Beato Giovanni Battista Scalabrini

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Vescovo
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Beato
Fondatore dei Missionari di San Carlo Borromeo e delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo

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Titolo
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Età alla morte 65 anni
Nascita Fino Mornasco
8 luglio 1839
Morte Piacenza
1º giugno 1905
Sepoltura
Appartenenza Diocesi di Piacenza
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Ordinazione presbiterale Como, 30 maggio 1863
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Consacrazione vescovile 30 gennaio 1876 dal card. Alessandro Franchi
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Extra Anni di pontificato
Nomine
Cardinali creazioni
Proclamazioni
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Eventi

Iter verso la canonizzazione

Venerato da Chiesa cattolica
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Beatificazione 9 novembre 1997, da Giovanni Paolo II
Canonizzazione [[]]
Ricorrenza 1º giugno
Altre ricorrenze
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Devozioni particolari {{{devozioni}}}
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Collegamenti esterni
(EN) Scheda su gcatholic.org
(EN) Scheda su catholic-hierarchy.org
Scheda su santiebeati.it
Scheda nel sito della diocesi o congregazione
Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano, 1º giugno, n. 19:
« A Piacenza, beato Giovanni Battista Scalabrini, vescovo, che si adoperò con ogni mezzo per la sua Chiesa e rifulse per la sollecitudine verso i sacerdoti, i contadini e gli operai; in particolare, ebbe a cuore gli emigranti nelle città d'America, per i quali fondò le Congregazioni dei Missionari e delle Suore Missionarie di San Carlo. »
(Santo di venerazione particolare o locale)

Il Beato Giovanni Battista Scalabrini (Fino Mornasco, 8 luglio 1839; † Piacenza, 1º giugno 1905) è stato un vescovo e fondatore italiano dei Missionari di San Carlo Borromeo e delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo.

Biografia

L'urna in cui riposa il beato Scalabrini, nel duomo di Piacenza

Fu ordinato sacerdote il 30 maggio 1863. Fu subito chiamato a insegnare in seminario, di cui divenne anche rettore per tre anni, fino al 1870, data in cui fu designato parroco di San Bartolomeo a Como.

Vescovo di Piacenza

Cinque anni dopo, il 30 gennaio 1876, ad appena trentasei anni, papa Pio IX lo nominò vescovo di Piacenza; fu consacrato vescovo dal cardinal Alessandro Franchi, prefetto della Congregazione de Propaganda Fide (l'attuale Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli).

Durante il suo episcopato fondò un istituto per sordomuti, un organismo di assistenza per le mondine, società di mutuo soccorso, casse rurali; indirizzò numerose lettere pastorali alla sua diocesi, compì accurate visite pastorali.

Celebrò ben tre sinodi diocesani, trascurati da oltre un secolo e mezzo; fu un valido sostenitore dell'Azione Cattolica, fondò il periodico Il Catechista cattolico, prima rivista italiana per la diffusione del catechismo, tuttora pubblicata. Organizzò inoltre a Piacenza il primo Congresso catechistico nazionale.

L'attenzione per gli emigrati italiani

Impressionato dalla vista di una folla di derelitti che dalla stazione di Milano si avviavano a partire per l'America, cominciò a interessarsi alla questione degli emigrati.

Il 28 novembre 1887 fondò la Congregazione dei Missionari di San Carlo Borromeo, conosciuti come Scalabriniani, per la cura degli emigrati italiani. Nel contempo istituì un Comitato di patronato per provvedere alla tutela degli interessi materiali degli emigrati: questo divenne poi la "Società San Raffaele", suddivisa in Comitati locali, opportunamente dislocati. La sua congregazione comprendeva ai suoi inizi appena tre sacerdoti; l'anno successivo comprendeva già dieci missionari.

Nel 1895, con quattro suore ed un orfanotrofio, fondò l'Istituto delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo. Nell'anno 1900 si unirono alla missione dei Padri Scalabriniani anche le Apostole del Sacro Cuore di Gesù, fondate dalla forlivese Clelia Merloni. Nel 1901 viaggiò presso gli emigranti degli Stati Uniti d'America e nel 1904 andò in visita pastorale presso le comunità italiane del Brasile.

La sua spiritualità e gli ultimi anni

Mons. Scalabrini ebbe un'intensa vita di preghiera e ascesi. La sua devozione all'Eucaristia si rendeva visibile nell'intensa celebrazione della Messa, nell'adorazione anche notturna, alle frequenti visite giornaliere al Santissimo Sacramento.

Precorrendo i tempi, fu un acceso anticipatore della Conciliazione tra Chiesa cattolica e Stato italiano: nel 1885 pubblicò anonimamente, ma in piena concordia con papa Leone XIII, un'opuscolo in cui sosteneva una felice soluzione della Questione romana.

Nonostante fosse già sofferente da tempo, cominciava a prepararsi alla sesta visita pastorale alla vasta diocesi quando, aggravatosi improvvisamente, fu sottoposto ad intervento chirurgico; nonostante questo morì, come desiderava, a Piacenza, l'1 luglio 1905. Attualmente riposa nel Duomo di Piacenza.

Culto

Il processo per la sua canonizzazione si aprì nel 1940: dopo aver superato favorevolmente tutto l'iter richiesto e dopo il riconoscimento da parte della Chiesa di un miracolo avvenuto per sua intercessione il 7 luglio 1997, è stato proclamato beato da papa Giovanni Paolo II il 9 novembre 1997.

Genealogia episcopale e successione apostolica

Successione degli incarichi

Predecessore: Vescovo di Piacenza Successore: Stemma vescovo.png
Antonio Ranza 13 dicembre 1875 - 1 giugno 1905 Giovanni Maria Pellizzari I
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con
con
Antonio Ranza {{{data}}} Giovanni Maria Pellizzari
Predecessore: Superiore Generale dei Missionari di San Carlo Borromeo Successore: Missionaries of Saint Charles Borromeo.jpg
- 1887 - 1 giugno 1905 Domenico Vicentini I
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- {{{data}}} Domenico Vicentini
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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