Vicario

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È detto vicario l'organo incaricato in via preventiva e generale di esercitare, quale supplente, le competenze spettanti ad un altro, a seguito dell'impossibilità di quest'ultimo di funzionare, per assenza o impedimento del suo titolare. Di solito, oltre ad esercitare le competenze di un altro organo in qualità di supplente, il vicario ha anche competenze proprie; spesso è subordinato all'organo che sostituisce o lo coadiuva nell'esercizio delle sue funzioni.

L'organo vicario è frequentemente designato anteponendo il prefisso vice alla denominazione di quello che sostituisce (ad esempio: viceparroco). A volte, tuttavia, il prefisso ha un significato diverso (o ulteriore), equivalente a quello del prefisso sotto, designando il funzionario o il grado che nella gerarchia è immediatamente inferiore a quello alla cui denominazione è anteposto.

In passato il termine vicario aveva un significato più ampio, designando anche il funzionario che rappresentava il sovrano o, in generale, un'autorità superiore, specialmente in una parte del territorio; ad esempio, nell'Impero romano, dopo la riforma di Diocleziano, il vicarius era l'alto funzionario al quale era affidata l'amministrazione civile di una diocesi dell'impero. A partire dal Medioevo, il titolo di vicario venne attribuito a vari funzionari, come avviene tuttora nell'ordinamento canonico.

Nella vita della Chiesa cattolica il termine "vicario" si riferisce a diverse realtà:

Note
  1. «Si dice - e questo è vero - che il Papa è vicario di Cristo. È vero e io l’accetto con tutta umiltà. L'accetto più facilmente dopo il Vaticano II perché nei documenti del Concilio questa stessa definizione di vicario di Cristo viene attribuita a tutti i vescovi: ciascun vescovo è vicario di Cristo per la sua Chiesa. Il Papa è vicario di Cristo per la Chiesa di Roma e a causa della vocazione, della caratteristica di questa Chiesa romana è anche vicario di Cristo per la Chiesa universale. Si tratta certamente di un'attribuzione, di una parola forte: una parola che fa trepidare. Devo dirvi che preferisco non abusare di questa parola e adoperarla raramente. Preferisco dire "successore di Pietro", sì; ma ancor più preferisco dire "Vescovo di Roma". Quell'altra parola deve venir riservata ai momenti più solenni dove la Chiesa deve presentarsi nella sua identità cristologica, nella sua dimensione cristologica, come corpo di Cristo. In questa circostanza e in questo contesto anche la parola "Vicario di Cristo" sembra più giustificata». Giovanni Paolo II, Agli studenti del Pontificio Seminario Romano Maggiore, 3 marzo 1984.
  2. Cfr. Faus José Ignacio González, Vicari di Cristo. I poveri nella teologia e nella spiritualità cristiane. Antologia commentata, Bologna 1995.
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