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Malachia

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.

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Il libro detto di Malachia era probabilmente anonimo, poiché questo nome significa "il mio messaggero" e sembra essere tratto da Mal 3,1.

Si compone di sei brani costruiti sullo stesso tipo: JHWH, o il suo profeta, lancia un'affermazione, che è discussa dal popolo o dai sacerdoti e che è sviluppata in un discorso in cui si alternano minacce e promesse di salvezza.

Ci sono due grandi temi: le colpe cultuali dei sacerdoti e anche dei fedeli (1,6-2,9 e 3,6-12), e lo scandalo dei matrimoni misti e dei divorzi (2,10-16).

Il profeta annunzia il giorno di JHWH, che purificherà i membri del sacerdozio, divorerà i cattivi e assicurerà il trionfo dei giusti (3,1-5.3,13-21). Il passo 3,22-24 è aggiunto, forse anche 2,11b-13a.

Il contenuto del libro permette di determinare la sua data: è posteriore al ristabilimento del culto nel tempio riedificato (515 a.C.), e anteriore alla proibizione dei matrimoni misti sotto Neemia (445 a.C.), probabilmente assai vicino a quest'ultima data. Lo slancio che Aggeo e Zaccaria avevano suscitato è spezzato e la comunità si lascia andare. Ispirandosi al Deuteronomio, e anche ad Ezechiele, il profeta afferma che non ci si burla di Dio, il quale esige dal suo popolo religione interiore e purità. Egli annunzia la venuta dell'angelo dell'alleanza, preparata da un misterioso inviato (3,1), nel quale Mt 11,10 (cfr. Lc 7,27 e Mc 1,2) ha riconosciuto Giovanni Battista, il precursore. Questa era messianica vedrà il ristabilimento dell’ordine morale (3,5) e dell'ordine cultuale (3,4), culminante nel sacrificio perfetto offerto a Dio da tutte le nazioni (1,11).

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