescovo In partibus infidelium di Laodicea (24 febbraio 1832) e consacrato a il 1º aprile 1832 dal cardinale Bartolomeo Pacca. Colpito dalla paralisi il 2 dicembre 1837 e dopo aver dimesso la carica di procuratore generale nello stesso anno, morì a Roma il 3 febbraio 1839 e fu sepolto nella basilica di San Pietro in Vincoli al Colle Oppio (Roma).
Opere
Tra le sue pubblicazioni accademiche vi sono:
- Praepositiones de Spiritu Sancto. Roma 1779.
- De vita Johannis Chrysostomi Trombellii commentarius. Bologna 1788; 2. Aufl. Rom 1831.
- Ordo ad dandam poenitentiam ex insigni rituali codice membranaceo XI. saeculi Bibl. canonicorum regularium s. Salvatoris Bononiae, nunc primum editus. Roma 1791.
- Breve ragguaglio circa il ch. P. abate D. Prospero Cavalieri, con un catalogo degli uomini illustri della congregazione de’ canonici R.R. del SS. Salvatore e lateranensi. Roma 1835.
- Illustrazione del codice inedito di Bonizone intitolato Decretum, letta nell’Accademi di religione cattolica. Roma 1837.
- Come curatore: Prospero Cavalieri: Biblioteca compendiosa degli uomini illustri della Congregazione de’ canonici regolari del SS. Salvatore lateranesi nelle scienze e belle arti. Velletri 1836.
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