Utente:Quarantena/Sant'Efrem il Siro

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Sant'Efrem il Siro
Monaco
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Santo
Padre e Dottore della Chiesa

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Età alla morte 67 anni
Nascita Nisibis
306
Morte Edessa
9 giugno 373
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Nomine
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Eventi
Venerato da Chiesa cattolica Chiesa ortodossa
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Beatificazione [[{{{aB}}}]]
Canonizzazione [[{{{aS}}}]]
Ricorrenza 9 giugno
Altre ricorrenze
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Devozioni particolari {{{devozioni}}}
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Collegamenti esterni
Scheda su santiebeati.it
Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano, 9 giugno, n. 1:
« Sant'Efrem, diacono e dottore della Chiesa, che dapprima in patria a Nisibi esercitò il ministero della predicazione e dell’insegnamento della sacra dottrina, poi, rifugiatosi a Edessa nell'Osroene con i suoi discepoli dopo l'invasione di Nisibi da parte dei Persiani, pose le fondamenta di una scuola teologica. Esercitò il suo ministero con la parola e con gli scritti e rifulse a tal punto per austerità di vita e dottrina da meritare per l'eleganza degli inni da lui composti l'appellativo di cetra dello Spirito Santo. »

Sant'Efrem il Siro (siriaco: Aphrêm Sûryāyâ; arabo: أفرام السرياني; greco: Ἐφραίμ ὁ Σῦρος, Ephraím ho Sŷros; latino: Ephraem Syrus; Nisibis, 306; † Edessa, 9 giugno 373) è stato un diacono e teologo siriano. Autore di inni in lingua siriaca, visse buona parte della vita nella città natale, fu esiliato a Edessa nel 373 dove morì.

È venerato come santo dai cristiani del mondo intero, ma in particolare dalla Chiesa Siro Ortodossa di Antiochia e dalla Chiesa cattolica sira. Venne riconosciuto come dottore della Chiesa cattolica nel 1920 da papa Benedetto XV nella sua enciclica Principi Apostolorum Petro del 5 ottobre. È uno dei Padri della Chiesa

Efrem ha scritto moltissimi inni, poesie e omelie in versi e commentari biblici in prosa. Questi ultimi sono opere di teologia pratica, per l'edificazione della Chiesa, scritti in un momento di grande incertezza attorno alla fede. Furono così famosi e apprezzati che venivano persino usati nella liturgia come testi di Scrittura ispirata assieme al Pastore di Erma e alle Epistole di Clemente Romano. Per secoli dopo la sua morte, autori cristiani scrissero centinaia di opere pseudo-epigrafiche su di lui. Gli scritti di Efrem testimoniano una fede cristiana ancora primitiva ma vibrante, poco influenzata dal pensiero occidentale e più vicina al modo di pensare orientale.

Testimonianze

La chiesa di San Giacobbe di Nisibi, primo vescovato dove Efrem svolse il suo ministero

Il battistero di Nisibis, ancora visibile oggi, porta la data del 359: edificato sotto il vescovo Vologese, resta una viva testimonianza di quella comunità. In quell'anno Sapore II ricominciò a devastare la regione. Le città dei dintorni vennero una dopo l’altra distrutte e i loro abitanti uccisi o espulsi. La lotta di potere tra Costanzo II e Giuliano (imperatore romano) indebolì il fianco orientale. Alla morte del primo, Giuliano intraprese una campagna marciando con i suoi eserciti verso la Mesopotamia, portando con sé persecuzioni contro le giovani chiese cristiane della regione. Durante la campagna arrivò sino a Ctesifonte, ma, costretto alla ritirata, perse la vita e al suo posto venne nominato imperatore Gioviano, cristiano niceano. Egli fu costretto a concordare un armistizio con Sapore, per il quale Nisibis venne ceduta alla Persia con la clausola che la comunità cristiana potesse lasciare la città. Sotto il vescovo Abramo, successore di Vologese, la comunità partì in esilio.

Opere

Teologo e poeta

La tradizione lo presenta come un uomo austero di stampo monastico. Non si trovano, nelle sue opere letterarie, accenni alle dispute teologiche contemporanee, caratterizzate dalle controversie trinitarie: questo probabilmente perché non conosceva la lingua greca. La piena ortodossia cristiana di Efrem si rivela attraverso il suo metodo di divulgazione preferito: la poesia. A questo riguardo, è stato definito "la cetra (o l'arpa) dello Spirito Santo".
Nella sua epoca si andava organizzando il canto religioso cosiddetto "alternato" nelle chiese, del quale gli iniziatori sono stati Ambrogio a Milano e Diodoro ad Antiochia. Efrem compose nella lingua nativa poesie di contenuto didattico o esortativo, con un forte lirismo e particolarmente idonee al canto collettivo. La grande diffusione di questi canti (dalla Siria raggiunsero l'Oriente mediterraneo, grazie anche a precise ed accurate traduzioni in greco) fu favorito soprattutto dal carattere popolare delle sue poesie. Efrem si serviva della poesia come di un eccellente mezzo pastorale perfino nelle omelie e nei sermoni, dove risaltava la sua profonda conoscenza della Sacra Scrittura.
Dedicò 20 inni alla Madonna, della quale era molto devoto.

Efrem viene accusato di essere uno dei pensatori cristiani maggiormente antisemiti e uno dei più responsabili della diffusione dell'antisemitismo. A titolo di esempio si possono citare il suo accenno al "tanfo degli Ebrei puzzolenti" e l'invettiva "O infelice fuggi da lui [il popolo ebraico]; per lui non hanno valore la tua morte e il tuo sangue! Si è macchiato del sangue del signore, esiterà a macchiarsi del tuo? ... hanno crocefisso Dio ... hanno sacrificato i profeti come agnelli innocenti. Medici sono venuti per curarli, ma anche di questi hanno fatto carne da macello. Fuggi e salvati da questo popolo indemoniato, cerca rifugio in Cristo! ... [il figlio di Dio] è venuto tra i discendenti di Abramo ma essi lo hanno ucciso".

Testi e versioni dei suoi scritti

Il siriaco originale degli scritti di Efrem è mantenuto in molti manoscritti, uno dei quali risale al V secolo]. Attraverso molte trascrizioni, comunque, i suoi scritti, in particolare quelli usati nelle varie liturgie, hanno subito non poche interpolazioni. Inoltre molte delle sue opere esegetiche si sono deteriorate, o almeno non si trovano più nelle biblioteche dell’Oriente.

Numerose versioni, comunque, compensano la perdita degli originali. Efrem viveva ancora, o almeno era morto da poco, quando fu cominciata la traduzione delle sue opere in greco. Gli scrittori armeni sembrano aver intrapreso la traduzione dei suoi commentari biblici. I Mechitaristi hanno pubblicato in parte questi commentari e ritengono la versione armena molto antica (V secolo). I Monofisiti, è ben noto, erano abituati tradurre o adattare le opere siriache. Gli scritti di Efrem furono infine tradotte in arabo ed etiopico (traduzioni fino ad oggi non pubblicate). Nel medioevo alcune delle sue opere minori furono tradotte dal greco in lingua slava e latina. Alla fine da queste versioni furono fatti adattamenti degli scritti ascetici di Efrem in francese, tedesco, italiano ed inglese.

La prima edizione stampata (in latino) si basava su una traduzione dal greco fatta da Ambrogio Traversari e pubblicata dalla stamperia di Bartolomeo Guldenbeek di Sultz, nel 1475. Un’edizione molto migliore fu eseguita da Gerardo Vossius (m. 1619), il dotto prevosto di Tongres, per richiesta di Gregorio XIII. Nel 1709 Edoardo Thwaites pubblicò, dai manoscritti della Biblioteca Bodleiana, il testo greco, fino a quel momento conosciuto solo per frammenti. L’originale siriano rimase sconosciuto in Europa fino al fruttuoso viaggio in oriente (1706-1717) dei maroniti Gabriele Eva, Elia, e in particolare Giuseppe Simeone Assemani, che si concluse con la scoperta di una preziosa raccolta di manoscritti nel monastero nitriano (Egitto) di Nostra Signora. Questi manoscritti trovarono subito la loro collocazione nella Biblioteca Vaticana. Nella prima metà del XIX secolo il British Museum fu notevolmente arricchito da simili fortunate scoperte di Lord Prudhol (1828), Curzon (1832) e Tattam (1839, 1841). Tutte le edizioni recenti degli scritti siriani originali di Efrem sono basate su questi manoscritti. Nella Biblioteca nazionale di Parigi e Bodleiana (Oxford) ci sono alcuni frammenti siriani di minore importanza. Giuseppe Simeone Assemani si affrettò a fare il miglior uso possibile dei suoi nuovi manoscritti e propose subito a Clemente XII un’edizione completa delle opere di Efrem nell’originale siriano e nella versione greca, con una nuova versione latina dell’intero materiale. Da parte sua egli prese l’edizione del testo greco. Il testo siriano fu affidato al gesuita Pietro Mobarak (Benedetto), in quanto maronita. Dopo la morte di Mobarak, i suoi lavori furono continuati da Stefano Evodio Assemani. Alla fine questa monumentale edizione dell’opera di Efrem fu pubblicata a Roma (1732-1746) in sei volumi in folio. Fu completata dai lavori di Overbeck (Oxford, 1865) e Bickell (Carmina nisibena, 1866), mentre altri studiosi pubblicarono frammenti ritrovati (Zingerle, P. Martin, Rubens Duval). Una edizione (Mechlin, 1882-1902) degli inni e sermoni di S. Efrem si deve a monsignor T. J. Lamy.

Comunque, un’edizione completa della vasta opera di Efrem deve essere ancora prodotta.

Opere esegetiche

Efrem scrisse commentari sull'intera Bibbia, sia l’Antico che il Nuovo Testamento, ma molte delle sue opere sono andate perdute. Esiste ancora in siriaco il suo commentario sulla Genesi e un’ampia parte dell’Esodo: per gli altri libri dell’Antico Testamento abbiamo una sintesi siriana, tramandata dal monaco siriano Severo (851). I commentari su Rut, Esdra, Neemia, Ester, i Salmi, i Proverbi, il Cantico dei cantici e l’Ecclesiaste sono perduti. Il canone scritturale di Efrem somiglia moltissimo al nostro. Sembra incerto che egli accettasse gli scritti deuterocanonici; almeno nessuno di questi commentari è arrivato fino a noi. D’altra parte accettava come canonica l’apocrifa Terza epistola ai Corinti, e scrisse un commentario su di essa. Il testo scritturale usato da Efrem è il siriano Peshito, lievemente differente, comunque, dal testo stampato di quella antichissima versione. Il Nuovo testamento era noto a lui ed a tutti i siriani, sia orientali che occidentali, prima del tempo di Rabulas, nel Diatessaron armonizzato di Taziano. Il suo testo degli Atti degli Apostoli sembra essere stato strettamente collegato a quello chiamato "Occidentale".

L’esegesi di Efrem è quella degli scrittori siriani in generale, sia ellenizzati che non, ed è strettamente collegato a quella di Afraate, essendo, come l’ultimo, abbastanza rispettosa della tradizione ebraica e spesso basata su di essa. Come esegeta Efrem è sobrio, mostra una preferenza per il senso letterale, è discreto nell’uso dell’allegoria; in poche parole, inclina fortemente alla Scuola Antiochena, e ci richiama in particolare Teodoreto di Ciro. Egli ammette nella Scrittura solo pochi passaggi messianici nel senso letterale, molti di più, comunque, profetici di Cristo nel senso tipologico, che deve essere attentamente distinto dal senso allegorico. Non è improbabile che la maggior parte dei suoi commentari fosse scritta per la scuola cristiana persiana (Schola Persarum) di Nisibis, della quale fu uno dei fondatori e anche uno dei più distinti professori.

Opere poetiche

La maggior parte dei sermoni e delle esortazioni sono in versi, sebbene si siano conservati alcuni sermoni in prosa. Tolti i suoi scritti esegetici, il resto delle sue opere si può dividere in omelie ed inni. Le omelie (in siriano memrê, cioè discorsi) sono scritte in settenari, spesso divisi in due parti di tre e quattro sillabe rispettivamente. Egli vi celebra la festa di "Nostro Signore e dei santi"; a volte interpreta un racconto scritturale o tratta un tema spirituale o edificante. In Oriente le Lezioni per i servizi ecclesiastici erano spesso tratte dalle omelie di Efrem. Gli inni (in siriano madrashê, cioè istruzioni) offrono una grande varietà sia di stile che di ritmo. Erano scritti per il servizio corale delle suore, ed erano destinati ad essere da loro cantati; da qui la divisione in strofe, poiché gli ultimi versi di ogni strofa venivano ripetuti in una sorta di ritornello. Questo ritornello è indicato all’inizio di ogni inno, alla stregua di un’antifona; c’è anche un’indicazione della chiave musicale in cui l’inno deve essere cantato. Il seguente può servire come esempio. È preso da un inno per l’Epifania (ed. Lamy, I, p. 4).

Aria: Guarda il mese.
Ritornello: Gloria a Te dal tuo gregge nel giorno della tua manifestazione.
Strofa:
Egli ha rinnovato i cieli, perché i pazzi avevano adorato tutte le stelle
Egli ha rinnovato la terra che aveva perduto il suo vigore a causa di Adamo
Una nuova creazione è stata fatta dalla sua saliva
ed Egli che è l’Onnipotente ha fatto retti sia il corpo che la mente.

Monsignor Lamyu, editore degli inni, notò settantacinque differenti ritmi ed arie. Alcuni inni sono acrostici, cioè, a volte, ogni strofa comincia con una lettera dell’alfabeto, come nel caso di parecchi pezzi metrici della Bibbia (ebraici), o, ancora la prima lettera di un numero di versi o strofe forma una data parola. In quest’ultimo modo Efrem firmò parecchi dei suoi inni. Egli non è, tuttavia, l’inventore della poesia siriana, questo onore sembra appartenere al sopracitato eretico Gardesano di Edessa. Lo stesso Efrem ci dice che nelle vicinanze di Nisibis ed Edessa le poesie di questo gnostico e di suo figlio Harmonius contribuirono efficacemente al successo dei loro falsi insegnamenti. In effetti, se Efrem entrò nello stesso campo, fu con la speranza di sconfiggere l’eresia con le stesse armi perfezionate da lui stesso. Il lettore occidentale degli inni di Efrem è portato a meravigliarsi per l’entusiasmo dei suoi ammiratori dell’antica chiesa siriana. Il suo lirismo non è affatto quello che noi intendiamo con questo termine. La sua poesia può sembrare prolissa, noiosa, incolore, mancante di note personali, ed in generale priva di fascino. Per essere giusti, tuttavia, bisogna ricordare che le sue poesie sono conosciute dalla maggior parte dei lettori solo in traduzioni, da cui, ovviamente, il ritmo originale è scomparso ed in particolare il fascino e la maggior parte degli aspetti della sua poesia che potrebbero colpire di più. Questi inni, inoltre, non erano scritti per la lettura privata, ma si prevedeva che fossero cantati da cori alternati. Vale il paragone fra i salmi latini come vengono cantati dal coro di un monastero benedettino e la loro lettura privata da parte di un sacerdote che recita il Breviario.

Il culto

Durante la sua vita, Efrem fu molto influente fra i cristiani siriani di Edessa; la sua memoria fu venerata da ortodossi, monofisiti e nestoriani, che lo chiamavano sole dei siriani, colonna della chiesa, arpa dello Spirito Santo. Ancora più straordinario è l’omaggio che gli tributarono i greci, che ben raramente menzionavano scrittori siriani. Fra le opere di Gregorio di Nissa (P. G. XLVI, 819) c’è un sermone (benché non riconosciuto da alcuni) che è un vero e proprio panegirico di sant’Efrem. Vent'anni dopo la morte di quest’ultimo, san Gerolamo lo menziona come segue nel suo catalogo di cristiani illustri:

« Efrem, Diacono della chiesa di Edessa, scrisse molte opere [opuscola] in siriano, e diventò così famoso che i suoi scritti sono letti pubblicamente in alcune chiese dopo le Sacre Scritture. Io ho letto in greco un suo volume sullo Spirito Santo; sebbene fosse solo una traduzione, vi ho riconosciuto il genio sublime dell’uomo »
(De viris illustr., c. cxv)

Anche Teodoreto di Cirro elogiava il suo genio poetico e la sua conoscenza teologica (Hist. Eccl., IV, xxvi). Sozomeno pretende che Efrem abbia scritto 3.000.000 versi e dà il nome di alcuni dei suoi discepoli, alcuni dei quali rimasero ortodossi, mentre altri caddero nell’eresia (Hist. Eccl., III, xvi). Dalle chiese siriana e bizantina la fama di sant’Efrem si allargò fra tutti i cristiani. Il Martirologio romano lo menziona l’1 febbraio. Nei loro menologi e sinassi, greci e russi, giacobiti, caldei, copti e armeni onorano il santo diacono di Edessa.

Preghiere celebri

Preghiera di sant'Efrem

La preghiera seguente è recitata dalla chiesa ortodossa ogni giorno della Quaresima, ed è inframezzata da metanie (prostrazioni):

Signore e Sovrano della mia vita, non darmi uno spirito di ozio, di curiosità, di superbia e di loquacità
si esegue una profonda metania
Concedi invece al tuo servo uno spirito di saggezza, di umiltà, di pazienza e di amore
si esegue una profonda metania
Sì, Signore e Sovrano, dammi di vedere le mie colpe e di non giudicare il mio fratello; poiché tu sei benedetto nei secoli dei secoli. Amen
si eseguono 12 piccole metanie, dicendo per ciascuna: O Dio, sii propizio a me peccatore e abbi pietà di me
si esegue una profonda metania
Sì, Signore e Sovrano, dammi di vedere le mie colpe e di non giudicare il mio fratello; poiché tu sei benedetto nei secoli dei secoli. Amen

Preghiera per gli anziani

Questa è una delle più celebri preghiere, incentrata sull'anzianità:

Signore Gesù Cristo,
che hai potere sulla vita e sulla morte,
tu conosci ciò che è segreto e nascosto,
i pensieri e i sentimenti non ti sono velati.
Guarisci i miei raggiri e il male fatto nella mia vita.
Ecco, la mia vita declina di giorno in giorno,
ma i miei peccati crescono.
Signore, Dio delle anime e dei corpi,
tu conosci l'estrema fragilità della mia anima e del mio corpo,
concedimi forza nella mia debolezza,
sostienimi nella mia miseria.
Dammi un animo grato:
che mi ricordi sempre dei tuoi benefici,
non ricordare i miei numerosi peccati,
perdona tutti i miei tradimenti.
Signore, non disdegnare questa preghiera,
la preghiera di questo misero.
Conservami la tua grazia fino alla fine,
custodiscimi come per il passato. Amen.

Efrem il Greco

Le sottili meditazioni di Efrem sui simboli della fede cristiana e la sua posizione contro le eresie, hanno fatto delle sue opere una fonte popolare d’ispirazione nelle varie Chiese. Si svilupparono molte agiografie, in buona parte leggendarie. Alcune di esse sono composte in versi che riprendono i suoi distici. Molte sono scritte in greco tardivo. I ricercatori spesso le fanno risalire a un solo compositore che chiamano Ephraem Graecus per distinguerle da quelle composte dal vero Efrem. Questo non vuol dire che tutto quello che ci è pervenuto in lingua greca e attribuito a Efrem sia falso, ma molti di questi scritti certamente lo sono. Ci sono stati pochi studi critici su questi documenti e molti di essi sono ancora venerati e utilizzati dalla chiesa orientale che li considera autentici.

Opere

a) Collana « Sources Chrétiennes » (in francese)

  • ÉPHREM DE NISIBE, Commentaire de l’évangile concordant ou Diatessaron, introduction, traduction et notes par L. Leloir, Cerf, Paris 1966 (Sources Chrétiennes 121).
  • ÉPHREM DE NISIBE, Hymnes sur le Paradis, traduction par R. Lavenant, introduction et notes par F. Graffin, Cerf, Paris 1968 (Sources Chrétiennes 137).
  • ÉPHREM DE NISIBE, Hymnes sur la nativité, introduction par F. Graffin, traduction et notes par F. Cassingena–Trévedy, Cerf, Paris 2001 (Sources Chrétiennes 459).
  • ÉPHREM DE NISIBE, Hymnes Pascales, introduction, traduction et notes par F. Cassingena–Trévedy, Cerf, Paris 2006 (Sources Chrétiennes 502).

b) Collana « Corpus Scriptorum Christianorum Orientalium » (in originale e in tedesco, tranne il primo titolo che è in traduzione latina)

  • SAINT’ÉPHRAEM, Commentaire de l’Évangile concordant. Version ármenienne, traduite en latin par L. Leloir, Sécretariat du CorpusSCO, Louvain 1964 (Corpus Scriptorum Christianorum Orientalium 145).
  • DES HEILIGEN EPHRAEM DES SYRERS, Hymnen contra Haereses, Herausgegeben und Übersetzt von E. Beck, Sécretariat du CorpusSCO, Louvain 1957 (Corpus Scriptorum Christianorum Orientalium 169-170) .
  • DES HEILIGEN EPHRAEM DES SYRERS, Hymnen de Paradiso und contra Julianum, Herausgegeben und Übersetzt von E. Beck, Sécretariat du CorpusSCO, Louvain 1957 (Corpus Scriptorum Christianorum Orientalium 174-175).
  • DES HEILIGEN EPHRAEM DES SYRERS, Hymnen de Nativitate (Épiphania), Herausgegeben und Übersetzt von E. Beck, Sécretariat du CorpusSCO, Louvain 1959 (Corpus Scriptorum Christianorum Orientalium 186-187).
  • DES HEILIGEN EPHRAEM DES SYRERS, Hymnen de Ecclesia, Herausgegeben und Übersetzt von E. Beck, Sécretariat du CorpusSCO, Louvain 1960 (Corpus Scriptorum Christianorum Orientalium 198-199).
  • DES HEILIGEN EPHRAEM DES SYRERS, Sermones de Fide, Herausgegeben und Übersetzt von E. Beck, Sécretariat du CorpusSCO, Louvain 1961 (Corpus Scriptorum Christianorum Orientalium 212-213).
  • DES HEILIGEN EPHRAEM DES SYRERS, Carmina Nisibena. I, Herausgegeben und Übersetzt von E. Beck Sécretariat du CorpusSCO, Louvain 1961 (Corpus Scriptorum Christianorum Orientalium 218-219).
  • DES HEILIGEN EPHRAEM DES SYRERS, Hymnen de Verginitate, Herausgegeben und Übersetzt von E. Beck, Sécretariat du CorpusSCO, Louvain 1962 (Corpus Scriptorum Christianorum Orientalium 223-224).
  • DES HEILIGEN EPHRAEM DES SYRERS, Carmina Nisibena. II, Herausgegeben und Übersetzt von E. Beck, Sécretariat du CorpusSCO, Louvain 1963 (Corpus Scriptorum Christianorum Orientalium 240-241).
  • DES HEILIGEN EPHRAEM DES SYRERS, Hymnen de Ieiunio, Herausgegeben und Übersetzt von E. Beck, Sécretariat du CorpusSCO, Louvain 1964 (Corpus Scriptorum Christianorum Orientalium 246-247).
  • DES HEILIGEN EPHRAEM DES SYRERS, Paschahymnen (de azimis, de crucifixione, de resurrectione), Herausgegeben und Übersetzt von E. Beck, Sécretariat du CorpusSCO, Louvain 1964 (Corpus Scriptorum Christianorum Orientalium 248-249).
  • DES HEILIGEN EPHRAEM DES SYRERS, Hymnen de Fide, Herausgegeben und Übersetzt von E. Beck, Sécretariat du CorpusSCO, Louvain 1965 (Texte) 1967 (Version) (Corpus Scriptorum Christianorum Orientalium 154-155).
  • DES HEILIGEN EPHRAEM DES SYRERS, Sermo de Domino Nostro, Herausgegeben und Übersetzt von E. Beck, Sécretariat du CorpusSCO, Louvain 1966 (Corpus Scriptorum Christianorum Orientalium 269-270).
  • DES HEILIGEN EPHRAEM DES SYRERS, Sermones. I, Herausgegeben und Übersetzt von E. Beck Sécretariat du CorpusSCO, Louvain 1970 (Corpus Scriptorum Christianorum Orientalium 305-306).
  • DES HEILIGEN EPHRAEM DES SYRERS, Sermones. II, Herausgegeben und Übersetzt von E. Beck, Sécretariat du CorpusSCO, Louvain 1970 (Corpus Scriptorum Christianorum Orientalium 311-312).
  • DES HEILIGEN EPHRAEM DES SYRERS, Sermones. III, Herausgegeben und Übersetzt von E. Beck, Sécretariat du CorpusSCO, Louvain 1972 (Corpus Scriptorum Christianorum Orientalium 320-321).
  • DES HEILIGEN EPHRAEM DES SYRERS, Hymnen auf Abraham Kydunaya und Julianos Saba, Herausgegeben und Übersetzt von E. Beck, Sécretariat du CorpusSCO, Louvain 1972 (Corpus Scriptorum Christianorum Orientalium 322-323).
  • DES HEILIGEN EPHRAEM DES SYRERS, Sermones. IV, Herausgegeben und Übersetzt von E. Beck, Sécretariat du CorpusSCO, Louvain 1973 (Corpus Scriptorum Christianorum Orientalium 334-335)
  • EPHRAEM SYRUS, Nachträge, Herausgegeben und Übersetzt von E. Beck, Sécretariat du CorpusSCO, Louvain 1975 (Corpus Scriptorum Christianorum Orientalium 363-364).
  • EPHRAEM SYRUS, Sermones in Hebdomadam Sanctam, Herausgegeben und Übersetzt von E. Beck, Sécretariat du CorpusSCO, Louvain 1979 (Corpus Scriptorum Christianorum Orientalium 412-413).

c) Traduzioni italiane

  • EFREM IL SIRO, Le arpe del Signore. Inni sulla verginità 27-30, introduzione, traduzione e note a cura di E. Vergani, Qiqajon, Magnano (BI) 1996 (Testi dei padri della chiesa 24).
  • EFREM IL SIRO, L’arpa dello Spirito. 19 poemi di Sant’Efrem, a cura di S. Brock, Lipa, Roma 1999 (Pubblicazioni del Centro Aletti 22).
  • EFREM IL SIRO, Inni pasquali. Sugli azzimi, sulla crocifissione, sulla resurrezione, introduzione, traduzione e note a cura di I. De Francesco, Paoline, Cinisello Balsamo (MI) 2001 (Letture cristiane del I millennio 31).
  • EFREM IL SIRO, La gioia della mensa, introduzione, traduzione e note a cura di I. De Francesco, Qiqajon, Magnano (BI) 2002 (Testi dei padri della chiesa 57).
  • EFREM IL SIRO, Inni sulla natività e sull’Epifania, introduzione, traduzione e note a cura di I. De Francesco, Paoline, Cinisello Balsamo (MI) 2003 Paoline, (Letture cristiane del I millennio 35).
  • EFREM IL SIRO, Il dono della perla, introduzione, traduzione e note a cura di E. Vergani, Qiqajon, Magnano (BI) 2005 (Testi dei padri della chiesa 78).
  • EFREM IL SIRO, Inni sul Paradiso, introduzione, traduzione e note di I. De Francesco, Paoline, Cinisello Balsamo (MI) 2006 (Letture cristiane del I millennio 39).
  • EFREM IL SIRO, Giona. Inni sulla verginità 42-50, introduzione, traduzione e note a cura di D. Cerbelaud, Qiqajon, Magnano (BI) 2007 (Testi dei padri della chiesa 90).
Bibliografia
  • F. RILLIET, art., Efrem Siro, in A. DI BERARDINO (a cura di), Dizionario patristico di antichità cristiane. I (A-F), Marietti, Casale Monferrato (AL) 1983, coll. 1103-1107 (Institutum Patristicum Augustinianum).
  • A. DI BERARDINO (a cura di), Patrologia. V. Dal Concilio di Calcedonia (451) a Giovanni Damasceno (+750). I Padri Orientali, Marietti, Genova 2000, pp. 445-448 (Institutum Patristicum Augustinianum).
  • (EN) Jérôme Labourt, Ephraem, Saint, in Charles George Herbermann (a cura di), Catholic Encyclopedia, 15 voll., Robert Appleton Company, New York 1907-1914, vol. V, 1909, p. 498, online

a) Volumi

  • G. RICCIOTTI, Sant’Efrem Siro. Biografia – Scritti – Teologia, Marietti, Torino-Roma 1925.
  • E. PERNIOLA, Sant’Efrem Siro. Dottore della Chiesa e cantore di Maria, Partecipare, Santeramo in Colle (BA) 1989.
  • S. BROCK, L’occhio luminoso. La visione spirituale di Sant’Efrem, Lipa, Roma 1999.

b) Articoli e altri scritti

  • BENEDETTO XV, Principi Apolostolorum Petro, in «Acta Apostolicae Sedis» 12 (1920), pp. 457-471.
  • REDAZIONE DE «LA CIVILTÀ CATTOLICA» (a cura di), Il nuovo appello all’Oriente nella proclamazione di Sant’Efrem a dottore della chiesa universale, in «Civiltà Cattolica» 71 (1920), n. 4, pp. 299-307.
  • REDAZIONE DE «LA CIVILTÀ CATTOLICA» (a cura di), S. Efrem dottore e poeta, in «Civiltà Cattolica» 73 (1922), n. 2, pp. 494-510.
  • A. DE HALLEUX, Saint Éphrem le Syrien, in «Revue Théologique de Louvain» 14 (1983), pp. 328-355.
  • O. CLÉMENT, Tre preghiere. Il Padre Nostro, la preghiera allo Spirito Santo, la preghiera penitenziale di Sant’Efrem, Jaca Book, Milano 1995, pp. 73-89.
  • BENEDETTO XVI, Le molteplici forme culturali dell’unica fede cristiana, in «L’Osservatore Romano» 147 (2007) del 29 novembre 2007, p. 1 (udienza generale dedicata alla figura di Sant’Efrem del 28 novembre 2007).
Fonti
  • Bouvy, Le fonti storiche della vita di S. Efrem, Rivista agostiniana, 1903, 155-61
  • J. R. Harris, Fragments of the Commentary of Ephrem Syrus upon the Diatessaron, Londra, 1905
  • J. H. Hill, A Dissertation on the Gospel Commentary of St. Ephraem the Syrian, Edinburgo, 1896
  • F. C. Burkitt, 'St Ephraim's Quotations from the Gospel, Corrected and Arranged, in "Texts and Studies", Cambridge, 1901, VII, 2
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