Apparizioni di Gietrzwald

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Immagine della Vergine col Bambino, venerata nel santuario polacco di Gietrzwałd

Nella località polacca di Gietrzwałd, tra il 27 giugno e il 16 settembre 1877, la Madonna apparve 166 volte a due ragazze, Justyna Szafranska e Barbara Damulowska.

Storia delle apparizioni

Nella chiesa parrocchiale del villaggio polacco di Gietrzwald, esiste una copia dell'icona della Vergine nera di Czestochowa, conservato nell'omonimo santuario. La tradizione devozionale nei confronti di questa copia è attestata fin dal 1717[1].

La Madonna apparve ripetutamente, nel 1877, a due ragazze, Justyna Szafranska di 13 anni e Barbara Damulowska di 12 anni, inoltre pare a una terza donna di quarantacinque anni, rimasta sconosciuta[2]. La Vergine apparve in atteggiamenti differenti, talvolta circondata da angeli, talvolta con in braccio il Bambino Gesù.

Maria parlò nel polacco locale, ma il contenuto dei messaggi è poco noto: si presentò come l'Immacolata Concezione, raccomandando la recita quotidiana del rosario e preannunciando la fine della persecuzione religiosa, dovuta all'occupazione prussiana. Il luogo divenne meta di pellegrinaggi.

Il giudizio della Chiesa

Il santuario mariano di Gietrzwałd

Inizialmente l'Ordinariato competente di Frauenburg emise un parere sfavorevole al riconoscimento. Nel 1977, centenario delle apparizioni, si tenne a Gietrzwald e Olsztyn in contemporanea un Congresso Mariologico, in cui fu molto considerato il tema delle apparizioni. Al congresso parteciparono il Card. Stefan Wyszynski e l'allora Card. Karol Wojtyla. La loro presenza e la loro parola contribuì a sottolineare maggiormente la realtà e il significato delle apparizioni stesse. Tanto più che Papa Giovanni Paolo II nel suo 4° viaggio in Polonia. Tenne infatti a Olsztyn, il 6 giugno del 1991, una omelia post Missam con ricordi storici e religiosi sulla "santa" Warmia. Ricordò in particolare i luoghi di devozione alla Vergine, nominando in primo luogo Gietrzwald [3]. L'11 settembre del 1977 il vescovo di Warmia Giuseppe Drzazga ratificava il culto delle apparizioni della Madre di Dio a Gietrzwald con un decreto la cui conclusione recita:

« Confermiamo il culto delle apparizioni della Madre di Dio a Gietrzwald come non contrario alla fede e alla morale cristiana, fondati su fatti degni di fede, che non permettono di escludere il loro carattere soprannaturale e divino.[4]  »
Note
  1. Gottfried Hierzenberger, Otto Nedomansky, Tutte le apparizioni della Madonna in 2000 anni di storia, Piemme, 1996, p. 239
  2. Opera citata
  3. Testo dell'omelia sito della Samta Sede
  4. [1]
Bibliografia
  • Gottfried Hierzenberger, Otto Nedomansky, Tutte le apparizioni della Madonna in 2000 anni di storia, Piemme, 1996
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