Il Segreto di Maria
Il Segreto di Maria (in francese, Le Secret de Marie) è un'opera di san Louis-Marie Grignion de Montfort.
Contesto storico
"Il Segreto di Maria" fu scritto dopo il "Trattato di vera devozione" e presenta la stessa dottrina del "Trattato" descritta però in modo più semplice e molto più brevemente.
Nell'introduzione che intitola "Il grande segreto per diventare santo", sembra che indirizzi questo libro a qualcuno, probabilmente a un suo confratello. Dice al destinatario che sta rivelando un segreto: «Ecco un segreto, o anima predestinata, che l'Altissimo mi ha rivelato e che io non ho potuto trovare in alcun libro, né vecchio, né nuovo.»,[1] che, come tale, non può essere rivelato ("se non alle persone meritevoli") e che richiede una certa preparazione prima di leggerlo: «Prima però di appagare il tuo desiderio ardente e naturale di conoscere la verità, recita devotamente in ginocchio l'Ave Maris Stella e il Veni Creator, per chiedere a Dio la grazia d'intendere e gustare questo mistero divino.».[2]
Contenuto
La necessità di santificazione attraverso Maria
Il libro si divide in due parti. Nella prima parte, esattamente come nel "Trattato", spiega la necessità di santificarsi per mezzo di Maria e descrive il ruolo che Maria ha avuto presso Dio e gli uomini e nuovamente ribadisce la necessità della devozione mariana. Nella seconda parte presenta invece la "vera devozione", senza descrivere le "false devozioni", riassume i tipi di devozione in tre punti:
- «La prima devozione consiste nel compiere i doveri di cristiano, evitando il peccato mortale, operando più per amore che per timore, pregando di quando in quando la Vergine e onorandola come Madre di Dio, senza farla oggetto di particolare devozione.».[3]
- «La seconda devozione consiste nel nutrire per la Vergine sentimenti più perfetti di stima, d'amore, di confidenza e di venerazione.».[4]
- «La terza devozione va a Maria Santissima, conosciuta e praticata da ben poche persone, è questa che sto per rivelarti, o anima predestinata.».[5]
La schiavitù in Gesù per Maria
Ripropone poi il concetto di "schiavitù in Gesù per Maria" riassumendo i tre tipi di schiavitù: «[...] La prima è la schiavitù di natura: gli uomini buoni e cattivi, sono schiavi di Dio in questa maniera. La seconda è la schiavitù per forza, e schiavi di Dio in questo modo sono i demoni e i dannati. La terza è la schiavitù d'amore e di volontà, ed è quella con cui noi dobbiamo consacrarci a Dio per mezzo di Maria, cioè nel modo più perfetto con il quale una creatura possa darsi al suo Creatore.»[6].
Precisa la differenza tra un servo e uno schiavo: «Un servo esige un salario per i suoi servizi; uno schiavo non ne può esigere. Un servo è libero di lasciare il padrone quando gli piace, perché non lo serve che per qualche tempo; lo schiavo non può giustamente abbandonarlo, appartenendogli per sempre; Il servo non dà al padrone diritto alcuno di vita e di morte sulla propria persona; lo schiavo invece gli si dà così interamente che il padrone potrebbe farlo morire senza essere molestato dalla giustizia.».[7]
Riprende anche la "consacrazione a Gesù per mezzo di Maria" indicando l'importanza e gli effetti che questa porta a chi la pratica, e riassumendo schematicamente le pratiche interiori ed esteriori che deve praticare chi si consacra.
L'Albero della Vita
Infine presenta due sue preghiere a Gesù e a Maria che non sono presenti nel "Trattato" o in altri libri, così come la conclusione che intitola "L'Albero della Vita, ossia il modo di far vivere e regnare Maria in noi": «Se hai trovato il tesoro nascosto nel campo di Maria. [...] Se lo Spirito Santo ha piantato nella tua anima il vero Albero della Vita, che è la devozione che ti ho esposto, devi porre ogni cura nel coltivarlo, perché ti dia il suo frutto a tempo opportuno.»[8].
Spiega in 7 punti come "coltivare" questo "Albero della Vita" perché se coltivato «in poco tempo esso crescerà così in alto, che gli uccelli del cielo vi abiteranno, e diverrà così perfetto, che infine a tempo opportuno darà il suo frutto di onore e di grazia, cioè l'amabile e adorabile Gesù, che fu e sarà sempre l'unico frutto di Maria.»:[9]
- «Quest'Albero, essendo piantato in un cuore assai fedele, ama restare all'aria libera, senza alcun appoggio umano: quest'Albero, essendo divino, rifugge sempre da qualsiasi creatura che potrebbe impedirgli di innalzarsi verso il suo principio, Dio.».[10]
- «Bisogna che l'anima, dove quest'Albero è piantato, sia occupata senza tregua, a guardarlo e riguardarlo, come un buon giardiniere. Poiché quest'albero, essendo vivente e dovendo dare frutto di vita, vuole essere coltivato e reso rigoglioso da un continuo sguardo e contemplazione dell'anima; è proprio infatti di un'anima, che aspiri a diventare perfetta, di pensarvi di continuo, di farne la principale occupazione.».[11]
- «Bisogna sradicare e troncare i cardi e le spine, che potrebbero soffocare questo Albero o impedirgli di produrre il suo frutto: bisogna, cioè, essere fedele a tagliare e troncare, con la mortificazione e la violenza a sé stesso, tutti i piaceri inutili e le occupazioni vane con le creature; in altre parole, crocifiggere la carne, osservare il silenzio, mortificare i sensi.».[12]
- «Bisogna che i bruchi non lo danneggiano. Questi bruchi sono l'amore di sé stesso e delle proprie comodità [...] e con l'amor di Maria non si accordano affatto.».[13]
- «Bisogna tenere lontano le bestie, che sono i peccati, i quali potrebbero seccare l'Albero della Vita con il solo loro contatto. [...]».[14]
- «Bisogna innaffiare continuamente quest'Albero divino con Messe, Comunioni e altre preghiere pubbliche o private, altrimenti esso non darebbe più frutti.».[15]
- «Non bisogna crucciarsi se quest'Albero è agitato e scosso dal vento; perché occorre che il vento delle tentazioni lo investa per farlo cadere, e le nevi e i ghiacci lo circondino per farlo morire; il che significa che questa devozione a Maria Vergine sarà necessariamente combattuta e contraddetta; ma purché si sia costanti nel coltivarlo, nulla si deve temere. Il frutto dell'Albero della vita è l'amabile e adorabile Gesù. [...]».[16]
Conclude "Il Segreto di Maria" mettendo in appendice la preghiera di consacrazione con la quale conclude "L'amore dell'Eterna Sapienza".
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