Castello Sforzini di Castellar Ponzano

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Il Castello di Castellar Ponzano è un edificio fortificato situato nella frazione di Castellar Ponzano, nel comune di Tortona (Provincia di Alessandria), in via dell’Acquedotto Romano 6/a, a circa 8 km a sud del centro cittadino.

La struttura, edificata approssimativamente tra il XIII e il XIV secolo, sorge in posizione strategica lungo l’antica via Postumia, realizzata a partire dal 148 a.C. per collegare Aquileia a Genova, nonché in prossimità del tratto di acquedotto romano che dal torrente Scrivia convogliava l’acqua verso la città di Tortona.

Storia

Origini e Medioevo

L’area risultava già presidiata in epoca romana, verosimilmente a difesa dell’acquedotto. È probabile che una prima fortificazione altomedievale sia stata distrutta nel 1155 per ordine dell’imperatore Federico I Barbarossa, che dispose anche la distruzione della città di Tortona.

Castello Sforzini di Castellar Ponzano

Le prime attestazioni documentarie certe del castello risalgono al XIII secolo, quando compare in uno scritto come «Castellario desubter villam». In questo periodo il castello è attribuito ai nobili Ponzano, ramo della famiglia franca dei Manfredingi. Faceva parte di un sistema difensivo di fortificazioni attorno a Tortona, insieme a quelle riconducibili alle famiglie Bosoleti, Calderari, Isimbardi, Montemerlo e Tensioni, oltre che alle località di Mombisaggio e Vho.

Storia ecclesiastica

La posizione del Castello di Castellar Ponzano, lungo l’antica via Postumia e in prossimità del tracciato della via Romera, favorì fin dal Medioevo una significativa presenza religiosa nel territorio. Il complesso non ebbe infatti soltanto funzione difensiva, ma svolse anche un ruolo connesso all’assistenza ai viandanti e ai pellegrini diretti verso Roma o verso la Francia.

Alcune fonti locali riferiscono dell’esistenza, in epoca medievale, di un porticato ligneo attribuito ai Cavalieri Templari o ai Cavalieri di San Giovanni (Ospitalieri), probabilmente destinato al ricovero dei pellegrini. Tale struttura fu trasformata nel XVI secolo, durante gli interventi promossi dalla famiglia Balbi, in un’ampia cantina con volte in laterizio. Sebbene la documentazione diretta sull’origine templare sia limitata, la funzione assistenziale appare coerente con la collocazione del castello lungo un’importante direttrice di transito.

Il territorio di Castellar Ponzano rientrava nella giurisdizione della Diocesi di Tortona, storicamente influente nell’area tortonese. Secondo quanto riportato da Gian Michele Merloni, la giurisdizione di “Castellaro” si estendeva anche alla riva sinistra dello Scrivia, dove era situato il molino “Manuello”, inizialmente di proprietà dei vescovi di Tortona e successivamente assegnato al feudo dei Ponzano. Ciò testimonia il forte intreccio tra potere feudale ed ecclesiastico nella gestione delle risorse idriche e del territorio.

Un episodio di particolare rilievo si colloca nel contesto della Battaglia di Marengo (14 giugno 1800). In quell’occasione il parroco locale, don Guasone, appartenente alla famiglia proprietaria del castello, contribuì a favorire l’attraversamento del torrente Scrivia da parte delle truppe francesi guidate dal generale Desaix. La conoscenza del territorio da parte del sacerdote risultò determinante nel consentire il passaggio delle forze napoleoniche, che poterono così intervenire decisivamente nello scontro e rovesciare le sorti della battaglia.

All’interno del cortile del castello è inoltre conservata una lastra in pietra raffigurante un profilo tradizionalmente identificato con Dante Alighieri, accompagnato da simboli di carattere esoterico. L’iconografia è stata messa in relazione con l’ipotesi di un passaggio del poeta tra il 1309 e il 1310 durante l’esilio, lungo la via Romera. Pur in assenza di conferme documentarie definitive, l’elemento testimonia la presenza di una stratificazione simbolica e culturale che si inserisce nel contesto della spiritualità medievale dell’area tortonese.

All’interno del cortile è presente una lastra in pietra con un profilo dantesco e simboli esoterici. Secondo alcune ipotesi, il poeta Dante Alighieri potrebbe essere transitato presso il castello tra il 1309 e il 1310, lungo la via Romera in direzione di Parigi.

Nel 1365 Emanuele Ponzano, vicario generale di Galeazzo II Visconti, ottenne il diploma di nobiltà dall’imperatore Carlo IV di Lussemburgo con il titolo di conte, insieme al privilegio di estrarre acqua dai corsi del territorio tortonese per uso irriguo e molitorio.

Nel 1429 Giacomo Visconti, signore di Tortona, ordinò di bombardare il molino e la torre dei Ponzano, accusati di ribellione. La famiglia consegnò la torre a Tomaso de’ Gentili e giurò fedeltà al duca, chiudendo il conflitto.

I Balbi (XVI-XVII secolo)

Dal censimento del 1541 il castello risulta residenza di Galeazzo Balbi, commissario di Tortona dal 1543. Schierato con gli Sforza e quindi con gli Asburgo, Balbi divenne proprietario del castello, scalzando i Ponzano, di parte francese e guelfa.

Nel giugno 1544, durante il conflitto seguito alla morte di Francesco II Sforza, truppe filofrancesi avanzarono verso Serravalle mentre reparti spagnoli erano stanziati a Tortona. Presso il castello si concentrò un contingente italiano poi raggiunto dagli spagnoli, che respinsero i francesi oltre lo Scrivia nei pressi di Castellar Ponzano.

Sotto i Balbi il castello subì importanti ristrutturazioni:

realizzazione di una nuova ala residenziale a nord, con affreschi raffiguranti lo stemma nobiliare;

trasformazione di un porticato ligneo (forse di origine templare o ospedaliera) in ampia cantina con volte in laterizio;

costruzione di un loggiato con archi a tutto sesto sul lato sud.

Un attacco francese nel 1642 provocò il crollo delle volte a crociera del cortile interno, sostituite successivamente con coperture lignee.

Dal XVII al XIX secolo

Nel 1654 il castello fu acquistato dai fratelli Nicolò Maria e Biagio Busseti, nobili tortonesi. Nel 1715 passò alla famiglia Guasone, che ne mantenne la proprietà formalmente dal 1824 fino alla seconda metà del XX secolo.

Il castello e la famiglia Guasone furono coinvolti negli eventi della Battaglia di Marengo (14 giugno 1800). Durante le prime fasi dello scontro, gli austriaci sembravano prevalere sulle truppe napoleoniche. Le difficoltà del terreno rallentarono però l’azione austriaca, consentendo alle forze francesi di riorganizzarsi. Presso Castellar Ponzano, grazie al coordinamento del parroco don Guasone, contingenti francesi riuscirono ad attraversare lo Scrivia; il generale Desaix poté così intervenire decisivamente, contribuendo al ribaltamento delle sorti della battaglia.

Età contemporanea

Nel corso dell’Ottocento, con il declino della funzione strategica del territorio e l’evoluzione dei sistemi di trasporto, il castello perse progressivamente il proprio ruolo militare, venendo adibito a residenza di campagna.

Logo del Castello

Negli anni Settanta del Novecento fu acquistato e restaurato dalla famiglia Taroppio.

Nel 2022 il castello è divenuto di proprietà di Luca Sforzini, imprenditore italiano. Sotto la sua proprietà sono stati avviati interventi di valorizzazione e recupero conservativo finalizzati alla tutela del complesso storico-architettonico e alla sua promozione culturale nel contesto del territorio tortonese.

Descrizione

Il castello presenta una pianta trapezoidale, analoga per tipologia a quella del castello di Nazzano (Pavia).

Della struttura originaria medievale restano tracce nella cantina centrale, un tempo lato nord del perimetro. È invece perduta la torre angolare sud-occidentale originaria, dalla quale si sviluppavano i camminamenti lungo le mura.

Tra XIII e XV secolo fu realizzato il cortile interno con colonnato in laterizio e archi a tutto sesto, sovrastato da un camminamento che collegava il corpo principale alla torre sud-ovest.

Sono ancora visibili:

affreschi araldici dei Balbi al piano terra dell’ala nord;

resti del loggiato meridionale con due archi superstiti;

un’epigrafe con lo stemma di Galeazzo Balbi in corrispondenza dell’antico ingresso orientale;

la lastra lapidea con profilo dantesco nel cortile interno.

Note

Giuseppe Bonavoglia, Ipotesi sulla grande viabilità romana nel Tortonese, Iulia.

Analogie tipologiche con il castello di Nazzano (Provincia di Pavia).

Clelio Goggi, Storia dei Comuni.

Andrea Mazzucchi, I primi anni dell’esilio (1302-1310).

Gian Michele Merloni, Castelli, Torri e Luoghi fortificati del Tortonese antico, Tortona, 1989.

Codice Opizzoni, II, pp. 342-43, scheda 593.

Clelio Goggi, Storia dei Comuni, cit., Tortona 1973, p. 119.

Bibliografia

BONAVOGLIA, Giuseppe, Ipotesi sulla grande viabilità romana nel Tortonese, Iulia.

GOGGI, Clelio, Storia dei Comuni, Tortona, 1973.

MAZZUCCHI, Andrea, I primi anni dell’esilio (1302-1310).

MERLONI, Gian Michele, Castelli, Torri e Luoghi fortificati del Tortonese antico, Tortona, 1989.

Codice Opizzoni, vol. II.