Odio

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« L'odio volontario è contrario alla carità. L'odio del prossimo è un peccato quando l'uomo vuole deliberatamente per lui il male. L'odio del prossimo è un peccato grave quando deliberatamente si desidera per lui un grave danno. »
« "Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste". »

L'odio è un sentimento di ostilità che spinge a gioire delle disgrazie di qualcuno, a desiderare il suo male, ad operare in modo da arrecargli volontariamente danno.

Tale atteggiamento è esattamente contrario al comandamento dell'amore, che è il criterio centrale dell'agire cristiano.

Viene ripreso come termine di paragone nel discorso della montagna (Mt 5,43-44) per far risaltare il precetto dell'amore.

Il verbo "odiare" è utilizzato nel Vangelo secondo Luca anche con un significato differente, quando Gesù chiede a coloro che intendono diventare suoi discepoli, di odiare il proprio padre, la propria madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e la propria vita (cfr. Lc 14,26). In questo caso il verbo assume il valore di "mettere in secondo piano" l'attaccamento a tali relazioni, rispetto all'amore principale che viene richiesto nei confronti di Gesù Cristo.

Nel discorso dei due padroni (Lc 16,13; Mt 6,24) la parola odio è sinonimo di disprezzo.

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