Arciprete

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Nella Chiesa cattolica, arciprete è un titolo onorifico conferito a un sacerdote, di solito il parroco di una collegiata o di un gruppo di parrocchie detta arcipretura, o titolo di una dignità di un capitolo cattedrale o di una basilica.

A partire dal V secolo, la carica di arciprete divenne molto importante nella gerarchia ecclesiastica. L'arciprete era il decano dei presbiteri di una diocesi e, in assenza del vescovo, ne assumeva le funzioni e sovente, alla morte di costui, ne diveniva successore.

Una lettera di papa Leone I dell'8 marzo 448 riferisce che Doro vescovo di Benevento era stato accusato di aver trasgredito le regole della disciplina ecclesiastica, perché aveva nominato arciprete del presbiterio locale il prete Eucarpio, recentemente consacrato, non rispettando in questo modo l'ordine stabilito dal merito di anzianità; il papa perciò intimò a Doro di rimettere ordine nel suo clero, sotto la supervisione di Iulius, probabile vescovo di Pozzuoli.[1]

Anticamente si distinguevano due tipi di arcipreti: quelli "urbani" normalmente a capo del capitolo cattedrale e quelli "rurali" a capo di un'arcipretura. Questa distinzione fu introdotta quando, fra il VI secolo e il IX, le diocesi, specialmente quelle grandi, furono divise in arcidiaconati, e questi a loro volta in arcipreture.

Cardinale arciprete

È il titolo assunto dal cardinale che presiede e governa il clero di una delle basiliche patriarcali romane. Anticamente era assegnato alle tre basiliche di san Giovanni in Laterano, san Pietro, santa Maria Maggiore e dal 2005 anche a san Paolo Fuori le Mura.

Chiesa greca

Nelle Chiese orientali, il titolo di arciprete trova vari sinonimi: arcipresbitero (αρχιπρεσβύτερος, arcipresbyteros), protopope (πρωτόπαπππας, protopappas), protosacerdote (πρωτοιερεύς, protoiereus), protopresbitero (πρωτοπρεσβύτερος, protopresbyteros): sono titoli concessi dal vescovo o dal primate a un sacerdote rettore di una cattedrale o di una parrocchia importante, o il decano di un collegio diocesano.

Note