Concilio di Sardica

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 Sardica (Sardicense)

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Concili non ecumenici della Chiesa cattolica
Stato {{{stato}}}
Località Sardica
Data  343
Convocato da Papa Giulio I
Presieduto da


Partecipanti  94 vescovi della Chiesa occidentale e 76 di quella orientale.
Argomenti  Concilio di Nicea e vescovi
Documenti  21 canoni
Gruppi scismatici
Concilio precedente {{{precedente}}}
Concilio successivo {{{successivo}}}

Il Concilio di Sardica o Serdica[1] (Concilium Sardicense) è un sinodo locale che si è tenuto a Sardica (attuale Sofia, in Bulgaria) nel 343. Fu convocato da papa Giulio I con l'intenzione di indire un concilio ecumenico, ma non è così catalogato dalla storiografia. La scelta della sede di Sardica (o Serdica) ai confini dell'Impero d'Oriente e d'Occidente fu strategica.

Erano presenti 94 vescovi della Chiesa occidentale e 76 di quella orientale. L'assenza di molti vescovi orientali e l'abbandono di altri, ne sminuirono il valore, sebbene fossero stati coinvolti anche i vescovi deposti dagli ariani, fra cui Atanasio, vescovo di Alessandria e padre della Chiesa.

In tale concilio, tra l'altro, si confermò la fede nicena contro Ario che negava la divinità del Verbo e fu sostenuta l'innocenza di Atanasio di Alessandria. Fu proprio il fallito tentativo di un gruppo di vescovi orientali di confermare la destituzione di Atanasio a provocare l'abbandono di una folta delegazione di vescovi filo ariani, per cui il concilio non fu ritenuto ecumenico.

Fu reso obbligatoria la presenza del vescovo nella propria sede, limitandone le assenze a non più di tre settimane e accompagnata dalla raccomandazione ai vescovi di evitare di frequentare gli ambienti di corte, in un'epoca in cui il potere politico aveva tanta influenza sulla vita della Chiesa.

Nel canone 3 venne anche stabilito il diritto di un vescovo deposto da un sinodo provinciale di appellarsi al vescovo di Roma che ordinerà una nuova istruttoria da parte dei vescovi limitrofi. Se anche in questo caso vi sarà opposizione la chiesa di Roma (come metropolitana) interverrà mediante un tribunale di vescovi, presieduto dai legati romani.

Note
  1. Per una dizione più corretta si dovrebbe dire "Serdica": cfr. H. Denzinger, Enchiridion Symbolorum, EDB, Bologna, 1995, nn. 133-135, con bibliografia; e la lettera Quod semper di Giulio I, ivi, n. 136
Voci correlate
Bibliografia
Collegamenti esterni
Bibliografia
  • (EN) Edward H. Landon, A Manual of Councils of the Holy Catholic Church, John Grant, Edimburgo 1909, vol. 2, p. 122-129, online