Vai al contenuto

Discussione:San Medardo

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.


Arcevia (AN), unico patronato civico italiano di San Medardo – proposta di integrazione della voce [suggerimento via modulo]

Gentile Redazione di Cathopedia, desidero segnalarvi alcune informazioni documentate che potrebbero integrare la voce dedicata a San Medardo (https://it.cathopedia.org/wiki/San_Medardo). In Italia, Arcevia (già Rocca Contrada, provincia di Ancona) rappresenta, per quanto risulta dalla documentazione storica disponibile, l'unico comune che venera San Medardo quale patrono civico, celebrandone ancora oggi la festa liturgica l'8 giugno. Il culto del Santo ad Arcevia è attestato almeno dalla fine del XII secolo, quando era già esistente una chiesa dedicata a San Medardo presso la rocca medievale. Una documentazione pontificia del primo Duecento relativa ai beni della Chiesa di Senigallia cita infatti il patrimonio della chiesa di San Medardo nel territorio dell'antica Rocca Contrada (Regesti di Rocca Contrada (Ed. Villa Maina, 1988). La particolare importanza del santuario è confermata da numerosi interventi pontifici: • 13 novembre 1393 – Bonifacio IX concesse alla chiesa di San Medardo un'indulgenza plenaria per la festa del Santo, equiparandola a quella della Basilica di Santa Maria di Collemaggio dell'Aquila. • 30 ottobre 1579 – Gregorio XIII confermò tale privilegio, estendendone l'efficacia dal primo vespro della vigilia fino al tramonto del giorno della festa (Nota 2 L. Tasti, De Origine et situ Rocchae Contradae (1636); • 15 ottobre 1585 – Sisto V, con propria bolla, elevò la chiesa di San Medardo ad insigne collegiata con arciprete e otto canonici, anche per l'interessamento dell'arcievese Angelo Rocca, vescovo di Tagaste e fondatore della Biblioteca Angelica di Roma. La nuova collegiata fu edificata tra il 1634 e il 1644. La prima pietra venne posta l'8 giugno 1634 alla presenza di Livia Della Rovere, duchessa di Urbino e governatrice perpetua di Rocca Contrada. Sulla pietra di fondazione fu incisa un'iscrizione latina che dedica il tempio alla Vergine Maria e a San Medardo, patrono e protettore della città “D.O.M. Deiparae Virgini et Divo Medardo Episcopo patrono et tutelari suo S.P.Q. Rocchen. templum hoc reedificandum curavit VIII IUNII MDC XXXIV” (A. Anselmi, A proposito della classificazione dei Monumenti Nazionali in Provincia di Ancona (1888); È inoltre conservata nella collegiata una reliquia attribuita al Santo (digitus Sancti Medardi), custodita in un reliquiario argenteo realizzato nel 1604, per iniziativa del canonico Sebastiano Ghiandenghi ed ad opera dell’urbinate Vescovo di Senigallia Antaldo degli Antaldi, tuttora censito nell'Inventario dei beni storici e artistici della Diocesi di Senigallia ISCR DIGITUS S. MEDARDI EPI - MDCIIII - S/ MEDARDO/ EPISCOPO/ PATRIAE/ SUO/ PROTEC/TORI e SEB/ GHIANDEN/ GUS ROCCH/ CANONICUS/ ASCUL.S/ D.(Inventario dei beni storici e artistici della Diocesi di Senigallia (2014). Ringrazio per l'attenzione e per il prezioso lavoro di divulgazione svolto da Cathopedia. Fabio Giovagnoli Arcevia (AN)

FABIO GIOVAGNOLI, lunedì 22 giugno 2026, 14:16:45

Buonasera, grazie per il contributo molto dettagliato ma lascerei l'accenno essenziale che già c'è nella voce --RR (discussioni) 20:35, 22 giu 2026 (CEST)

Note a margine della cronologia e del patronato arceviese/italiano di San Medardo [suggerimento via modulo]

Prendo atto delle scelte editoriali della voce. Le segnalo solamente tuttavia, a fini di eventuale utilità, che la scheda attuale presenta una evidente contraddizione sulle date del ministero vescovile: se all'inizio della scheda si sceglie di indicare la durata dell'esercizio dal 530 al 545, risulta poi contraddittorio o per lo meno confondente inserire nell'infobox laterale la consacrazione vescovile nel 545 ca. senza raccordare le due tesi, lasciando la cronologia confusa a causa della sovrapposizione di due fonti contrastanti. È invece certamente non veritiero che il polittico arceviese di San Medardo di Luca Signorelli (1507) sia ( come testualmente scritto), l'unica raffigurazione del Santo in Italia, pur essendone la più famosa (si veda, tra le altre, la tela di scuola marchigiana conservata a Porto Sant'Elpidio). Rimane infine inespressa l'informazione storica più rilevante e certa: il fatto che Arcevia vanti l'unico patronato civico di San Medardo in Italia, con oltre ottocento anni di storia documentata da bolle papali e supportata dalla presenza di una reliquia storica attestata con continuità a livello diocesano già in epoca antetridentina. La voce attuale preferisce invece dare spazio, nella sezione del culto di dulia, a tradizioni onomastiche marginali e private, spendendo un accenno aneddotico su una famiglia nobile anonima (oltretutto oggi estinta e non citata, ma rintracciabile in Abbondanzieri F., Le scienze e arti nobili ravvivate ad Arcevia, Jesi 1752), sottacendo il reale e documentato dato devozionale territoriale (https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/6240128/Bottega+marchigiana+%281604%29%2C+Reliquiario+a+braccio#action=ricerca%2Frisultati&).

FABIO GIOVAGNOLI, mercoledì 24 giugno 2026, 09:40:26