Madonna della Gamba

Madonna della Gamba o Vergine del miracolo sono gli l'appellativi con cui la Chiesa venera Maria, in seguito all'apparizione che avrebbe avuto una giovane di nome Ventura, gravemente malata, nella sua abitazione a Desenzano al Serio, frazione di Albino nella diocesi di Bergamo, il 9 ottobre 1440, che fu miracolosamente guarita da una gangrena alla gamba[1].
L'evento

Venturina Bonelli, giaceva a letto a causa di una grave infezione alla gamba sinistra. Figlia di un povero contadino di nome Andreolo dei Bonelli, per la piccola sembrava non esserci altro rimedio che l’amputazione della gamba inferma, consumata da una gangrena.
Così avevano detto i medici della vicina località di Comenduno, dove la madre di Venturina aveva accompagnato la figlia per farla curare. Il rimedio prospettato dai dottori – l'amputazione della gamba – era impraticabile per la situazione economica della famiglia, che non poteva pagare per l'intervento.
Così la donna si caricò la figlia sulle spalle per fare ritorno a casa. A un certo punto la madre dovette fermarsi nella chiesa di San Pietro, a metà del cammino. Qui le due donne pregarono la Vergine Maria. Successivamente la madre, uscita per cercare alcune erbe, venne assalita da un animale nero e feroce che le strappò un lembo del vestito.
L'apparizione della Madonna e la guarigione di Venturina
Terrorizzate dall'accaduto, madre e figlia ripresero il loro cammino arrivando a casa a sera ormai inoltrata. Era la notte tra l’8 e il 9 ottobre 1440. Venturina, opressa da dolori lancinanti, strisciò verso la porta di casa. Tutto ad un tratto vide una grande luce nel cielo e una Signora silenziosa che le tocca la piaga sulla gamba.
La Signora poi prese un po' di terra, la inumidì con la saliva e la posò sull'arto malato che avvolse con un fazzoletto bianco. L'Apparizione si presentò a Venturina come la Vergine Maria e le chiese di depositare la benda che le avvolgeva la gamba in una fessura della roccia nella località di Ripa. In quel luogo avrebbe dovuto far erigere un'edicola con la sua immagine con il Bambino Gesù in braccio.
Venturina rispose alla Madonna che le sue condizioni fisiche non le avrebbero consentito di fare quanto le chiedeva. La Madre di Dio la rassicurò che presto sarebbe guarita. Il mattino del giorno dopo la ragazzina si svegliò e si accorse che la gamba era completamente risanata. Eseguì così la richiesta della Madonna.
La venerazione
Preghiera alla Madonna della Gamba di Desenzano
| « | Dolce Vergine Maria, tu sei la grazia, tu sei colei che Dio ha creato per essere mediatrice di ogni dono che lui elargisce. Ti preghiamo, supplici, di poterci rinsaldare nel cammino, di guarire le nostre ferite del cuore e le nostre infermità, di proteggerci e liberarci da ogni male che tenta di allontanarci da Dio, dalla salute del corpo e dello spirito.
Ti affidiamo, o dolce Vergine Maria, tutti i malati, i bisognosi, i bambini, gli anziani e in particolare i moribondi: assistili in ogni luogo e in ogni momento fino al ricongiungimento in Cielo con Gesù Cristo, nostro Salvatore, degno di ogni gloria. Noi promettiamo, o Madre, di pregare Dio che le intenzioni del tuo Cuore Immacolato, pieno d’amore per i tuoi figli e di zelo per il Signore si compiano, per la salvezza dei tuoi figli e a gloria di Dio, e offriamo per questo le nostre fatiche di ogni giorno e le nostre sofferenze. Fa’ che possiamo, o Madre, confermati nella fede, continuare a benedirti ogni giorno per le tue grazie, per intessere le tue lodi e quelle della Trinità Santissima nei secoli dei secoli Amen. Ave Maria… » | |
L'edicola – diventata successivamente il Santuario della Beata Vergine del Miracolo della Gamba – venne costruita con l'aiuto degli abitanti del paese[2]. La miracolosa guarigione venne riportata anche in un atto notarile del notaio Gabriele du Giuseppe dei Borelli di Desenzano sottoscritto da moltissimi testimoni[3].
| « | ...In Christi nomine amen.
Puella quaedam fuit Bergomensis, Ventura nomine, annorum undecim, nata patre Andriolo de Bonellis de Disenzano Vallis Serianae Inferioris, admodum pauper, et egena, et in crure sinistro quindecim menses gravi morbo laboravit, quo in dies crescente ipsum crus intra genu totum arefactum est, nec vivebat in eo quicquam, excepto quodam nervulo, qui tibiam cum genu copulabat…” » | |
Nel 1463 Concino (o Conzino) dei Signori di Comenduno, avendo avuto la guarigione delle sue figlie da alcune malattie, fece sostituire la bacheca con la chiesa intitolata alla Vergine dalla Natività, nel 1466 venne costruito il grande convento dei carmelitani[4]. Successivamente, per soddisfare il grande afflusso dei pellegrini venne costruita una seconda chiesa collegata alla precedente intitolata all'Annunciazione[4].
L'abitazione dove la fanciulla aveva avuto l'apparizione, nel 1579 divenne una piccola chiesa, grazie alla donazione testamentaria lasciata da Giovan Battista Marinoni detto il Bettoni. Nel 1934 Guido Gambarini musicò un inno mariano che viene suonato nei giorni della ricorrenza.
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