Cathopedia si unisce alla gioia di tutta la Chiesa per l'elezione di papa Francesco
e chiede per lui il dono dello Spirito Santo, per un ministero petrino a immagine di Cristo Buon Pastore.
Parrocchia
La parrocchia è una "cellula" della diocesi, territorialmente circoscritta; il Vescovo vi agisce attraverso un parroco, al quale viene affidata la cura pastorale di quella comunità.
Così la definisce il Codice di diritto canonico:
| « | La parrocchia è una determinata comunità di fedeli che viene costituita stabilmente nell'ambito di una Chiesa particolare, e la cui cura pastorale è affidata, sotto l'autorità del Vescovo diocesano, ad un parroco quale suo proprio pastore.
Spetta unicamente al Vescovo diocesano erigere, sopprimere o modificare le parrocchie; egli non le eriga, non le sopprima e non le modifichi in modo rilevante senza aver sentito il consiglio presbiterale. La parrocchia eretta legittimamente gode di personalità giuridica per il diritto stesso. » |
| (Can. 515)
|
Centro della vita di una parrocchia è la celebrazione dell'Eucaristia domenicale, dove tutta la comunità cristiana di quel territorio è chiamata a partecipare.
In base a diversi fattori, una parrocchia può avere un numero di abitanti che varia da poche centinaia (come i piccoli paesini dell'entroterra), a decine di migliaia (nelle grandi città). In alcune zone, le parrocchie possono raggiungere un'estensione e una densità di abitanti simile ad una città di media grandezza (ad esempio le neonate comunità nate in terra di missione).
Indice |
Storia
Nascita
A partire dal Medioevo il concetto di parrocchia fu legato a situazioni politiche, e implicava una ragione di beni e di proprietà: la società era costituita da un ordinamento feudale che rendeva necessario che vi fosse un sacerdote dedito alla cura delle anime nelle comunità di credenti che vivevano lontano dalla cosiddetta "città vescovile", come nel caso delle comunità rurali e più tardi anche delle comunità urbane.
Con il passare del tempo avveniva che a motivo di tale ministero il prete percepisse di diritto delle rendite fisse per il suo sostentamento e per il culto; si vennero così a formare i cosiddetti benefici parrocchiali. In quello stesso periodo (X secolo) andò anche verificandosi la suddivisione delle proprietà parrocchiali ai nobili e ai signori, fino alla divisione in parrocchie dell'intera città.
Con il Concilio di Trento si determinò la stabilità dei parroci nelle rispettive zone parrocchiali, e successivamente la suddivisione delle diocesi in parrocchie.
Soggetti attivi
Ogni parrocchia è affidata alle cure pastorali di un parroco, che la rappresenta anche per questioni amministrative e burocratiche. In alcuni casi l'amministrazione di una parrocchia può essere affidata, provvisoriamente, ad un sacerdote (o anche ad un diacono) facente funzione di amministratore, ma non di parroco.
Nella guida di una parrocchia, il parroco può essere affiancato da uno o più viceparroci, che, in maniera subordinata, condividono le stesse responsabilità.
Altri soggetti attivi, che condividono con il parroco la corresponsabilità delle attività, sono gli operatori pastorali (catechisti, educatori, animatori, responsabili dei settori, ecc.).
Organismi di partecipazione
Il Codice di Diritto Canonico prevede che in ogni parrocchia il parroco sia coadiuvato e assistito da:
- Un consiglio pastorale, facoltativo, i cui membri sono scelti dalla comunità parrocchiale e integrati da persone cooptate dal parroco. Ha la funzione di aiutare il parroco nel discernimento pastorale, cioè nel formulare e portare avanti le grandi linee della pastorale parrocchiale. In genere è composto da 5 fino a 20 membri. A norma del can. 536 ha soltanto voto consultivo.
- Un Consiglio per gli Affari Economici, obbligatorio, nominato dal parroco. Aiuta il parroco nell'amministrazione dei beni della parrocchia.
Funzioni e attività
La parrocchia è tipicamente il motore dell'attività pastorale nel suo territorio. Essa è innanzitutto comunità di catechesi, liturgia e carità. Le principali attività che si portano avanti in una parrocchia sono:
- La pastorale di primo annuncio (kerigma) a quelli che sono lontani dalla fede e dalla Chiesa.
- La catechesi in preparazione ai sacramenti dell'iniziazione cristiana: Battesimo, riconciliazione, Cresima, Prima Comunione (Eucaristia).
- La pastorale degli adolescenti e dei giovani.
- I corsi di preparazione al matrimonio.
- La pastorale delle famiglia.
- La formazione permanente degli adulti.
- La pastorale della terza età.
- La pastorale della carità, attraverso la Caritas parrocchiale.
- L'attenzione pastorale ai malati, ai quali viene portata la Comunione eucaristica a casa, e in particolare ai morenti, e la celebrazione dell'unzione degli infermi.
- L'accoglienza, la formazione e l'assistenza spirituale di movimenti e associazioni (es. Azione Cattolica, Scout, Rinnovamento nello Spirito, Focolarini, Gioventù Francescana, ecc.)
Nelle parrocchie si conservano i documenti dell'"anagrafe ecclesiastica": atti di Battesimo, atti di Cresima, atti di Matrimonio, atti di Morte (non in tutte le diocesi: in alcune sono conservati nel vescovado).
Parrocchie e religiosi
Il Vescovo diocesano può affidare una parrocchia ad un "sacerdote regolare", che lo nominerà su proposta del superiore dell'istituto religioso di appartenenza.
Nelle altre confessioni cristiane
Sono organizzate in parrocchie anche la Comunione Anglicana, la Chiesa Ortodossa Orientale, la Chiesa di Svezia, e alcune altre comunità protestanti.
| Voci correlate | |
| Collegamenti esterni | |
| |
Suggerimenti
Cliccare il collegamento espandi a destra per suggerire un miglioramento: i contributori ne terranno conto.
Il suggerimento apparirà sulla pagina di discussione di questa voce.