Utente:Don Paolo Benvenuto/Daniele Natale

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca

1919 Fra Daniele, al secolo Michele Natale, nasce a San Giovanni Rotondo (Foggia) l'11 marzo, dal matrimonio tra Berardino e Angela Maria De Bonis, è il quarto di sette figli. La famiglia abitava in una casa di Via Cairoli, 31 e viveva di agricoltura e pastorizia. II 24 marzo Michelino riceve il Battesimo.

1924-1929 II futuro frate cappuccino cresce in una famiglia semplice, povera, onesta. Riceve la prima educazione alla fede in un ambiente familiare credente e osservante delle leggi della Chiesa. Nel triennio 1925-1927 apprende i primi rudimenti scolastici frequentando tre anni della scuola elementare. La sua fu un'infanzia provata duramente dalla povertà e dalle conseguenze socio-economiche del Primo Conflitto Mondiale (1915-1918). Michele manifesta più che propensione allo studio, inclinazione verso le attività agro-pastorali. D'indole sensibile, buona, obbediente, allegra e generosa, per aiu­tare i suoi genitori, sin da piccolo va a fare il pastore presso la famiglia Napoletano-Giuliani, proprietari dì una masseria ubicata sulla strada per Cagnano Varano. Qui ammira più volte un enorme uccello bianco che si posa nelle vicinanze e spesso nota anche un fascio di luce luminosa, proveniente da San Giovanni Rotondo, posarsi su di lui. Più tardi fra Daniele spiegherà questi fenomeni come segni della bontà del Signore ed espressioni della protezione di San Pio da Pietrelcina che lo seguiva fin da allora. Il primo incontro con Padre Pio da Pietrelcina, giunto nel pae­se garganico nel 1916, avviene quando Michelino ha cinque anni. Da quel mo­mento la figura del Santo accompagnerà significativamente l'intera sua vita.

1930 II 7 giugno riceve il sacramento della Confermazione.

1933 La sua devozione alla Madonna ebbe inizio la notte tra il 12/13 maggio, allorché sentì una voce, che egli diceva essere di Gesù, che lo chiamava a seguirlo nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini. Udendo quella voce, rimase perplesso e avvertì un tuffo al cuore ed il sangue affluirgli velocemente al cervello. Titubante, chiese: "Ma come, devo lasciare mamma?" E la Voce ancora: "Sì, ma Io ti do la mia Mamma come Mamma tua, che è anche Mamma di tua madre. A questa Mamma potrai chiedere qualsiasi cosa". Allo stesso tempo i genitori sentirono un'altra voce che diceva loro: “Non ostacolate la vocazione di vostro figlio, altrimenti sarete puniti”. I genitori erano grandi devoti e credenti, ma all'epoca la forza delle braccia di un figlio maschio erano molto utili per i lavori in campagna. Da quel momento la Madonna gli fece veramente da Mamma. II 6 giugno con la benedizione di Padre Pio entra come postulante nel vici­no convento di Vico del Gargano.

1934-1940 Nel maggio 1934 viene in­viato, in sostituzione di un frate, nel con­vento di Sant'Anna in Foggia, sede del­la Curia Provinciale, con le mansioni di sa­crista e portinaio. Dopo aver letto la vita del cappuccino tedesco, San Corrado da Parzham decide di non farsi presbi­tero e di restare fratello religioso perché - risponde al Ministro Provinciale, Fra Bernardo d'Alpicefla -«Sono entrato in con­vento per farmi santo ed ho appreso dal­la vita di San Corrado che non è affatto necessario diventare sacerdote per arri­vare ad essere santo». Il 29 novembre è ammesso al Terz'Ordine Francescano con il nome di Fra Daniele.

A Morcone (Benevento) il 25 marzo del 1935 inizia il Noviziato, il 2 aprile 1936 emette la professione temporanea dei voti. A marzo del 1937 è di nuovo a Fog­gia nel convento Sant'Anna come "ca­po cuciniere".

Il 12 maggio 1940 nel convento di "Sant'Egidio" di Montefusco (Avel­lino) Fra Daniele emette la professione perpetua nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini. A dicembre dello stesso anno, su "inso­lita" e diretta richiesta del santo Cap­puccino, diventa figlio spirituale di Pa­dre Pio da Pietrelcina. Il santo gli disse: “Ovunque tu sarai, io sarò con te, perché lo spirito non ha né ostacoli né limiti!”

1941-1943 A Foggia nel 1941, in­contra la futura Venerabile Genoveffa De Troia (1887-1949) con la quale nac­que un' arricchente amicizia e frequenta­zione spirituale. La Terziaria francescana visse un'esistenza segnata interamente dalla povertà, dalla malattia e dalla sof­ferenza offerte come partecipazione al­la Passione di Cristo e per la salvezza del­le anime. L'esempio e i dialoghi spiritua­li con Genoveffa contribuirono positiva­mente alla crescita umano-spirituale di Fra Daniele. (http://www.amicidifradaniele.it/modules.php?name=News&file=article&sid=29)

Durante i continui e drammatici bom­bardamenti, cui venne sottoposto il capoluogo di provincia della Capitanata nel corso del secondo conflitto mondia­le, lo ricordano in giro per la città a cu­rare feriti, seppellire morti, aiutare i senzatetto e gli sfollati, confortare i familia­ri delle vittime e mettere al sicuro le sup­pellettili sacre della Chiesa conventuale di Sant'Anna. La sofferenza che subì duran­te l'infanzia per la Prima Guerra Mondia­le non lo rinchiuse nella paura ma lo raf­forzò nella generosità e carità verso gli ul­timi nata nei prolungati tempi quotidiani di adorazione eucaristica.

1952-1954 II 27 luglio 1952 viene tra­sferito nel convento di San Giovanni Ro­tondo come aiuto cuciniere ed assisten­te di Padre Pio. Il 6 settembre è operato all'lstituto "Reqina Elena" per la cura dei Tumori di Roma durante il quale cade in coma. Tra il 1953 ed il 1954 vive tra il convento di Vico del Gargano e la frater­nità cappuccina di "San Lorenzo al Verano" di Roma, qui periodicamente si sot­topose a chemioterapia e cure necessarie. Durante la grave malattia dette testimonianza cristiana di abbandono in Dio e di devozione al suo padre spirituale, Pa­dre Pio da Pietrelcina. La sua guarigione fu ritenuta scientificamente inspiegabile. Fra Daniele subì, durante l'arco della sua vita terrena, ben tredici interventi chirur­gici e per quarant'anni dovette combat­tere con varie malattie e sofferenze fisi­che oltre che spirituali. (http://www.amicidifradaniele.it/modules.php?name=News&file=article&sid=14)

1959-1967 Dopo essersi fisicamen­te rimesso è di famiglia ad Isernia come portinaio e sacrista. Tra il 1964 e il 1967 viene trasferito più volte tra Vico del Gar­gano e Cerignola.

1973-1979 Nell'aprile del '73 è nomi­nato Delegato provinciale per i fratelli non chierici, il 25 agosto muore il padre Berardino, il 23 dicembre '74 morirà la mamma. Istituito lettore il 25 marzo del 75; è accolito il 23 aprile 1976. Nel set­tembre dello stesso è nominato Vicese­gretario delle missioni.

1994 All' età di 75 anni, alle ore 14:12 del 6 luglio, muore a san Gio­vanni Rotondo presso la Casa Sollievo della Sofferenza. Il giorno successivo, nel Santuario di Santa Maria delle Grazie, si celebrarono i funerali. L' 8 luglio la salma viene tumulata nel cimitero di San Gio­vanni Rotondo. (http://www.amicidifradaniele.it/modules.php?name=News&file=article&sid=33)