Arcidiocesi

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La parola Arcidiocesi o Archidiocesi è usata dalla Chiesa cattolica per indicare quelle diocesi che sono "principali" di una provincia ecclesiastica. Questo ruolo primaziale all'interno della provincia ecclesiastica è dato dalla presenza dell'arcivescovo, come recita il canone 435 del Codice di diritto canonico:

"alla provincia ecclesiastica presiede il metropolita, che è l'arcivescovo della diocesi cui è preposto".

Quindi si potrebbe dire che è l'arcivescovo a rendere tale una arcidiocesi, e non viceversa. La scelta di attribuire lo statuto di arcidiocesi ad una chiesa particolare piuttosto che ad un'altra dipende da motivi vari: storici, o di grandezza, o di centralità territoriale, o di importanza della sede episcopale.

In pratica si tratta di una suddivisione amministrativa del territorio della Chiesa cattolica: alcune diocesi confinanti sono raggruppate in una provincia ecclesiastica, la quale prende il nome ed è guidata da una diocesi "sorella maggiore", l'arcidiocesi.

Il vescovo che guida un'arcidiocesi è chiamato sempre arcivescovo, ma non è sempre vero il contrario, cioè non tutti gli arcivescovi guidano delle arcidiocesi: ad alcuni arcivescovi tale qualifica può essere attribuita solo in via onorifica; si definisce, invece, metropolita o vescovo metropolitano, l'arcivescovo che è capo di una provincia ecclesiastica composta di diocesi dipendenti dette "suffraganee". Solo il metropolita, e non gli altri arcivescovi, nelle celebrazioni liturgiche usa il pallio come segno della sua qualità di pastore e supervisore della provincia ecclesiastica.

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