Metafora del moscerino e del cammello
La metafora del moscerino e del cammello di Gesù è contenuta in Mt 23,24 e non ha altri paralleli né sinottici né nel NT:
| « | Guai a voi, scribi e farisei ipocriti [...] Guide cieche, che filtrate il moscerino (κώνωπα kónopa) e ingoiate il cammello (κάμηλον kámelon) » | |
L'invettiva iperbolica di Gesù funziona già così, si pensi al contrasto tra la pagliuzza e la trave nell'occhio. Ma funziona ancora meglio ricorrendo all'aramaico, lingua vernacolare di Gesù e dei primi cristiani.
In Es 8,13-14 nella piaga degli insetti («zanzare» per CEI 2008) l'ebraico ha l' hapax singolare collettivo הַכִּנָּם hakkinnam[?], e data la radice כֵּן ken «così»[?] si potrebbe usare la letteralissima e parimenti indeterminata traduzione «cosini».
Le traduzioni aramaiche dei targum rendono questo hapax in maniera variegata ma affine: קַלמְתָא qalmeta (con diminutivo, tg. Onkelos), קלמי qalme (tg. ps-Gionata), כלמיא kalme (tg. Neofiti), גמלא gamala (commentario Hadar Zekenim).
Anche in arabo storico e contemporaneo esiste il termine قَمْلَة qamla e indica il pidocchio.
In definitiva, vista la fluidità ortografica e anche tenendo conto del comune interscambio fonetico ק/ג (gh/q) delle lingue orientali, in aramaico i piccoli «cosini» della piaga egiziana vengono indicati con varianti del termine qalma/galma.
Verosimilmente Gesù nel dialogo in aramaico ha usato questo termine assonante a גַּמְלָא gamla «cammello», in un gioco di parole galma/gamla che si perde nella traduzione greca.
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