Beato Marco d'Aviano

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Beato Marco d'Aviano Cristofori, O.F.M. Cap.
Presbitero
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al secolo Carlo Domenico
Beato

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Titolo
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Età alla morte 67 anni
Nascita Aviano
17 novembre 1631
Morte Vienna
13 agosto 1699
Sepoltura
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Professione religiosa 21 novembre 1649
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Ordinazione presbiterale 18 settembre 1655
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Nomine
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Proclamazioni
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Eventi

Iter verso la canonizzazione

Venerato da Chiesa cattolica
Venerabile il [[]]
Beatificazione 27 aprile 2003, da Giovanni Paolo II
Canonizzazione [[]]
Ricorrenza 13 agosto
Altre ricorrenze
Santuario principale Chiesa dei Cappuccini di Vienna
Attributi
Devozioni particolari {{{devozioni}}}
Patrono di
Collegamenti esterni
Scheda su santiebeati.it
Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano, 13 agosto, n. 11:
« A Vienna in Austria, beato Marco d'Aviano (Carlo Domenico) Cristofori, sacerdote dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, che, sapiente predicatore della parola di Dio, in ogni luogo si adoperò mirabilmente per i poveri e i malati, sollecitando soprattutto i potenti del mondo ad anteporre la fede e la pace ad ogni altra impresa o interesse. »
(Santo di venerazione particolare o locale)

Beato Marco d'Aviano Cristofori, al secolo Carlo Domenico (Aviano, 17 novembre 1631; † Vienna, 13 agosto 1699) è stato un presbitero e predicatore italiano.

Biografia

Le origini e la vita religiosa

Nato da Marco Pasquale Cristofori e da Rosa Zanoni, appartenenti alla ricca borghesia locale, ebbe la prima formazione scolastica e spirituale ad Aviano per poi frequentare, negli anni fra il 1643 e il 1647, il Collegium gesuita di Gorizia.

Il clima epico che si viveva in Veneto in quegli anni a causa della guerra di Candia ebbe un'influenza decisiva sulla vita del giovane. Animato dal desiderio di rendersi utile sui luoghi dell'Assedio di Candia e disposto a versare il suo sangue per la difesa della fede, lasciò Gorizia e arrivò a Capodistria dove, in attesa di imbarcarsi su una nave della Repubblica di Venezia, chiese ospitalità al locale convento dei cappuccini. Durante il suo breve soggiorno nel convento, prese la decisione di abbandonare la vita secolare e di entrare nel noviziato. Nel settembre 1648 venne accolto come novizio nel convento di Conegliano e dopo un anno, il 21 novembre 1649, pronunciò i voti prendendo il nome di Marco d'Aviano.

Dopo aver proseguito gli studi di teologia e di filosofia, il 18 settembre 1655 fu ordinato presbitero a Chioggia e ottenne nel 1664 la patente di predicazione. Ricevette due incarichi come superiore nei conventi di Belluno (1672) e Oderzo (1674) per poi dedicarsi completamente all'attività di predicatore, attirando i fedeli grazie alle sue notevoli capacità oratorie. L'8 settembre 1676, invitato a predicare a Padova presso il monastero di San Prosdocimo, benedisse Vincenza Francesconi, una religiosa da molti anni gravemente ammalata. La sua improvvisa guarigione, unita anche ad altri episodi analoghi avvenuti nello stesso periodo a Venezia, resero celebre frate Marco, cui venivano ormai attribuite doti taumaturgiche.

L'incontro con Leopoldo I

Guarì da una lunga malattia il duca Carlo V di Lorena, comandante dell'esercito dell'Imperatore del Sacro Romano Impero. La sua fama, quindi, giunse anche alle orecchie di Leopoldo I, che lo invitò a corte. Nel settembre 1680 a Linz avvenne il primo incontro fra Marco e l'Imperatore. Tra i due nacque una profonda relazione spirituale, e Marco approdò a Vienna come confessore e consigliere di Leopoldo I, rimanendo fino alla sua morte un amico, un padre spirituale e un confidente per qualsiasi problema familiare, politico, economico, militare o religioso.

Tra i due personaggi esisteva una profonda complementarità di caratteri: all'indecisione e alla timidezza di Leopoldo si contrapponeva la sicurezza e il coraggio di Marco, che seppe dargli validi consigli sia per le questioni di fede e di coscienza, sia per i problemi relativi all'esercizio del potere.

La "missione impossibile" affidatagli dal Papa

Monumento al beato Marco d'Aviano nella Chiesa dei Cappuccini a Vienna

Nel 1683 Papa Innocenzo XI affidò a Marco un incarico diplomatico molto delicato: ricreare la Lega Santa delle nazioni cristiane. L'espansione dell'Impero Ottomano procedeva in Europa senza freni: in quell'anno i turchi conquistarono Belgrado. Vienna, dal canto suo, non aveva mai potenziato il suo confine orientale, che restava pericolosamente sguarnito. I turchi, dopo aver invaso l'Ungheria, avanzarono verso Vienna proprio da oriente.

Padre Marco, nel frattempo, era riuscito nella missione di coalizzare le potenze cristiane, superando i dissidi esistenti al loro interno. Le sue perorazioni e le sue amicizie con i potenti avevano indotto i regni di Spagna, Portogallo, Polonia e le Repubbliche di Firenze, Genova e Venezia a inviare aiuti e cospicui contingenti militari.

Il frate cappuccino non poté invece fare nulla presso la corte francese: Luigi XIV, che pure si vantava del titolo di "Re cristianissimo", si tenne alla larga dall'alleanza, anzi cercò di farla fallire nella speranza che la probabile sconfitta dell'Austria ad opera dei Turchi potesse accrescere il prestigio della Francia in Europa. Nonostante ciò molti francesi si armarono e raggiunsero Vienna come volontari.

L'unico sovrano ad aderire in persona fu il re di Polonia, Giovanni III. Marco faticò non poco a convincerlo data la rivalità, e antipatia personale, esistente tra Giovanni e Leopoldo d'Asburgo.

Giovanni si mosse verso Vienna alla testa della cavalleria polacca. Non era ancora stato scelto il comandante supremo dell'esercito cristiano. Per lignaggio, sarebbe spettato all'imperatore. Ma questo avrebbe significato la defezione di Giovanni. Padre Marco, compiendo un vero capolavoro diplomatico, convinse Leopoldo a rimanere fuori dalla scena. In linea gerarchica, il comando dell'esercito dell'imperatore spettava al duca Carlo V di Lorena, che era un devoto di Padre Marco. Per cui fu facile persuaderlo ad accettare di sottoporsi agli ordini del re di Polonia.

L'assedio di Vienna era cominciato il 14 luglio 1683. L'8 settembre le armate cristiane erano pronte a ingaggiare battaglia con i turchi. Padre Marco celebrò la Messa nel campo allestito sul Kahlenberg (Monte Calvo), la collina che sovrasta Vienna. Al suo fianco, sull'altare, erano Giovanni III e Carlo di Lorena. Terminato il rito, il frate tenne uno dei suoi più fervidi sermoni, in quel misto di italiano, latino e tedesco, caratteristico delle sue prediche[1].

La Battaglia di Vienna si svolse il 12 settembre, e si concluse con la vittoria della Lega Santa e la ritirata dell'esercito turco. Papa Innocenzo XI proclamò la giornata "Festa del Santissimo Nome di Maria", poi inviò la sua benedizione a padre Marco.

Il frate non ebbe altre ricompense[2].

A Vienna padre Marco fu il personaggio più festeggiato. Attorno alla sua figura cominciarono a nascere storie di miracoli e prodigi.

L'anno dopo Marco ricevette un'altra chiamata dal Papa. Innocenzo XI voleva che i sovrani europei si coalizzassero per cacciare, questa volta definitivamente, gli ottomani dall'Europa. Marco si adoperò per coordinare l'alleanza cristiana contro l'Islam. La sua popolarità era enorme, e così la sua autorevolezza[3]. Il frate cappuccino partecipò assieme ai comandanti militari alla pianificazione dell'attacco.

Il primo obiettivo raggiunto fu la riconquista di Buda (l'attuale Budapest), avvenuta nel 1685. Marco era immancabilmente presente.

Nel 1689 morì Papa Innocenzo XI. A Vienna i consiglieri dell'Imperatore si mostrarono disponibili a trattare la pace con i turchi. Il risultato fu che l'avanzata cristiana si fermò. Per otto lunghi anni il fronte non oltrepassò i confini dell'Ungheria.

Solo nel 1697 l'avanzata riprese, grazie al duca Eugenio di Savoia, che conseguì la vittoria definitiva contro l'esercito turco sul fiume Tibisco (Serbia), nei pressi di Zenta. La pace venne firmata il 26 gennaio 1699 a Carlowitz.

Il 13 agosto dello stesso anno, assistito personalmente dall'imperatore e dalla moglie Eleonora, morì padre Marco. Per permettere alla numerosa popolazione, accorsa da ogni dove, di rendere l'ultimo saluto al cappuccino, il sovrano diede ordine che le esequie si celebrassero il 17 agosto, e che il frate venisse seppellito in una tomba separata dagli altri confratelli. Quattro anni dopo le spoglie di Marco d'Aviano, anche in previsione di una causa di beatificazione, furono spostate all'interno della Chiesa dei Cappuccini di Vienna, dove si trovano ancor oggi, nello stesso edificio che ospita la Cripta Imperiale.

Note
  1. Arrigo Petacco, L'ultima crociata, Mondadori, 2007, pag. 165
  2. Arrigo Petacco, L'ultima crociata, Mondadori, 2007, pag. 172
  3. Arrigo Petacco, L'ultima crociata, Mondadori, 2007, pag. 178
Bibliografia
  • Basso Arturo da Carmignano di Brenta (a cura di), Marco d'Aviano. Corrispondenza epistolare. Abano Terme, Piovan, 1986-1991, 5 volumi: 1: Ecclesiastici, 2: Imperatore Leopoldo, 3: Famiglia imperiale, case reali e principesche, 4: Principi italiani e personaggi vari, 5: Indici, errata corrige
  • Basso Arturo da Carmignano di Brenta, Beato Marco D'Aviano: dare un'anima all'Europa, profilo biografico riveduto e corretto da Venanzio Renier. Padova, Messaggero di Sant'Antonio Editrice, 2003 (seconda edizione)
  • Héyret M., Padre Marco d'Aviano, prefazione di Carlo Sgorlon, Padova, Messaggero di Sant'Antonio Editrice, 1999
  • Simonato R. (a cura di), Marco d'Aviano e il suo tempo: un cappuccino del Seicento, gli Ottomani e l'Impero. Atti del convegno storico internazionale Pordenone 12-13 novembre 1993. Pordenone, Edizioni Concordia Sette, 1993
  • A.Petacco, L'ultima crociata: quando gli Ottomani arrivarono alle porte dell'Europa A.Mondadori Ed.,2007
  • Giuliana V. Fantuz, in collaborazione con p. Venanzio Renier (postulatore della causa di canonizzazione di Marco d'Aviano), "Marco d'Aviano e Innocenzo XI - In difesa della Cristianità, 2006
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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