Agiografia

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.
100%Decrease text sizeStandard text sizeIncrease text size
Share/Save/Bookmark
Immagine agiografica: Sant'Agostino d'Ippona nella corona dei santi agostiniani

L'Agiografia è principalmente un genere letterario costituito dalla narrazione della vita dei santi. Il vocabolo deriva dal greco, come composto dei vocaboli ἆγιος, âghios, ("sacro", "santo") e γράφειν, gráphein ("scrivere"). Il senso principale del termine è quindi quello di un testo o insieme di testimonianze che racconta la vita e/o i miracoli dei santi.

Tuttavia, considerare l'agiografia un genere letterario appare riduttivo, perché tra i testi agiografici si trovano diversi generi a seconda dell'intenzione dell'autore chiamato appunto agiografo.

L'agiografia ha acquisito dignità di una scienza critica ausiliare della storia. Perciò è la disciplina che si occupa di studiare tutta la documentazione letteraria relativa ai santi[1] cercando di verificare la sua storicità. E per questo motivo insieme allo studio della veracità o meno delle narrazioni, illumina le stesse con l'apporto di altre discipline come la teologia (in modo specifico la teologia spirituale), la psicologia e la sociologia e le altre scienze umanistiche ed antropologiche.

L'agiografia come scienza

La Riforma luterana rappresenta il periodo di maggiore decadenza per l'agiografia. Il pessimismo antropologico della teologia protestante non lasciava posto per i santi. La risposta della Chiesa è stata un avvicinamento scientifico ai testi agiografici. Così negli ultimi anni del secolo XVI si cominciano a pubblicare testi agiografici con maggiore attenzione alla veridicità e storicità di ciò che viene narrato.

Heribert Rosweyde, S.J. (1569-1629) fu il primo ad introdurre una nuova metodologia per lo studio dei manoscritti e delle fonti agiografiche. Cercava, attraverso un'accurata ricerca –per quanto possibile all'epoca– sui manoscritti, di purificare di apocrifi, interpolazioni o lacune le diverse fonti. Lo studioso gesuita elaborò con precisione il suo metodo di ricerca filologica che solo successivamente pubblica(perché voleva trovare collaboratori) in un'operetta Fasti sanctorum quorum vitae in Belgicis bibliothecis manuscriptae asservantur (Anversa 1607).

L'idea era preparare una collezione di 18 volumi con gli Atti ordinati secondo il calendario liturgico. Al martirologio dedicava un volume di questi.

Nel 1615 pubblicò il primo volume, la Vitae Patrum (anche se dal 1613 aveva mandato in stampa altre opere che dovevano completare le sue ricerche, come la nuova edizione del Martirologium romanum e del Martirologio di Odone). Ma nel 1629, con la sua scomparsa, il lavoro si fermava.

In quel momento, questa metodologia di lavoro era assunta da Jean Bolland, S.J. (1596-1665) che comincia la pubblicazione del Acta sanctorum. Sono i seguaci di Bolland, chiamati bollandisti, che continueranno la pubblicazione di edizioni critiche intenti a accertare la storicità delle fonti con il metodo, sempre più perfezionato, di ricerca che fa della agiografia una scienza. E non soltanto con la pubblicazione del Acta ma anche con la rivista Analecta Bollandiana. I primi volumi del Acta escono nel 1643:

« I due volumi erano l'atto di nascita dell'agiografia scientifica moderna che non segue altri criteri filologici e storici: stabilire esattamente un testo nella sua forma di origine e definire l'attendibilità in funzione dei dati relativi alla storia. »
(Saxer (1984:336))

Si possono menzionare alcuni collaboratori particolarmente significativi per il suo contributo allo sviluppo di questa scienza: Godfrey Henschen, S.J. (1601-1681) o Daniel Papebroch, S.J. (1628-1714). Ma con la soppressione della Compagnia di Gesù il lavoro s'interrompe.

Viene ripreso dal punto dove si era fermato, nel 1882, con l'arrivo nell'equipe dei bollandisti del Padre Charles de Smedt (1831-1911) che introdusse un metodo di studio più attento all'aspetto filologico dove l'interesse per la veridicità passa in secondo piano (si pubblica tutto ma con edizioni critiche) lasciando spazio per la storia del culto di ogni santo. Così l'agiografia chiede l'aiuto di altre scienze: la codicologia, la paleografia, la diplomatica, ecc.

Note
  1. Cf. Livario Oliger, voce «Agiografia» in Enciclopedia Cattolica, vol. I, Sansoni, Firenze 1948, col. 450.
Bibliografia
  • André Vauchez, Agiografia, in Dizionario enciclopedico del Medioevo, vol. 1, Città Nuova, Roma 1998, ISBN 88-311-9247-7, p. 27-28
  • Claudio Leonardi, Agiografia, in Guglielmo Cavallo, Claudio Leonardi, Enrico Menestò (a cura di), Lo spazio letterario del medioevo. 1. Il medioevo latino, vol. I.: La produzione del testo, tomo II, Salerno Editrice, Roma 1993, ISBN 88-8402-133-2
  • Victor Saxer, La ricerca agiografica dai Bollandisti in poi. Breve profilo storico, in Augustinianum 24 (1984), p. 333-345
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



Poni il mouse qui sopra per vedere i contributori di questa voce.