Gadara

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.
100%Decrease text sizeStandard text sizeIncrease text size
Share/Save/Bookmark
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Gadara



Ruderi dell'insediamento
Civiltà Greca
Oggetto generico Insediamento
Oggetto specifico Area urbana
Datazione II secolo a.C. - 747
Localizzazione
Stato Giordania
Coordinate geografiche
32°16′51″N 35°53′30″E / 32.28083, 35.89173 bandiera Giordania
Mappa di localizzazione New: Giordania
Gerasa
Gerasa
Gadara
Gadara

Gadara ( in ebraico גדרה, gad´a-ra; in Greco Γάδαρα, Gádara), anche chiamata Antiochia o Antiochia Semiramide (greco: Αντιόχεια της Σεμίραμης) e Seleucia, fu una città semiautonoma della Decapoli romana.

Gli abitanti detti "Gadareni" sono citati nei Vangelo Mt 8,28 nell'episodio in cui Gesù liberò un indemoniato posseduto da una "Legione" di demoni, che furono poi scacciati in una mandria di porci che si gettò nel lago. Nel vangelo di Marco e di Luca Mc 5,1-20 Lc 8,26-39 riferisce l'evento nel paese dei "Geraseni" (abitanti di Gerasa). Località molto più lontana dal lago di Tiberiade e che sembra meno adatta per ambientare l'evento.

Storia

Il nome Gadara sembra essere di origine semitica. Deriva probabilmente dall'Ebraico gader (גדר), che significa "recinto" o "confine".

Fu conquistata da Antioco III il grande quando nel 218 a.C. invase la Palestina.[1] Da allora la città fu rinominata Antiochia Semiramide (o semplicemente Antiochia) e Seleucia.[2] Alessandro Ianneo ne invase il territorio e lo sottomise dopo dieci mesi d'assedio.[3] Pompeo sembra che abbia ridato autonomia alla città nel 63 a.C.;[4] dandole una libera costituzione, dopo un periodo di dominazione giudaica. Fu sede di un concilio indetto da Aulo Gabinio per il governo degli ebrei.[5] Fu ceduta da Augusto a Erode il Grande nel 30 a.C.[6] L'imperatore non ascoltò mai le accuse della popolazione locale contro il governo oppressivo di Erode.[7]

Dopo la morte di Erode la città fu inserita nella provincia di Siria nel 4 a.C..[8] All'inizio della prima guerra giudaica il territorio attorno a Gadara fu distrutto.[9] I Gadareni catturarono alcuni degli ebrei più audaci, di cui molti furono messi a morte, e altri ancora imprigionati.[10] A Gadara San Saba archimandrita fondò, alla fine del V secolo, una lavra.[11] Fu sede vescovile[12] fino alla conquista degli Arabi quando la popolazione si convertì all'islamismo, oggi è sede titolare. Nel 747 fu distrutta da un terremoto e abbandonata definitivamente.


  • Note
    1. Polibio. v.71.
    2. Umm Qais, Jordan su atlastours.net
    3. Ant., XIII, iii, 3; BJ, I, iv, 2.
    4. Ant., XIV, iv, 4; BJ, I, vii, 7.
    5. Ant., XIV, v, 4; BJ, I, viii, 5.
    6. Ant., XV, vii, 3; BJ, I, xx, 3.
    7. Ant., XV, x, 2 f.
    8. Ant., XVII, xi, 4; BJ, II, vi, 3.
    9. BJ, II, xviii, 1.
    10. Ibid., 5.
    11. Una lavra indicava originariamente un agglomerato di celle o di grotte di eremiti, con una chiesa e, alle volte, un refettorio nel mezzo. Gli eremiti vivevano soli per la maggior parte del loro tempo ritrovandosi nella chiesa solo al momento delle funzioni celebrate da un sacerdote.
    12. Adrian Reland, Palaestina ex veteribus monumentis illustrata, 776.
    Collegamenti esterni